Chandra di Gaia Zuccolotto

«Non ce la farete mai, e io ho bisogno di voi, Altezza! Devo ancora imparare molte cose da voi!» disse Lashira.
Ma Chandra era decisa, doveva salvare il suo regno, il Regno di Sensenia, e doveva recuperare le nove perle delle Terre Sconosciute, varcando l’enorme cancello che portava alla Foresta della Discordia. Tutto sembrava semplice a dirsi, ma era assai più complicato, perché le Terre Sconosciute erano abitate dai Draghi Neri, i più pericolosi e feroci. In molti dicevano che chi varcava il cancello non tornasse più perché veniva divorato vivo o incenerito.
«Vostra Maestà, vi prego!» ripeté più forte Lashira, ma ormai Chandra era pronta: sarebbe partita la sera stessa. Non sembrava preoccupata, anzi, era più che felice di partire, perché a lei la vita a palazzo e le troppe attenzioni, i pettegolezzi e i vestiti femminili non erano mai piaciuti.
Passò per i lunghi corridoi, fiera di ciò che stava facendo. Giunse alla sua camera, aprì l’armadio e ne estrasse delle brache, una camicia e un corpetto. Li indossò e si sentì una nuova persona, cambiata, e tutto quello era successo in un breve istante. Prima di uscire si guardò allo specchio e notò che i suoi diciassette anni erano rimasti intatti anche con quell’abbigliamento meschino, poco regale. Era sempre la stessa: capelli color bronzo, occhi di ghiaccio e labbra sensuali che attraevano ogni giorno molti principi e molti sudditi.
Uscì e iniziò una corsa verso la sala delle armi. Prese uno spadone a due mani, un pugnale e un vecchio coltellino appuntito. Guardò fuori da una finestra e le vide dritte di fronte a lei: le tenebre delle Terre Sconosciute. Un brivido le percorse la schiena, quando qualcuno entrò. Si voltò e vide Tarik, suo fratello. La fronte imperlata dal sudore, i lunghi capelli rossi raccolti in una coda, scompigliati. Erano gemelli, ma il loro legame sentimentale non era dei migliori, si vedevano poco e poche volte parlavano insieme, come due estranei.
«Dunque … ho sentito che parti … » disse Tarik guardandola dritta negli occhi. Gli occhi neri di Tarik, che richiamavano le origini della madre, proveniente dalle Terre di Sidrom, erano lucidi dalla stanchezza, ma racchiudevano anche una profonda tristezza per la sorella. “Pietà”, la definiva Chandra.
«Ebbene è così, fratello. Parto per salvare Sensenia, per salvare nostra madre e per salvare te, Tarik» disse piano Chandra guardando quegli occhi corvini.
«Nostro padre sarebbe fiero di te, Chandra» disse Tarik con un sorriso sofferente in volto. Ma poi aggiunse: «Non andare … Chandra, ripensaci! Potremo distruggere lo stesso Dakar, abbiamo cavalieri possenti, forti guerrieri e abbastanza draghi da poterci difendere!». Quando Tarik parlava, mostrava una briciola di maturità che ancora Chandra non aveva.
“Quanto siamo diversi, Tarik” pensava lei.
«Papà sarebbe stato orgoglioso di te, Tarik. .. Se non dovessi tornare … il trono è tuo e … con esso anche tutti i miei ricordi. Mi raccomando, proteggi la regina e … addio» sussurrò Chandra, poi uscì di corsa. Arrivata nel giardino, ricacciò giù le lacrime e si volse a guardare per l’ultima volta il palazzo, la sua casa. Varcò il cancello e fu fuori. Pronta per una nuova vita.

***
Dal libro Chandra di Gaia Zuccolotto

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