«Ehi, c’è la zia!», urla una vocina acuta di bimbo. Siamo in Via Anastagi, in pieno centro storico, non lontano dal luogo in cui riposa un grande poeta e dalla finestra del secondo piano di una vecchia casa si scorge una testina bionda, due occhi tondi vivaci e azzurri come il cielo: è Aldo.
«La zia, la zia, siamo p-onti!», dalla felicità esclama Aldo: omette sempre la lettera ‘r’, ancora non riesce a pronunciare la ‘r’ e, invece di dire ‘pronti’ dice ‘p-onti’: e per lo stesso motivo suo fratello Carlo lo chiama ‘Ca-lo’ o ‘Ca’.
«Via, via Ca-lo, dobbiamo anda-e, si pa-te!»
Poi, si sente un trambusto dentro la casa e un rumore di passi e salti veloci scendere una scala interna.
«Ap-o io la po-ta … urnh, dai».
«No, apro io: sono più grande»; il grande portone in legno verde si spalanca, ecco Aldo e dietro Carlo con la sua bici la ‘spider rossa’ .
Dovete sapere che il giorno prima Aldo ha combinato un disastro.
Il bimbo è rimasto solo con l’anziana bisnonna: svelto più di un missile, è riuscito a chiudere la porta e a lasciare la nonnina intrappolata in cortile e per salvare tutti sono arrivati i pompieri!
«Ieri, cosa è successo?», mormora zia, ancor prima di salutare.
«La mia zia! Mi sono chiuso dent-o, sono arrivati i pompie-i con dei g-andi cappelli, hanno ape-to la po-ta e mi hanno infilato in testa il cappello; sono un pompie-e!», dice-Aldo a testa alta.
«Uhm, si dice pompiere, porta, dentro, grandi, aperto: devi ricordarti la lettera r», risponde Rosa.
«Zia, salgo in bici con te?»
«Sì, sul sellino, tu Carlo seguici, la strada è lunga. Sei sicuro di voler pedalare così tanto?»
«Certo zi’, ormai sono grande».
Dalla finestra del secondo piano la mamma dei bimbi osserva la scena, poi interviene: «Zia, vi veniamo a prendere in macchina nel tardo pomeriggio ma, se i ragazzi si stancano, telefonaci e noi arriviamo».
«Non ti preoccupare, se ci sono varianti mi faccio sentire: buona giornata», rassicura Rosa.
«Buon viaggio e state attenti», risponde la mamma di Aldo e Carlo.
Percorrono la Via Roma, girano in Via Ugo Bassi, arrivano in Piazza Mameli e svoltano a sinistra in direzione stazione: ormai non sono lontani dalla pista ciclabile.
«Siamo quasi al ristorante cinese?», chiede Car.
«Sì, siamo vicini. Poi percorriamo la strada ciclabile e prestiamo attenzione agli incroci, ad ogni crocevia scendiamo dalle biciclette e attraversiamo sulle strisce pedonali» con un sorriso controbatte la zia.
È una mattina non troppo calda e sono circa le nove, quando i nostri amici iniziano a pedalare verso il mare.
«Perfetto, ma stai tranquilla zi’; sono esperto».
«Siamo g-andi!», rileva Aldo giocherellando con i braccialetti di micro molle di acciaio che Rosa tutte le estati si delizia di indossare sul polso destro.
«Stellina la r, si pronuncia grandi: non lo ripeto più».
Nel frattempo i nostri ciclisti sono arrivati al locale cinese vicino al circolo tennis, dove Carlo assieme ad altri ragazzini prende lezioni di tennis durante la stagione estiva.
«Zi’, questa sera noi veniamo a mangiare in questo bel ristorante dalle colonne rosse?»
«No, Car mi spiace, non è proprio possibile; i vostri genitori ci aspettano nel tardo pomeriggio al Lago Max», risponde Rosa e sfoggia un risolino dolce … gradevole quanto il miele.
«Vengo anch’io al-isto-ante cinese?»
«Aldo, si dice ristorante!»
«Eh, risto-ante».
«Aldo, ristorante, manca ancora una r».

***
Dal libro La punta dei libri un paese sul mare di Alessandra Maltoni – EDIZIONI ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI NAPOLI, 2011 – pag. 44

Il commento di NICLA MORLETTI

Un libro piacevole e rilassante. Un viaggio entusiasmante con Rosa e i nipotini Carlo e Aldo lungo un lido sul ravennate, ricco di flora e frequentato da intellettuali e scrittori. Oggi è una giornata d’autunno: dalla poltrona del mio studio, attraverso i vetri della finestra, vedo un cielo sereno e un luccicar di foglie ai raggi del sole. Sfoglio le pagine e l’avventura incomincia. Ed è bella, finemente tratteggiata la scrittura, versatile e innovativa per i temi affrontati, pedagogico il contenuto. Mi trovo catapultata in via della Conchiglia e poi in via della Vela insieme ai nostri gitanti. Mi piace molto il clima festoso. Sono in compagnia! Ed eccomi al Circolo Velico ed a Punta Marina. I bambini fanno domande, la zia risponde. Io ascolto. E si fa largo nella mia mente la poesia del Pascoli riportata all’inizio del libro. Mi affaccio alla finestra, immagino di vedere il mare, vanno le stelle, tremolano le onde. Ecco, si muove l’acqua, si alza il vento: sul mare è apparso un ponte d’argento.

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5 thoughts on “La punta dei libri un paese sul mare di Alessandra Maltoni

  1. Un libro sicuramente rilassante e piacevole, il legame tra nipoti e zia è vicino a tutti noi e ci fa ritrovare relazioni antiche e familiari.
    Semplice e accativante la scrittura e lo stile, potrebbe anche essere un racconto da leggere ai bambini più grandi e insieme a loro vivere le stesse emozioni.

  2. Un’ immagine molto bella la zia e i suoi due nipotini. Un’atmosfera di sogno e gioco che descrive il bel rapporto che lega i tre, fatto di complicità, dolcezza e giocosità. Sono sempre molto interessanti le storie in cui ci sono bambini perchè riescono a portare allegria a vivacità. La scrittrice avrà sicuramente un bel legame con bimbi e descrive con estrema dolcezza il suo amore per l’infanzia.

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