Nell’ambito della Rubrica “Leggiamo Insieme” – Presentazione di libri on line, presentiamo “Racconti urbinati” di Alberto Calavalle.
Un bellissimo libro che, come scrive Nicla Morletti nella sua recensione, rappresenta “un modo originale per narrare la storia di Urbino, attraverso episodi singolari scritti in punta di penna, in uno stile fluido, che è pura armonia.”

Leggiamo e commentiamo insieme un breve delizioso racconto tratto dal libro. L’autore leggerà i nostri commenti e risponderà in questa stessa pagina.

Leggi la recensione di Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.

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Da “RACCONTI URBINATI” DI ALBERTO CALAVALLE

Dialogo senza contatto

Durante la festività di Pasqua dell’anno giubilare Duemila, due turisti pellegrini, più turisti che pellegrini, in viaggio per Roma, giungono a Urbino e dopo avere visitato il Palazzo ducale salgono al parco del Monte, dove s’innalza il monumento a Raffaello. Sono sposati da alcuni decenni, percorrono a piedi la ripidissima via dedicata al celebre pittore urbinate. Giunti sulla sommità del colle sono senza fiato, vuoi per il peso degli anni, vuoi per la salita appena conclusa.
Il marito è più provato dall’affanno, si ferma, si guarda intorno: “Bello quassù, tanto verde, aria buona” commenta.
“Siamo venuti per Raffaello, avviciniamoci al suo monumento” incalza la moglie.
Il marito quasi senza fiato non è in grado di apprezzare l’arte e propone una sosta sulla panchina: “Siediti qui!” dice alla moglie  “Poi faremo qualche foto e a casa avremo modo di rivedere tutto con calma” quindi prende a leggere il giornale.
La moglie, stilista di moda in cerca di ispirazioni, non accetta l’invito e inizia a compiere un giro intorno al monumento, ammirando da ogni lato la statua del pittore, le altre che fanno da cornice al piedistallo, mentre controlla e annota nomi e date. Quindi compie un giro più ampio all’altezza del semicerchio di busti di uomini illustri. Si abbassa a cogliere un rametto dalla siepe di bosso nano che delimita i giardini, lo annusa: “Sento odore di cimitero” dice rivolta al lontano marito tutto immerso nella lettura di un articolo sulle tensioni etniche in alcune regioni del mondo.

Piero della Francesca: “Non è odore di cimitero e noi non siamo morti e non moriremo, la nostra arte ci rende immortali. Voi moderni, piuttosto rischiate di morire fra le vostre vanità che durano il tempo di una stagione. Avete del talento e lo usate per creare un vestito da indossare per una sola occasione e tra un mese saranno pronte le creazioni per l’autunno. E’ il consumismo il vostro male. Conoscete solo il valore del denaro”.

Stilista, rivolta al marito: “Hai detto qualcosa?”
Marito: “No, ma se qui non la smettono tra queste tensioni, tra un po’ riprenderà la guerra e ci saranno pericoli anche per noi”.

Stilista: “Ho detto che sento odore di cimitero” e riprende ad annusare il rametto della siepe di bosso.

Il marito, facendo gli scongiuri, con l’indice e il mignolo puntati in alto: Aspetta! Non ho detto che le bombe sono cadute su di noi e che siamo morti”.

Stilista: “Col tuo giornale sei sempre sulle nuvole. Parlavo del bosso…

Raffaello: “Non vorrei uscire dal tema,ma quanto a curve preferirei quelle di una donna. Non ce n’è una tra noi , dico una, che ci tenga compagnia. Una che sia stata immortalata qui su un piedistallo in mezzo a noi, una che ci guardi, che ci sorrida, che ci sollevi coi suoi begli occhi, che ci allieti con le sue forme dolci. Una che ci faccia ricordare che esistono anche le donne”.

Giusto di Gand: “Ti è certo difficile dimenticarle, dopo averne avute tante. – Persona molto amorosa  ed affezionata alle donne e di continuo preso ai servizi loro – Così si dice di te”…

G.Pascoli “Io propongo Volponi un giorno qui tra noi. Volponi è un poeta ed è anche un grande scrittore. Poi potrebbe venire Carlo Bo. Bo è un gran letterato. Entrambi hanno amato ed amano ancora questa città”.

Torquato Tasso: “Personaggi meritevoli di grande considerazione, ma parlavamo di donne”.

Raffaello: “Non siamo fuori tema, perché Bo è circondato da una corte di donne. Se viene lui, vengono anche loro”.

T. Tasso: “La ragione di tanto successo con loro?”

Raffaello: “Alcune potrebbero essere spinte da interesse: un posto all’università, una nota letteraria su un quotidiano nazionale, ma molte lo cercano per la sua cultura, per la grandezza d’animo, per il suo modo di fare. Le esalta. Ma ancora più: Le fa sentire come regine”.

G.Pascoli: “Noi ne vogliamo una che meriti la stima di Bo, una che saprà sicuramente farsi ammirare per la sua intelligenza e deliziare i nostri sensi con la sua bellezza”.

Stilista, compiendo un giro intorno al busto di Piero della Francesca: “Chi ha parlato della mia intelligenza e della mia bellezza?”

Piero della Francesca: “Cosa dice costei? Cerca di farmi la corte? Aria, aria! Non sei il mio tipo. Amo personaggi dall’aspetto solenne e sacrale”.

Stilista, rivolta al marito: “Cosa stai dicendo? Non mi ami più? L’avevo capito. E’ tutt’oggi che mi ignori!”

Marito: “Non ho detto nulla…”. – Fine

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17 thoughts on ““Racconti urbinati” di Alberto Calavalle

  1. Gentilissimo Manuale di Mari,
    ringrazio ancora molto per la considerazione rivolta al mio lavoro. Infine si tratta di racconti scritti nel giro di qualche anno, nati dall’ispirazione del momento, quindi diversi tra loro, ma legati da un unico filo conduttore che è la memoria storica.Di volta in volta ho preso in considerazione personaggi famosi per la loro arte, come nel racconto in oggetto, ma anche personaggi semplici, che però hanno avuto un ruolo importante a servizio della comunità.Ho voluto riservare un piccolo posto anche agli animali, perché penso sia d’obbligo restituire loro una dignità. Cordialmente
    Alberto Calavalle

  2. Gentilissimo Alberto,

    ringrazio per le parole e l’attenzione che mi riguardano e rinnovo i miei complimenti per il bel libro che qui stiamo presentando in cui, sono d’accordo con Nicla Morletti, l’arte del racconto, nelle sue forme più alte e ben riuscite, trova esemplare espressione. Sotto questo profilo anche il tuo commento, in cui approfondisci il senso dell’opera, ci offre una idea precisa del saldo impianto di pensiero e di cultura del libro.
    In questi nostri tempi pervasi da sarcasmo o cosiddetta “satira” si sente proprio il bisogno di una sana e feconda ironia. Ottima l’idea di rappresentare poi questo dialogo nel luogo in cui si svolge la scena.

  3. Sono lieto per avere attratto col racconto la curiosità di Marinella, per l’apprezzamento che ha espresso sullo stile del racconto e sulla fiducia che manifesta nei confronti dei miei scritti.
    Cordialmente
    Alberto Calavalle

  4. Un racconto inusuale che ha attratto la mia curiosità appagandomi con il suo stile raffinato. Non ho letto altri suoi racconti ma sono certa che avrebbero catturato la mia attenzione.

    Complimenti! marinella (Nonnamery)

  5. Non trovo le parole adatte per esprimere il mio sentito grazie e la mia soddisfazione per le belle parole di apprezzamento verso il mio racconto e il mio libro di “Racconti urbinati” tanto più che mi giungono da una fonte autorevole.
    Quanto a pensare di scrivere per il teatro, talvolta mi viene spontaneo farlo, ma cose brevi come questo racconto che un’ associazione culturale urbinate vorrebbe rappresentare nel luogo dove è ambientato.
    Ringrazio di cuore per l’invito a leggere il libro. Spero davvero di fare contenti molti lettori. Se poi qualcuno dovesse non trovarsi d’accordo su tutto, posso rispondere che mi ispiro dal mondo reale, dove tutto non è come si vorrebbe. Pazienza!
    Ancora grazie per i complimenti e un cordiale saluto.
    Alberto Calavalle

  6. In questo estratto c’è tutta la colta, finissima e piacevole ironia di Alberto Calavalle. Mi vengono in mente i Dialoghi delle Operette morali di Leopardi. Chissà se il nostro autore ha mai pensato di scrivere anche per il teatro…
    Libro da leggere. Compagno perfetto, questa estate, in spiaggia. Tra cielo e mare voleremo alto con questi deliziosi racconti.
    Complimenti vivissimi per l’autore.

  7. Caro Lenio,
    ti sono molto grato per le parole di apprezzamento che mi offrono anche la possibilità di aggiungere altre spiegazioni al brano del racconto.
    Quando lo consideri molto originale, penso che ti riferisca alla forma dialogata ironica che lo fa apparire diverso dagli altri che lo precedono nel libro e simile ad una piccola commedia. Confesso che era questo il mio intento, tanto che il racconto porta come sottotitolo: Appendice in atto unico.
    Quanto allo stile, devo dire che ho cercato di interpretare i vari personaggi illustri presenti nel parco, lasciandoli parlare nel linguaggio che ritengo più appropriato ed esternare i loro sentimenti o desideri per quello che potevano essere. Quando Raffaello dice che vorrebbe una donna immortalata tra tanti busti di uomini illustri, è perché “Persona molto amorosa ed affezionata alle donne e di continuo presa ai servizi loro” si diceva di lui. Il tipo di donna che prediligeva, poi lo possiamo vedere nelle sue opere. Ancora grazie e un cordiale saluto. Alberto Calavalle

  8. Racconto molto originale ma anche scritto con uno stile raffinato. Dal passato certo ci giungono utili consigli per questo mondo dove sembra regnare la frivolezza. I miei complimenti, Lenio Vallati.

  9. Gentile Laura T.Parravicini,
    Ringrazio per l’opportunità che mi offre di dare alcune spiegazioni.
    Innanzitutto la mia produzione letteraria è tendenzialmente dominata da un recupero della memoria storica. Credo che la conoscenza del passato, in un mondo che corre sempre più forte, sia importante per affrontare con più sicurezza il presente e guardare con più fiducia al futuro.
    Nel mio lavoro cerco la comunicazione col lettore attraverso uno stile chiaro, semplice, scorrevole e se posso accattivante.
    Quanto al racconto “Dialogo senza contatto” qui riportato solo in parte,l’azione si svolge a Urbino nel parco dove sorge il monumento a Raffaello, circondato da una corte di uomini illustri che a Urbino sono nati o che vi hanno soggiornato creando capolavori immortali. Di fronte si trovano a passare due personaggi del mondo di oggi la cui vita è dominata dall’effimero, dal consumismo, dalla fretta,comportamenti che non condivido, per cui ironizzo. Tra passato e presente non ci sono contatti. I grandi uomini vogliono comunicarci qualcosa, ma non li capiamo. Ironizzo sui rapporti coniugali spesso distratti, ironizzo sul maschilismo (tra tanti uomini illustri non è presente neppure una donna,sebbene la figura femminile abbia avuto un ruolo importante nella società di ogni tempo).Ironizzo sulla mancanza di continuità tra la città storica patrimonio mondiale e la adiacente città moderna dominata da costruzioni in cemento. Il racconto si conclude con alcuni consigli dei grandi uomini sul futuro della città e presenta un finale comico: un bisticcio tra moglie e marito.
    Nella speranza di avere chiarito almeno in parte il senso del racconto,invio cordiali saluti.
    Alberto Calavalle

  10. Caro Alberto,

    mi chiedo come si possa oggi essere così intimi ed essere privi di contatto?

    Un uomo, una donna
    fuggono col tempo
    che insegue le albe,
    uniche occasioni forse per vivere.

    Smarrirsi, ma non perdersi
    vuol dire vivere.

    Che significa quell’affetto un pò distaccato, tipico dei nostri giorni?
    Ciò che è cibo per uno avvelena l’altro. Amore, gioia, felicità sono tutte parole moribonde? E ciò che rimane è solo un’ostinato stoicismo?
    No, trovo non si possa andare oltre!
    Non vorrei meritare rimproveri antidiluviani, ma in alcune case coniugali si dovrebbe davvero mettere ordine.

    Laura Tonti Parravicini

  11. Grazie ancora Nicla per l’attenzione, la premura e le parole di apprezzamento.
    Un caro saluto
    Alberto Calavalle

  12. Un racconto davvero esemplare, come esemplari sono tutti gli altri racconti di Alberto Calavalle, scritti in punta di penna e con stile raffinato, pagine che catturano l’attenzione del lettore per il mistero che li avvolge.

    Nicla Morletti

  13. Ringrazio la Redazione per la presentazione del mio libro “Racconti urbinati” e la pubblicazione del brano del racconto”Dialogo senza contatto”.
    Ringrazio ancora Nicla per le belle parole di presentazione.
    Ancora grazie e cordiali saluti a tutti.
    Alberto Calavalle

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