Sono accanto a te di Molly Sun

Dal Capitolo I –

Era una bellissima giornata di primavera, si respirava un tepore particolare nelle verdeggianti campagne siciliane, gli odori e i sapori si mescolavano in magnifica unione, con benefici ineguagliabili per chi si trovasse a percorrere o semplicemente a introdursi in mezzo alle vastissime piantagioni di alberi da frutto, che si estendevano in gran parte della zona di Mascalucia, un paesino situato alle pendici dell’Etna. Il cielo era azzurro, limpido, si rispecchiava con l’orizzonte che si affacciava sul mare, distante chilometri, ma si scorgeva senza troppa difficoltà.
Nell’armonia concessa di quel luogo, tra le alture delle pianure verdeggianti, il cavallo del barone Rodolfo, unico figlio degli importanti baroni Massa, andava a galoppo senza fermarsi. Gli zoccoli del forte destriero battevano nel lungo sentiero arido di terra scura, alzando in aria una finissima polvere dietro le loro spalle. Le confinate terre di coltivazione che il giovane barone percorreva con dinamismo, appartenevano alla sua famiglia. I baroni, di generazioni in generazioni avevano conquistato la fama e la notorietà in tutta Mascalucia, un paese in provincia di Catania: erano possessori di vasti terreni coltivabili e serre che ampliavano il notevole finanziamento economico, un’eredità tramandata dai loro stessi predecessori.
In quell’epoca, nel lontano 1800 le tantissime famiglie plebee, abitanti di quel paesino, si guadagnavano il pane lavorando le terre dei baroni Massa come contadini. L’incarico era molto faticoso, poiché occupava gran parte della giornata, ma in fondo quest’umile gente, padrona a stento dei suoi beni affettivi, sebbene la stanchezza fisica e l’estenuante dovere quotidiano, poteva contare sulla sicurezza di pagare i salati debiti imposti e decretati dal conte Saverio; quest’ultimo proprietario delle loro abitazioni, che dava in affitto alla povera gente campagnola; [Di minimo livello] le soprannominava il baldanzoso conte solo perché non possedessero la discendenza di sangue blu. Erano tempi critici, da diversi punti di vista persino imprevedibili, e superarli per certuni, era come se segnassero alla fine della giornata un nuovo traguardo; e tra le ingiustizie e le prepotenze adottate da certe disuguaglianze di classi sociali, c’era chi con un sorriso e un efficace sostegno tollerante porgeva un valido appoggio usando la bontà del proprio cuore. Egli era il giovane barone Rodolfo. Biasimava e disputava le insolenze che molti ostentavano contro i poveri contadini, si scontrava persino contro i suoi genitori, il barone Carmelo e la baronessa Grazia Massa, come con ogni altra persona benestante: sottovalutare con recriminazione i più deboli e meno fortunati.
La famiglia Massa dimorava in una splendida villa d’epoca, soleggiata e circondata da vasti possedimenti di terra, beneficiando di un vero e proprio spettacolo della montagna “l’Etna”, di cui affascinava con stupore il maestoso panorama.
La villa era molto grande, vi erano diverse camere sfarzose, con mobili e suppellettili, adattati alla moda del diciannovesimo secolo, ornamenti rinascimentali, vasi di bronzo, candelabri di ogni genere, forma e qualità, acquistati e scelti per la ricchezza e lo splendore che figuravano nelle stanze, anche quelle assettate per gli ospiti.
Ogni arredo era intagliato e disegnato con la finezza dell’eleganza, che non si rispecchiava solo nelle numerosissime forme geometriche ma nelle decorazioni floreali, nei mosaici, e nelle sculture appariscenti. Il salone era il luogo più determinato della villa, era lì dove i baroni trascorrevano la maggior parte del tempo, a leggere qualche libro in una delle poltrone foderate dalla stoffa color cremisi, o ad assaporare il calore del camino rifinito in pietra lavica, nei freddi pomeriggi invernali.
L’ampio salone era invaso da tappeti e quadri, accompagnati dall’illuminazione persistente che beneficiavano le quattro enormi portefinestre, allestite con delle tende lunghe e colorate. C’era anche una ricchissima bacheca accanto al camino, che il barone Carmelo definiva la sua unica opera d’arte; un mobile color marrone scuro con il ripiano costituito da una vetrina, con dentro vari fucili antiquati e pistole da sella; una vera collezione, determinata dal pregio e dalle abilità del suo hobby preferito, la caccia. Il barone era un uomo rigoroso e testardo, ogni parola emessa era più un ordine che una semplice costatazione. Sebbene il suo carattere fosse ostinatamente permaloso e irascibile, possedeva un indiscusso fascino sia nel portamento e sul modo di vestirsi. Era un uomo maturo, alto e robusto, raffigurava un fisico notevolmente forte, affascinante e impetuoso anche se portava i lunghi basettoni scuri. La baronessa Grazia era una donna molto appariscente, nonostante l’età matura, vestiva con perfetto ordine e spiccato senso di eleganza, una persona indubbiamente caparbia e perspicace per invogliare i membri della famiglia ad accondiscendere a ogni desiderio, con un determinato egoismo dettato probabilmente dalla durezza del suo cuore. Anche se erano due persone dai caratteri poco socievoli, avevano l’appoggio concreto e la stima dei loro più cari amici, nobili influenti che seguivano l’idealismo fondato da ogni persona facoltosa. Questo non creò alcun danno per l’estimabile concretezza del barone Rodolfo, lui era semplicemente differente da quella cerchia di persone di cui i genitori amavano circondarsi. Più estroverso, gentile, onesto, un vero signore di classe, acquistando dalla gente contadina una stima personale, era soprannominato “Il grande Rodolfo”, non per la sua ingente ricchezza ma per com’era fatto interiormente.

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Dal libro Sono accanto a te di Molly Sun – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2010 – p. 163

Il commento di NICLA MORLETTI

Un ottimo romanzo dal titolo convincente e rassicurante. Altrettanto belli e stimolanti la trama ed il tessuto narrativo. Una storia d’amore intensa e particolare che si consuma nella Sicilia di un tempo. Rodolfo, il protagonista, è figlio dei baroni Massa, ricchi proprietari terrieri. E un giorno, mentre è a cavallo con un suo amico, nota una giovane intenta a compiere semplici gesti di lavandaia. Il suo nome è Concetta. Scocca la scintilla. È amore a prima vista. Rodolfo ne rimane irrimediabilmente attratto… Un romanzo avvincente dal felice ritmo narrativo e dalle esemplari descrizioni. Ottimo l’incipit: “Era una bella giornata di primavera, si respirava un tepore particolare nelle verdeggianti campagne siciliane, gli odori e i sapori si mescolavano in magnifica unione…”.

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