I – Il tempo dei tulipani

Accolsi la notizia senza batter ciglio. In fondo, lo sapevo già. E non da ieri. Mi consegnò le carte scusandosi per la brutalità. Gli sorrisi, quasi senza imbarazzo. Mi alzai dalla seggiola e gli strinsi la mano salutandolo. Andandomene ripiegai con cura quelle cartelle e le infilai nella borsa. Senza guardarle. Tanto non ci capivo nulla. In quei numeri e tra quelle righe c’era un pezzo della mia vita, quello che non capivo e che in fondo fino a quel momento non mi era appartenuto. Il suo tono sicuro e i suoi occhi tranquilli mi dicevano già tanto. Non c’erano dubbi, la sua diagnosi era azzeccata. Anche il suo imbarazzo me la confermava. M’infilai nell’ascensore, sperando di essere sola almeno in quel momento. Il corridoio era troppo lungo e la gente troppo qualunque. Mi sentivo quasi soffocare. Mi accorsi di avere un passo troppo svelto mentre uscivo fuori all’ aria aperta. Il sole di aprile mi accolse accecandomi e feci fatica a ricordare dove avevo parcheggiato. Entrai nella macchina con un senso di sollievo e, sedendomi, mi accorsi di essere sudata. Aspettai un attimo prima di mettere in moto, ma poi mi avviai, confondendomi nel traffico di città. Era l’ora di punta ed era difficile pensare, riflettere. Negozi, semafori, ragazzi con lo zaino, donne con la carrozzina, anziani con la busta della spesa, gente tranquilla su e giù. Mi avviai verso il parco, camminando piano lungo il fiume.
Lì c’era poca gente a quell’ora. Parcheggiai e mi avviai a piedi lungo il viale. Un manto giallo di tulipani in fiore riempiva il verde delle aiuole ai piedi degli alberi folti avvolti nel canto degli uccelli. Era tutto stonato. lo ero stonata. In quell’ allegra melodia che non cantava per me. Camminavo stanca, le mani nelle tasche del leggero paltò grigio pesca.
Guardavo verso il fiume. Piccole canoe scivolavano sull’ acqua e le anatre starnazzavano allegre. Troppa luce in quel mattino d’aprile. Trovai una panchina vuota; su tante c’erano coppiette. Mi sedetti, frugai nella borsa cercando le sigarette. Sbuffai fumo in quell’aria pulita e mi sembrò di dissacrare il candore di quel mattino, di quel sole, di quel canto di nidi. Lo cercai dentro di me quel candore, ma non riuscivo a trovarlo. Lo sguardo cercava l’orizzonte, mentre un groppo arrivò improvviso e violento fino in gola. Lo rimandai giù sperando che nessuno si accorgesse… Certo, non era quello il luogo ideale per raccogliere i propri pensieri, ma sarebbe stato un vero peccato perdersi quella mattinata di sole.
Infilai gli occhiali scuri, perché l’occhio lacrimava e non certo per il sole. Ma i bambini giocavano poco lontano da me, rincorrendo un pallone che rotolava svelto nel verde fresco dell’ erba.
Mentre tornavo verso la macchina il telefono mi squillò nella borsa. Quasi non volevo rispondere.
Lo presi, pigiai sul verde e una voce metallica mi fissò un appuntamento per il giorno dopo alle sei.

IL TEMPO DEI TULIPANI di Rosa Perrone – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2011 pag. 48

Il commento di NICLA MORLETTI

“Che strano, basta fermarsi un attimo per vedere il film della propria vita. A colori e in bianco e nero” scrive l’autrice. Ed è proprio così: basta un attimo. Il tempo dei tulipani è un libro che cattura il cuore. Impeccabile il tessuto narrativo, ottimi lo stile ed il contenuto. In esso sono racchiusi i sentimenti più veri, le emozioni più forti e tutti i colori della vita. Anche quelli dell’amore. Si tratta della storia di una donna che, da sola, si trova a combattere con una malattia che non dà tregua. Da qui la sofferenza, il dolore e il senso di abbandono. Ma, all’improvviso, due occhi azzurro mare ed un grande amore le riempiranno di gioia il cuore, dando di nuovo vita alle sue giornate. Un messaggio salvifico e meraviglioso si leva da queste pagine dense di lirismo che ci condurranno lungo un viale costeggiato da tulipani gialli verso una vita nuova.

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6 thoughts on “Il tempo dei tulipani di Rosa Perrone

  1. Un libro che ti cattura fin da subito, una storia coinvolgente dei nostri tempi, che nonostante le brutture della vita ti fa assaporare il piacere delle piccole cose, la natura, il raggio del sole del mattino, la quiete del parco, la serenità dei bambini che giocano felici e indisturbati.
    Dalle prime parole, si cela un senso di angoscia che opprime la protagonista con un nodo in gola che sale e che cerca di mandar indietro.
    Tante emozioni insieme si riscoprono, leggendo questa anteprima.
    Mi piacerebbe tanto leggere il seguito.

    1. Ho ricevuto la copia omaggio del libro. Mi riservo di esprimere un commento più approfondito una volta averlo letto.
      Ringrazio l’autrice e la redazione per la copia omaggio!

  2. Un titolo bellissimo e poetico che non fa presagire la dura realtà che la protagonista deve affrontare.
    Un tema attuale, un racconto che potrebbe aiutare chi vive questi momenti.
    Spero di poter avere il piacere di leggerlo.
    Complimenti all’autrice.

    Stefania C.

  3. ahimè questo è il male di questo decennio..mi piacerebbe leggere il seguito di questo libro..purtroppo o direttamente o indirettamente siamo tutti stati avvicinati a questo male..

  4. Una dura realta’ con cui combattere, il cercare la forza di andare avanti per vincere qualcosa che tenta in tutti i modi di annullarci… un libro duro e intenso, ma che vorrei tanto avere la possibilita’ di leggere per intero!!

  5. Rosa Perrone ci narra l’ angoscia di una donna alle prese con una malattia trementa, il tumore.
    E tratteggia quasi la sua indifferenza, tanto e’ distrutta psicologicamente.
    Si, tal volta il dolore distrugge il nostro conscio da generare – inconsciamente – una difesa illogica nella sua brutalita’.
    E qui dovrebbe scendere in campo la fede.

    Gaetano

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