Cogli sulle mie labbra

Cogli sulle mie labbra
un bacio
e che esso ti bruci
e annienti l’agonia
del tuo sorriso tenue
che di lucenti stille
invade il cuore.
Esulta il mio pensiero
alla sovranità
d’impronte amate
e ti avvolge
e ti segue
come farfalla
dalle ali d’oro.
Ho conquistato per te
un regno
dove tu solo imperi
dove sei storia
strazio che si sperde
voce incolume
di stanco viandante
acqua mormorante
nel deserto
indaco che mi vela
di tutti i cieli
di tutti i mari
dove mio destino tu sei.

Dalla silloge “Graffi obliqui” Premio Scriveredonna 2009

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Natale speciale

Sogno muto
di voce
lontana
saccheggia
luce
di sole
tramontato
di ciò
che non è
stato
di un bacio
d’amore
non dato.
Un’ansia
frantuma
il cuore
dolore
riannoda
memorie
di un Natale
speciale
cometa
ancora
su grotta
fiamma
d’eternità
breve
di un giorno
che muore
d’ombra.

Dalla silloge  ”Uno squarcio di sogno“  di Daniela Quieti – Ed. Tracce 2010

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Rimescolo i sogni

Rimescolo i sogni

Stasera rimescolo nella mia mente i sogni con i giochi della vita,
quando diventavano sempre più pericolosi,
e m’incammino per mete sconosciute,
in mezzo alla neve che gela le mie lacrime.
Ho rimosso il nome di quel posto,
ma ricordo un volto amico vicino alla pensilina,
un odore di intensi pensieri,
rimasti lì in fondo a quel viale,
una siepe complice delle mie paure,
il mare vicino che risucchiava la mia allegria,
il tintinnio della pioggia  sulla mia pelle,
e quel volto che amico non era più.

Continuo a camminare verso mete dove la vita ha altri colori.

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Rien ne va plus

Dalla serie Desire di Rob Efferan, particolare

Vai via e già manchi
a due passi da me
stupore d’assenza nuova.
Hai una donna
che ti aspetta al binario
qualche certezza ben costruita
lungo treni sempre in corsa
sfrontato architetto
di rotte a me straniere.

Io non ho che una sera adagiata
su promessa d’estivo temporale
a stemperare pieghe afose
di pensiero
come il divano
che sa della tua pipa.

- Ricordando A. -

***

Immagine: dalla serie Desire di Rob Efferan, particolare

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Fonte

Ti ascolto sempre attentamente
Dea mia,
Ti seguo perenemente
Come folle,
Ti accompagno al tramonto
Per poi…
Ritrovarti all’alba,
Ti regalo le mie giornate
Inopinabili
Dove ti nutro
di silenzi saldi,
Mi fai sentire diversa
Quando mi confronto
E mi affronti
Di petto.
Sei la musica
Della mia esistenza
Fugace
Fonte dell’essenza
Concentrato di pensieri
Tanti di oggi
Mai come ieri,
Ti dedico un attimo
Ogni momento
Non annegare
Nel mio fallimento
Anima mia.

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Inverno

Ancora verranno
nei mattini d’inverno
nebbie di fiume
su albe di acquerello
passi distratti e assonnati
sotto i portici
a respirare l’odore della notte.
Camminerò lungo le ore vuote
cercando il tuo volto tra i passanti
e sognerò di incontrarti sopra il ponte
per raccontarti la mia malinconia.
Poi siederò ad aspettare il tuo ritorno
nei pomeriggi limpidi di ghiaccio
e fingerò di ingannarmi coi ricordi
finché vedrò riaccendersi i lampioni
e lente scie di fanali per le strade
come lumini a seppellire il giorno.
Allora mi alzerò e sarà un istante
nemmeno il tempo per rabbrividire:
poi su dal fiume tornerà la nebbia
ad inghiottire tutto, anche il dolore.

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All’alba del nuovo giorno

Ci ritrovammo
a parlare per delle ore,
in una lunga notte
di fine estate.
Una scintilla
all’improvviso
s’illuminò,
facendo incontrare
le nostre anime.
Col desiderio
di un istante infinito
per la sua meraviglia,
restammo svegli
fino all’alba,
affinché,
con la luce del nuovo giorno,
un amore profondo
potesse nascere.

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Alla Musa

Da un libro spoglio d’anima
ti trassi,
e provai quella gioia fiabesca
che da noi non si sa chiamare con alcun nome

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Amore di Marzo

Sorpreso dalla vita arrossisce il tuo viso
seppur l’animo cerchi di celare quel sorriso
come il sole di Marzo,
che nasconde il suo tepore
dietro le nuvole
di cui il cielo è ancora intriso.
E’ il gioco della vita,
il mistero esistenziale,
che svela il nostro amore
attraverso un temporale

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I monaci dalle tuniche rosse: le tuniche dell’amore

Birmania: la giunta di Rangoon ha bloccato il web.
A causa di “un danno ad un cavo sottomarino” afferma un responsabile locale delle telecomunicazioni. Certo, un danno ad un cavo marino…

Un Paese oscurato dunque. Un Paese senza più respiro. Ma i soldati hanno deposto le armi e si sono inginocchiati di fronte ai Monaci  buddisti.
 
Come non inginocchiarsi di fronte a quelle tuniche rosse, rosse del fuoco d’amore, della spiritualità, della saggezza, dell’innocenza. Della purezza. Quella purezza che si può ritrovare solo negli occhi dei bambini, ancora ignari delle asprezze e della crudezza della vita. Quella purezza che si può ritrovare solo nei santi che hanno un filo diretto con il Demiurgo di questa immensa creazione che è la vita. Tuniche rosse come un cuore, come l’amore che, soffio vitale, scivola sul mondo e conserva e preserva la vita.
 
Monaci dalla tunica rossa, la tunica della speranza, della giustizia, della verità. Noi tutti ci inchiniamo. Trionferà il rosso della fede.

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