Prologo

Vedo i fuochi alzarsi dalle colline, il nemico è stanco e la caccia è durata a lungo. Oggi daranno battaglia. Non c’è gloria, non c’è onore: il premio è la vita.
Gli ordini sono urlati per il campo, la cavalleria è nascosta tra gli alberi e gli uomini serrano le file, attendono. Il nemico è giunto al limite della radura, ci osserva in silenzio.
Prima uno poi due e, di seguito tutti gli altri, corrono incontro al proprio destino: il massacro ha inizio.
Ci chiamano distruttori, ma portiamo con noi conoscenza e strade e le aquile delle legioni. Oggi vincitori.
I secoli sono passati, la polvere ha coperto le nostre strade e lo morte ha sconfitto le nostre usanze. Erano barbari, ma oggi si fanno chiamare innovatori e con loro è il progresso, il cambiamento.
I popoli si susseguono ai popoli, ma la Terra continua ugualmente a girare. Il sole tramonta ogni giorno per risorgere ancora, credete che a loro importi?
Stupida razza l’uomo: corre, si affanna, annaspa per riuscire a prevalere sul proprio nemico così come sul proprio fratello, ma il trucco è proprio questo, il nemico non esiste, il nemico siamo noi ed il male che alberga in noi. Se riusciremo a prenderne coscienza e ad abbattere le barriere invisibili che ci dividono gli uni dagli altri ci sarà pace, ma le ere passeranno e nuove razze cresceranno.
Altri secoli sono trascorsi e la storia dei nostri padri parla ancora ai nostri sordi orecchi. Il sole ha continuato a sorgere, ma niente è più come prima: le maree sono cambiate, gli oceani si sono riversati e nuove terre sono emerse, nuove macchine di morte l’immonda causa.
Le barbarie continuano, il nemico è arrivato al limite della radura, ci osserva in silenzio. Prima uno poi due e di fila tutti gli altri corrono incontro al proprio destino: il massacro ha inizio.

***
Dal libro Il prezzo dell’odio di Pierluigi Curcio

Prologo


Vedo i fuochi alzarsi dalle colline, il nemico è stanco e la caccia è durata a lungo. Oggi daranno battaglia. Non c’è gloria, non c’è onore: il premio è la vita.

Gli ordini sono urlati per il campo, la cavalleria è nascosta tra gli alberi e gli uomini serrano le file, attendono. Il nemico è giunto al limite della radura, ci osserva in silenzio.
Prima uno poi due e, di seguito tutti gli altri, corrono incontro al proprio destino: il massacro ha inizio.

Ci chiamano distruttori, ma portiamo con noi conoscenza e strade e le aquile delle legioni. Oggi vincitori.

I secoli sono passati, la polvere ha coperto le nostre strade e lo morte ha sconfitto le nostre usanze. Erano barbari, ma oggi si fanno chiamare innovatori e con loro è il progresso, il cambiamento.

I popoli si susseguono ai popoli, ma la Terra continua ugualmente a girare. Il sole tramonta ogni giorno per risorgere ancora, credete che a loro importi?

Stupida razza l’uomo: corre, si affanna, annaspa per riuscire a prevalere sul proprio nemico così come sul proprio fratello, ma il trucco è proprio questo, il nemico non esiste, il nemico siamo noi ed il male che alberga in noi. Se riusciremo a prenderne coscienza e ad abbattere le barriere invisibili che ci dividono gli uni dagli altri ci sarà pace, ma le ere passeranno e nuove razze cresceranno.

Altri secoli sono trascorsi e la storia dei nostri padri parla ancora ai nostri sordi orecchi. Il sole ha continuato a sorgere, ma niente è più come prima: le maree sono cambiate, gli oceani si sono riversati e nuove terre sono emerse, nuove macchine di morte l’immonda causa.

Le barbarie continuano, il nemico è arrivato al limite della radura, ci osserva in silenzio. Prima uno poi due e di fila tutti gli altri corrono incontro al proprio destino: il massacro ha inizio.

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