Come non scendesse oro

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Come non scendesse oro
lungo la linea dei tuoi fianchi,
nel dire la cosa più bella di te
ingannavo il vento e le tempeste,
come se non fosse un unico fuoco
la tua meraviglia.
Cadono come pioggia d’autunno
i tuoi capelli sulle tue spalle,
come se la schiena
e il tuo camminare
non fondessero con la forma
delle colline e dei fossi
e un suolo languido di campagna
non fosse la curva
delle tue anche.
Ho detto la cosa più bella di te
come non fossero montagna il tuo seno,
roccia di granito le tue gambe tornite,
come non ci fosse lascivia
nel solco profondo delle tue labbra…
Una cosa di te,
come non eguagliassero i tuoi occhi
la compiutezza del cielo.

***
Immagine: Ritratto – Olio su pannello di Lerri Baldo

Cogli sulle mie labbra

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Cogli sulle mie labbra
un bacio
e che esso ti bruci
e annienti l’agonia
del tuo sorriso tenue
che di lucenti stille
invade il cuore.
Esulta il mio pensiero
alla sovranità
d’impronte amate
e ti avvolge
e ti segue
come farfalla
dalle ali d’oro.
Ho conquistato per te
un regno
dove tu solo imperi
dove sei storia
strazio che si sperde
voce incolume
di stanco viandante
acqua mormorante
nel deserto
indaco che mi vela
di tutti i cieli
di tutti i mari
dove mio destino tu sei.

Dalla silloge “Graffi obliqui” Premio Scriveredonna 2009

Natale speciale

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Sogno muto
di voce
lontana
saccheggia
luce
di sole
tramontato
di ciò
che non è
stato
di un bacio
d’amore
non dato.
Un’ansia
frantuma
il cuore
dolore
riannoda
memorie
di un Natale
speciale
cometa
ancora
su grotta
fiamma
d’eternità
breve
di un giorno
che muore
d’ombra.

Dalla silloge  ”Uno squarcio di sogno“  di Daniela Quieti – Ed. Tracce 2010

Rimescolo i sogni

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Rimescolo i sogni

Stasera rimescolo nella mia mente i sogni con i giochi della vita,
quando diventavano sempre più pericolosi,
e m’incammino per mete sconosciute,
in mezzo alla neve che gela le mie lacrime.
Ho rimosso il nome di quel posto,
ma ricordo un volto amico vicino alla pensilina,
un odore di intensi pensieri,
rimasti lì in fondo a quel viale,
una siepe complice delle mie paure,
il mare vicino che risucchiava la mia allegria,
il tintinnio della pioggia  sulla mia pelle,
e quel volto che amico non era più.

Continuo a camminare verso mete dove la vita ha altri colori.

Rien ne va plus

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Dalla serie Desire di Rob Efferan, particolare

Vai via e già manchi
a due passi da me
stupore d’assenza nuova.
Hai una donna
che ti aspetta al binario
qualche certezza ben costruita
lungo treni sempre in corsa
sfrontato architetto
di rotte a me straniere.

Io non ho che una sera adagiata
su promessa d’estivo temporale
a stemperare pieghe afose
di pensiero
come il divano
che sa della tua pipa.

- Ricordando A. -

***

Immagine: dalla serie Desire di Rob Efferan, particolare

Fonte

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Ti ascolto sempre attentamente
Dea mia,
Ti seguo perenemente
Come folle,
Ti accompagno al tramonto
Per poi…
Ritrovarti all’alba,
Ti regalo le mie giornate
Inopinabili
Dove ti nutro
di silenzi saldi,
Mi fai sentire diversa
Quando mi confronto
E mi affronti
Di petto.
Sei la musica
Della mia esistenza
Fugace
Fonte dell’essenza
Concentrato di pensieri
Tanti di oggi
Mai come ieri,
Ti dedico un attimo
Ogni momento
Non annegare
Nel mio fallimento
Anima mia.

Inverno

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Ancora verranno
nei mattini d’inverno
nebbie di fiume
su albe di acquerello
passi distratti e assonnati
sotto i portici
a respirare l’odore della notte.
Camminerò lungo le ore vuote
cercando il tuo volto tra i passanti
e sognerò di incontrarti sopra il ponte
per raccontarti la mia malinconia.
Poi siederò ad aspettare il tuo ritorno
nei pomeriggi limpidi di ghiaccio
e fingerò di ingannarmi coi ricordi
finché vedrò riaccendersi i lampioni
e lente scie di fanali per le strade
come lumini a seppellire il giorno.
Allora mi alzerò e sarà un istante
nemmeno il tempo per rabbrividire:
poi su dal fiume tornerà la nebbia
ad inghiottire tutto, anche il dolore.

All’alba del nuovo giorno

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Ci ritrovammo
a parlare per delle ore,
in una lunga notte
di fine estate.
Una scintilla
all’improvviso
s’illuminò,
facendo incontrare
le nostre anime.
Col desiderio
di un istante infinito
per la sua meraviglia,
restammo svegli
fino all’alba,
affinché,
con la luce del nuovo giorno,
un amore profondo
potesse nascere.

Alla Musa

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Da un libro spoglio d’anima
ti trassi,
e provai quella gioia fiabesca
che da noi non si sa chiamare con alcun nome

Amore di Marzo

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Sorpreso dalla vita arrossisce il tuo viso
seppur l’animo cerchi di celare quel sorriso
come il sole di Marzo,
che nasconde il suo tepore
dietro le nuvole
di cui il cielo è ancora intriso.
E’ il gioco della vita,
il mistero esistenziale,
che svela il nostro amore
attraverso un temporale

I monaci dalle tuniche rosse: le tuniche dell’amore

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Birmania: la giunta di Rangoon ha bloccato il web.
A causa di “un danno ad un cavo sottomarino” afferma un responsabile locale delle telecomunicazioni. Certo, un danno ad un cavo marino…

Un Paese oscurato dunque. Un Paese senza più respiro. Ma i soldati hanno deposto le armi e si sono inginocchiati di fronte ai Monaci  buddisti.
 
Come non inginocchiarsi di fronte a quelle tuniche rosse, rosse del fuoco d’amore, della spiritualità, della saggezza, dell’innocenza. Della purezza. Quella purezza che si può ritrovare solo negli occhi dei bambini, ancora ignari delle asprezze e della crudezza della vita. Quella purezza che si può ritrovare solo nei santi che hanno un filo diretto con il Demiurgo di questa immensa creazione che è la vita. Tuniche rosse come un cuore, come l’amore che, soffio vitale, scivola sul mondo e conserva e preserva la vita.
 
Monaci dalla tunica rossa, la tunica della speranza, della giustizia, della verità. Noi tutti ci inchiniamo. Trionferà il rosso della fede.

Argento (Arguron)

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Quest’uomo
ha occhi d’ambra liquida
e un sorriso da satiro
che viene dal Tempo,
e da quella terra
ove Marsia rideva
e gli dei consumarono
le loro battaglie.
Sulla sua pelle
un dio fra i tanti
stampò un arcipelago
di piccole isole,
di giorni e di nomi
che egli già conosce,
e ha attraversato
prima di approdare
sul margine inesplorato
del mio abisso.

Quest’uomo
si aggira cauto
come forestiero
tra dedali ombrosi
che passi di donna soltanto
nell’alba ospitarono,
tra le macerie di qualche amore
e una galleria di stinti ritratti
requiem per sogni
appena sfiorati.

Quest’uomo,
che crede nel destino
tra le sue mani stasera
culla la mia vita
ed i frammenti aguzzi
ad uno ad uno compone,
su trame di cristallo levigate
da una beffa di venti
e da quell’onda,
che dono imperscrutabile
e insidiosa compagna
fu al mio andare.
Inatteso il suo nome tintinna
- moneta d’argento -
sul duro selciato dei miei giorni.

Ad A.

Capiscimi

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In silenzio
piango
richieste d’aiuto.

Il tuo abbraccio
mi avvolge.

Senza chiedere.

Mi nutri
d’Amore.

Marea

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Tu, marea
che plachi le tormente,
vesti gli scogli con le tue carezze.
Profondo e traditore è il cuore,
fragile e gonfio di nostalgie
se non sente il tuo abbraccio.
Nudo è il corpo e muto,
e agogna paramenti e parole
che tu sola puoi restituire.

Tu, marea nutrice
dai forza alla mia corteccia
adorna solo di fuscelli inariditi,
screpolata dai troppi pianti
cui solo la Signora delle Notti
- serafica amica! – risponde.
E a Lei racconto che ti amo.
A Lei, paladina del nostro amore.

Sei tu, mia marea,
mia forte marea,
che bramo senza posa.
E anche nella tempesta,
avvolta in te divento feconda
tetragono alle sferzate del vento
e ansa ai colpi dei tuoi flutti.
Tu, mia marea,
tu, mia onda.

 

Non scrivo poesie

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Non scrivo poesie

tra pentole e caffè

sulle sedie

rigide della cucina

e nei panni

buttati nel bagno.

 

Mi muovo solitaria

nella preghiera

dei giorni di casa

fra gesti precisi

felici

della mia abitudine.

 

Così sudo e consumo

la fretta delle ore

che stridono

musiche alla sera

per la cena

di ogni giorno.

Marni © Copyright 2006

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Lasciati sfiorare lieve
dal tocco
della mia anima
 
Ti indicherò
strade sconosciute
 
Ti insegnerò
a camminare
per sentieri ignoti
 
Sarò brezza leggera
di mattino
su mare increspato
 
Sarò soffio leggero
di sera
su foglie addormentate
 
Sarò luna piena
di notte
a rischiarare il buio
 
Sarò amica
e compagna
 
Sarò sorella
e amante
 
Insieme viaggeremo
verso cieli inviolati
verso strade impervie
e salite scoscese
 
E io sarò al tuo fianco
senza timore alcuno.
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silenzi d’amore  ..

erosa è la pietra dai flussi del vento
è sogno interrotto nel bianco del tempo
è un bimbo che eleva lo sguardo smarrito
è il fiore che chino già sembra appassito ..


è il dolce ritorno agli albori del sole
son piccole storie .. silenzi d’amore
è il battito d’ali di un cuore che sa
che un soffio d’amore per sempre vivrà ..


vocedelsilenzio

( immagine tratta da lunarchives.com – sunflower )

Desiderio Semplice

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Non posso amarti, ora.
Perché ancor non ti conosco,
e non so quale sia il tuo viso,
o il tuo sguardo riverso nel mio.
E perché il tempo non è trascorso,
il sogno non è ancora realizzato,
il desiderio è appena accennato,
ed io non ho udito la tua voce.
 
Non saprei come amarti, ora.
Perché sono solo un sorriso futuro
nella vita che desideri e sogni,
come tu sarai il sorriso della mia.
E non importerà se litigheremo,
se avremo opinioni diverse,
e se sarò geloso di te, tu lo sai,
perché alla fine anche tu mi amerai.

Non so cosa voglia dirti amarti, ora.
Ma amo già ogni tua dolce espressione,
i tuoi occhi di sconosciuto colore,
e quei capelli dipinti nell’immaginario.
Amo il tuo darmi contro nel sereno,
o il tuo abbracciarmi nel pianto,
amo quel tuo sorridermi sotto la pioggia
ed il tuo essere indipendente, prima o poi.

Non so amarti ma lo farò, ora.
Eppur non riesco ad immaginare l’emozione
dello  stringerti tra le mie braccia,
e sentirti abbandonare, sospirare
sicura di ogni mio gesto, certa di me.
Non riesco ad immaginare nulla
che possa avvicinarsi all’Amore
che proverò quando mi chiamerai "papà".

L’incontro

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Ti aspetto nella mia città
con l’abito nuovo e fluttante
I miei lunghi capelli volano
insieme alle emozioni
e
mi fanno sentire più bella.
Ti vedo
vedo le tue sembianze
il tuo sorriso
il tuo modo di fare
e dimentico il mondo.
Un bacio
una carezza
e
scompaiono delusioni,
amarezze
ansie
che cerco ovunque in me
ma non riesco a trovarle.
Sono in un volo nell’Uninverso
la luce della luna
rende tutto fantastico.
e tu
mi avvolgi e mi rassicuri.
E i miei capelli volano ancora di più.

Ti dipingo un mondo a colori

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photo «some red's glow»

Se il mondo
fosse una tela bianca
vorrei dipingerlo per te.
Traccerebbe il pennello
un orizzonte lontano
dove campeggia
il sole del tramonto
che si specchia dritto nel mare
e poi s’incresperebbe appena.
Un altro pennello
colorerebbe le scogliere
sul mare, la sera.
E riflessi infiniti
a pelo d’acqua.
Poi, in piccole linee scure,
vedresti un gabbiano volare.
In mezzo al mare
uno scoglio, e su di esso
la silhouette di un faro.
Il fascio della sua luce,
tu seguilo, ti indicherà la rotta.
E colori su colori,
perchè vorrei tu fossi felice.
Felice di poco,
anche di niente,
di una tela bianca
che è un piccolo mondo
dipinto per te…