Angelica era in cucina. Aveva pregato Marianna di non far entrare nessuno mentre preparava la torta … la “sua” “torta Della Torre” o per lo meno così conosciuta; preparata sulla base di un’antica ricetta tramandata di madre in figlia e mai svelata a quanti non fossero della famiglia.
Angelica aveva già disposto tutti quanti gli ingredienti sulla tavola, avrebbe provveduto a impastarli in un preciso ordine: prima la farina, poi il burro fuso, lo zucchero … ma proprio in quell’istante udì come un fulmine a ciel sereno la voce di Viola.
«No» pensò nella sua testa «Proprio adesso: che rompipalle!».
Viola entrò nella cucina come una furia: «Scusami, scusami, scusami ancora ma … ma volevo dirti che io e Giuseppe non potremo venire questo pomeriggio: abbiamo litigato come pazzi stanotte e stamattina lui se ne è andato! Capisci? Ha fatto la valigia ed è andato via! Vuole il divorzio!».
«Come dici?» fece Angelica con espressione stralunata rivolta all’amica.
«Sì, hai capito bene. Giuseppe mi ha lasciata e stavolta, credo proprio per sempre! Ma certo lui vuole la classica mogliettina tutta casa e famiglia. Vuole una donna che la sera lo aspetti a casa con un bel pranzettino pronto sulla tavola! Vuole dei figli, vuole una donna che passi la giornata nella contemplazione estatica della porta di casa aspettando che si apra la sera e le consenta di avere la visione del caro maritino che torna a casa dopo la giornata di lavoro … vuole la casalinga intenta a lustrare e rilustrare il pavimento e gli argenti sul tavolino del salotto… ma certo: a lui che gliene frega dei miei anni di studio sui libri di giurisprudenza … già! Studi che nessun paparino benevolo mi ha finanziato … ho fatto i salti mortali per pagarmi le rette della facoltà: sai che belle quelle serate al ristorante a servire ai tavoli oppure le mie estati in gelateria sino all’una di notte e poi rientro a casa e via tutta la notte sui codici di procedura penale e civile … ».
«Viola, aspetta un attimo, calmati!».
«Calmarmi? Ma come faccio a rimanere calma? Secondo te, vuoi che arrivata al punto dove sono voglia tornare indietro?
Se sono uno degli avvocati donna con il maggior numero di cause vinte nel tribunale della nostra città, credi forse che lo debba a qualcuno? E l’esame da avvocato? L’ho dovuto ripetere tre volte prima di passarlo visto che non ero nella manica di nessuno e non avevo alcuna raccomandazione … E adesso che finalmente posso godermi qualcuno dei frutti che ho tanto aspettato e che ho conquistato solo grazie alla mia tenacia e alla mia ambizione dovrei … sì dovrei lasciare tutto!».
«Ma Viola ci deve essere un rimedio, può darsi che Giuseppe voglia soltanto … ».
«Sì voglia soltanto una … una moglie come te! La donna perfetta! Tu che sei il modello a cui i nostri mariti si ispirano e che tutte noi amiche invidiamo. Angelica la cuoca provetta, Angelica la madre ideale che per seguire la famiglia e i figli ha sacrificato la sua passione … la pittura!».
«Sei proprio fuori di te Viola se pensi che … ».
«Macché, lasciami finire: guarda che so benissimo che Giuseppe, quando uscivamo tutti insieme in compagnia, tanti anni fa, era innamorato di te … aveva preso una bella sbandata; poi gli è passata, ma … ».
«Adesso credo che tu sia proprio fuori di te: devi calmarti e recuperare il tuo autocontrollo! Per me tutto quello che stai dicendo è una novità assoluta. Addirittura Giuseppe innamorato di me … questa poi è tutta da ridere … Credo solo che voi due abbiate bisogno di parlare da soli e chiarirvi meglio, non vedere tutto bianco o tutto nero; in fondo siete sposati da sei anni e siete ancora giovani: i figli arriveranno e potrete sistemare anche tutto il resto».
«Stavolta non credo proprio … Ti chiedo la cortesia di non dire agli altri il motivo della nostra assenza … non so, inventa tu a ruota libera: una causa per la quale debba urgentemente preparare degli atti oppure dì che la mamma di Giuseppe è ammalata e … ».
«Non dirò proprio un bel niente: solo che non eravate sicuri di poter venire … ora non importa che cerchi giustificazioni per me: vai a casa e cerca di rintracciare tuo marito e parlagli» quindi con la mano sfiorò delicatamente la spalla dell’amica.
Viola allora con un cenno di assenso lasciò la casa di Angelica senza replicare, se non emettendo un flebile «Grazie e scusami».
Angelica rimase sola, in silenzio, in cucina.
I suoi occhi guardavano tutti quegli ingredienti sul tavolo … improvvisamente cominciò ad avvertire un leggero senso di nausea: la scenata di Viola paradossalmente l’aveva scossa più di un terremoto improvviso: le parole di quella che lei considerava un’amica le sembravano ora casi piene di astio nei suoi confronti da ferirla profondamente; non credeva che una persona considerata amica potesse invidiarla a quel modo … più che dal litigio tra i due coniugi era stata scossa dalla cattiveria che aveva permeato quell’invettiva nei suoi riguardi.
Si rese conto, per la prima volta nella sua vita, di quanto poco in realtà si conoscano le persone, anche quelle che si frequentano più da vicino: era rimasto poco di quella Viola, ragazza sbarazzina e volitiva delle serate spensierate in compagnia. In effetti quella donna che pochi minuti prima era stata vicino a lei con i capelli scarmigliati e le occhiaie di chi ha passato la notte insonne, le sembrava ora una perfetta estranea.
Mentre era assorta in quei pensieri grigi e lo stomaco cominciava a dolerle un poco, si ricordò in un battibaleno che quel pomeriggio festeggiava il suo decimo anniversario di matrimonio: doveva pedalare se voleva sfornare la mitica “torta Della Torre”, quindi quasi meccanicamente, incominciò a impastare gli ingredienti.

***

Dal libro Le peonie di mia madre. Elogio di una passione di Andreina Chiari Branchi

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22 thoughts on “Le peonie di mia madre di Andreina Chiari Branchi

  1. Un libro stupendo, una storia semplice e commovente descritta sapientemente.
    Mi ha fatto trascorrere delle bellissime ore.
    Grazie!!

  2. Solo ora riesco a ringraziarla per avermi gentilmente inviato il libro e mi scuso per il ritardo.
    Non mancherò di farLe sapere le mie impressioni non appena lo avrò terminato e di recensirlo sui siti con i quali collaboro.
    Grazie e auguri!

    Stefania C.

  3. Il dilemma di molte donne…carriera o famiglia?
    Queste poche righe mi hanno incuriosito molto.
    Spero di poter leggere interamente questo libro, nel frattempo faccio i miei complimenti all’Autrice.

  4. Gentile Andreina
    Ho letto con molta attenzione questo stralcio del tuo romanzo. Mi hanno sempre appassionato le storie che parlano di donne..noi donne sappiamo vivere con una forza grandissima, quella forza che viene dal cuore.
    per prima cosa il titolo mi ha incuriosito perchè è come se le peonie fossero una metafora per dire gli insegnamenti che Angelica ha ricevuto dalla madre come la ricetta per la famosa torta.
    Tutto si snoda dopo la discussione con l’amica Viola che Angelica ha sempre pensato fosse diversa invece quella discussione la fa riflettere molto perchè si rende veramente conto che anche l’amicizia più salda si può spezzare.
    Viola nelle aspre parole che dice mette in evidenza la gelosia che ha sempre avuto nei confronti di Angelica, e sotto sotto è come se la colpa della sua crisi matrimoniale fosse proprio di quella amica che tutti considerano perfetta.
    ma forse Angelica non è perfetta come tutti credono, penso che abbia il suo scheletrino nell’armadio, quel mal di stomaco è un segno di perfetto malessere interno.
    Scusa Andreina tutte queste mie supposizioni, proprio per questo mio pensiero sul tuo romanzo mi farebbe piacere leggere il tuo libro per vedere dove potrei aver sbagliato.

    Cordiali saluti
    Maria Luisa Seghi

    1. Gentilissima Maria Luisa,

      in effetti il romanzo inizia con lo scontro verbale tra due modi differenti di essere donna e di interpretare l’amicizia…tuttavia se avrai, come spero, il piacere di inoltrarti nel prosieguo dell’intreccio coglierai aspetti e temi poliedrici proprio inerenti l’amicizia e l’amore…la peonia del resto non rappresenta che una metafora: fragilità e forza al contempo.

      Buona lettura ed i più sentiti saluti.

      Andreina

      1. Cara Andreina
        Ho sbagliato la metafora sulle peonie, ma una curiosità me la devi togliere: perchè le peonie erano della madre ? E’ anche la madre un personaggio del libro?
        Cioè la differenza di vedute fra due generazioni?
        Mi piacerebbe proprio entrare nel proseguo per l’intreccio..per capire meglio la situazione.
        Brava Andreina, hai catturato la mia attenzione.

        Ciao
        Maria Luisa

      2. Gent.ma Maria Luisa,

        come avrai intuito dall’incipit del mio libro, Angelica non è che una delle protagoniste femminili del romanzo. Dall’incipit ancora non emerge in modo definito ma molto presto Angelica, la protagonista al presente della narrazione, si troverà di fronte a se stessa come ad uno specchio, attraverso cui molte figure riemergono dal passato portando con loro tutte le passioni e tutto lo struggimento che solo la consapevolezza del distacco sa dare…una di esse é proprio la madre di Angelica…

        Un carissimo saluto.

        Andreina

  5. Un rito, quella della torta “di famiglia”, sconvolto dall’irruenza cattiva e velenosa di un’ amica , o meglio da una persona che si credeva amica, che nella foga si lascia sfuggire l’invidia e forse anche la gelosia da sempre provata per la donna perfetta, la quale a sua volta, di colpo, vede crollare le sue certezze!
    Il dualismo tra la “donna che lavora” e la “casalinga” nell’ incipit di un romanzo che si preannuncia ricco di altri colpi di scena , è tratteggiato con mano sicura e, almeno così mi sembra, anche con una certa dose di ironia!
    Complimenti ad Andreina Chiari Branchi!

    1. Grazie Elia per i complimenti.
      La scenata di Viola segna immediatamente un profondo discrime tra due donne che appartengono a polarità opposte del vivere la rispettiva condizione femminile.
      Tuttavia la protagonista, Angelica, grazie alla sfuriata dell’amica comincia a fare un profondo auto esame della propria vita che fino a pochi istanti prima le appariva tranquilla ed appagante ma che nel breve volgere dello scontro verbale con Viola comincerà a disvelare insoddisfazione e frustrazioni oltre che segreti imponderati.
      Mi fa piacere che tu abbia colto l’ironia di cui si permea la scena in quanto ritengo che la capacità di sdrammatizzare pure le situazioni più cariche di pathos sorridendo delle nostre manchevolezze contribuisca a rendere la vita di ognuno di noi più accettabile.

      Andreina

      1. C’è sempre un momento nella vita, sempre traumatico, in cui la bolla di sapone iridescente dentro la quale galleggiavamo beate, si scioglie di colpo, non ci protegge più e rivela la sua e la nostra fragilità! Dopo il temporale però spesso ci si ritrova più consapevoli e forti anche se più smaliziate ed ironiche!
        IN BOCCA AL LUPO, Andreina, per questo romanzo di donne scritto da una donna sensibile ed …ironica!
        Elia

  6. Mia cara Andreina,
    a dir poco toccante il tuo incipit, direi che colpisce come una frustata.
    E’ scossa alle coscienze. A quelle delle donne che si sono immolate sull’altare
    della famiglia e a quelle delle altre, che in nome dei loro obiettivi, perseguiti
    con sacrifici, passione, si ritrovano spesso, inevitabilmente, a trascurare il ruolo
    di moglie, inteso nel senso classico del termine.
    La rabbia di Viola è il sunto del dolore per un matrimonio in crisi, ma anche e soprattutto,
    nella dinamica del romanzo, dell’avversione per ‘l’amica’, moglie e madre perfetta, donna
    della quale il suo uomo si era invaghito e… che potrebbe continuare a sognare!
    Si entra nei labirinti delle menti femminili. Circuiti ad alta tensione.
    Angelica mette in discussione la propria fiducia verso il mondo, verso l’amica, che
    solo nel momento d’ira ha trovato il coraggio per rivelarle una parte di verità e per
    cancellare per sempre l’atmosfera di serenità che esisteva tra loro.
    Si evince, in parte, un prosieguo appassionante e complesso. E si evince tutta la tua abilità
    nell’introdurre la più avvincente e moderna della storie.
    Coinvolgi i problemi che investono in modo diretto l’universo femminile e sai essere sanguigna, nitida, ricca di stilettate narrative di altissimo livello.
    Sono rimasta affascinata , Andreina… Ti ringrazio di cuore e ti rivolgo i miei complimenti più sentiti!

    1. Gent.ma Maria, ti ringrazio di cuore per il bellissimo commento al mio romanzo.
      Sono certa che tu ne abbia compreso appieno il messaggio fin dalle prime righe accostandoti con sensibilità al suo contenuto.
      Se, come mi auguro, avrai modo di proseguire nella lettura, ti approccerai pure ad altre figure femminili che animano l’intreccio e che drammaticamente testimoniano il difficilissimo ruolo della donna nella società moderna…sospesa, troppo spesso, tra passioni e rinunce…
      Ti assicuro inoltre che nello svolgersi della storia emergeranno anche altri personaggi che il lettore potrà imparare a conoscere e che sarà libero di assolvere o condannare a suo insindacabile giudizio.
      Grazie ancora e buona lettura!
      Andreina

  7. Gent.ma Andreina
    descrivere la figura della mamma è descrivere un mondo… non sono io a dirlo o a pensarlo ma è la figura nella vita di ognuno che ha più peso in assoluto
    Poi i figli… gioie e dolori. Mi piace come ha impostato la trama piena di ricordi e di dolcezza ma nache di quotidianità
    Complimenti.
    Sabato P.

    1. Ringrazio Sabato P. per i complimenti.

      In effetti la figura materna é la più completa e complessa dell’universo del sentire di ognuno di noi ed il languore causato dal distacco, provato da una figlia affezionata, rivive nei gesti del quotidiano e nella struggente nostalgia del ricordo.

      Il ricordo é multiforme: ha mille volti ed aspetti…rivive in un suono, nella delicatezza di un gesto, nello sbocciare di una peonia…

      Andreina

  8. Poche righe che mi hanno incuriosito e colpito, un tema attuale e un rapporto mai semplice.
    Spero di poter leggere presto il libro, intanto complimenti all’autrice.

    Stefania C.

  9. La mamma… una presenza costante nella vita di ognuno, una forza della natura che porta con se sempre molti ricordi… ricordi di dolcezza, di suoni e di profumi, di colori…
    Vorrei poter leggere questo libro con mia figlia, in ricordo della mia mamma che purtroppo non c’e’ piu’…!!

  10. Lavoro 10 ore al giorno fuori casa e penso sempre che ci potrebbe essere una via di mezzo per non lasciare il resto della propria vita accantonato a dei ritagli , purtroppo sono scelte difficili e a volte si rischia soprattutto nei nostri tempi di restare a casa per la famiglia ma senza alcuna gratificazione senza soldi e senza futuro
    Il titolo del libro mi ha colpito particolarmente come un fulmine, perche’ la mia migliore amica Antonella mi parla sempre di sua mamma che non c’e’ piu’ e del suo ricordo fatto rivivere in un giardino pieno di peonie , mi piacerebbe molto leggere il libro e farlo leggere a lei
    Complimenti
    Paola

  11. Molto attuale ……..purtroppo si sceglie (molte volte ) il successo a scapito della famiglia…….sapendo solo invidiare chi fa’ il contrario….bellissimo libro ,mi farebbe piacere leggerlo.Complimenti davvero .

  12. L’ arte di una mamma e moglie perfetta ( per quanto e’ possibile umanamente) non ha eguali. Ed e’ un bene essenziale per la societa’.
    Lo intuisce bene Andreina. Non lo capisce affatto Viola.
    La miglior causa si vince conquistando la felicita’ e la pace con se stessi.
    E giudica il tribunale della vita.

    Gaetano

    1. Quando a primo impatto la scorrevolezza dei concetti e delle espressioni ti prende e ti porta fin da subito, lontano….allora la cosa è fatta….complimenti amica e collega, felice di averti conosciuta.
      Sara

      1. Grazie Sara.
        Contraccambio di cuore i complimenti.
        Mi fa molto piacere che i concetti, seppure dalle prime, poche, righe del romanzo, ti siano risultati immediati e diretti.
        Forse ciò é dovuto all’esperienza di diversi anni trascorsi a scrivere fiabe indirizzate ai più piccini per i quali è indispensabile, a mio avviso, risultare semplici ed intellegibili.
        Ritengo, però, sia ora di rivolgermi anche a noi adulti, spero, con la medesima efficacia.

        Con simpatia.

        Andreina

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