– Noi –

così tornavo a cercarlo

Così tornavo a cercarlo.
Disperatamente, sperando che il suo nome non fosse nella lista senza speranze.
Mi facevo largo tra la folla, davo e prendevo gomitate come un’estranea qualsiasi.
Indossavo il suo pullover, lo aveva dimenticato nella mia casa una notte di tanti anni fa. Mi andava largo, ma sentivo stringermi dagli spasmi che correvano nelle mie vene.
Lo indossavo spesso, tutte le volte che la nostalgia pulsava troppo forte.
Lo avevo indossato sempre, ogni volta che ero scappata per la strada sperando d’incontrarlo, e tutto era solamente freddo.
Mentre pregavo perché Lui fosse vivo, e correvo all’impazzata per trovare un segnale della sua esistenza, venivo distolta dalla presenza di una zingara.
Una visione in cui riconoscevo la stessa persona nella quale ero imbattuta anni indietro, durante uno dei peggiori momenti della mia vita. Ero rimasta frastornata dal suo colorito grigiastro, quasi malaticcio, e da un mucchio di stracci collocati ai bordi della strada.
I capelli corvini, con una riga nel mezzo, raccolti in un grande ciuffo spettinato. Un’ampia gonna nera plissata, sopra una camicia a fiori, ingrandiva il punto di vita già abbondante.
Passanti frettolosi avevano sorvolato con noncuranza, io ero rimasta irretita dai suoi movimenti. E nel seguirla, prendevo tristemente atto che anch’io avevo mendicato.
Non soldi, ma carezze e baci.
“Signora fate la carità, ho tanti figli, fate la carità bella signora…”, ripeteva con uno stillicidio irritante.
Volevo andarmene, invece mi ritrovavo che osservava, senza parole, la spezzata linea della mia vita.
La mia mano si ritraeva, ma lei insisteva nel trattenermi e aveva ripreso a parlare.
Una cantilena, un lamento ininterrotto che rompeva il mio
silenzio assoluto.
Una monotonia con cui, quasi magnetizzandomi, ripeteva “Bella signora, lei soffre per un uomo lontano. Vedo che tornerà molto malato, ma smetta di amarlo signora, smetta di amarlo. Anche se… vedo un figlio… e poi, sì, vedo anche fortuna…”.
Non avevo voluto ascoltare più.
Avevo messo frettolosamente degli spiccioli nel suo barattolo e con uno strattone mi ero allontanata.
Ma non aveva terminato il suo numero, voleva altri soldi, così, benché distante, la sentivo ancora borbottare.
Le immagini alterate riprendevano la loro forma e quel lontano brontolio, adesso, era smantellato dalle mie preghiere.
Filtravano da un veloce movimento delle labbra, mentre disarcionavo spine, mentre sfidavo una roulette russa e una corsa forsennata contro il tempo.
“Dio mio fa che sia salvo, fa che sia salvo!”, imploravo ininterrottamente, seguitando ad avanzare quasi cadendo in avanti.
E in quella spirale di angoscia era come se fossi ferma, e la strada sembrava corrermi incontro.

– Tu e Federico –

parole come acqua dalle pietre

Federico è nella tua Caserma.
Gli basta dare un’occhiata a quelle parole leggermente scolorite, distese inerti sotto le tue mani, per irrigidirsi mente lo interroghi.
E smarrirsi, da non parlare più.
Tu inizi a spazientirti, lo guardi quasi con disprezzo.
Sei abituato a trattare con ragazzi arroganti, ribelli, sbandati.
Lui non è così, ma per te è uno qualsiasi e scambi il suo mutismo per strafottenza.
“Maresciallo”, prosegue poi Federico, mestamente, di fronte alla tua glaciale freddezza e alle tue minacce.
“Maresciallo…”, è tutto ciò che riesce a dire.
E lo fa con lo sguardo ancora posato su quella vecchia agendina, che hai come abitudine di estrarre dal cassetto e fogliare ogni volta che devi ingannare del tempo.
Le parole fitte ma ben leggibili “… Ti hanno visto anche gli Angeli. Loro no. Non se ne sono mai andati…“.
Ora anche tu lo fissi smarrito.
“Cosa”, dici.
Scivolano parole come acqua dalle pietre.

***

Dal libro L’eco di un lungo silenzio di Cinzia Corneli, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.

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57 thoughts on “L’eco di un lungo silenzio di Cinzia Corneli

  1. carissima.
    mi ha molto colpito il titolo …è lo stesso silenzio che è calato nella mia vita dopo aver “perso” mio marito!…l’ho perso perchè ha sostituito la mia figura di moglie con quella di un’altra donna. ma il silenzio è quello. nulla cambia! mi ha molto colpito anche l’incipit: il telegiornale. sono molto ansiosa di leggerlo. ho inoltrato l’ordine alla redazione segnalando anche l’indirizzo del mio ufficio di bitonto
    ma in realtà speravo di trovarlo nella fiera del libro di quest’anno. se non ti è possibile inviarmelo gratuitamente non è un problema….ti ringrazio comunque…ma non vedo l’ora di leggerlo!
    grazie ancora.
    maria

  2. ti piace tenere la gente con il fiato sospeso….. è una tua caratteristica…. così ti fai conoscere in una replica.
    E’ facile coltivare rapporti di amicizia con questo stile? Te lo chiedo perchè non mi è mai capitato…. e vorrei capire meglio quali vantaggi si raccolgono in questo modo.
    Tornando alla storia, è colorata, piena di immagini e di emozioni forti e avverto tanto dolore. è coinvolgente e viene voglia di correre nella lettura per riprendere fiato alla fine: è un libro che si legge in apnea.
    Ti auguro una vita da gustare, da respirare profondamente, da vivere lentamente e con intensità.
    Maria

    1. Maria, la tua domanda quasi mi spiazza.
      Intendi rapporti di amicizia tramite un blog? Un conto è l’amicizia con i lettori, un altro sono amici che per me significa vedere con gli occhi e parlare usando la voce (dal timbro di quest’ultima e dai gesti io entro “all’interno” di un individuo).
      Questa iniziativa del manuale di Mari è per me un “gioco” che mi permette di inviare molto lontano le mie “creature” e “affidarle” a chi ama la lettura.
      Tutto ciò mi dà una gioia immensa, difficile da spiegare (mi saprai capire meglio se sei un’artista anche tu).
      Diciamo che si, il fiato sospeso è una mia caratteristica: vivo la vita quasi con passione estrema aspettando ed immaginando chissà quali altre avventure dovrò affrontare, scrivo con questo stile perchè i colpi di scena mi danno emozioni acute.
      Un caro saluto
      Cinzia

  3. Già da quel ” così tornavo a cercarlo” emerge l’amore grande che la protagonista nutre per il suo uomo, un amore che si umilia, che lei stessa riconosce di dover “elemosinare”(come la zingara elemosina qualche spicciolo), ma un amore che anziché portarti a biasimare la donna che sembra non avere un briciolo di orgoglio, ti fa provare invidia, un amore forte, una passione che perdura nel tempo e che si aggrappa ad un pullover di tanti anni fa.
    Un amore che tutti avremmo voluto vivere almeno una volta nella nostra esistenza, nonostante il dolore, la nostalgia, i rimpianti, forse anche i tradimenti…
    Mi chiedo se l’uomo di cui la donna è perdutamente innamorata sia lo stesso maresciallo sprezzante del secondo stralcio riportato sul BLOG.
    E Federico è forse il figlio a cui la zingara allude? Un figlio di cui l’uomo ignora l’esistenza?
    Spero con tutto il cuore di poter trovare una risposta a questi interrogativi leggendo il Suo libro, il cui stile di scrittura è accattivante e fluido, proprio come l’acqua che scivola sulla pietre… ma se la pietra poco dopo rimane asciutta, le emozioni e le immagini che le parole del Suo racconto sapranno evocare nei lettori lasceranno di certo un’impronta tangibile che si protrarrà nel tempo!
    Grazie di tutto.

    1. Grazie Antonella,
      le tue parole mi hanno dato forti emozioni.
      Hai intuito molte cose…
      Un saluto affettuoso
      Cinzia

  4. Una storia mai archiviata viene dunque contenuta nell’ambito di un libro, frazionato, non a caso, in un complesso di emozioni e di movimenti che si articola in due sezioni, profonde e fragili come i sentimenti che rivivono. Pagine, dominate da sensazioni, dubbi e ansie, rivelano la poesia lacerante di una vita intensamente vissuta. Ed è molto facile apprezzarne quella luce tremolante dettata dalla passione, come dimostra il successo ottenuto. Complimenti
    Carmela

  5. Puo’ un silenzio avere l’eco ? Puo’. Quando gli atti diventano parole di vita.
    E allora il cuore sostituisce la bocca e articola frasi profonde, sconvolgenti o meravigliose.
    Del resto un abbraccio o uno schiaffo valgon piu’ di mille parole.
    Cinzia cerca un trasporto stilistico che contenga l’Essere. E ci riesce. Prodigio di una scrittrice di razza.

    Gaetano

    1. Ti ringrazio Gaetano,
      l’eco di un silenzio potrebbe essere anche l’esplosione di una sofferenza latente….
      Grazie ancora
      Cinzia

  6. un racconto che cattura sin dall’inizio per la passione di cui si narra, la ricerca dell’amato con l'”aiuto” dell’unico oggetto legato a lui

    1. E’ così, Ilaria,
      anche un semplice oggetto della persona che si ama sembra avere un’anima.
      Un caro salutoCinzia

  7. Una scena vivissima, la vedo la donna che corre, capisco la sua angoscia. Complimenti per averla saputa rendere in poche e semplici parole. Dal poco che ho letto credo che il suo libro dia molto, trasmetta quelle emozioni che ricerco sempre nei libri, sia vivo e palpitante.
    Grazie di aver condiviso questo stralcio con me e con noi, spero di poter sapere il resto della storia.

    Saluti.

    Stefania C.

  8. salve, sono parole meravigliose che scorrono tutto di un fiato, tutto frutto di una mente sopraffina nel raccontare i racconti della vita.
    complimenti.

    1. Ti ringrazio,
      diciamo che sono parole “vissute” nella mente, nel corpo, nel cuore, nell’anima.
      Un caro saluto
      Cinzia

  9. io leggo te e mi immedesimo, io leggo te e le tue parole prendono forma, colore, vita..la mano della zingara, la sua voce le sentivo fisicamente. Hai un dono bellissimo ed è stupendo leggerti

    1. Cara Stefania,
      le tue parole mi sono arrivate dritte al cuore. Ti “regalo” una mia poesia,
      con affetto.
      Cinzia

      LA ZINGARA

      Ruvidamente protesa verso me
      con grinze linguaggio dei gesti
      grigio il tuo colore imposto dal dovere
      e da stracci collocati ai bordi della strada

      Non posso biasimarti
      per la finta timidezza
      con cui supplichi centesimi
      né condannarti
      se nella mia scatola di cartone
      ho raccattato carezze e baci
      mendicati nei giorni senza umanità
      per un valore più scarso dei tuoi soldi
      per non lasciare vuoto
      un cuore impolverato
      per non trascinare alla deriva
      l’anima di un’anima

      Raggelo alle nostre dita
      che quasi non distinguo
      di entrambe la cruda polvere
      radicata su lazzi di tensione

      Si sfiorano le nostre mani
      tra sguardi d’intesa
      e muta comprensione

      Senza parole
      osservi
      la spezzata linea
      della mia vita

      1. il regalo più bello che una persona può fare è donare una parte di se, tu lo hai fatto regalndomi questa poesia. Grazie di tutto cuore

  10. spesso viviamo le angoscie e disperazioni come tormenti da eliminare, ma spesso proprio da essi riusciamo a trarne forza e a rendere universale il nostro amore.
    Una storia che coinvolge proprio per la sua grande profondità di sentimenti.Semplici cose che rendono grande una storia,anche il responso di una sibilla,un colore, un ricordo.
    Cari saluti

  11. In questo racconto, di sicuro di un certo livello e spessore, i significati si disperdono, il mondo crolla con tutte le relative conseguenze, ma rimane l’amore, la speranza, il filo a cui aggrapparsi per dare un senso a ciò che rimane della propria vita.

  12. Ciao Cinzia,

    Tu sai creare con le parole le scene di questa storia…Non ti nascondo che mi piacerebbe leggere questo libro perchè la trama mi ha intrigato molto.

    Ho letto con molta attenzione questi due brani, perchè sembrano separati, ma non lo sono, perchè un filo sottile li unisce… ho visto la protagonista che indossa un maglione non suo, ma che le ricorda un amore grande, che crede di avere perduto, ho visto la zingara che voleva dire tante cose, ma lei non vuole ascoltare, deve correre per sapere se lui è ancora vivo.

    Nella caserma un ragazzo, Federico, un Maresciallo lo interroga impaziente, e per celare indifferenza, ed ingannare il tempo sfoglia una veccia agendina..poche parole ma piene di significato: ” Gli Angeli hanno visto, loro non sono andati via come hai fatto tu”

    “Vicino a te..c’è Federico” E’ questo che lei vuole dirgli.
    Ma lui, ha già capito, e guarda questo giovane con aria smarrita.

    La zingara aveva visto il destino..

    La tua bravura a scrivere mi ha fatto vedere questo, come finirà questo romanzo..?

    Cari saluti

    Maria Luisa

    1. Cara Maria Luisa,
      non ti posso svelare il finale, nè raccontarti la trama dettagliata…
      Posso però dirti che in questo mio libro scorrono parallele due storie…
      I tuoi commenti mi fanno molto piacere, intanto nel mio sito troverai altre parole…
      Grazie ancora
      Cinzia

  13. Ho letto poche righe e mi piacerebbe leggere il seguito.Una donna si lega ad un uomo anche attraverso piccole cose, un pullover.Una donna attenta al suo uomo è attenta a quei dettagli che sembrano piccoli, agli occhi degli altri, ma che possono essere vitali per chi ama con un grande cuore.
    Quando si ama tanto e si ha paura di perdere l’amore,ci si sente in balia del caso,della fortuna che può toglierci all’improvviso ciò che ci ha dato.la figura della zingara, la vedo,come simbolo del futuro incerto, il voler sapere cosa ci attende.Il gesto dell’elemosina distratta per liberarsi di un presagio negativo.Mi piace molto questo brano, trovo tutto molto espressivo e significativo,hai reso il terrore di perdere l’amore, in modo semplice ed efficace.

    1. Grazie Maria,
      in questo romanzo, dalla prima riga all’ultima, ho voluto rendere l’idea di una donna ossessionata dall’amore infinito per Lui.
      Saluti affettuosi
      Cinzia

  14. Se bastano poche righe ad affascinarmi, sicuramente un intero libro saprà stregarmi, cone la zingara di questo racconto. Emozioni a fiotti, vita che scorre e che non possiamo fermare, questo é il tuo libro che, molto probabilmente, come uno specchio, riflette anche quello che tu sei realmente.L’amore é vita, é tutto, e noi viviamo nel suo continuo pulsare. Felice di leggerti e di risentirti, Lenio.

    1. Bellissime parole Lenio,
      quando scrivo mi catapulto in un altro mondo, quasi non distinguo la realtà dalla fantasia, attingo fatti dalla mia vita vera e vivo come le storie che invento…. quasi che indirizzassi proprio la mia vita …. Viola, la mia protagonista, si confonde con Cinzia.
      Se ti fa piacere visita il mio sito, troverai… Cinzia!
      Un caro saluto

  15. che dire? mi piace molto lo stile. ha catturato la mia attenzione e
    poichè leggo con la stessa voracità con cui, purtroppo, mangio….
    l’ho gustato come un buon piatto di pasta.
    complimenti…

  16. Quante volte l’unica cosa che ci rimane di un amore è un oggetto, una foto che stringiamo nelle nostre mani nella speranza di sentirne il calore il profumo…qualcosa che ci lega alla persona che amiamo…

  17. Complimenti Cinzia, per il tuo bellissimo libro.
    È un racconto di amore, di passione e di dolore..Un sentiero percorso in un calvario della vita sempre alle ricerche di notizie continue minuto per minuto angolo per angolo, zingara permettendo.
    Anche nel dolore dell’attesa è sempre l’amore che prevale perché la sofferenza della vita dà la forza e la speranza per superare gli ostacoli e per mantenere l’amore sempre vivo
    Aff.mo sergio

    1. Ti ringrazio molto Sergio,
      quello che hai detto è uno dei messaggi che volevo trasmettere. Anche se doloroso, l’amore è e dà una forza immensa.
      Un caro saluto
      Cinzia

  18. l’amore, la forza che muove il mondo, nel suo aspetto di ossessione interminabile, descritto con uno stile snello e coinvolgente… e anche stavolta le spire di una storia di una donna mi hanno inghiottita, lasciandomi con l’interrogativo: “Lo ritroverà? Come andrà a finire?”
    Grandissima Cinzia, scultrice di sentimenti potenti ma allo stesso tempo delicati.

  19. Un titolo, una copertina, fra tanti.. e nemmeno sai perchè, ti “prendono” .. come un sussurro “vieni e leggi, vieni vieni”. E’ come una malìa. E mi ha preso, caspita se mi ha preso! Mi piace la tua scrittura, il suo andare che non si dilunga in cose inutili. E la storia mi tiene sul filo del rasoio, in una tensione che, anche ora che ho terminato questo assaggio, non mi abbandona. Sarà interessante leggerlo. Lo sento.
    Grazie
    Un abbraccio
    Ars

    1. Carissima Ars, per ricevere una copia omaggio del mio libro, ti prego di metterti in contatto via mail con la Redazione indicando il titolo del mio libro e il tuo indirizzo postale.
      Con affetto
      Cinzia

  20. E’ un racconto che lascia con il fiato sospeso. C’è una disperata ricerca per un amore finito? Quel pullover che la protagonista indossa ogni volta che esce, è sicuramento un indumento che dà calore, conforto e coraggio. Perchè?Non sono per i noir, però mi piacerebbe conoscere dove conduce questo racconto.Complimenti a Cinzia Corneli per il suo modo fluido di scrivere.

    Marinella(nonnamery)

    1. Grazie Marinella
      tenere con il fiato sospeso è un pò la mia caratteristica.
      se vuoi, è come la mia vita.
      Un caro saluto
      Cinzia

  21. Complimenti, una scrittura naturale leggera, ma non per questo risulta meno accattivante di chi invece usa uno stile elaboratissimo. Di chi scrive e studia a tavolino ogni sillaba o parola prima di esporla nel suo foglio bianco, come fosse una formula matematica o algebrica.

    Ma il bello dell’arte letteraria è anche saper accogliere linguaggi diversi, e le parole che ciascuno usa sono come piccole entità viventi, ognuna delle quali fornisce una particolare, o meglio singolare rappresentazione dell’infinita varietà del mondo. Mettendo in risalto una visione differente, anche se il contenuto resta il medesimo.

    In questo breve tratto noto che lo spirito di osservazione acuto… crea e trasmette immagini, emozioni, sensazioni della narratrice stessa im maniera spontanea, tenendo così il lettore incuriosito e il suo sguardo sopra la prossima riga. Quello che fra tante altre cose, dovrebbe saper fare una scrittrice/ore!
    Ottima espressione ciao Franca

    1. Grazie Franca,
      ho tanto desiderato che i lettori si soffermassero nelle mie parole, ma allo stesso tempo volassero fino in fondo. La maggior parte di chi mi ha letto lo ha fatto tutto d’un fiato, poi lo ha riletto molto lentamente.
      Per me è una grande gioia.
      Cinzia

  22. Ansia o angoscia? ricerca d’amore perduto o ricongiungimento per un distacco? Sicuramente le “sequenze” del cammino affannoso di questa donna lasciano i lettore col fiato sospeso … forse fino alla fine. Bello ed avvincente. Marisa

    1. Marisa,
      nelle mie intenzioni è lasciare il lettore con il fiato sospeso anche dopo la fine!
      Grazie per le tue parole.
      Cinzia

  23. Questa breve pagina ha avuto il potere di angosciarmi e di pensare a quanto potenti possono essere le disperazioni…per un amore, per un sogno perduto anni prima….per l’incertezza del domani….
    Grazie, perche’ talvolta basta solo una pagina per farci capire quali sono le cose importanti della vita
    Lisa

    1. Lisa,
      l’incertezza del domani dovrebbe farci vivere il presente come se fosse l’ultimo giorno. La disperazione e quanto altro ci aiutano ad essere più forti ed oltrepassare tante altre piccole cose.
      Un caro saluto
      Cinzia

  24. Mi lascio avvolgere dal mistero di una vita che guarda con sgomento al proprio destino, scaldandosi al tepore di un pullover e alimentando la fiamma di una speranza con tutta la forza e la disperazione di un sentimento che ha forse attraversato l’intera sua esistenza.

    E con impazienza il lettore attende lo svelarsi dell’enigma tenacemente celato nell’eco di un lungo silenzio…

    Grazie Cinzia per questa lettura tanto coinvolgente… un caro saluto

    Gianna

    1. Grazie Gianna,
      mi fa piacere averti coinvolto nel mistero di una vita che può anche non trovare risposte, o trovarne…
      Cinzia

  25. Ciao Cinzia,
    mentre leggevo questa pagina scorrevano davanti a me delle immagini,dei veri frames-cinematografici.
    Una donna che va alla disperata ricerca dell’uomo che ama,con indosso il suo pullover,come se quel pullover potesse in qualche modo dare forza,essere un abbraccio,essere compagno…
    Molto bella questa pagina e fa capire che è un bel racconto.
    Beh,aspetterò di leggerlo e poi commenterò il seguito. (^__^)
    Brava.

    Un caro saluto.
    Anna Laura

    1. Cara Anna Laura,
      hai colto nel segno. I miei romanzi sono stati scritti, prima che con le parole, con le immagini. Ne ho scritto anche la sceneggiatura e se un giorno diventeranno film ti aspetto in sala per condividere un mio grande sogno.
      Grazie
      cinzia

  26. libro sicuramente bellissimo, l’autrice ha avuto la grande capacità e la bravura di trasmettere al lettore l’angoscia e la grande paura del personaggio. cinzia corneli nelle sue righe sicuramente riesce a tenere il lettore col fiato sospeso insieme al suo personaggio per conoscere la sorte dell’amato.complimentoni!

    1. Maria,
      questo mio romanzo è nato proprio per trasmettere l’angoscia e l’ossessione dell’amore di Viola che cerca ancora, sempre, Lui.
      L’ho voluto dalla prima riga all’ultima.
      Grazie
      cinzia

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