1… 2 … 3 … 4 … 5 … Ciak, si gira!
Vuoi sapere perché?
Vuoi sapere perché alcuni si compiacciono di ciò che è la loro vita, anche del proprio passato, e azzardano attraverso il futuro?
Bene.
Cosa vuoi fare?

Diritto e rovescio si incontrano e si scontrano: trova tu la parte che sta nel mezzo!
Ciao.
Buon divertimento.
Bene, si parte.
Il viaggio è già iniziato.
Forse ti domanderai: Sì? Sul serio? Dove si va?
Vai all’altro mondo!
Beh, il passato è come andare all’altro mondo e tornare …
Anche se, in questo racconto, non si descrivono ricordi; non è nemmeno un memoriale; non sono neanche scritti veri o autentici, ma nemmeno reali; quanto una sorta di reminiscenza: giacché l’utile trova se stesso nel dilettevole racconto di ciò che è il significato di mettere sulla carta; ovvero scrivere.
Scrivere attraverso l’inebriante sensazione che l’inchiostro produce e che il contatto con la penna stessa trasmette alla mano.
Mano che dirige la grafia.
Grafia: movimento teatrale, che muove lento, ritmando segni, che dicono producendo suoni dei quali tutto il corpo rileva musicalità e movenze.
Ciao mano, grazie; instancabile e generosa compagna che in questo momento, con movimento frettoloso, ti impegni nello scrivere con chiarezza, fiduciosa di ciò che il corpo ti detta.
Buongiorno.
Buonasera.
Tanto tempo è passato dal nostro ultimo incontro!
Pensi forse che io ti abbia dimenticata?
Certo, tanto tempo mi hai dedicato; e ancora oggi desidero il tuo aiuto.
Pronta?
Quanto le nostre mani fanno per noi!
Pronte a servire, aiutarci, sempre ubbidienti; ancelle premurose e mai sgradite. Bene, mano.

Si parlava dell’ incontro-scontro che avviene tra realtà che si rincorrono, e che desiderano – quando riescono – nell’incontrarsi trovare armonia e senso della comprensione. Da ciò nasce questo racconto.

Non chiedetemi, cari lettori, se mai un giorno dovessimo incontrarci, se quanto state accingendovi a leggere sia vero o prodotto dalla mia fantasia.
Questo racconto è l’espressione di emozioni, di cose viste, e chissà, forse, anche vissute.
Ma è anche un gioco, in cui la mano destra diventa protagonista nello scrivere, ma non da sola: anche il capo, inclinandosi leggermente verso la sua sinistra per meglio orientare la direzione della grafia, ondeggiando leggermente si rivolge, inchinandosi, alla sua destra, ripercorrendo più volte tale percorso, partecipando curioso all’evoluzione dei pensieri. Pensieri che veloci si annidano in quello che come frutto dal gheriglio arricciato – per il troppo pensare – viene rinviato dalla mente che è simpaticamente insediata in quel frutto.
E poi? Tu chiederai!
L’ho già detto: le realtà si incontrano e si scontrano.
La mente, ammaliata dalla sua stessa capacità e abilità, rammenta finalmente che non tutte le idee sono sue, qualche volta riceve dei regali: doni preziosi.
Cari lettori, a questo punto per alcuni di voi il racconto potrebbe diventare veramente interessante, intrigante o assolutamente noioso.
Sì, dico a voi, gli annoiati; mi state forse chiedendo quando avrà inizio la storia?
Amico mio, ma è già cominciata! Tutto è storia!
Ogni giorno, parlando al telefono, camminando per strada, promuovendo una azione o impedendo alla stessa di compiersi, abbiamo scritto tutti una storia.
Desidero però tranquillizzarvi: non è escluso che presto riusciremo a instaurare quella intesa che spesso si crea fra narratore e lettore: già, poiché delle vicende qui narrate, il primo attento lettore sarò io, e stai tranquillo, amico caro, se non sarà degna di noi questa storia, sarò io il primo a cestinarla.

Il quesito principale è da dove il racconto sia giusto iniziarlo. Io, curioso lettore di me stesso, mi domando se per caso non rischierò di peccare di ingordigia nell’entrare, benché autorizzato, in questo libro; già, l’ingordo è colui che, mai sazio, non si accontenta di leggere una storia, ma nel seguirne la trama chiede in maggior misura: potrebbe volere di più, desiderare di conoscere e sentire l’animo del poeta!

***
Dal libro Il centro della vita di Rino Solidad – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2010 – p. 111
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Il commento di NICLA MORLETTI

La giostra della vita gira, gira come un carillon antico di rose e cavalli. E la sua musica ora è dolce e avvolgente, ora nostalgica e malinconica. Comunque bella. Così è questo libro di Solidad: tutto è storia, inizia e finisce nella storia. Riccardo incontra un vecchio saggio in un treno in partenza dalla stazione di Firenze e dall’altra parte del mondo, contemporaneamente, nella città di Monopolio, ricca di insidie e trabocchetti, si dipanano le vicende di una rispettabilissima ma misteriosa famiglia borghese. Un libro che vi affascinerà per la sua scrittura lineare, per il suo mondo fantastico e ricco di storie le cui trame s’intersecano, si intrecciano e si accavallano come onde di mare…

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11 thoughts on “Il centro della vita di Rino Solidad

  1. ” IL CENTRO DELLA VITA ” fa il lettore al suo centro. O , meglio, l’ esistenza di ognuno, che si fa storia nell’ attimo del divenire.
    Rino Solidad coinvolge il lettore nella trama del suo racconto e lo rende protagonista.
    Una mossa nuova, ardita. Ma interessante.
    Che vorrei assaporare riga per riga.

    Gaetano

  2. L’introduzione ti afferra in un baleno facendoti seguire il turbinio di parole e di accadimenti trascinandoti in un vortice di emozioni e di stati d’animo in maniera estremamente dinamica. Mi piacerebbe seguire l’escalation della trama di questo avvincente libro

  3. Dinamico, certamente un libro dinamico e veloce. L’autore si rivolge direttamente al lettore senza troppi preamboli. E senza altro indugio il lettore desidera continuarne la lettura.

  4. L’inizio è davvero interessante, accattivante…sembra tutto un gioco con cui poter trascorrere delle ore piacevoli…come il gioco della vita, quel vortice che ci attanaglia e ci regala emozioni, proprio come questo libro….

  5. ho trovato la struttura narrativa originale, intreccio di storie , ambientazioni e personaggi con passi di poesie; mi ha colpito la descrizione dei personaggi così accurata ma non leziosa, veramente un libro da consiliare

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