Come non scendesse oro

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Come non scendesse oro
lungo la linea dei tuoi fianchi,
nel dire la cosa più bella di te
ingannavo il vento e le tempeste,
come se non fosse un unico fuoco
la tua meraviglia.
Cadono come pioggia d’autunno
i tuoi capelli sulle tue spalle,
come se la schiena
e il tuo camminare
non fondessero con la forma
delle colline e dei fossi
e un suolo languido di campagna
non fosse la curva
delle tue anche.
Ho detto la cosa più bella di te
come non fossero montagna il tuo seno,
roccia di granito le tue gambe tornite,
come non ci fosse lascivia
nel solco profondo delle tue labbra…
Una cosa di te,
come non eguagliassero i tuoi occhi
la compiutezza del cielo.

***
Immagine: Ritratto – Olio su pannello di Lerri Baldo

“Il valore nelle orme del cuore” di Maria Lampa

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Maria Lampa - Il valore nelle orme del cuore - Marcelli Editore

Forse non c’è da andar molto lontano per cercare la spiegazione di ciò che succede nella vita di tutti i giorni, nei rapporti inter-personali.
A me piacciono le grandi filosofie, le scuole di pensiero, le teorie e mi documento costantemente, ma poi concludo guardandomi meglio intorno e nella praticità e la semplicità trovo tutte le risposte che cerco.
Un oggetto che mi ispira e apprezzo molto è la calamita: sono innamorata delle sue proprietà e della sua funzionalità.
La calamita viene usata come strumento per provare la natura di alcuni acciai, perché si attacca solo su parti che contengono ferro in piccole e grandi quantità, ed è divertente avvicinarla ad un cesto in cui ci sono tanti oggetti di diversi tipi di metallo e osservare che pesca solo quelli compatibili, trascurando quelli che sono totalmente diversi da essa.
Nella vita sociale è la stessa cosa e il fenomeno è il medesimo.
Ci sono esseri umani che mi piacciono al solo vederli, quando li incontro provo una emozione piacevole, di simpatia, di curiosità e scatta automaticamente l’interesse a conoscerli meglio.
So per certo che quelle persone hanno almeno una caratteristica simile alla mia e questo provoca attrazione e fa da collante nel caso possa o voglia approfondire la conoscenza.
Diventa calamita anche un ideale, un interesse, una iniziativa che coinvolge e “incolla” diverse persone e le fa diventare gruppo, o addirittura un team, una squadra vincente, facendo nascere il senso di appartenenza che stimola e dà sicurezza e soddisfazione.
Ci sono altre persone che ho voglia di allontanare, pur non conoscendole, o che non attirano la mia attenzione: credo che siano distanti da me e molto differenti.
Per molti anni mi sono intestardita a coltivare amicizie dove non c’era un legame di attrazione: sono stati momenti di profonda sofferenza e mi sono fatta venire mille sensi di colpa, in ogni occasione che si presentava l’insuccesso, mentre il dispendio di energia era immenso, e il dispiacere mi provocava addirittura dolore fisico.
Non riuscivo a capire che eravamo su due diverse lunghezze d’onda, mi era impossibile comprendere che l’accanimento, l’insistere e il persistere non potevano modificare il dato di fatto della totale diversità di interessi e di valori che avevamo.
Con questo non voglio dire che stabilisco rapporti solo con coloro che hanno similitudini con il mio modo di pensare, anzi spesso imparo molto di più da coloro che sono all’opposto e che la pensano in modo decisamente differente.
I rapporti affettivi, profondi sono solo con persone con cui condivido idee ed emozioni e il legame è garantito dall’attrazione, dall’effetto calamita, dall’avere qualcosa in comune, una parte della stessa natura. (…)

Un altro oggetto che mi aiuta a comprendere i rapporti umani è il ventaglio.
Ce ne sono di tutti i tipi, di vari colori e grandezze, diversi modelli e con raffigurati fiori e paesaggi, ornati di trine e merletti, o semplici a colore unico.
Quando è chiuso io ho una immagine diversa da quella che osservo quando è completamente aperto.
Nei momenti in cui io sono chiusa, riservata, schiva, gli altri hanno una certa idea di me e in base a ciò che vedono giudicano, valutano e si comportano di conseguenza.
Quando mi fido un po’ di più e mi apro, portando all’esterno idee, emozioni, proposte, dubbi, allora gli altri percepiscono di me una immagine un pochino più ampia, articolata, più ricca di dettagli.
Questo permette il nascere di amicizie, lo scambio di una parte di me.
Solo quando decido e riesco ad aprire il mio ventaglio totalmente, offro la possibilità al mondo circostante di conoscere esattamente il disegno che vi è sopra stampato, fatto di fisico e pensieri, emozioni e obbiettivi, aspirazioni e desideri, paure e soddisfazioni, incertezze e grinta travolgente, entusiasmi e tentennamenti, sicurezze e fallimenti, e tanti sogni da realizzare.
Ognuno di noi è un ventaglio e nella società si incontrano ventagli chiusi, e altri leggermente aperti e alcuni completamente spalancati.
Valuto con cautela la persona chiusa, che nasconde gran parte di sé, e aspetto che abbia voglia aprirsi, tanto da capire di che disegno è fatta, quali colori predilige, quanti desideri coltiva, per poter arricchire il ricco rapporto inter-personale che cerco.
Non posso dimenticare tutto il tempo che ho vissuto chiusa, serrata, incastrata nei miei pensieri neri e funesti, arrabbiata con il mondo intero e so che questo non capita solo a me.
Ci vuole calore, affetto, sostegno, per fidarsi del mondo e riuscire ad aprire il ventaglio della vita!
Io ho avuto la fortuna di incontrare ed avere accanto in momenti strategici, delle amicizie che mi hanno insegnato e aiutata ad aprirmi piano, piano e mi sono vicine anche oggi che credo di aver acquisito l’abilità di aprire o chiudere per scelta consapevole, a seconda delle persone, delle situazioni e del contesto.
La calamita funziona e attira il ventaglio quando è aperto, perché può toccare tante caratteristiche visibili. Pertanto ritengo che sia opportuno per me vivere con il ventaglio aperto, per avere maggiori possibilità di contatto e maggiori opportunità di moltiplicare le conoscenze e le amicizie.

***

Dal libro Il valore nelle orme del cuore di Maria Lampa

A Marta, mia nipote

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Tuscan Stroll di Pino

Esplodi dal mio albero antico
con urgenza di tenera gemma
su nudo ramo,
nell’incanto d’aprile.
Con afrore primaverile
spandi sentore di vita
e come l’aquilone voli lieve
su aperti orizzonti.
Vivi nel mondo,
in proteso risveglio di fantasie,
bianchi gelsomini
e castelli incantati.
Come cavallina in fuga
nell’effluvio del vento
alzi la criniera
e corri verso il sole.
La tua verginale bellezza
sblocca l’ umano dolore,
sei forza, linfa,
che si tramanda
in alba di luce
tu, figlia di mio figlio.

***
Immagine: Tuscan Stroll – Artista: Pino

Le mie sorelle

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Le mie sorelle hanno nei capelli la luce della notte per brillare,
hanno spalle larghe per gli affanni, lacrime da versare,  sorrisi da donare.
Hanno rose rosse sul petto e un giglio nella mano,
conoscono i sentieri nel deserto, i passaggi per andare lontano.
Donne, sorelle sole  unite oltre poderose mura,
solcano con vigore le profondità del mare, trasformano la paura.
Volano come falchi verso il calore del grande astro,
si purificano nei colori che accendono il melograno,
colorano d’alabastro.
A piedi scalzi al levar del giorno danzano
sulle lacrime della notte sparse sul verde manto,
fortunata è chi può stringersi alle altre, far scivolare libero il canto.
Donna, sorella, sopra ai pensieri avvelenati volteggia,
ai grigi tormenti che gravano l’esistenza,
scova rinforzo, come fanno le api,
in chi, come te, sa ascoltar la voce della ginestra.
Dicembre 2007

Enzo Biagi

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Enzo Biagi

Enzo Biagi se n’è andato. In silenzio. In quest’autunno del 2007, con le foglie che si staccano lentamente dai rami degli alberi e il vento le trascina via, mentre i fiori sbocciano ancora nei giardini come a primavera.
Se ne è andato in punta di piedi. E’ scomparso un mondo di conoscenza. Ma niente e nessuno va perduto per sempre. Resta sempre qualcosa nell’aria. Resta ciò che è stato detto, ciò che è stato fatto. Resta l’eco delle parole che non muore mai. Semi di parole gettate al vento della conoscenza per far germogliare nuove piante e nascere nuovi frutti “per coloro che saranno” in questo interminabile ciclo dell’esistenza umana.
 
Io Biagi lo ricordo così: sul palco del Teatro del Popolo a Rapolano Terme mentre ritirava il Premio Internazionale Il Molinello alla Carriera nel 2001, e si asciugava una lacrima.
 
In quell’occasione disse: “Io mi considero una persona molto privilegiata. Ho fatto un mestiere che mi ha fatto compagnia e che avrei fatto per niente, anche se per fortuna gli altri di questo non se ne sono accorti. A volte per scaldarsi basta un fiammifero. Questa sera invece, in questa Terra di Toscana, ho trovato un falò.”
 
Poi si strinse a me, Mario Luzi e la Giuria. E il fotografo ci scattò una foto.
 
Così. Tra un sorriso e una lacrima.
 
Nicla Morletti

Mimmo e la città che sogna

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La mia città è Bari. Ed è meravigliosa.

Continuamente abbracciata al suo mare sorride nelle giornate di sole. Di notte ammalia come una donna innamorata che si fa bella per il suo uomo.

Così, la mia città spesso sogna di essere grande. Di diventare grande non solo nei sogni. Spesso ci riesce. Altre no.

Come la sera di primavera in cui un imbecille, sfrecciando con una moto in pieno centro, in una assurda delirante esibizione tra impennate ed accelerazioni, investe in pieno un giovane che tanti conoscevano ed amavano, Mimmo Bucci, il cantante, l’artista, l’uomo che amava la vita.

Vasco Rossi, il grande cantautore italiano, suo amico, gli ha inviato questo messaggio: “Ciamo Mimmo, ci rivedremo al Roxy Bar, come le star”.

La nostra amica Marileda Maggi lo conosceva bene. Leggete il suo post.

Tu mi Ami

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Tu mi aiuti e mi sostieni
Quando chiedo di Te
Quando Ti cerco
Nel buio dei miei pensieri
Ogni qual volta ho bisogno d’aiuto
Tu corri al mio fianco
Come aquila di verità aleggi verso me
Tu mi sei vicino
Il Tuo respiro è qui
Il Tuo dolore è qui
Il Tuo sacrificio è qui
Nel mio cuore
Nella mia anima
Nel mio spirito
Perché Tu sei Tutto per me
Perché malgrado tutto
Nonostante le mie debolezze
Tu mi ami
E io so di non essere sola
Il Tuo braccio è ancorato al mio
E allora il mio pensiero si manifesterà
E le mie gesta parleranno di Te
E le primizie del tempo Ti renderanno gloria

21.02.2006

Al solstizio del tempo

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la lama aspra tra le tue labbra
scolpisce ombre nel cielo
di questa notte, ancora
tu giungi da luoghi diserti
dove invano chiedi
se memoria di gesto o verbo
ancora s’intreccia a rami antichi
che piano spoglio
mentre scendono lievi le mie parole
come scintille di stelle
che questa notte accende
tra mano e cuore
ed è più chiaro sentirti a pelle
più dolce scorre cura
tra dita e dita
 
tu, io,
il respiro delle ore
e il battito degli anni
più veloce
ed è notte, già,
al solstizio del tempo

Alba

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Gocce di rugiada segnan i battiti di un cuore in attesa.
La Natura tace col vento e mi ignora 
Inchinandosi all’Inverno trionfante.
Illumina cara alba i miei raggi spenti.
Un atomo nero di solitudine oscura,
Si sente la mia anima,
Avviluppata nei liquidi miscugli dei tuoi baci.
Possa domandare a quei cirri birichini,
Dove sei?
Cara alba che mi spìì dai monti,
Riscalda le mie ombre
Saziandomi con un manto di luce.   

Atteso da tempo.

Quelle… “Trame di Tela”

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Ritessendo la Tua tela
Nel Telaio della vita
Avevi teso una ragnatela
Dove un’anima s’è impigliata

Eri tesa in difensiva cautela
Per l’ordito di un’acqua passata
D’errori già fatti in sequela
Di tenero intento ora ammantata

Ogni lacrima or si scongela.
Intrecci trame di coraggio e pazienza,
Rendi forte la tela come una vela
Con i punti dell’anima in trasparenza

Mentre spargi i colori per nuovi domani.
Emozioni e ragioni senza reticenza
Di ricevere e dare sogni sovrani
Di carpire e viverne la nobile essenza

Quel calore di fiamma delle Tue mani
D’infinito e di "vita." accendi ad oltranza
Pure nuove emozioni, con tanti ricami
Incedendo pomposa con la Tua eleganza

Edo e le Storie Appese

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legami slegati

rivedo nel nodo ormai sciolto nel tempo
legami slegati .. spazzati dal vento ..
son sguardi , sorrisi .. corolle appassite
son gocciole terse .. di sogni vestite ..

Raccolgo il legame sfuggito a quel vento
in un gesto d’amore .. che fine non ha ..

vocedelsilenzio

( immagine tratta da biodiversity.georgetown )

Al concerto

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ZA- Il concerto si terrà lunedì. Ci andiamo? – mi chiese quasi pregando…
- Bho, non saprei… – risposi un po’ indecisa – non è che mi piacciano così tanto… e poi di loro conosco sì e no, forse solo tre brani! – continuai.
- Non fa nulla… Dai, andiamo… per favore… mi piacerebbe tanto esserci…. -  cinguettò lei, stringendo e scuotendo leggermente le mie mani tra le sue.
Come poter resistere ancora ad una richiesta talmente accorata? Così, dopo aver racimolato altre tre amiche, sono passata in agenzia a prendere i biglietti per tutte e il lunedì sera eravamo davanti l’ingresso dello stadio già dalle 21:15 mentre il concerto sarebbe iniziato non prima delle 22:00. E sì, dimenticavo: dovevamo prendere i posti migliori! Mi guardavo intorno curiosa mentre mi chiedevo perché mai mi fossi lasciata convincere. Attorno a me frotte di ragazzine urlanti che spingevano incalzando, ancor prima di entrare…E poi caldo, caldo per la ressa ed oltretutto serata umida che mozzava il respiro. Comunque ormai ero lì…tanto valeva prendere ogni cosa con filosofia, anche il dolore per i piedi pestati! Finalmente entriamo e manco a dirlo corriamo verso i primi posti. Riusciamo ad arrivare in terza fila. Bene. Lei è soddisfatta, agitata, emozionata, non riesce a star ferma. Io la guardo felice del suo essere felice. Alle 22:15 circa, inizia il riscaldamento con il lancio di gadget, magliette e cappellini e…vari attentati alla mia incolumità: più di una volta ho rischiato che qualcuno salito sulle spalle di qualcun altro mi cadesse addosso! Per farla breve, il concerto si svolge tra applausi e urla, eccitazione, cori e battiti ritmici di mani alzate, cellulari accesi e foto&video camere . Beh, loro sul palco erano carini, simpatici e abbastanza disinvolti. I brani, anche quelli sconosciuti, orecchiabili. Devo confessarlo: in fondo non sono pentita di essermi trovata lì.
- Forse perchè lo spettacolo è risultato piacevole contro ogni aspettativa… – potreste dire voi…
- Piacevole soltanto? Grandioso…Uno spettacolo davvero grandioso! – rispondo io.
Per me non c’è stato spettacolo migliore di quei due occhioni lucidi ed emozionati che brillando di gioia tra la folla, andavano vagando alla ricerca dei miei! Non ho potuto fare a meno di abbracciare lei , il suo entusiasmo ed i suoi sedici anni…
- E’ stato bellissimo… – continuava a ripetere emozionata. Credo di averle regalato un momento, uno di quelli da ricordare in futuro per sorridere con nostalgia di attimi spensierati. L’ho fatto con poco e lei me l’ha restituito, senza saperlo, tramite i suoi occhi.
- Leggi qua – mi ha detto – porgendomi il cellulare. Sul display un SMS: “Grazie, sei una vera amica”. Le ho chiesto di chi fosse il messaggio e lei tutta contenta: – E’ di Maria. Non è potuta venire perchè era in vacanza con i suoi, così quando hanno cantato il nostro brano preferito l’ho chiamata al cellulare per farglielo ascoltare…e lei mi ha mandato questo…-
I suoi occhi brillavano ancora e la sua voce sorrideva. Bellissimo spettacolo davvero…

Amici del sole

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In questa torrida fine d’estate anche gli amici di mia figlia prendono… il sole.
Lo spilungone al centro si chiama Ugo, gli altri hanno preferito non rilasciare le generalità.

Con amore a tutti gli amici di Manuale di Mari e del Blog degli Autori. Si vede che sono ancora in ferie?

Robert

Guardando una Stella cadente…

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In una notte buia
una stella cadente
con la sua scia
illumina la notte.
I pensieri si alternano
e mi ritrovo a pensare che
se potessi cavalcarla,
potrei accarezzare l’eternità.
Una girandola di emozioni
esplodono in me.
Vorrei che tu potessi leggerle,
vorrei che il cielo diventasse un foglio
su cui imprimere la profondità
delle emozioni che provo,
che vorrei poterti dire, ma…..
Il mio pensiero corre lontano
Ora in silenzio
voglio ascoltare il mio cuore
contarne i battiti
che si moltiplicano
al solo pensarti….

Scrissi questa poesia oltre 1 anno fa e in questa notte di San Lorenzo la dedico a tutte le persone che porterò per sempre nel Cuore per dirvi: Vi voglio bene

Un bacio Gio

stella

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Egregio

Lo scriver tuo, a volte, è con l’incuria di un vago tratto senza la figura, la pigrizia di un gesto senza destinazione, come un assopimento nel tempo uggioso o come il tremolare d’una lacrima racchiusa in una goccia di paura. Altre volte, il tuo scriver è come il metterti a coglier fiori o a passare la punta delle dita sull’acqua. Altre ancora, lo scriver tuo è una macchina registratrice, con il dito che indica la linea d’una lettura, come la forza implicita di voltare la pagina di un libro casuale. Ma, ti accade, talvolta, di levare il tuo scritto come una lama contro un fiore od il tuo io come chi muore, resiste e vuol vivere. Forse, scrivi sempre come vivi. Poiché, il tuo cervello è officina ardente, intransigente con le leggi che regolano qualcosa che va arrestando l’uomo. Tuo codice è lo scritto quasi quotidiano che per tutti scrivi, chiunque essi siano. E , certo, il tuo scriver è vigoroso perché pieno, ma pieno sino all’orlo, di forme distinte.

E, perciò, puoi leggere con biasimo le parole devote che altri usano per dar lustro alle loro raccolte virtuali, su soggetti sì poco egregi. Egregio, invece, è il tuo acume come la tua figura. E, trovando il tuo pregio ineguagliato, tu sei costretto a ricercare altrove qualche più fresco segno della raffinatezza di quest’era. Tu veramente egregio sei veracemente espresso nelle piane veraci parole di te su quel bianco sfondo.

Ma, così, ti accorgi quanto tasto comune è inadeguato, della virtù trattando, a esprimer quella che fiorisce in te.

Copii, ordunque, ella quello che in te sta scritto, non sciupando ciò che sì chiaro fece natura. Da tal copia, al suo ingegno verrà fama, facendo che il suo stile ancor più si ammiri. Solo, rispetta altri per le alate parole che ti serberanno e me pei pensieri muti che son vera eloquenza.

(Dedicato a QuotaZero)

Desiderio Semplice

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Non posso amarti, ora.
Perché ancor non ti conosco,
e non so quale sia il tuo viso,
o il tuo sguardo riverso nel mio.
E perché il tempo non è trascorso,
il sogno non è ancora realizzato,
il desiderio è appena accennato,
ed io non ho udito la tua voce.
 
Non saprei come amarti, ora.
Perché sono solo un sorriso futuro
nella vita che desideri e sogni,
come tu sarai il sorriso della mia.
E non importerà se litigheremo,
se avremo opinioni diverse,
e se sarò geloso di te, tu lo sai,
perché alla fine anche tu mi amerai.

Non so cosa voglia dirti amarti, ora.
Ma amo già ogni tua dolce espressione,
i tuoi occhi di sconosciuto colore,
e quei capelli dipinti nell’immaginario.
Amo il tuo darmi contro nel sereno,
o il tuo abbracciarmi nel pianto,
amo quel tuo sorridermi sotto la pioggia
ed il tuo essere indipendente, prima o poi.

Non so amarti ma lo farò, ora.
Eppur non riesco ad immaginare l’emozione
dello  stringerti tra le mie braccia,
e sentirti abbandonare, sospirare
sicura di ogni mio gesto, certa di me.
Non riesco ad immaginare nulla
che possa avvicinarsi all’Amore
che proverò quando mi chiamerai "papà".

Profumi di Provenza

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La spiaggia è lontana e il mare è una macchia di azzurro intenso tra le colline cosparse di luce.
In mancanza di sabbia, ho scritto due "M" di fiori e lavanda sul bordo della piscina.

Un caro saluto dalla Provenza e dalla Costa Azzurra.

Ky

L’incontro

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Ti aspetto nella mia città
con l’abito nuovo e fluttante
I miei lunghi capelli volano
insieme alle emozioni
e
mi fanno sentire più bella.
Ti vedo
vedo le tue sembianze
il tuo sorriso
il tuo modo di fare
e dimentico il mondo.
Un bacio
una carezza
e
scompaiono delusioni,
amarezze
ansie
che cerco ovunque in me
ma non riesco a trovarle.
Sono in un volo nell’Uninverso
la luce della luna
rende tutto fantastico.
e tu
mi avvolgi e mi rassicuri.
E i miei capelli volano ancora di più.

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Momenti Si !… Momenti No !…

Tutto è sospeso
Compreso l’illuso
Tutto poi cade
Franandoti adosso

E’ quel terremoto
Chiamato Sesso
Che travolge meschino
Se non ami nessuno

Ma se apro il portone
Cambiandomi l’aria
Con respiro profondo
Cogliendo l’inganno

Dei felici momenti
Goduti in tormenti
Di carne insicura
Tornando sui passi

Della mia primavera
Aggiustando il mio tiro
Centrando il bersaglio
Ed ora sto meglio

Edo e le storie appese

L’Amore

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Occhi vispi che guardano al mondo

con far estasiato si si scrutano attorno

cercando qualcosa che alcuni hano trovato

cercando dal cielo fin giù nel selciato

smuovendo lo sguardo da destra a sinistra

spostando la testa a cambiare la vista

perchè a cercare lor van continuando

quel che tutti voglion e spesso trovando

soltanto sinonimi di quel che si vuole

trovare davvero, davvero l’Amore.