Dal racconto: Il punto –

«Giulia non avrebbe mai immaginato che un semplice “punto” avrebbe fatto la differenza in quel ginepraio di sentimenti che era diventata la sua vita. Non si trattava di un “punto di svolta”, né di un “punto di non ritorno”, almeno in apparenza. Non era un neo, né un altro tipo di macchia delle pelle: era solo e semplicemente un “punto”, quel piccolissimo segno ortografico che normalmente separa una frase dall’altra e dopo il quale, il più delle volte, si va a capo e si ricomincia un nuovo periodo. Nel caso di Giulia si trattava di un minuscolo segno che identificava un comunissimo indirizzo di posta elettronica.
La sera in cui decise di scrivere un’e-mail all’amico Nicola, aveva proprio toccato il fondo e rischiava di restarci: nel giro di tre settimane, infatti, era rimasta senza lavoro, senza fidanzato e alla disperata ricerca di una casa dove andare a vivere. Il giornale per cui aveva sempre lavorato con scrupolo e dedizione aveva chiuso definitivamente i battenti. Alberto, il ragazzo che aveva frequentato nell’ultimo periodo, era sparito senza darle un’effettiva spiegazione; probabilmente aveva scambiato le preoccupazioni di Giulia per una sorta di ansia da vita di coppia. Quale che fosse la vera ragione, il giovanotto se n’era andato dalla sua sfera affettiva così com’era entrato: in punta di piedi. Per di più Alessia, la sua coinquilina, aveva deciso di sposare lo “storico” fidanzato, facendo ritorno in Sardegna per aprire un ristorante col marito sul lungomare di Alghero, la loro città natale. Il costo dell’affitto era quindi diventato impossibile per una persona sola che, tra l’altro, non poteva più contare sullo stipendio del giornale.
Ogni giorno che passava la povera ragazza si sentiva sempre più prossima al capolinea.
Fu così che una sera d’inverno, in preda allo sconforto e stretta nella morsa della solitudine che aveva finito per impadronirsi anche del suo appartamento, ormai mezzo vuoto, decise di scrivere a Nicola nel modo che era solita utilizzare quando voleva inviargli una richiesta d’aiuto, ossia tramite una poesia da cui fosse possibile dedurre il suo stato d’animo.
Giulia era solita combattere con la scrittura i momenti difficili; dopo un litigio con il fidanzato, di fronte ad una delusione o quando il mondo intorno a lei non sembrava girare al meglio, si sedeva di fronte allo schermo del suo computer e iniziava a scrivere: poesie, racconti, aforismi di vario genere. L’importante era dare sfogo alla fantasia e sentirsi finalmente libera: era lei a decidere le trame e i protagonisti, l’inizio e la conclusione delle loro vicende. Poteva creare quello che, assai di frequente, gli eventi intorno a lei sapevano magistralmente distruggere.
La poesia che inviò a Nicola quella sera rispecchiava il suo stato d’animo, scuro come la pece; difatti il titolo della poesia era “Pensieri di catrame”. Nicola era probabilmente l’unico vero amico rimastole accanto dopo che i tanti “pretendenti”, delusi dalle scarse attenzioni che la ragazza prestava loro, si erano dispersi come gocce di vino in un catino di acqua minerale. Con lui era stato diverso fin dall’inizio: sapeva di potersi sfogare in qualsiasi momento, senza fraintendimenti, ed era sicura che l’amico avrebbe saputo interpretare, con la giusta dose di tatto e di pragmatismo, anche le frasi più sibilline che lei gli avesse inviato.
Quella sera, però, per colpa della stanchezza o della fretta di andare a dormire dopo l’ennesima giornata storta, Giulia digitò erroneamente “nicola.75@libero.it”, anziché “nicola75@libero.it”.
Fu proprio quel “punto” a fare la differenza, anche se lei se ne rese conto solo un paio di giorni dopo, quando Nicola rispose dicendo che aveva gradito la sua poesia e invitandola a mandargliene altre.
Giulia rimase stupita: solitamente l’amico non la ringraziava così calorosamente, né era solito fare commenti sui suoi scritti: semplicemente si attaccava al telefono e le faceva vuotare il sacco. Decise quindi di procedere all’interrogatorio domandandogli, in maniera ironica, il motivo di tanto entusiasmo.
Per un paio di giorni il silenzio regnò sovrano nella sua casella di posta elettronica, fino a che giunse la seguente risposta: «Ciao Giulia, perdonami ma non sono la persona che cercavi. Quando ho letto la tua poesia ne sono stato immediatamente catturato e speravo che non ti accorgessi dell’errore e che continuassi a scrivermi. I tuoi versi, sebbene malinconici, mi sono parsi come un raggio di luce nell’angolo buio della mia vita e mi hanno fatto capire che nessuno è mai completamente solo. Sappi di avermi regalato, inconsapevolmente, un “respiro di vita”. Grazie, Nicola».
Dapprima Giulia fece finta di nulla e il suo computer, sempre acceso nel vecchio appartamento del centro di Venezia, rimase stranamente spento per alcuni giorni. La ragazza viveva nella città più romantica d’Italia da quando si era laureata alla Ca’ Foscari e aveva deciso di rimanerci, dicendo che quel lembo di terra affacciato sul mare le sembrava un finestra sul mondo da cui poter scorgere l’infinito. Tuttavia, con il passare del tempo, il suo computer aveva finito per diventare l’unico ponte verso l’esterno.

DI SOLE NON CE N’È MAI ABBASTANZA di Cristina Cappellini – ALETTI EDITORE, 2011 pag. 141

Il commento di NICLA MORLETTI

“Di sole non ce n’è mai abbastanza”  è l’accattivante titolo della raccolta di racconti di Cristina Cappellini. Un messaggio di speranza, una lettura così appassionante che invita ad ascoltare il proprio cuore e a rincorrere i propri sogni. Si rimane affascinati da episodi di vita, da personaggi che affrontano sfide e inseguono emozioni. Personaggi che vivono la loro esistenza in luoghi e periodi storici diversi. Tutti hanno una cosa in comune: il desiderio di vivere, di aggrapparsi a qualcosa o a qualcuno per non morire dentro. Sfilano così davanti ai nostri occhi “La ballata triste del frate Hyères”, “L’ultimo candeliere”, “Il cavaliere berbero”, “Il ragazzo del binario sette”, “La notte di Caravaggio”, “La nave del ritorno”, “Il canto vagabondo di Manuela Cardozo”, “Il poeta viaggiatore”, “Radio 007”. Apre la raccolta in maniera eccellente ed ottimo stile il racconto dal titolo “Il punto“.

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33 thoughts on “Di sole non ce n’è mai abbastanza di Cristina Cappellini

  1. Il sole rappresenta sorgente di vita, di calore, ottimismo e speranza; per me, da buona siciliana, è una giornata di sole che fa il mio umore……….per il titolo ho voluto leggere la trama.
    Mi rivedo molto nella protagonista che al culmine della solitudine e dei periodi grigi ricomincia a rinsavire…quando tocca il fondo inizia la sua risalita agendo e manifestando i veri sentimenti contro ogni critica e paura.
    E’ da lì nuove speranze si aprono.
    Curiosa di leggere il seguito.
    Complimenti
    Rossana.

  2. Nella Torah è scritto che il mondo non può esistere senza miracoli e che la vita risarcisce ogni lutto, ogni sciagura con una nuova nascita. I miracoli fanno da contrappeso alle sciagure. Ho letto in questo racconto tanta umanità che urla in maniera silenzione il bisogno d’ Amore.
    L’ Amore, quello che non conosce limiti quello che rende l’uomo e la donna simili a Dio!
    Quello capace di dare senso a questa assurda vita…
    quello capace di fare arrivare la montagna sino a noi e nel caso la montagna non volesse muoversi
    è quello stesso amore che ci dà la forza di andare verso la montagna!
    Perché non importa quale sia la tua religione… non importa quale sia il tuo Dio…
    È l’amore…. è solo l’amore
    quella forza capace di accorciare quella distanza e di mettere tutti gli esseri viventi in contatto fra loro.
    E’ l’ amore l’unica forza capace di creare una breccia e di andare oltre… il muro che ci separa…

    Ho appena letto questo racconto e lo sento come possibile fonte di ispirazione per una nuova opera teatrale. Mi piacerebeb poterne parlare. Grazie Cristina!
    Andrò alla ricerca di tutti i tuoi libri. Silvia

  3. Un racconto questo davvero appassionante, da lasciare col fiato sospeso..
    e leggendolo mi sono immedesimata tanto in questa protagonista, nella sua vita così sfortunata e triste.. ma poi arriva al culmine con questa email sbagliata…
    ma credo che nulla accada per caso.. l’ho sperimentato sulla mia pelle.. è proprio nel momento più buio, in cui si tocca il fondo, che emerge una speranza, un piccolo spiraglio di sole, che l’autrice ha saputo dipingere brillantemente in questi versi.. infatti leggendoli si ha la sensazione di viverli questi attimi, questa situazione e queste sensazioni che emergono dal racconto..
    e chissà se la protagonista poi incontrerà il misterioso Nicola…
    un incontro non accade mai per caso.. così come il mio ritrovarmi qui a scrivere questo commento non è per caso.. e spero di leggere tutti i racconti..

    1. Anch’io penso che non tutto (e forse niente) accada per caso. La vita è ogni giorno una scoperta straordinaria…
      Grazie
      Cristina

  4. Che bella storia che ho cominciato a leggere e pensare a quante volte abbiamo sbagliato a indirizzare una mail allo stesso modo… senza pero’ i riscontri di questa storia.
    Bella idea, non c’è che dire…
    Mi piacerebbe continuare la lettura.
    Grazie e cordialità.
    Sabato

    1. Già, a volte capitano delle situazioni in apparenza banali ma che si rivelano in grado di cambiare il corso della vita delle persone. Destino o semplice caso? E che senso hanno le coincidenze? Questi sono tra i grandi interrogativi della vita…
      L’importante è continuare a credere che anche da un errore o da una situazione negativa possa scaturire qualcosa di bello e di positivo. La magia della vita, no?
      Spero che abbia modo di leggere per intero il mio racconto e anche le altre storie che compongono questa raccolta,
      grazie del commento
      Cristina

  5. Una serie di racconti belli, specchio di un’umanità profonda, fraterna e solidale.
    La scrittrice, una giovane donna che riesce ad esprimere mirabilmente tutta l’umanità che la sorprende ed affascina, riuscendo a sorprendere e ad affascinare, a sua volta, chi legge la sorprendente ed affascinante umanità che emerge dai suoi libri.
    Narrazioni di una giovane e brillante scrittrice che ha fame di mondo, umanità, esperienze dai più svariati confini, geografici, sociali, etnici.
    Narrazioni che, grazie ad una splendida e riuscita osmosi, vengono dal mondo, reale o inventato o filtrato, entrano in un’anima sensibile, profonda e intelligente e escono da corde liriche e vocali pronte a recepire e a esprimere mirabilmente le proprie emozioni.
    Un piccolo libro che sa regalare tempo di lettura appassionata, evasione pura e riflessione su un mondo variegato, facendo ascoltare e vivere esperienze di vita emblematiche ed esemplificative.

    1. Grazie Sonia per le bellissime parole e per il giudizio così appassionato. Emozionare i lettori è ciò che di più bello può fare uno scrittore, facendo provare agli altri e condividendo con gli altri sentimenti e stati d’animo vissuti in prima persona dall’autore o filtrati, come dici tu, per farli rivivere in luoghi diversi da persone diverse…
      Grazie ancora,
      Cristina

  6. Sono un po’ imbarazzato nello scrivere un commento… grazie per aver raccontato del poeta viaggiatore, a cui mi sto ispirando anch’io… Spero che il mondo generi altri poeti viaggiatori, ambulanti, sognatori, pieni di meraviglia da condividere con le persone che incontrano, spero che gli esseri umani si sveglino da questo brutto incubo che li obbliga a correre verso il nulla, e si fermino, e si commuovano per un dettaglio, un bagliore, la venatura di una foglia, che sono lo specchio di quello che siamo, e la nostra vera gioia.

    1. Grazie per avermi ispirato uno dei racconti a cui (lo confesso) sono più affezionata!
      Anch’io nutro la medesima speranza: c’é tanto bisogno di sogni e di poesia in questo mondo strampalato e spesso così lontano dalla bellezza delle piccole emozioni, dal valore degli ideali e dei sentimenti più genuini, dalla voglia di credere ancora in qualcosa di vero…
      Cristina

  7. cara cristina, il mio commento non è di sicuro da lettore esperto; ma come ti ho già detto tempo fa la capacità piu’ importante per chi scrive è, secondo me, fare in modo che cio’ che un lettore trova in un racconto non siano semplici parole ma emozioni da vivere come se fossero la realtà. Il tuoi racconti sicuramente regalano alla mente la voglia di lasciarsi andare… Attraverso i particolari e curiosità che paragrafo per paragrafo tu riesci a comunicare e trasmettere, l’obiettivo è raggiunto. Complimenti ancora. Un abbraccio

    1. Grazie Germano,
      non serve essere lettori esperti per provare emozioni e sentirsi a proprio agio tra le pagine di un libro.
      Cristina

  8. Il racconto conferma l’importanza del fato nella vita di tutti noi. Spesso vogliamo programmare tutto della nostra vita e magari della vita degli altri ; basta poco per rendersi conto che , in realtà , tutto ( o quasi ) è gia deciso da una forza superiore che decide per noi.

    1. Ciao Giambattista, forse è come dici tu, chi lo sa? Quello che conta secondo me è riuscire a credere che se vogliamo possiamo fare sempre la nostra parte, per aiutare noi stessi e gli altri.
      Grazie del commento,
      Cristina

  9. Ho letto per caso ‘Di sole non ce n’è mai abbastanza’ scoprendo questa raccolta di racconti sul web. Incredibile la capacità della scrittrice di raccontare storie diverse da loro, dai racconti più intimistici e con sentimenti in primo piano a quelli che abbracciano diverse generazioni.
    La scrittura ti coinvolge, ti ritrovi nei personaggi e vorresti visitare i luoghi in cui sono ambientati.
    In particolare mi è venuta voglia di scoprire Soncino.
    Ma è davvero così bella?
    complimenti ancora a Cristina Cappellini!
    un caro saluto

    1. Grazie del commento, Fabrizio.
      Soncino è stata inserita da qualche anno nell’elenco dei borghi più belli d’Italia. Merita una visita turistica, fidati! Se ti capitasse di farla, ti consiglio di partire dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie (quel gioiello che descrivo nel racconto “La ballata triste del frate di Hyères”), di proseguire con la visita alla Rocca Sforzesca, che è d’obbligo, alla chiesa di San Giacomo e a quella di Santa Maria Assunta…Insomma, una giornata nel verde di questo borgo medievale non può di certo annoiare!
      Ciao
      Cristina

  10. Come il titolo mi aveva colpito nello scorrere questo blog cosi’ mi ha colpito positivamente la lettura del suo libro,la voglia di vivere e ricominciare dando una svolta alla propria vita dei personaggi mi ha entusiasmata e il fatto che si componga di piccoli racconti e’ stato ancora piu’ piacevole e scorrevole per la lettura, grazie infinite per avermi regalato delle emozioni e per avermi permesso di entrare nel suo mondo di scrittura ,spero che presto potro’ leggere nuovamente di lei

    1. Grazie del giudizio così positivo, mi ha fatto molto piacere!
      Spero anch’io di poter concludere presto una nuova opera a cui sto lavorando da tempo…
      Un cordiale saluto
      Cristina Cappellini

  11. Gentilissima Cristina, ho ricevuto proprio oggi il suo libro, vorrei ringraziarla tantissimo per il bel regalo che mi ha fatto, ora avrò davvero l’opportunità di scoprire il seguito della storia che mi aveva incuriosito quando ne ho letto l’assaggio……grazie di cuore e…..tanti tanti Auguri di Buon Natale e Buon Anno a lei e atutte le persone a lei vicine.
    Natalia

    1. Grazie a lei per l’attenzione e l’entusiasmo! Buon 2013 e…buona lettura ovviamente!
      Cristina Cappellini

  12. mi piacciono i libri che si dividono in racconti e mi piace ancor di piu’ quando i potragonisti seppur accomunati da passioni medesime vivono in epoche e situazioni diverse ,mi piace il sole che riscalda la pelle e il cuore e che quando chiudi gli occhi ti fa sognare e che quando hai perso ogni speranza ti attacca nuovamebte alla vita rendensoti di nuovo fiduciosa e con tanta voglia di trovare la svolta
    Mi piacerebbe molto leggere il suo libro che mi ha fatto vivere in poche righe queste emozioni

    1. …Le emozioni sono il peperoncino della vita!
      Spero potrà viverne altre attraverso le pagine dei miei racconti…
      Cristina

  13. Come mi piace il titolo, è proprio vero!
    Il tema dei racconti, questi messaggi di speranza sono forse proprio quello di cui oggi la nostra società e noi stessi abbiamo bisogno.
    Ben venga un romanzo che ci porti un pò di sole!!
    Spero di poterlo presto leggere, intanto volevo fare i miei complimenti e i miei auguri all’autrice.

    Stefania C.

    1. Grazie Stefania!
      Hai proprio ragione, c’é bisogno di sole in questo mondo così cupo…spero di avere dato ai lettori un buon (seppur piccolo) contributo in tal senso…

      Cristina

  14. Quante cose crea il destino!
    Quel punto in più cos’avrà creato? Un’opportunità lavorativa? Una nuova storia d’amore? Una bella amicizia?
    Ora mi tocca restare con il dubbio!

  15. Leggete tutto il libro: io l’ho fatto, scoprendo tante piccole perle di creatività, gusto, attenzione ai sentimenti, fantasia. Da non perdere

    1. Grazie Edoardo, l’attenzione ai sentimenti e alle emozioni è ciò a cui tengo di più quando scrivo ed è bello sapere di questi riscontri positivi nel lettore.

      Cristina

  16. come nella vita di ognuno di noi di sole non ce nè mai abbastanza ma penso che in questa stria prima o poi entrerà una luce meravigliosa e mi piacerebbe leggerla fino in fondo.

  17. Quando si dice il destino. Giulia incontra, inconsapevolmente, un altro angosciato.E chissa’ che non partorisca, la gemma della e-mails, un prato fiorito di soddisfazioni reciproche.
    Cristina Cappellini gioca magicamente con gl’ interstizi emozionali, costruendo una serie di racconti avvincenti e coinvolgenti.
    Che – sia detto esplicitamente – vorrei leggere.

    Gaetano

  18. La pagina tratta da “il punto” è come aprire una finestra su una storia intravvedere uno spicchio di vita della protagonista ma…..poi richiudere subito quella finestra e rimanere con la curiosità di sapere come continua lo scambio di mail, con il Nicola sconosciuto ma che forse possono aiutarsi a vicenda nei problemi che hanno nella loro vita. Spero di avere l’opportunità di scoprire il seguito della storia.

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