Prologo

Un gruppo di ragazzi di varie nazionalità, confluiti a Bruxelles per gli imminenti campionati europei di nuoto – categoria master – sta pasteggiando tranquillamente in un ristorante di rue du Lombard, nei pressi della Grand Place, quando un improvviso blackout interrompe l’allegro vociare e il ritmico tintinnio dei brindisi. Trascorrono vari minuti senza che la luce ritorni e, passato il primo momento di chi approfitta della situazione per mettere in atto scherzi vari ai danni del commensale vicino o pomiciare con la propria partner o aspirante tale, inizia a serpeggiare una sottile preoccupazione specialmente in coloro che soffrono di fobie e sensazioni di soffocamento varie connesse all’imprevisto evento.
Repentinamente, così come se n’era andata, la luce ritorna ma gli astanti s’accorgono con stupore misto a sgomento che … il panorama intorno a loro è radicalmente mutato: infatti si trovano come sospesi in un cielo stellato che la fa radicalmente da padrone come scenario totalizzante, interrotto solamente da un grande tavolo circolare con delle sedie predisposte ordinatamente tutte intorno. Dall’alto inizia a calare una vecchia cornetta telefonica appesa a un lunghissimo filo di cui non si riesce, ad occhio nudo, a scorgere l’origine, che va delicatamente a poggiarsi al centro del grande tavolo rimanendo a lampeggiare armonicamente di una vivida luce biancastra, come ad indicare una comunicazione in linea. Lo sbigottimento generale si sta pian piano trasformando in panico come il montante mormorio lascia presagire, nessuno riesce ancora a metabolizzare il nuovo e inconsueto presente e, soprattutto, nessuno sa realmente cosa fare. A rompere gli indugi provvede Laure ROUSSEAU, una bella parigina castana di venticinque anni, studentessa di scienze politiche alla “Sorbona”, specialista dei 50 metri rana, che, timidamente ma in maniera decisa, si avvicina alla cornetta prendendola in mano con estrema circospezione, come per paura di ustionarsi.
«Pronto?» soffia delicatamente nel microfono.
Dall’altra parte del filo una voce stentorea ma leggermente metallica esclama: «Benvenuta a te che sei la più coraggiosa, ma avvisa anche gli altri che qui non dovete temere nulla. Siete finiti in una dimensione parallela alla vostra, senza tempo, esattamente nel mondo delle idee. Un cortocircuito trans-magnetico ha provocato questa sorta di black-hole in cui siete stati aspirati, cose che succedono talvolta. Qui non sarete afflitti dalle umane necessità, non avrete bisogno di mangiare, bere o dormire,  quindi sarete completamente liberi di pensare. Occorreranno circa sette dei vostri giorni affinché si ricreino le condizioni propedeutiche al ritorno nella vostra dimensione, intervallo (per me è difficile concepirlo in questo spazio) che impiegherete, dal momento che qui il fancazzismo è antropologicamente vietato e siamo, come ho detto, nel regno delle idee, per tentare di costruire ciò che nella vostra realtà ancora non esiste, per esempio un modello di convivenza che vi permetta di allignare uniti nella vostra bella Europa. Potete scegliere sette temi di discussione per finalizzare il vostro disegno e io darò ogni volta il mio giudizio. Buon lavoro ragazzi ed in quanto a me potete chiamarmi … il Negoziatore».

***
Dal libro Sette passi verso l’Europa di Pietro D’Amico – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2010 – p. 110

Il commento di NICLA MORLETTI

E se un giorno ci trovassimo catapultati nel “mondo delle idee”, improvvisamente sì, immaginiamo in un cielo di stelle, seduti ad un tavolo con una cornetta telefonica? E se dall’altro lato dell’apparecchio un “negoziatore divino” ci avvertisse che, prima di poter tornare alla nostra normale vita, sarebbe necessario affrontare una lunga discussione per trovare un modello di convivenza che ci permetta di vivere uniti nella nostra bella Europa? Che dilemma per noi sarebbe! Ci conviene leggere questo particolarissimo e interessante libro per saperne di più della storia. Ormai la curiosità si è fatta largo nella nostra mente. L’autore, non c’è dubbio, in questo romanzo che è anche metafora di vita, dimostra tutta la sua abilità nel narrare e creare con la fantasia situazioni che, tutto sommato, si possono riallacciare al nostro vivere attuale, affrontando temi quali la politica, la giustizia, la libertà e la tolleranza. Ottimo libro dallo stile sciolto, dinamico e moderno.

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4 thoughts on “Sette passi verso l’Europa di Pietro D’Amico

  1. Fantascienza ? Senz’ altro. Ma propedeutica.
    Pietro D’ Amico con ” Sette passi verso l’ Europa ” ci prospetta un tema di discussioni attualissimo.
    Come dovrebb’ essere l’ Europa per diventare la casa dei popoli e non dei burocrati ?
    S’ apre una laboratorio delle idee. A patto , pewro’, che ad esse seguano i fatti. Tanto difficile…

    Gaetano

  2. Un libro davvero diverso da solito, molto curiosa l’idea della dimensione parallela e l’affrontare tante tematiche insieme.
    Spero di avere il piacere di leggerlo!
    Cordiali saluti

    Stefania C.

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