
Che differenza c’è tra il sorriso enigmatico della Gioconda e il cuore infranto della Maddalena, tra l’intrepida Giovanna D’arco e la fragile Marilyn Monroe? Qual è il comune denominatore, tra la Madonna e Oriana Fallaci? La ragazza che aspira a diventare Miss a qualche concorso di bellezza e colei, che ogni giorno si alza presto la mattina, per portare i propri figli a scuola e per preparare loro e al proprio marito un pasto caldo?
Ad accudire la casa e a dare conforto ai propri cari nei momenti più difficili?
Cosa accomuna una monaca di clausura e una donna disinibita ed emancipata?
Qual è il filo che lega una missionaria come Madre Teresa di Calcutta, a una donna in carriera?
Che dire poi della mitica Eva, regina del biblico paradiso terrestre, diavolo o acquasanta? Colpevole o innocente? Peccatrice o ignara pedina di un destino troppo grande da poter comprendere?
Cosa spinge una donna a scegliere tra la carriera, il successo o semplicemente la famiglia?
In un mondo ostinatamente ancora diviso a metà, tra misoginia e femminismo, tra lotte per il riconoscimento delle pari opportunità, tra chiusure e aperture al gentil sesso, tra diatribe, ricerche scientifiche ed esasperanti competizioni su chi sia superiore, chi il più intelligente, chi il più forte…
Manca ancora un qualcosa che sia di stimolo all’umanità intera, per far comprendere cosa sia la complementarità e il valore che esprime.
Nella realtà quotidiana, quella del vissuto di ogni giorno, tanti sono gli interrogativi che possono spalancarsi nella mente di ognuno di noi, ma uno sopra tutti, ancora più grande è quello di chiedersi cosa spinge un uomo a scrivere un libro sulle donne cercando di indossarne per una volta i panni, di rileggere la loro storia con altri occhi? Me lo sono domandato anch’io, non certo con la convinzione di poter capire l’universo femminile, sarebbe presunzione o forse un incredibile pretesa.
Ma non perché questi sia complicato o particolare, machiavellico o enigmatico, solamente perché essendo diversi uomini e donne si hanno idee e punti di vista, che per forza di cose non possono non risultare discordanti, perlomeno in parte, che di fatto non impediscono però di per sé la pacifica convivenza, a patto che ci si sforzi e ci si impegni, affinché questo avvenga.
Vorrei tentare, in sintesi, di mettere un po’ di pace fra i sessi, fra i due ruoli, spesso antagonisti, con l’invincibile arma dell’amore, tentando con grande serenità di sciogliere una volta per tutte il particolare nodo, lo stereotipo, della complessità femminile.
Non dubito pertanto, che il titolo stesso di questo libro possa aprire diversi interrogativi, spaziare su diverse prospettive. Come si fa a dire “semplicemente donne”, dare a un opera letteraria un simile nome, quando va da sé che il mondo della donna, inteso come la sua interiorità, il suo modo di essere, è di per sé, oramai assimilato, nel pensiero comune degli uomini, quanto di più complicato possa esistere? Un intricato sentiero, una matassa da dipanare, dalla quale è difficile ritrovarne il bandolo?
Sono convinto che forse, siamo noi, individui di sesso maschile a complicarci l’esistenza, con congetture ed elucubrazioni che ci offuscano la mente. Probabilmente perché a volte non ci rendiamo conto di alcuni particolari, siamo incapaci di leggere fra le righe o conosciamo poco, alcuni aneddoti della loro storia. Forse le donne non sono poi così complicate, forse hanno solo bisogno del giusto riconoscimento, di un po’ di attenzione, di un po’ di spazio e di dolcezza, o forse cercano soltanto di sottolineare che anche loro esistono e sono indispensabili al lungo cammino della società. Proprio per questo, resto propenso a ridurre tutto il nostro pensiero, i nostri dubbi, i nostri quesiti, tutto quello cioè che ci permette di identificare la donna, con il termine “semplicemente”, poiché non credo possa esserci un’altra forma di espressione per spiegare tutto questo.
Tutto accade quindi, perché le donne sono semplicemente donne, nulla di più.
Per quanto attiene poi all’obiezione che molti faranno, sostenendo che le donne oggi sono aggressive, dittatrici, spregiudicate, e che alcune di loro sono capaci di compiere veramente azioni intrise di cattiveria, posso rispondere serenamente che non esistono donne buone e donne cattive, così come peraltro, non esistono uomini buoni o uomini cattivi. La bontà, l’onestà, i sentimenti più nobili, vengono da dentro, esistono perciò anime buone e anime malvagie, al di là del corpo che incarnano, dell’involucro che le contiene.
Ribadendo nel contempo che questo libro non vuole essere né femminista né maschilista, ma anzi rifugge da questi due estremi per addivenire a un punto di incontro di benefica fusione.
Vuole essere un opera che accomuna, che unisce, che supera le ostilità e la superficialità che spesso ci contraddistinguono, sfoderando l’arma dell’amore e della comprensione, per aiutarci a riflettere e a comprenderci vicendevolmente.
Diventando nel contempo una lettura, mi auguro piacevole, rivolta a tutti, alle donne e agli uomini, ai misogini, ai maschilisti e alle femministe. Cercando pertanto, di oltrepassare così, per mantenermi il più obiettivo possibile, la mia naturale inclinazione a pensare la donna in chiave prettamente stilnovistica, quella donna angelica, tanto decantata dagli scrittori d’altri tempi, che giocoforza mi cattura e nel contempo affascina.
Quella dolce, inseparabile compagna di quotidianità, con la quale condividere i momenti più belli, quelli più brutti, quelli intensamente drammatici, dove ti senti sprofondare nelle tenebre, quelli nostalgici, poetici, e quelli prettamente romantici, che ci trascinano sulle note di un violino, e dove ti sembra di toccare il cielo con un dito.
Nello sforzo continuo di cercare con determinazione, di superare ogni sorta di confine per vedere più in là, oltre il limite del nostro stereotipato recinto.
Possiedo molte amicizie in ambito femminile e nonostante abbia acquisito, vivendo a contatto col gentil sesso, una discreta esperienza di vita, soprattutto di quella a due, da uomo sposato, rimango dell’idea, che l’esperienza vissuta, non è mai sufficiente. Non si può pretendere possa regalarci la presunzione di sapere, di avere imparato e che per nessuna ragione al mondo, si possa mai dare nulla per scontato.
Spesso vengo descritto, per le idee che esprimo, sia da qualche amica, che da mia moglie stessa, come un uomo che vive con due grosse fette di salame sugli occhi, mi dicono: «Tu vedi la vita con colori belli, ma che non esistono, la realtà è diversa». Forse è vero, sono io che non la interpreto nel modo giusto o forse chissà. Ma, al di là dell’oggettività degli eventi più o meno tangibili riguardanti i due sessi, sono felice di intenderla così, di vedere nella donna, quell’angelo azzurro che ci viene incontro e di constatare come nella realtà, ci aiuti da sempre, dagli albori della storia, a portare avanti, il peso spesso gravoso, di quel grande fardello chiamato vita.
Come un menestrello d’altri tempi, adoro esprimermi in una miscela di parole e di poesia per recitare, quello che vuole essere, un vero e proprio inno alla femminilità.
Il filo rosso che accomuna le donne degli interrogativi enunciati poc’anzi, dalle donne che hanno fatto grande la storia, a quelle sconosciute, che vivono con grande umiltà la loro quotidianità, è l’empatia e il loro essere donne, Tesserlo nel cuore e nella mente.
Questo libro dedicato all’altra metà del cielo vuole essere un’opera che si rivolge a tutti, anche agli uomini, perché, stimolando in ciascuno dei due sessi un’analisi personale, aiutando a scavare ciascuno all’interno della propria intimità, possa veramente portare a qualcosa di concreto, a ritrovare se stessi, a un indispensabile, costruttivo confronto ad armi pari. L’opera nasce nel contempo dall’esigenza reputo doverosa di mettere da parte, una volta per tutte, le incomprensioni, gli attriti, la foga di voler dimostrare le donne agli uomini e viceversa quanto valgano i rispettivi ruoli.
Per abbattere quelle barriere che sono solo ideologiche e che ci impediscono di vivere felici.
Si è cercato inoltre di fare il punto della situazione, sottolineando alcuni aspetti e problemi diventati vere e proprie piaghe sociali, una su tutte, la continua, imperante violenza che viene sempre più spesso perpetrata a carico delle rappresentanti dell’universo rosa, alla faccia del motto “le donne non si toccano nemmeno con un fiore”.
Vi sono momenti di grande impatto emotivo, dove purtroppo l’animo e i pensieri si incupiscono e mi lasciano profondamente sbigottito, spronandomi a trasformare quindi, alcune pagine in denuncia, nonostante tutto questo troverete però sempre l’esortazione a lottare a non mollare mai a non soccombere, poiché in questi passi, si è cercato sempre di imprimere speranza e coraggio.
Non mancano inoltre alcuni riferimenti di chiaro stampo autobiografico, poiché penso che ognuno di noi, in seno alle proprie esperienze, abbia sempre qualcosa da raccontare di se stesso della propria storia, del proprio vissuto.
Un libro scritto senza indossare alcuna maschera, con il volto scoperto e l’animo sereno di chi vuoi comunicare qualcosa, con lo spirito un po’ ingenuo di chi vuole ritrovarsi forse simile a un bambino.
All’interno dell’opera è stato ricavato anche qualche piccolo momento di poesia.
In primo luogo, perché la donna stimola per sua natura, l’ispirazione poetica, basta tornare per un attimo, alle celebri muse dell’antica Grecia, poi… perché è più forte di me, in certi momenti non riesco proprio a scindere lo scrittore dal poeta. La poesia è un qualcosa che nasce all’interno dell’anima e che in certi momenti, non puoi fare a meno di far uscire da dentro di te. Tutto questo nella speranza di non annoiare e soprattutto di non essere mai banale. Ribadisco quindi e sottolineo con forza il concetto per me essenziale che considero il vero motivo conduttore di questo libro.
Esplicitando che è arrivato il momento che gli uomini mettano da parte il loro esasperante narcisismo e che le donne capiscano che non devono dimostrare proprio nulla, poiché sono già uniche, speciali.
Non devono cedere quindi, alla tentazione di scimmiottare gli uomini, perché così facendo, impediscono a se stesse di esprimere il loro fascino, la loro squisita, incommensurabile femminilità.
Siamo indissolubilmente un unità composta da due perfette metà e quest’opera vuole gettare un grande ponte, aprire un dialogo infinito, abbattendo per sempre le barriere ideologiche e concettuali quali il maschilismo e il femminismo.
Agli uomini e alle donne che mi dicono di vivere in un mondo irrazionale, di avere le già citate fette di salame sugli occhi io rispondo: «Sono felice di averle».
Ad un mondo intriso di razionalismo esasperato, grigio, preferisco un mondo che mi permetta di cogliere quell’attimo magico, caldo, colorato, anche se a suo modo sfuggevole ed evanescente, come una nuvola di profumo.
Alle donne, a tutte le donne indistintamente, a quelle romantiche e sentimentali e a quelle più fredde e razionali. A quelle caratterialmente più deboli, costrette per i motivi più svariati a sottostare alle aberrazioni di alcuni uomini. A quelle algide, autoritarie e femministe, affinché ritrovino la dolcezza smarrita e riescano nell’intimo a percepirne i sapori. Sforzandosi di vedere il mondo sotto una luce diversa, lontane da retaggi culturali, da ignobili chimere e scavando nel profondo, possano così capire che la vita può essere anche qualcosa di romantico e di veramente speciale.
A tutte, indistintamente, dedico quello che mi auguro possa essere un gradito omaggio, un piccolo fiume di parole, per portare loro un po’ di conforto e di consolazione. Un fiore letterario, che possa sbocciare in un grande bacio, in un universale abbraccio. L’uomo e la donna sono due esseri complementari, che convivono sotto lo stesso grande cielo, sotto lo stesso azzurro e che insieme permettono e realizzano, ogni giorno, il miracolo più grande, quello della vita.
Auguro a tutti una buona lettura.
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Prologo tratto dal libro “Semplicemente donne” di Roberto Sarra, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.


