«Ti prometto che questa volta ci sarò, amore, tu aspettami. Intanto di’ alla nonna di comprare le candeline più belle della Sicilia, poi, quando arrivo, le spegniamo insieme. Hai capito, Mino?»
«Sì, papà, ho capito. Però tu vieni!»
«Certo, Mino. Certo … sii buono con i nonni … ciao».
«Ciao papà».
Era la fine di giugno. Mancavano tre settimane al terzo compleanno di Mino, e Biagio, questa volta, non poteva davvero mancare all’appuntamento.
Aveva già deciso – all’insaputa dei suoi genitori ormai anziani – di lasciare il suo appassionante lavoro. Il suo carattere, deciso e intraprendente al punto giusto, aveva dato vita ad un programma ben definito.
Spiegò il motivo delle sue dimissioni ai superiori, precisando che comunque, avendo ricevuto l’incarico di un’uscita per immersione a largo dell’ oceano Atlantico, prevista per il tredici luglio, avrebbe portato a termine la missione.
Un paio di settimane prima, infatti, era stato informato dal suo superiore, il capitano Torres, di un movimento anomalo in quelle stesse acque dell’ Atlantico.
Si trattava di un maremoto che, anche se non aveva avuto ripercussioni sulla terra ferma, aveva causato l’inabissamento parziale e poi totale di una piccolissima sopraelevazione naturale. Un’estensione di fitta flora, lunga circa cinque chilometri e larga poco più della metà. La piccola isola era un punto di ritrovo per uccelli di diverse specie, serpenti e piccola fauna. Non vi era spazio “materiale” per l’uomo. Inutile sperare in un adattamento anche per sole escursioni, visite turistiche o esplorazioni. Eppure, era stato chiesto un sopralluogo nei fondali marini, proprio in seguito ad uno strano avvistamento da parte di alcuni escursionisti temerari, amanti del rischio.
«Vado giù per l’ultima volta … poi torno dai miei».
Fu questo il pensiero di Biagio. L’ultimo prima di addormentarsi la sera del dodici luglio.
La mattina seguente, uno splendido sole rendeva argentea l’acqua del mare e i raggi filtravano fino in profondità flirtando con il fondale.
«Lì c’è qualcosa … che sarà?»
Biagio, distante una ventina di metri dagli altri, aveva notato uno strano luccichio.
Sollevò un groviglio di alghe e prese tra le dita qualcosa che brillava.
La sua onestà era conosciuta da tutti, cosa lo abbia spinto quella volta a “trafugare” quel piccolo reperto, rimase un mistero.
La perlustrazione durò tutta la mattinata.
Il pomeriggio, un altro gruppo di sub sostituiva il precedente.
Quella sera, Biagio doveva partire per l’Italia. Ormai niente poteva fargli cambiare idea. Era tutto pronto e scrupolosamente organizzato.
Valigie sistemate con dentro le sue cose più importanti e necessarie. Il resto lo avrebbe preso successivamente. Sarebbe infatti tornato a breve, per occuparsi della vendita della casa in cui era vissuto per cinque anni.
Aveva comprato, per Mino, un trenino elettrico con tanto di paesaggio, montagne e gallerie.
Nel suo portagioie, oltre a due orologi d’oro, alla fede di Henrica, a due croci e ad un bracciale, vi era un ciondolo d’oro a forma di mezza luna.
«Chissà com’è finito in mare? Non capisco poi perché ho voluto tenerlo con me … dopotutto non è un pezzo che potrebbe cambiarmi la vita. Quanto varrà? Non certo più di un orologio.
Avrei dovuto consegnarlo … ma ormai è fatta … non vale la pena pensarci!»
Così, rimuginando, fissava l’oggetto.
Che strano il suo gesto. Non era da lui appropriarsi di qualcosa. Eppure, inspiegabilmente, quella volta lo fece.
Accantonò quel pensiero e andò a letto.
L’indomani mattina, un taxi lo condusse al porto.
A casa sarebbe arrivato sicuramente prima optando per un aereo, ma mai avrebbe rinunciato a respirare ancora una volta 1’aria che vien fuori dalle acque marine, suo “habitat naturale”.
Era così che definiva il mare … anzi, nella fatti specie, l’0ceano.
Collesano provincia di Palermo.
«Biagio, finalmente … come stai?»
«Bene, mamma, e tu?»
«Come al solito … ci difendiamo. Alla mia età è già tanto che sono qui!»
«Ma che dici … e papà? Mino?»
«Dormono. Si sono addormentati sul divano … vai pure a vederli. Evita di svegliarli però».
«Ok», rispose Biagio sorridendole.
Entrò in punta di piedi.
Mino era splendidamente cresciuto e assomigliava sempre di più ad Henrica.
Il nonno lo teneva stretto sulle sue gambe e, per evitare che scivolasse, aveva poggiato i piedi sopra una piccola sedia. Solo ora prendeva piena coscienza del tempo trascorso. Mino, un piccolo uomo, e suo padre, un anziano signore.
«È arrivato papàààààà», urlò improvvisamente la signora Lia dietro le spalle di Biagio.
«Mamma, sei impazzita!?!», disse lui ridendo e correndo verso il figlio che si era svegliato di soprassalto.
«Sempre la solita, per poco non mi veniva un infarto», replicò il marito.
La signora Lia era una donna con uno spiccatissimo senso dell’ironia, e con lei Mino era cresciuto veramente bene.
Fu un tripudio di risate, abbracci e sorrisi.
«Sai Mino, papà non ti lascerà più. Mai più», disse al figlio, commosso ma forte nel trattenersi.
Tante cose raccontò quel giorno, ma la storia delle dimissioni non piacque ai genitori.
«Biagio, Mino crescerà, sarà lui a venire a Lisbona quando non potrai venire tu».
«Papà, Mino ha solo tre anni. Non potrà muoversi da solo prima di quindici anni. Che vita sarebbe la mia, avanti e indietro per tanto tempo!»
«Ma il tuo lavoro … non ci pensi al tuo lavoro?»
«Lavorerò qui. Voglio laurearmi in legge. Prima di conoscere Henrica era ciò che volevo fare, ti ricordi papà?»…

***
Dal libro La voce del silenzio di Sara De Bartolo – CITTÀ DEL SOLE EDIZIONI, 2011 – p. 217

Il commento di NICLA MORLETTI

La vita che si può osservare attraverso il vetro di una maschera da subacqueo è senza dubbio entusiasmante, come questo romanzo di Sara De Bartolo, del resto, così intenso e profondo quanto gli abissi del mare.
Pagine che catturano il cuore sin dall’inizio, con la narrazione di un famoso maestro d’orchestra, di una donna senza volto, un’isola deserta, un ciondolo d’oro e l’oceano.
Gli ingredienti di cui è composta la trama di questa magica “Voce del silenzio” sono varie: dolcezza, fantasia, fatalità, incontri del destino e tanto amore. Una bella storia che incuriosirà e catturerà l’animo del lettore, con i suoi colori, le sue immagini, il suo movimento, i suoi riflessi. Anche il silenzio ha una voce mirabile, che è pace assoluta
.

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13 thoughts on “La voce del silenzio di Sara De Bartolo

  1. Sara,
    non posso fare altro che ringraziarti per avermi concesso il piacere di leggere “La voce del silenzio”.
    L’ho vissuto dall’inizio, quando ancora non era che una bozza, e l’ho visto crescere e diventare il capolavoro che ritengo sia.
    C’è cuore, mente e anima, in quelle pagine. Sono certa che chiunque l’ha letto o avrà la fortuna di leggerlo, non potrà fare altro che essere d’accordo con me.

  2. Ciao Sara…!
    Grazie per avermi permesso di conoscerti come scrittrice attraverso questo splendido romanzo… non sono del mestiere…ma sai che adoro leggere..e “La Voce Del Silenzio” col suo urlo d’amore mi ha letteralmente conquistata…stralci di vita vera che si mescolano coi sogni…che alla fine diventano realtà…
    Che dire…uno stimolo in più per non “sigillare ” mai il cassettino dei sogni che ognuno di noi ha…!!
    Grazie ancora e spero uno di questi giorni di riuscire a passare da te per complimentarmi di persona..
    Con stima e amicizia
    Stefania

  3. La voce del silenzio sa dire molte cose, il silenzio sa parlare a tutti… basta saperlo ascoltare! Un brano piacevole ed interessante.. sarebbe davvero bello poter leggere tutto il libro!!

  4. Gent.ma Sara,
    che belle parole e che bel libro che ha scritto.
    Sicuramente ci sarà una storia bellissima da leggere ma ho paura perchè mi sa che l’amaro, nel libro, è dietro l’angolo…
    Complimenti e mille in bocca al lupo.
    Sabato P.

  5. Cara Sara,
    non mi ricordavo più di te, ci siamo conosciuti a Trebisacce in occasione del Premio Letterario di calabria e Basilicata, mi ricordo che mi hai mandato un passaggio di questo tuo romanzo, allora era ancora in gestazione. Mi fa piacere che c’incontrimo ora sullo stesso sito e nel Blog degli autori con i libri in Fiera per l’autunno. Certo che mi fa piacere e ti faccio i complimenti per la tua prosa limpida e scorrevole e un’inventiiva brillante che cattura il lettore oltre un impianto narrativo perfettamente strutturato. Il tuo libro non sembra scritto da un’esordiente, ma da una scrittrice consumata e ormai affermata, è questo soprattutto l’augurio che ti faccio, di tutto cuore, perchè te lo meriti.
    Ciao, in bocca al lupo e un caro saluto.
    Vittorio

  6. Bellissimo libro… bellissime parole…

    squarci di vita, di pensieri e riflessioni che mi piacerebbe poter leggere per intero.

    Complimenti… e poi ti chiami come me, Sara

      1. io sono della provincia di Bergamo.
        Ho scritto un libro di poesie con la casa editrice Kimerik : “Oltre lo sguardo della luna”.

        Spero davvero di essere una delle fortunate che riceverà il tuo libro.

        Lo trovo davvero molto interessante.

        Sara

  7. Cara Sara,
    non mi ricordavo più di te, ci siamo conosciuti a Trebisacce in occasione del Premio Letterario di calabria e Basilicata, mi ricordo che mi hai mandato un passaggio di questo tuo romanzo, allora era ancora in gestazione. Mi fa piacere che c’incontrimo ora sullo stesso sito e nel Blog degli autori con i libri in Fiera per l’autunno. Certo che mi fa piacere e ti faccio i complimenti per la tua prosa limpida e scorrevole e un’inventiiva brillante che cattura il lettore oltre un impianto narrativo perfettamente strutturato. Il tuo libro non sembra scritto da un’esordiente, ma da una scrittrice consumata e ormai affermata, è questo soprattutto l’augurio che ti faccio, di tutto cuore, perchè te lo meriti.
    Ciao, in bocca al lupo e un caro saluto.
    Vittorio

    1. Grazie mille…vorrei soltanto che la gente “Vivesse” questa storia narrata, ma per farlo deve acquistare il romanzo…speriamo bene.
      Grazie mille Vittorio.
      Sara

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