Un castello di sabbia non puoi costruirlo troppo lontano dal mare perché la sabbia non è quella giusta.
Ma non puoi costruirlo nemmeno troppo vicino alla riva perché c’è sempre il rischio dell’alta marea.
Comunque vada ogni notte lo riconduce a sé perché risucchiato dalle onde o dal vento che spazza via tutto.
Inghiottito dove è nato, dalle stesse cose con cui è stato creato.
A questo penso oggi, tristemente rannicchiata di fronte al mare impetuoso.
Lui non c’è più. Lui.
Le gambe piegate e cinte da un mio braccio, l’altro con il gomito sopra il ginocchio che mi sorregge il mento.
Non è una giornata di sole.
I piedi nudi cosparsi di sabbia graffiante e bagnata, un maglione che mi ripara dal vento gelido che non viene solo dal mare, i capelli scompigliati che hanno ancora voglia di giocare sul viso scavato, uno zaino a terra che porta addosso e mostra i segni del tempo vissuto.
Dentro c’è un asciugamano stanco, un grande telo color verde militare.
Una penna instancabile getta fiumi di parole al vento.
(Capitolo I)

Fin da piccola ero stata sempre innamorata, il classico ragazzino vicino di casa. Il mio aveva capelli scuri ed occhi chiari. Un visetto tenero e dolce, ai miei occhi un tenebroso.
Immaginavo di diventare una moglie brava ed affettuosa, mamma di tanti bambini. Lui al mio fianco, forte come una roccia, per tutta la vita. Una vita che non avrebbe mai più conosciuto ostacoli.
Quelli incontrati fino ad ora sarebbero stati solamente un brutto ricordo, un dimenticatoio che non avrei mai più aperto.
Briciola, la mia gattina striata di bianco e grigio, era sempre accanto a me. Ronfando beatamente, assecondava tutti i miei pensieri.
Il mio diario iniziava a custodire poesie, riflessioni e racconti. Un cassetto andava riempiendosi di diari, fragili sogni compressi che in seguito avrei liberato.
Un pomeriggio come tanti altri, quel ragazzino che stava diventando uomo, guardando altrove, mormorò con disinvoltura forzata la richiesta di fidanzamento.
In un lampo risuonarono le parole di mia madre “Non far capire ad un uomo che lo ami, fatti desiderare a lungo, solo mettendolo alla prova capirai se ti ama davvero”.
Così, innamoratissima ed emozionata per la richiesta attesa da anni, risposi con un secco no.
Le innumerevoli volte che fu rinnovata la sofferta dichiarazione d’amore ebbero i loro frutti, un bel giorno trovai il coraggio per dire si.
Seguirono mesi e mesi trascorsi nella visione magica della relazione vissuta in quel momento. Del suo futuro inossidabile, che solamente la spensieratezza di un adolescente può avere.
Soprattutto per aver potuto davvero constatare che l’amore immaginato da piccola sagomato da coccole, carezze ed affetto, era proprio così.
E la scena impetuosa di quel miserabile che anni prima aveva tentato vigliaccamente di sopraffarmi con la forza e la meschinità aveva finalmente preso la sua giusta dimensione.
Vinsi da bambina una battaglia molto più grande di me, sia fisicamente che psicologicamente.
Per vincere avevo dovuto lottare, correre, urlare, scappare.
Ma non sapevo che avrei assaporato davvero la gioia ed il senso della vittoria solo dopo aver conosciuto i veri gesti dell’affetto più profondo.
Con questa mia prima infatuazione, con la quale avevo conosciuto le tenerezze e dolcezze dell’amore, avevo davvero concluso la mia battaglia.
E vinto.
Un giorno cominciai ad essere assalita dai dubbi, fino a quando dissi basta e imparai l’amaro peso delle parole di chi ti dice che senza te non vive.
Prendevo anche consapevolezza che l’amore da me provato, quello vero, si annida profondamente nel mio cuore. Indimenticabile, unico come chi, immancabilmente, sogno e idealizzo.
Sentii il mio sogno svanire lentamente. Anni e anni idilliaci crollati senza una vera ragione, come senza ragione erano nati. Anzi, prima ancora di nascere.
La malinconia si stava sostituendo alle illusioni, aggravata da una situazione familiare divenuta assolutamente insostenibile.
Sapevo essere perfettamente uguale a quella di un mio compagno di classe, con il quale però, non avevo mai legato.
Mancava ancora un po’ al suono della campanella.
Ci ritrovammo a conversare della vita, dei dubbi, dell’amore, della scuola, della famiglia. Tutto in meno di mezz’ora ed in meno di mezz’ora m’innamorai nuovamente.
Sottolineò che tre giorni dopo sarebbe stata Pasqua e per nulla al mondo avrebbe rinunciato a vedermi. Ammirando estasiata i suoi boccoli dalle mille sfumature castano chiaro, il sorriso smagliante e la dolcezza innata, balbettai che avrebbe fatto piacere anche a me.
Ed insieme allo scambio degli auguri iniziò la nostra storia. Che fosse nata sotto una buona stella mi sembrò un dato ineccepibile, l’essere sbocciata in quella ricorrenza non poteva essere che di buon auspicio.
Invece altro non ero che una foglia verde aggrappata alla sua pianta, speranzosa che l’autunno avesse tardato ad arrivare.
E ritrovarmi a terra, a marcire anzitempo.
Il distacco. Che dolore immenso.
Ricordo le mie viscere non essere più dentro di me. Ricordo che qualcuno mi strappava di dosso qualcosa, ma non ricordo né chi, né cosa. Ricordo che ero senza fiato, senza parole, senza pensieri. Ricordo che piangevo. E che impazzivo mentre venivo frantumata dai cingoli di un carro armato.
Partii, in vacanza al mare.
Quattro ore in treno senza sedersi perché senza prenotazione, la temperatura altissima perché l’impianto di condizionamento fuori uso ed un’aria asfissiante perché stracolmo di viaggiatori, non mi fecero dare per vinta. Nemmeno il tempo di salutare e posare i bagagli che, trascinando mia sorella, mi ero catapultata in spiaggia per abbronzarmi a più non posso. Potevo confidare solo in un’intensa abbronzatura per avere la minima possibilità di riconquistare il mio fidanzatino.
Corsi talmente concitata alla spiaggia da scontrarmi con il ragazzo dell’ombrellone accanto al mio…
(Capitolo II)

***

Dal libro L’asciugamano nello zaino di Cinzia Corneli, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.

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47 thoughts on “L’asciugamano nello zaino di Cinzia Corneli

  1. Da persona che adora il mare sono stata colpita dal titolo e pensavo fosse un romanzetto leggero e frivolo invece da questi pochi tratti penso proprio che sia un libro intenso, ricco di sentimenti forti, contrastanti fra loro ma sicuramente reali. Complimenti.

  2. In quell’asciugamano, Cinzia, in quel telo verde militare la profondità del tuo vivere, del tuo portare nelle viscere un amore profondo come il mare…come quel mare che può gelare le ossa, l’anima, può divenire fuoco e urlo. Ti ho letta con partecipazione, sentendo la tua rabbia pulsare nelle mie vene…non mi capita spesso…Sai abbattere i muri invisibili che esistono sempre tra lo scrittore e i suoi lettori, sai entrare in casa e nella vita…Un dono raro. Grazie! E …ad astra!

  3. Ho seguito le trame di questo asciugamano, così, in silenzio, e d’improvviso mi sono ritrovata tra i palpiti di quella bambina, tra i sospiri della sua adolescenza, quasi fossero i miei. Ho sentito sotto le dita le pagine di quei ricchi, teneri diari. Davanti agli occhi ho avuto dipinte le sue paure, e sulle guance i rivoli del pianto, il sale sulle labbra asciugato poi da sorrisi soleggiati.
    Complimenti di vero cuore Cinzia.
    La tua penna ha tracciato con maestria e delicatezza frammenti d’anima di ognuno di noi.
    Grazie per la tua capacità di arrivare dritta alle pieghe del cuore.

  4. un libro avvolgente che ti trascina nella trama e ti spinge ad andar avanti a leggerlo per vedere come va a finire. bello! complimenti!

  5. Grazie delle emozioni che ci regala, chi ha mai dimenticato i primi amori adolescenziali che sono tanto belli ma anche tanto brutti e ci portiamo dietro per tutta la vita.
    Ha tutto un sapore amplificato in quell’età ed oggi col senno di poi vorrei rivivere con quell’intensità le mie voglie e desideri più puri ma più emozionanti.
    Complimenti.

    1. Caro Sabato,
      vale la pena di vivere ogni amore, bello o brutto che sia.
      Una storia è sempre esperienza che si accumula nel nostro bagaglio di emozioni.
      Gli amori adoscenziali racchiudono un’illusione che non tornerà mai più, quello che può sempre tornare, rinnovarsi e migliorare è l’intensità e la passione che non hanno limiti di età.
      Un caro saluto
      Cinzia

  6. La tua, Cinzia, é una scrittura coinvolgente, che non dà respiro, tesa sull’onda dei sentimenti. Questi sono gli amori di quando siamo giovani. All’apparenza non lasciano traccia, e invece restano dentro di noi come castelli di sabbia distrutti. Emozioni, sofferenze, siamo noi, il nostro mondo, i nostri sogni. Almeno a giudicare dall’inizio, il tuo é sicuramente un bel libro. A risentirci, Lenio.

    1. Grazie Lenio,
      per quanto mi riguarda non c’è stato un attimo della mia vita che è trascorso “indifferente”. Ho fotografato ogni cosa, anche la più insignificante, e tutto il rullino si snoda nella mia anima.
      Tante belle cose
      Cinzia

  7. Il mare d’inverno (o nelle piovose giornate estive, in cui non c’è la folla tipica del ferragosto per intenderci), è la cura efficace per tutti i mali dell’anima: la calma, la tranquillità e a volte anche l’irruenza con cui le onde si infrangono sulla riva, il profumo di salsedine, la magica sensazione che infonde quella enorme distesa d’azzurro, sono indescrivibili.

    Capita molto spesso che il ragazzo dei sogni, in fin dei conti, si riveli una sorpesa poco piacevole…Nella nostra mente tutto è perfetto, il puzzle è completo e noi siamo avvolti dalla pace dei sensi…fino a che non irrompe la fredda realtà che “spoglia” il principe del suo candido manto azzurro.
    Io, che sono una sognatrice incallita, mi son data una regola: almeno in amore, niente divagazioni mentali. Ma è così difficile.

    COMPLIMENTI!

    1. Maria Grazia, in amore non possono esistere regole.
      “Purtroppo” è un sentimento irrazionale, proprio per questo è Amore.
      Sottometterlo alla ragione vuol dire tarparsi le ali.
      Un caro saluto
      Cinzia

  8. Un bellissimo racconto, mi sembra di vedere me tanti anni fa, i primi amori le prime delusioni della vita. Credo che sia un racconto intenso che scava nel profondo e scritto con un linguaggio che avvicina alla lettura anche un adolescente.
    Sono rimasta colpita dalla sua semplicità e al tempo stesso intensità. Complimenti.

    Stefania

    1. Ti dirò, Stefania, che il mio romanzo viene letto sia da adolescenti che da adulti. Questi ultimi vedono molto più la parte dolorosa e quasi si stringono nelle spalle, i ragazzi impazziscono letteralmente e sognano per questa grande storia d’amore in cui vedono solo il lato bello.
      Ed io… è come se fossi diventata un po’ “psicologa”: in base alle reazioni e commenti del lettore, posso “cogliere” il suo tasto dolente.
      Con affetto
      Cinzia

  9. Cara Cinzia,
    hai un dono bellissimo riesci a dipingere con i tuoi scritti e dipingi immagini belle e profonde che si formano nella mente e nell’anima di chi ti sta leggendo..nella lettura del breve estratto del tuo libro ho vissuto sensazioni inimmaginabili che da tempo la lettura non regala più. Si sente che in quelle parole ci sei tu ma soprattutto fai sentire presenti ognuno di noi…ognuno con la propria storia da raccontare!Belle le similitudini con la natura mi hanno fatto comparire nella mente sensazioni di colori, profumi, situazioni vissute…brava!
    Un caro saluto

    1. Cara Stefania,
      non sai quanto mi fanno piacere le tue parole.
      Tu non mi conosci, ma nelle tue righe hai messo proprio tanto di me.
      Affettuosamente
      Cinzia

  10. il periodo adolescenziale racchiude sempre tanti ricordi che per tutta la vita portiamo con noi e che contribuiscono in parte a diventare le donne e gli uomini che diventiamo.

    Grazie per le belle parole

  11. Gentilissima Cinzia,
    il tuo stile mi ha rapita, e mi sono ritrovata immersa in quel mondo che descrivi, sarà che qui piove ed il ticchettio dell’acqua mi riporta oomatopeicamente al suono dolce e un pò salato dell’acqua del bagnasciuga…

    è quasi estate e vorrei alla luce dei miei 32 anni tornare indietro in quegli anni che non tornano più e riaffacciarmi a quell’amore profumato e spensierato che oggi è più maturo ed è sempre al mio fianco con il nostro piccolo frutto.
    Rimango in attesa come la bambina che aspettava il dolcetto della sera.

    1. Cara Claudia,
      vado alla ricerca del mare in burrasca che è la mia principale fonte di ispirazione ed elemento ricorrente nei miei scritti.
      Non stancarti mai di rimanere in attesa.
      Ti dedico questa mia poesia, non a caso.

      SORRIDIMI

      Rapida l’onda cancella
      passi allineati
      taciti calpestii
      spettatori di stanco vagare

      L’acqua a narrare per noi
      ad invocare una sorte diversa
      nel fruscio della nostra incomprensione

      Trema la mia mano nella tua
      si lascia guidare
      a mitigare spazi che non sanno di noi
      e riflettono sguardi furtivi
      inquiete melodie riaffiorate

      Solamente la mia voce che ripete
      “Brucia questa sabbia agli occhi”
      dissimulando stille bizzarre
      violate da flutti di pietra

      Fa’ che io sia di te l’amore…

      “Sorridimi, ti prego”
      fa freddo nel vuoto del tuo silenzio
      e mille discorsi aggrappati al nulla
      sfuggirebbero ad un canto di vento distratto

      Con affetto
      Cinzia

      1. Un brivido ed immagini evocate e questo raggio di sole inatteso mi rendono felice!
        C’è ancora vita,
        c’è ancora acqua a narrare, le ancelle e le vestali a tener insieme un nastro con questa scritta e lassù a far capolino la luna…

        In viaggio, sul mare, l’archetipo prototipo di Talete e la mia indole filosofa e di nuovo in alto, la punta del mio iceberg e quell’estate in vacanza in crociera io, la luna, il mare ed i miei pensieri…l’inizio di un lungo amore.

        L’odissea, la mia enciclopaedia.

        Cara Cinzia,
        la tua risposta mi rende lieta, verrò a trovarti ancora.

        Claudi@
        Grazie!

  12. La protagonista ha molto a che vedere con me. Mi riconosco in lei.
    Vagabondeggiare tra pensieri e posti, sognare i vari finali delle vicende ancora da vivere, annotare tutto ciò che è magico, fresco e sano in diari, foglietti, pezzettini di cartone…periodo estasiante l’adolescenza dove tutto è ancora da scoprire e l’innocenza e la purezza pullulano da tutti i pori del corpo e della mente.
    Nel primo capitolo è interessante la descrizione del castello di sabbia, nostalgica melanconica, mi è piaciuta molto.
    I miei complimenti a te Cinzia Corneli.

  13. Seguire i suoi pensieri è l’incontro con una storia di vita, indagata sul fronte sentimentale inquadrando la scena con il sorriso sulle labbra mentre rivede la sua vicenda armata dell’esperienza di una relazione finita. Leggere un pezzo permette subito di individuare la forma narrativa di una scrittura che coinvolge il lettore sul filo dei ricordi, ricuperandone le emozioni e riscoprendo l’intima bellezza di un mondo sentimentale, ancora squilibrato e imprevedibile e dirompente, indagato da una distanza che non pesa più addosso.
    Non resta che partire per la lettura completa che permetta una perfetta conoscenza di avvenimenti narrati con un linguaggio amabilmente tenero e avventuroso.

  14. Il primo amore non si scorda mai : lo argomenta il detto popolare. Ma nel ricordo la nostalgia viene increspata dalla tristezza. Il primo amore riconduce all’ingenuita’ fatta felicita’, poi smentita dall’ esperienza.
    Tuttavia rievocare solletica l’arpa dell’anima alla melodia della dolcezza.
    Il primo amore e’ stato sentimento, passione, desiderio, annientamento, sublimazione. Il guardare l’altro con gli occhi del cuore. Di un cuore circonciso dalle stimmate del divino. Chi ha dimenticato il primo amore, ha scordato l’alfabeto dell’ eros. Gli gioverebbe ripassarlo.

    Gaetano

    1. Gaetano,
      forse chi riesce a vivere l’amore con gli occhi del primo, ha avuto la fortuna di non veder crollare i sogni. Ma chissà? Anche il rinnovarsi della passione è un nuovo, bellissimo, sogno.
      Grazie
      Cinzia

  15. Gentile Cinzia,

    Sono entrata silenziosamente e con passi felpati fra le pagine del tuo libro, ho iniziato a camminare fra le parole, volevo capire di più, di quello che ho capito…ma le pagine non sono molte, allora mi sono seduta vicino alla protagonista della tua storia, ed ho seguito i movimenti della penna che scrivendo inviavano tutte le parole al vento, lo zaino è consunto, il volto è scavato, un vecchio asciugamano verde militare.
    Lui non c’è più. Lui.
    Penso che questa sia la storia di un grande amore, che la protagonista ricorda, gli altri amori quelli di gioventù, sono sati veloci, belli , ma anche pieni di dubbi, forse perchè, in alcuni casi era innamorata dell’amore, e non della persona.
    In alcune parole non sono riuscita ad entrare, forse, la spiegazione e il mistero sono annidati fra le pieghe di un’asciugamano stanco e di un telo verde militare, che sono riposti dentro ad un vecchio zaino appoggiato sulla sabbia..la penna instancabile ci racconterà la sua storia.

    Un cordiale saluto

    Maria Luisa Seghi

    1. Cara Maria Luisa,
      tutto il romanzo è annidato tra le pieghe di un asciugamano verde militare.
      Un saluto affettuoso
      Cinzia

  16. Anche in questo incipit ritrovo il calco di una scrittrice di valore che apre la cassaforte dove sono custoditi i moti dell’animo più tumultuosi e ineffabili nell’alito di vita compreso nell’arco dell’età adolescenziale, quando gli amori sbocciano d’incanto e di spontaneità, ma pure debbono affrontare con inesperienza e dolore le insidie e le delusioni inflitte dalla realtà.
    La protagonista sembra essere dotata di prorompente dinamismo e di quella forza vitale che saprà di certo sorreggerla nel suo cammino e nella sua formazione di giovane donna.
    Ma questo lo potremo sapere solo leggendo interamente il romanzo…
    I miei sentiti complimenti! Saluti cari
    Gianna

    1. Gianna, hai compreso al volo Viola, la protagonista che avanza con tenacia proprio grazie alla forza dell’amore.
      Un caro saluto
      Cinzia

  17. Inizio che ti trascina subito nel vortice di sentimenti della protagonista, in cui molte di noi si ritroveranno, e ti lascia col desidero di sapere come andrà avanti la storia….
    Brava Cinzia, avvincente ed avvolgente… vorrei poter leggere tutto il volume subito, già da stasera, approfittando del fatto che domani la sveglia non suonerà e che quindi si può far tardi a cuor leggero…

    1. Maria,
      una delle cose più belle è sentirsi dire “vorrei leggere tutto subito”, altrimenti vuol dire che il romanzo non ti trascina nel vortice delle emozioni.
      Grazie
      Cinzia

      1. Carissima Cinzia,
        grazie di avermi risposto e ancora tantissimi complimenti: il tuo romanzo ti trascina dentro di sè risucchiandoti con la forza di un tornado… bravissima!

      2. Ancora grazie Maria, se vuoi visita il mio sito, troverai altre parole che credo ti prenderanno.
        Un caro saluto
        Cinzia

  18. L’autrice narra di amori giovanili, di amori puliti, sinceri. Descrive amori che per l’ età dei loro protagonisti durano quanto una rosa sbocciata alla rugiada di una fresca estate. Amori adolescenziali, i più puri e indelebili nel mare dei ricordi di una vita come tante. Autobiografia o fantasia ho letto di amori come tanti, degli amori di tutti noi, dei miei…dei vostri. Ottimo

    1. Francesco,
      i nostri amori… gli amori degli adulti… peccato che perdano il profumo di quella rosa.
      Grazie
      Cinzia

  19. E’ stato bellissimo leggere queste righe, leggere degli amori nati in seguito finiti di un’adolescente. Grazie all’autrice che riesce a spiegare in modo dettagliato tutti i tumulti del cuore delle donne quando si affronta il tema dell’amore. Tanti, tanti, tanti complimenti per il suo libro che sicuramente sarà un successo.

  20. Cara Cinzia, il tuo volto sui tuoi libri mi dà la chiara e forte impressione che l’intero scritto sia l’immagine profonda e compiuta di te.
    Parole che ti escono dall’anima per entrare subito nell’anima di chi ti legge.
    I miei vivi complimenti ed un caldo abbraccio –

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