Quella che sto per narrare è la storia di un vecchio manoscritto, ritrovato per caso nella casa degli avi di mio nonno. Un antico castello in collina immerso nel verde della campagna toscana, che era sopravvissuto ai secoli e aveva sfidato il tempo. Si stendevano ai suoi piedi selve di mirti e  campi di girasole. Pareva sospeso tra il cielo e la terra quando mio nonno ed io giungemmo al suo portone. Sul muro, tra rose rampicanti, era ancora intatto lo stemma gentilizio di famiglia, troncato di azzurro e di oro, con la fascia trasversale rossa, le due stelle ad otto punte.
Era una sera d’estate, nell’aria un presagio di pioggia. E petali di fiori portati dal vento.
Ci aprirono il portone il nuovo proprietario Daniel Craig, agente letterario inglese, e sua moglie Margaret Rose. Dolcissima. Biondissima.
La donna, dal delizioso accento straniero, ci consegnò la chiave di un vecchio baule con lo stemma di famiglia, ritrovato per caso nei sotterranei del castello durante i lavori di restauro.
– Questo appartiene a voi – disse.
Un rapido sguardo d’intesa tra me e il nonno, e poche ore più tardi il baule era nel bagagliaio dell’auto che, sballottando qua e là, percorreva la tortuosa strada di campagna che ci avrebbe ricondotto a casa.
E fu lì dentro che, tra pizzi e collane, spade e ombrelli d’organza, trovai un vecchio manoscritto rilegato in cuoio. Nell’ultima pagina c’erano una firma e una data: Cav. Guelfo Donato, Pisa 24 giugno 1650.
Una storia sepolta nella polvere degli anni, riportata per sempre alla luce del tempo.
Una storia che inizia così.

Capitolo I

La sera del 30 Marzo 1646 era venerdì santo: tutti gli abitanti del paese, accesi i fuochi lungo le strade, si incamminarono verso la chiesa di Santa Maria Assunta. Celebrò la Santa Messa, quella sera, un monaco benedettino.
Fu spalancato il portone dell’antica chiesa e si dette inizio alla processione: si avviarono lentamente verso l’uscita tre uomini in cappa nera e cappuccio che, tenendo in mano una torcia a vento, intimavano sommessamente il silenzio. Due soldati romani a cavallo annunciarono con lenti squilli di tromba l’incedere della processione. Seguivano sei militi in formazione ternaria, un gruppo di angioletti recanti stendardi con le parole: “Silenzio, ordine e devozione”, la croce sorretta da un fratello della Compagnia Bianca, un gruppo di fanciulle ebree, due soldati romani a piedi, Giuda Iscariota, sgherri con lanterne, bastoni e funi, infine San Pietro. Si narra infatti che, mentre nella sala del sommo sacerdote Caifas veniva giudicato Gesù, Pietro stava scaldandosi con gli altri servi intorno ad un grande braciere e che, quando la portinaia affermò che anche lui era discepolo di Gesù, egli negò e spergiurò di non conoscere nessun Gesù. E il gallo cantò.
Ricordandosi le parole del Maestro, Pietro uscì fuori e pianse amaramente.
La processione continuava ad avanzare: ecco Erode Antipa, lussurioso tetrarca della Galilea e della Perea: costui, con le sue guardie, si fece beffe del Maestro e, ricoprendolo di ridicolo, lo rimandò da Pilato.
Il corteo proseguiva nel suo cammino: tre fanciulle vestite di bianco, due soldati a cavallo, due soldati a piedi con il Littorio romano e Ponzio Pilato.
Egli era stato il quinto Procuratore romano della Giudea, e a lui gli Ebrei, ottenuta dal Sinedrio un’ingiusta condanna, condussero Gesù, allo scopo di ottenere la conferma della condanna a morte.
Partecipavano alla processione anche due fanciulle che tenevano in mano la brocca dell’acqua con la quale Pilato si lavò le mani. Altre ancora indossavano una veste rossa, in mano una canna, simbolo dello scettro regale, e una corona di spine.
Con questi tre simboli i soldati avevano insultato e tormentato Gesù nell’atrio del Pretorio, dopo la viltà di Pilato.
La processione incedeva lentamente lungo i vicoli tortuosi del paese.
Sui balconi ardevano piccoli fuochi e il vento ne faceva oscillare le fiamme che parevano anime in pena, mentre tutti sembravano rivivere la passione di Cristo.
Ecco Barabba, due fanciulli, due soldati romani a piedi, il Cireneo, quattro Ebrei, Veronica, un gruppo di donne vestite a lutto, il corpo musicale, i cantori, il simulacro del morto Redentore sotto un baldacchino, la statua dell’Addolorata,  il centurione a cavallo, un gruppo di uomini con torce e Nicodemo.
Quest’ultimo aveva conosciuto il Maestro che credeva realmente inviato da Dio, avendo assistito ai suoi miracoli.
Nel Sinedrio, Nicodemo aveva protestato contro l’iniqua procedura adottata nei confronti di Gesù che veniva condannato senza un regolare processo. Si narra che dopo la morte del Redentore, costui si fosse recato alla tomba portando con sé una mistura di mirra e d’àloe, ingredienti che preservano i corpi dalla corruzione, quasi cento libbre, per imbalsamare il corpo del Redentore.
Sei militi in formazione ternaria ponevano fine al sacro e funebre corteo.
I canti sommessi delle donne e delle fanciulle, intervallati da preghiere, riecheggiavano fin nei vicoli più angusti. Fumi d’incenso, mirra e àloe mescolati a quelli dei fuochi ovunque accesi lungo il passaggio del mesto corteo a rischiararne il percorso, penetravano nelle narici e stordivano i partecipanti, avvolgendo in una grigia spirale i lastricati, i vicoli, le vecchie case, avviluppando il paese intero e le vicine colline.

***
Dal libro I giorni della rosa di Nicla Morletti
Ordina questo libro
con dedica dell’autrice (Prezzo: € 24,00)


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51 thoughts on “I giorni della rosa di Nicla Morletti

  1. Scrivere per immagini
    La prima impressione che si ha, leggendo l’anteprima de I giorni della rosa, è quella di spiare da una finestra socchiusa, l’interno di una stanza immersa nella penombra soffusa di mistero. L’autrice, come un bravo pittore ha saputo dosare le pennellate, in un amalgama di colori, scuri e quindi misteriosi, che raggiungono il fine di suscitare un interesse immediato a voler ammirare e gustare l’intero quadro. Ritengo infatti, che la forma più elevata di capacità narrativa, sia quella che io definisco “per immagini”. Il mio modestissimo parere è che l’autrice sia un ottimo pittore.
    Non mi resta che ammirare l’intero quadro.

  2. Ottima dovizia di particolari, aspettativa di qualcosa di misterioso….ti potrei dire di più se mi mandi il libro (scherzo) complimenti!

  3. Complimenti all’autrice per aver saputo descrivere con uno stile abbastanza semplice un racconto che cela fra le righe un qualcosa di misterioso..
    leggendo questa breve introduzione ho avuto la sensazione che tutto ciò mi sia raccontato da qualcuno oralmente, anziché leggerlo.. e in questo alternarsi di semplicità e di mistero credo che sia racchiusa la caratteristica di questo romanzo..che definisco decisamente intrigante…
    sarebbe bello poterlo leggere tutto.

  4. Davvero un romanzo interessante che già dall’incipit presagisce una storia intrigante, coinvolgente e ricca di emozioni piacevoli. Complimenti all’autrice!

  5. Sono riuscita solo ora a ringraziarla per avermi inviato il libro.
    Non appena terminato non mancherò di recensirlo anche sui siti con cui collaboro.
    Ancora grazie e complimenti per il suo ottimo lavoro.

    Stefania C.

  6. Immagini descritte con dovizia di particolari, atmosfera avvolgente e coinvolgente … il lettore viaggia oltre i confini dei sensi ed entra a far parte della storia stessa. Secondo me, già dall’inizio si è catturati e viene la voglia di arrivare fino in fondo. Soprattutto se uno ama perdersi nei respiri del tempo … Complimenti!
    Loretta Stefoni

  7. poche righe è già si intuisce un forte sapore di antico e mistero…complimentoni all’autrice,che con dettagliati particolari dei luoghi immerge anche il lettore in quei posti….bravissima!

  8. Una storia accattivante e misteriosa, che fa venire voglia di concludere tutto il libro in un fiato: speriamo di poterlo leggere presto! Complimenti nel frattempo!!

  9. L’incipit è accattivante, intrigante. Suscita, immediatamente, la voglia di continuare a leggere.
    Tuttavia, sin dalle prime righe, si intuisce che l’autrice non trascurerà la forma per privilegiare la trama: ” Si stendevano ai suoi piedi selve di mirti e campi di girasole. Pareva sospeso tra il cielo e la terra[…] Era una sera d’estate, nell’aria un presagio di pioggia. E petali di fiori portati dal vento”.
    E’ la tipica “prosa poetica” dell’autrice, se posso permettermi questa definizione del tutto personale e da “non addetta ai lavori”, come preciso sempre. Quella prosa che, almeno a me, fa leggere un libro anche ” per come è scritto”.
    Ester Cecere

  10. Ecco un libro che mi incuriosisce fino al midollo, è la tipologia di romanzi che mi appassionano e mi intrigano perché mi fanno vivere atmosfere antiche e riti ancestrali di un periodo che mi affascina molto.
    Il movimento che Lei crea intorno alle sue storie rimane unico nel genere e attrae il lettore come non mai.
    Sinceri complimenti e in bocca la lupo per il prosieguo.
    Sabato P.

    1. Grazie per il commento. Sono stata sempre attratta dalle atmosfere e dai luohi antichi. Attratta dal mistero che li avvolge. Dal mistero della vita. E così nascono storie e personaggi, creature che, mentre digito sulla tastiera, vedo muovere nella mia imamginazione come persone sul set. Anche questo è mistero.

      cordiali saluti

      1. Grazie, appena arrivato il suo libro.
        Le farò sapere non appena avrò terminato la lettura.
        Grazie ancora.
        Sabato P.

  11. Poche frasi che mi hanno conquistata, come rapita da questa storia magica e misteriosa.
    Il libro di Nicla Morletti sembra meritare davvero ed essere all’altezza degli altri libri dell’autrice.

    A Lei faccio i miei complimenti, per il suo stile unico, la sua maestria nei dialoghi e nelle descrizioni. Spero di poter ricevere una copia del libro per poter gustare appieno la storia.
    Grazie e … auguri!

    Stefania C.

    1. Cara Stefania,

      grazie mille per le tue belle parole. Grazie per aver scritto che si tratta di una storia magica e misteriosa e per averne apprezzati i dialoghi e le descrizioni.
      Mi sono immedesimata nei fatti e nei personaggi come fossero realmente veri e sono tornata indietro nel tempo. Al 1646…

      Un affettuoso saluto

      Nicla Morletti

    1. Te l’ho chiesto senza dirti che sono entusiasta di ciò che ho letto nell’introduzione. Tutto così bello e misterioso che mi appassionerà molto e non vedo l’ora di leggerlo.

  12. L’ Amore per eccellenza, Gesu’ Cristo, fa da pronubo ad un amore minore ma sempre immortale, quello tra un uomo e una donna.
    ” I giorni della rosa ” aprono con la rievocazione della Passione del Signore e poi dipanano una passione terrena, dalla comune genesi di donazione.
    Un romanzo in cui l’ Eterno e l’ immanente si intersecano, si sommano, si fondono.
    Avvincente, da leggere sino in fondo.
    E splendida la copertina. Che riporta un’ affascinante donna. La stessa autrice del libro. Superba scritricce e irresistibile musa. Insieme.

    Gaetano

  13. Gentile Nicla,
    ho letto ora il piccolo brano del suo libro, devo dire che mi ha affascinato la storia del vecchio manoscritto nel castello e anche la rievocazione della passione di Cristo è raccontata in modo coinvolgente sembra di vedere tutti i vari personaggi i soldati, Giuda, Caifas, Pilato e di essere lì ad ascoltare tutte le persone intorno a loro. Credo che sia un libro appassionante da leggere, spero di poter avere questa fortuna.
    Saluti Natalia

  14. Ho letto in pochissimi giorni questo romanzo e ho trovato dentro la storia d’amore il mistero di un’epoca passata ma soprattutto mi ha colpito la descrizione dei luoghi molto vicina alla lirica di una poesia, indimenticabile in un passo la descrizione della campagna toscana o la stessa descrizione di questo fiore (la rosa) … sembra di vederla nella realtà dell’immaginazione e di sentirne la fragranza del suo profumo.
    Ho apprezzato l’originalità delle citazioni tra un capitolo e l’altro del libro e infine il racconto mirabile e affascinante della descrizione dei miti greci che mi ha portato ad approfondirne la storia.
    Rapita completamente da questo romanzo discorsivo e armonioso nello stile.
    Complimenti alla Sig.ra Nicla
    Cettina Lascia Cirinnà

  15. Gentile Nicla, ho finito di leggere il suo romanzo “II giorni della rosa”, decisamente avvincente per scorrevolezza stilistica e per quella particolare aura magata che vi si respira, pur nelle puntuali ricostruzioni storico-ambientali e di costume. Anzi, è proprio in questo felice, non stridente connubio di elementi contrastanti che, a mio avviso, risiede il pregio maggiore della tessitura dell’opera, affine per certio versi alla temperie romantica dei romanzi di Walter Scott.
    A parte il “piacere del testo” che come insegnava Barthes forma parte integrante della lettura, ho anche potuto rievocare atmosfere e miti dl quel patrimonio culturale appreso sui banchi del Liceo, rivissuti e ricreati in un taglio dal sapore nuovo.
    Complimenti, Nicla, e restiamo in attesa che sbocci il prossimo fiore del suo giardino!!
    Un cordiale saluto
    Angela Ambrosini

  16. Gent.ma Sig. ra Nicla

    ho letto con interesse l’inzio del suo romanzo e i commenti che sono stati lasciati in questo spazio,
    non vedo l’ora di leggere questa storia avvincente e misteriosa.
    Un caro saluto da Cettina

  17. Il titolo del romanzo I giorni della rosa prepara già a una riflessione: “Sono i giorni della rosa delicata che colora la nostra vita oppure sono i giorni tristi in cui la rosa si riempe di spine a testimonianza degli eventi?”. Da un’analisi di questo stralcio del romanzo Nicla ci ha saputo portare nel bel mezzo dei campi di girasole e selve di mirti della collina toscana in cui si assapora la vita genuina e vivono le vecchie tradizioni , ma anche in un’atmosfera di curiosità nel momento in cui da un vecchio baule che viene aperto con la chiave, emerge la presenza di un antico manoscritto. La lettura del manoscritto ci trascina indietro negli anni di Gesù Cristo, come la macchina del tempo, e non possiamo che sentirci coinvolti in quella processione con quei costumi d’epoca come in una visione tridimensionale. Complimenti Nicla per il tuo nuovo libro che è tutto da scoprire. E’ avvincente trovare una storia in un’altra pagina di storia perchè non si finisce mai di stupirci.

    1. Cara Alba, ti ringrazio di cuore per il tuo commento, molto interessante e scritto in maniera egregia.
      Mi piace molto la tua riflessione iniziale: “Sono i giorni della rosa delicata che colora la nostra vita oppure sono i giorni tristi in cui la rosa si riempie di spine a testimonianza degli eventi?”

      Un saluto affettuoso
      Nicla Morletti

  18. “Ecco che Amore di nuovo m’investe, Amore che scioglie le membra” tra esoterici misteri, enigmatica realtà, evocative citazioni. E rose. Davvero amabile, gentile Nicla, il suo bel romanzo che, con una prosa elegante e accattivante, mi ha trasportato in un universo parallelo, sospeso fra materialità e fiction, in un suggestivo intreccio di passione e di suspense.
    Grazie per l’emozione e complimenti vivissimi, con i rinnovati auguri di uno splendido 2011

    Daniela Quieti

  19. “Lungo i viali del giardino erano stati accesi i fuochi e in cortile ardevano le torce nelle ombre della sera. Per me, in piedi sul bancone, lo spettacolo era suggestivo: dalla fontana sottostante sgorgava acqua da bocche di pietra e tra le piante di limone vagavano le prime lucciole di un mite giugno di ginestre e palme. Le rose mettevano macchie rosse nel verde cupo degli alberi e ovunque si udivano voci, bisbigli, sussurri. E il canto di un’arpa lontana.
    – Donato caro…
    Clarissa era davanti a me, bella come una Venere…”

    Gentile Nicla,

    ho iniziato il tuo nuovo romanzo: pagina dopo pagina, la Natura pervade e colma con una miriade di luccicanti bellezze, in apparenza semplici, ma che penetrano l’animo e lo riempiono di gioia. I richiami del mondo classico e le tradizioni del medioevo cristiano, presenti con immagini pittoriche, affascinanti per il loro approccio immediato, pretecnologico, così come l’eros intenso e limpido, regalano un quadro nitido di luci e ombre sulle descrizioni e sui personaggi.

    Andrea M.

    1. Caro Andrea, mi fa piacere leggere questo tuo commento scritto in maniera eccellente con quella nitidezza e chiarezza tipica del tuo modo di scrivere. Mi piace leggere di “luccicanti bellezze, di immagini pittoriche, di quadri nitidi di luci e ombre sulle descrizioni e sui personaggi”, come tu scrivi. E poi mi ha fatto tanto piacere leggere quel passo che tu hai trascritto riguardo ai viali del giardino e all’acqua fresca che sgorgava da bocche di pietra, quasi fosse una cosa nuova.
      Ti ringrazio davvero molto e ti auguro un Felice 2011.

      Nicla Morletti

  20. Gentile Sig.ra Nicla
    Ho letto con molto piacere il brano di questa pagina del Suo nuovo libro, e immagino già la sua bravura ad intrecciare le trame, che sarà un romanzo avvincente.
    Nelle prime parole parla di un Castello della campagna Toscana questa frase mi ha proiettato con la mente fra le mura di una vecchio castello dei Conti Guidi in Casentino, quando io vado in questo paese, che ha visto le radici dei miei genitori, passeggio fra le mura del Castello, chiudo gli occhi e immagino le dame e i cavaleri di quel periodo fra le dolcezze le amarezze e gli intrighi della vita.
    I migliori Auguri di BUON ANNO 2011 .
    Un caro saluto

    Maria Luisa Seghi

    1. Gentile Maria Luisa i castelli sono molto affascinanti e qui in Toscana ce ne sono molti. E tra le mura di ciascuno di essi si celano storie, intrecci, dolcezze, timori, dolori. Sono fantastici i castelli ed hanno la magia di dolcezze di fiori, di pizzi, di spade, ma anche di amori. E tra le loro mura, quando soffia il vento, pare di udire sussurri, bisbigli, mentre le rose si sfiorano nei giardini che conservano il candore e la dolcezza di baci damore.

      Nicla Morletti

  21. Cara Nicla,
    la prefazione al romanzo o meglio le parole che ci indicano la genesi della tua nuova opera sono di per sè avvincenti e invogliano a leggere, a capire quali trame egregiamente costruite sul filo della suspence, come tu sai fare, si snodino attraverso di essa. La casualità o il destino, come mi piace credere, del rinvenimento del manoscritto riecheggia alte memorie letterarie ma anche mi riporta alla mente un romanzo letto nella mia prima adolescenza e mai dimenticato, al punto da avere influenzato molto la mia scrittura. Il primo capitolo, invece, si trasforma ai miei occhi in scene di processioni pasquali che, trovando radici storiche nel “Miracle Play” medievale si ripetono attraverso i secoli nelle affollate vie della cittadina di Molfetta dove io abito e lavoro.
    Lo leggerò integralmente e commenterò.
    Intanto, oltre a complimentarmi per questo nuovo successo letterario, colgo l’occasione per augurare un Felice e Sereno Natale.
    Lucia Sallustio

    1. Carissima Lucia,
      domani mattina le sarà spedito il libro. Mi farebbe molto piacere, dopo la lettura, se lasciasse un commento al romanzo, qui sul blog. Sarebbe un regalo magnifico.

      A presto!

      Nicla Morletti

  22. Cara Nicla,
    nel leggere l’incipit del suo romanzo mi sono trovata proiettata in un’atmosfera natalizia di spessore profondo.
    Una Via Crucis descritta con mano agile e sapiente, con dolore intimo, ancestrale e con un senso d’amore terreno e ultraterreno che pervade il testo in ogni sua molecola.
    Il vecchio manoscritto, che spalanca infinite prospettive all’immaginario di noi lettori, è introdotto con una prosa che, magnificamente, si affranca da quella intensa del I Capitolo e della vicenda legata all’anno 1946. Una prosa che attinge linfa vitale dalla poesia e che risulta pervasa di colori, di profumi, di gioia, di luce.
    I suoi romanzi, cara Nicla, consentono il transfert, che credo sia la chiave magica per inchiodare alla lettura.
    Si inizia e si ‘deve’ proseguire, rapiti dalle atmosfere, dalle tematiche e da uno stile fluido, caldo, melodioso, ipnotico.
    Le rivolgo i più vivi e sentiti complimenti e approfitto dell’occasione per rivolgere a Lei e a Robert gli auguri più caldi di serene festività.

  23. Trovare un manoscritto in un castello è un inzio fiabesco,la prosa di Nicla trasmette la tranquillità e la dolcezza della poesia,non è da tutti poter comunicare e scrivere in questa maniera.Il romanzo è impostato con stile e denota una ricchezza culturale interiore di spessore,rara ai giorni nostri dove tutto è apparenza e superficialità.
    Complimenti per il lavoro e i miei migliori auguri.
    Alessandra Maltoni

    1. Gentile Alessandra,
      grazie infinite per il bel commento. Trovare un antico manoscritto in un castello è fiaba, curiosità, dolcezza ed entusiasmo. E’ scoprire un passato, riportare alla luce un mondo e ridare vita a luoghi, personaggi e storie. E’ donare di nuovo vita alla vita.

      Grazie ancora. I migliori Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

      Nicla Morletti

  24. ATMOSFERE MAGICHE E INTRIGANTI, SUSPENCE ED ALTERNANZA DI FORTI EMOZIONI, DELICATE SENSAZIONI GRANDI SENTIMENTI, NICLA TORNA ALLA GRANDE CON QUESTO ROMANZO CHE SI PROSPETTA DAVVERO INTERESSANTE.
    CON “NELLE MANI DEL VENTO CHE HO LETTO D’UN FIATO SONO RIMASTO AVVOLTO NEL RETICOLO DI UN ATMOSFERA STRAORDINARIA GENERATA DA UNA TENERA STORIA D’AMORE, CON QUESTO NUOVO LAVORO SONO CERTO CHE ANCORA UNA VOLTA NICLA DARA’ IL MEGLIO DI SE, RIUSCENDO COME SEMPRE A STUPIRCI.
    I MIEI COMPLIMENTI PER LA SPLENDIDA AUTRICE CHE SEI. LO LEGGERO’ AL PIU’ PRESTO.
    UN SALUTO AFFETTUOSO
    ROBERTO

    1. Grazie mille, Roberto,
      spero di essere riuscita a trasmettere in questo nuovo romanzo una magica atmosfera come tu affermi.
      I miei migliori Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo a te e famiglia.

      Affettuosi saluti

      Nicla Morletti

  25. Carissima Nicla,
    riportare alla luce e donare la vita a un antico manoscritto è un’esperienza unica, indicibile, esaltante. Attendo di scoprire quali vite rivivono, quali azioni si compiono, quali antichi sentimenti rinascono.
    Mille auguri e un abbraccio affettuoso.
    Timur

    1. E’ vero, caro Timur, scoprire un antico manoscritto è un’esperienza unica e straordinaria. Tu che scrivi di tante cose belle, comprendi bene tutto questo e ciò che ci anima quando nasce un’opera.

      Ti faccio tanti Auguri di Buone Feste
      Tanti saluti

      Nicla Morletti

  26. Nei brani dell’ultimo libro di Nicla Moretti si evince subito lo stile solare della brillante, seducente con la sua prosa, autrice che tutti conosciamo. La nitida descrizione dei paesaggi, sempre luminosi e pervasi di concreta speranza; la capacità, così personale, di rendere eventi, sentimenti, fantasie, in un insieme al tempo stesso sognante ed ordinato; il rigore sintattico di chi scrive senza mai perdere la padronanza di un’espressione pulita ed impeccabile nella sua evoluzione narrativa.
    Nicla Moretti sa parlare d’amore, di leggende, di ragionamenti sempre con la stessa sicurezza, con la stessa suggestiva, rigogliosa, ma, al tempo stesso, tranquilla, rasserenante, controllata emotività; la quale riesce puntualmente ad elicitare nel lettore un senso come di protezione, di garanzia.
    Leggendo e rileggendo le sue frasi si ha l’impressione di procedere sicuri sulle ali di una felicità non effimera.
    Sabatino DI FILIPPO

    1. Egregio Sabatino,
      ho apprezzato tantissimo il suo comemnto che è una vera e propria recensione. Grazie di cuore per le belle cose che ha scritto su di me.

      I migliori Auguri di Buon Natale, di Buon Anno e delle cose più belle.

      Nicla Morletti

  27. Ho avuto il privilegio di leggere in anteprima il nuovo romanzo di Nicla Morletti.
    Dirò subito che si tratta di una storia avvincente ma non svelerò nulla della trama perché piena com’è di colpi di scena e di mistero, merita d’essere scoperta pagina dopo pagina, durante la lettura completa del libro. Posso dire però che quanto c’è di noir e di giallo, di thriller e di azione, nella sapiente regia dell’autrice, si stempera in una bella intensa storia d’amore che si dipana lungo tutto il romanzo. In queste pagine il lettore troverà tutti i colori possibili di una storia: il rosa e il rosso, il giallo e il nero. Ma il protagonista assoluto è l’Amore. Il sentimento che svela l’enigma della vita. Il sentimento in cui si manifesta l’elemento divino della conoscenza. Nel bene e nel male, nella sua dimensione più universale e in quella più particolare, individuale dell’amore tra due persone. Anche nell’assenza dell’amore o nella sua negazione, quando non si riesce ad amare o non ci s’innamora mai veramente, quando non si riesce a cogliere il vero senso della vita, si manifesta ancor di più l’immenso irriducibile potere dell’amore. Di questo ci parla “I giorni della rosa”.
    Fantastico no? Sì. Soprattutto se a scrivere la storia è la fine preziosa narratrice che tutti conosciamo e che risponde al nome di Nicla Morletti.

    1. Caro Robert,
      ti ringrazio davvero di cuore per la stupenda presentazione del mio romanzo. Non ho altre parole da aggiungere che possano essere più belle delle tue.

      Tantissimi auguri di Buon Natale, Felice Anno Nuovo e di tutte le cose più belle.

      Nicla Morletti

  28. L’anno1646, un agente letterario inglese, Daniel, e la sua dolcissima moglie Margaret Rose, un manoscritto, un castello. E, soprattutto, rappresentazioni allegoriche dense di significati. Pur se ambientato nella campagna toscana, il brano pubblicato sul blog evoca, in me, l’età di Milton, quella del fervore religioso che agita le coscienze, quell’atmosfera che segna l’affermazione del puritanesimo calvinista, ma anche il periodo aureo della letteratura ispirata agli ideali metafisici, dove la vanità terrena si nobilita in un simbolismo mistico. E poi, il “Paradise lost”, quella decaduta bellezza “majestic though in ruin” splendente pur nella mestizia, l’angelo maledetto, che ci proietta in Omero e Virgilio, nell’ira di Achille trasfigurata nella “menis” di “un’iconografia che si pone come riferimento polisemantico proprio quando l’uso dei fenomeni consueti rischia di liquefarsi nella multimedianità” – come dalla bellissima recensione del Dott. Giulio Panzani. – “Ma la realtà può diventare il sogno” diceva, dolente, Katherine Mansfield. E questo accade attraverso la percezione dell’Autrice Nicla Morletti, che sa vestire di suggestivi misteri, di fiori portati dal vento, stemmi, spade, pizzi e cappe, i disinganni dell’io di ieri e dell’oggi privo di memoria storica. Il libro “I giorni della rosa” sarà certamente sotto il mio albero, a Natale.
    Complimenti vivissimi, con i migliori auguri di Buone Feste!

    Daniela Quieti

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