Nelle mani del vento di Nicla Morletti

Abbassai lo sguardo. Sul muro qualcuno aveva scritto: “Il mio cuore batte coi suoi flutti allo scoglio del mondo, e su di esso lascia segnate con lacrime le parole: io t’amo.”
“Resti ancora con me, fiore di primavera. Ascolti la mia storia, è infinitamente bella.”
E mentre nuvole di panna vagavano nel cielo, fece ritorno l’airone rosa. Elegante nel volo, si librava nell’aria profumata di salsedine. E l’uomo incominciò a narrare della sua vita e di Desirée, isola dell’infinito.

(…)

Accadde in un pomeriggio d’estate. In uno di quei giorni benedetti da Dio in cui capita di sentirsi felici senza saperne il perché. Basta un soffio di vento, o un profumo particolare nell’aria per capire ad un tratto che la vita è bella, mentre nella nostra mente si dilegua il ricordo di giorni densi di malinconia.
Accadde in quel breve tragitto che il battello compie ogni giorno dal paese di San Feliciano all’isola Polvese. In uno di quei traghetti che scivolano lenti nello specchio d’acqua del lago Trasimeno.
Lei era là, in piedi, appoggiata alla cabina, il viso al sole, un libro in mano, la borsa a tracolla. Il vento le modellava la veste leggera, frugava con dita invisibili tra i lunghi capelli, giocava con le forme di un corpo perfetto.

(…)

Raccolsi il pezzo di carta in un angolo di prato di quel quieto mondo. Carta da lettere ingiallita dal tempo, bella calligrafia, tratto deciso di persona che faceva supporre un carattere fermo ma pensoso, sembrava.
Lessi:
“Se questa sera ti sembrerà più quieta, se nella notte il vento muoverà le tende della tua stanza e più pallida sarà la luna, se tra le ombre del giardino scorgerai un fiore e le corolle bisbiglieranno tra i fili d’erba, allora in questa notte angeli dai capelli d’oro veglieranno su di te. E nel sospiro del vento sarò fra le tue braccia, sfiorerò la tua pelle, bacerò le tue palpebre chiuse. E tu mi sognerai nell’incanto dell’aurora.”

(…)

Nell’isola era calato il vento e da un punto dell’orizzonte avanzavano lente le nubi.
Desirée si umettò le labbra che divennero più lucide. Vidi una vena pulsarle nel collo e una goccia di sudore scendere giù lentamente fino a lambire il seno.
Cercai di immaginare cosa celasse quell’abito di  stoffa cedevole che le avvolgeva le gambe, di leggere la plasticità delle forme di quel corpo sconosciuto e così vicino. Profumo di  iris, viola, ciclamino: “Spring flower.”

(…)

Io e Desirée ci ritrovammo stretti stretti a ballare un lento sulla piazza del villaggio in mezzo ad altri turisti, fra i bambini che si rincorrevano, fra aquiloni di carta e palloncini colorati.
Sentivo la morbidezza del suo corpo così vicino al mio, il suo respiro, il suo profumo: Spring flower. La musica pareva divenire sempre più dolce. Ci muovevamo all’unisono, lentamente, delicatamente, avvolti nella luce rossastra di un tramonto struggente. Lei reclinò la testa ed io le passai una mano tra i capelli.

***

Alcuni brani tratti dal libro Nelle mani del vento, l’ultimo romanzo di Nicla Morletti.

Ultimi post

Altri post