Dal Capitolo I

Cielo azzurrino, chiaro, tagliato, solo, guardando dal basso, come lei stava facendo, dal cavo elettrico che passava sopra la casa, in alto. Un rombo in avvicinamento, un elicottero che sembrava arrivare ma si allontanava in cerca di una direzione. Luce in faccia, diretta, non ne arrivava, la copriva l’ombra di un frondoso albero di limone. Nei cespugli giocavano ancora, in quella stagione, cuccioli di gatto, simili per forma e dimensioni e diversi per colore. Stranamente ripensava ad un luogo lontano, dove era stata per un certo periodo e dove le cose erano ingigantite nelle loro dimensioni e intensità; là, erano cuccioli di leone, il caldo asciugava tutto e le distanze erano immense; il tempo sembrava scorrere più lento.
Anche i pericoli erano più grandi nel Gabon, dove il pensiero andava ogni volta che nella mente rivedeva l’immagine delle indimenticabili cascate nel parco nazionale di Ivindo, ma bisognava essere pronti ad affrontarli, quasi in attesa; lì invece, dove tutto era apparentemente più facile, un gioco, per chi vive nel rischio della vita, c’erano comunque insidie nascoste, pericoli improvvisi, bruschi cambiamenti e un tempo veloce a portare via gli attimi, i giorni, gli anni, gli amici, senza il tempo di fermarsi, di cercare, perché c’è di nuovo da fuggire o aspettare una nuova chiamata, una nuova missione e restare in ascolto, in silenzio, nel vuoto, per gli altri.
Si ostinava a fare appello alla giustizia ma solo per un bisogno interiore di trovare riparo dal caos circostante, una giustizia nella quale ormai non credeva quasi più, non aveva esempi di una simile forma di fermezza, di equilibrio, al di sopra delle parti, nel mondo in cui si trovava a combattere; là dove le umane viltà trovavano consenso e si nutrivano e moltiplicavano come esseri informi e viscidi che, dandosi la mano, si univano in un lungo cordone mellifluo e gelatinoso, dal quale non si staccavano.

Dal Capitolo IV

Il territorio presentava una vegetazione lussureggiante, dall’apparenza non pericolosa e a occhio e croce dovevano trovarsi su un’isola, o comunque lungo una striscia di terra che costeggiava il mare, in qualche sperduto posto del Pacifico. Isaak aveva un po’ perso l’orientamento spazio temporale e sull’aereo doveva essersi addormentato; non sapeva infatti, quante ore avessero trascorso in volo, forse a causa del fuso orario o forse perché gli erano stati somministrati dei sedativi quando gli avevano dato da bere. Facendo appello a tutte le sue competenze scientifiche, cominciò a valutare la temperatura, il clima caldo umido, il tipo di fogliame, riscontrando la presenza di molte mangrovie e varie specie di piante tropicali, insetti di ogni varietà ma ancora non sapeva dove esattamente si trovassero, in Asia molto probabilmente. Alla prima occasione, si avvicinò alla giovane presenza femminile cercando istintivamente di strapparle informazioni più precise sul luogo che stavano attraversando. Mark non gli permise di avvicinarsi di più.

Dal Capitolo V

Perfettamente nascosti, Mark e Greg decisero di aspettare il passaggio degli uomini essendo ormai troppo tardi per allontanarsi senza dare nell’occhio e di intervenire solo per difesa, dato che non sapevano con chi e quanti uomini avessero a che fare. Abituati a mimetizzarsi e ad essere tutt’ uno con l’ambiente in caso di pericolo, riuscirono a sfruttare la loro postazione come ottimo punto di osservazione. Due portatori e quattro uomini dall’aria pericolosa, forse bracconieri, passarono in mezzo a loro. Un passaggio tagliente, metallico e pesante, li lasciò incolumi ma consapevoli di un pericolo concreto e quasi inevitabile contro il quale, fortunatamente, avevano però il tempo di prepararsi, allontanandosi momentaneamente. Aspettarono ancora un po’ in silenzio per capirne la direzione, poi decisero:
«Noi andremo da quella parte, vai ad avvisare gli altri».
Greg aveva stabilito che per il momento era meglio evitare lo scontro, restava comunque in posizione avanzata per coprire il resto del gruppo che ora doveva ricongiungersi. Mark, veloce come un predatore, ma leggero come una gazzella, ricostruì rapidamente il percorso per raggiungere i quattro dietro di lui e in traiettoria giusta, come chi non può perdere l’orientamento, incontrò Duncan che in direzione opposta stava arrivando per informare sia lui che Greg di aver trovato una provvisoria sistemazione per la compagna. Dopo un breve resoconto da entrambe le parti, si consultarono sul da farsi, decidendo per prima cosa, dato che si trovavano nelle vicinanze, di accertarsi di come stavano le cose dentro la grotta.

MISSIONE I.Z. di Lorenza Lucchi – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2011 – pag. 78
Ordina questo libro con dedica autografa dell’autore (Prezzo di copertina: € 12,90)

Il commento di NICLA MORLETTI

L’autrice dedica questo libro alle persone che lo leggeranno e a coloro che lo hanno già letto sin dalla prima stesura. Il tutto si apre con dei bellissimi versi del grande poeta greco Alcmane: “Dormono le grandi cime dei monti e i dirupi e le balze, e i muti letti dei torrenti…” poi inizia la storia di Isaak, dei suoi rapitori e del lungo viaggio fino all’altra parte del globo, senza conoscerne lo scopo se non alla conclusione della missione. Ad attendere il lettore curioso di scoprire la verità, ci sarà la sorpresa finale. Un romanzo d’azione e d’avventura ben scritto, dalla trama sapientemente costruita, mentre “il vento ondeggia nel mare d’erba sul pendio che sovrasta la casa, in quel tempo di fine estate, imprecisato, che non annulla, non comincia, ma fermo è sulle cose…”.

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8 thoughts on “Missione I.Z. di Lorenza Lucchi

  1. Davvero interessante! Un romanzo d’avventura da lasciarti col fiato sospeso e che ti invita a voler scoprire quale finale è riservato al protagonista.
    Una storia intrigante e coinvolgente ben scritta!
    Complimenti all’autrice!

  2. Un mondo misterioso, affascinante addentra il lettore nella fitta vegetazione di queste isole tropicali e lo porta a scoprire i motivi lontani nel tempo del rapimento apparentemente senza senso di Isaac.
    A mano a mano che ci addentriamo tra le mangrovie si collegano i fili dell’esistenza di Isaac.
    Quali trame sconosciute al giovane? e soprattutto dove lo condurranno? Dove si trova e dove lo stanno portando?

  3. Un romanzo d’avventura che fin dalle prime righe ci proietta verso un mondo misterioso…perché per noi l’Asia e l’altra parte del globo rappresentano un qualcosa di diverso…che ci spinge a sognare..e in particolare fin dalle prime righe ciò che colpisce è lo stile raffinato e sofisticato della scrittura che mescolato al dettaglio dei particolari rendono questo romanzo davvero accattivante…sicuramente da leggere tutto…

  4. Molto abile l’autrice nella descrizione minuziosa dei particolari che descrivono l’ambiente in cui la vicenda si svolge. Avvincente e ritmico lo stile che prende e cattura il lettore e lo invoglia ad andare avanti fino in fondo alla storia.
    I miei complimenti all’autrice che con il suo romanzo d’avventura riesce a portarci tutti in un posto molto lontano e ci fa vivere le emozioni forti dei protagonisti.

    P.S.
    Chiedo all’autrice di visitare anche la pagina in cui è pubblicizzato il mio libro “La stanza vuota” e la invito a lasciare un suo commento, grazie.
    Giulia Madonna

  5. Lorenza Lucchi ha sfornato un ottimo romanzo d’ avventura, che si legge con emozione e partecipazione.
    ” Mission I:. Z: ” avvince dalla prima all ‘ ultima parola, tenendo sospesi fiato e fantasia.
    Vorrei leggerlo per intero. E godermelo nel viaggio ” nel mio cuore “.

    Gaetano

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