Me lo ricordo quel Natale coi pomodori sott’olio sulla tavola in bella vista tra gli sguardi compiaciuti dei parenti .
Un giorno d’estate eravamo andati al fiume a fare il bagno, in un posto appena fuori dal paese, dove non ci andava quasi mai nessuno, così, tanto per cambiare.
Eravamo arrivati sudati dopo una lunga camminata sotto il sole. Mia madre con la cesta del bucato sottobraccio, mio fratello ed io con la voglia matta di entrare in acqua e giocare, ma restammo a bocca aperta davanti a uno spettacolo inaspettato.
Una piena aveva portato via le sementi dagli orti vicini e aveva trasformato la riva in uno splendido tappeto di pomodori rossi.
A quel tempo lavorava solo mio padre e pagavamo le rate di mutuo della casa. Era duro arrivare a fine mese coi pochi soldi che restavano nel cassetto e quella manna a mia madre doveva sembrare la ricompensa del Cielo ai nostri sacrifici.
Aveva vuotato la cesta dei panni da lavare e ci aveva invitato a lasciar perdere per una volta il bagno per aiutarla a raccogliere i pomodori.
Stavamo attaccati per la paura che ci vedessero e poi sparlassero di noi in paese. Mia madre se ne stava china, raccolta in un pugno, eppure la paura non riusciva a cancellarle il suo bel sorriso, mentre mormorava: “E’ un miracolo! Qui siamo a posto per un mese e ce n’è anche per Natale, grazie al fiume e al buon Dio che l’ha creato!”

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