Da giorni con la stessa tuta, quella usata in casa, con la scritta smile. Ma come si fa a sorridere, proprio qui, sotto questa piccola tenda, senza niente, con una sensazione di instabilità, di galleggiamento su un pavimento incerto, insicuro. Con un’angoscia di morte imminente in un campo di battaglia, tra autoambulanze, soccorritori, sfollati, maltempo, di fronte alla perdita di familiari, della casa, di punti di riferimento. Di fronte a un futuro che si preannuncia comunque difficile. Invece Maria vuole vivere. Lottando con la terra che trema ancora, crudele, come se volesse dire a tutti di non permettersi nemmeno di pensarlo, di continuare a vivere. Comunque non si può rinunciare a sperare. Perché suona ancora la campana di Onna, il paese simbolo della devastazione del terremoto, la drammatica premessa alle lacrime e ai morti allineati sul bordo della strada. La campana suona a distesa, nella vallata, sui prati, tra i sopravvissuti, con tutti i suoni più familiari perduti tra le macerie, con il dolore atroce per la scomparsa dei bambini e dei giovani del piccolo paese, perché a morire sono stati soprattutto loro. Suona su squarci di case che mostrano l’intimità di un letto intatto, un armadio aperto, immagini di santi, fotografie di famiglie che condividono ora lutti tra remote storie di parentele, su antiche pietre crollate di case, cantine, ovili. Sono viva – dice Maria – sono più forte del terremoto che ha distrutto la mia terra. Non ho ancora pianto, non è il tempo. Ora è il tempo di ricominciare, soprattutto per chi non c’è più. Rivoglio il mio posto com’era. Non posso immaginare di volgere lo sguardo e non vedere l’incanto delle mie chiese, delle mie case, delle mie strade. Non c’è altra immagine nella mia mente che quella del luogo dove sono nata, dove ho imparato ad amare. Giovanni la incoraggia: – Andremo avanti – le dice.

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8 thoughts on “Dove ho imparato ad amare

  1. Ciao Daniela ! Complimenti per la splendida vittoria al Portus Lunae di La Spezia! Sono membro di giuria in quel Premio…ed ora scopro che sei tu la fantastica autrice che tanto mi ha colpito!
    Complimenti davvero…
    Un caldo abbraccio,
    Marina

    1. Cara Marina,
      sono davvero rimasta emozionata dalla notizia e dalle tue parole, perchè anche tu, per me, sei la fantastica autrice che tanto mi ha colpito. Ti ringrazio sentitamente per il lusinghiero giudizio e spero di conoscerti presto.
      Con sincero affetto

      Daniela Quieti

  2. Cara Luciana,
    grazie, di cuore, per le belle parole che spero di meritare ma sopratutto per il tuo sentito coinvolgimento nei confronti della tragedia che ha colpito la mia regione. E per il messaggio di speranza.
    Ti saluto con affetto

    Daniela

  3. Cara Daniela,
    con parole leggere come una carezza, misurate perché nulla sia ridondante e superfluo, dipingi la tragedia che grava sull’Abruzzo e sui cuori di tutti noi. La percepiamo nel dopo della metabolizzazione del lutto, ci pare di leggerla quella disperazione nei volti, eppure ci rimandi un messaggio forte di speranza e di ricostruzione attraverso la dichiarazione d’amore ch’é anche dichiarazione d’intenti: la nostra forza é nell’amore e nel mutuo soccorso, il matrimonio il piccolo nucleo dal quale nascerà nuova vita.
    Penso che la poesia, intesa come senso della misura e mezzo per raggiungere e trasmettere serenità ed equilibrio, sia così parte di te, che qualsiasi cosa tu scriva, racconti o giornalismo, le tue parole sono poesia.
    Un abbraccio
    Luciana

  4. Cara Daniela, grazie, e non solo per la testimonianza del tuo bel racconto!
    Con grande affetto mio e di tutto il gruppo. Gianluca

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