Improvviso profondo... di Miriam Luigia Binda

Filastrocca filosofica

Giunto è il dì della festa
i clamori dell’alba
tinsero il mondo….
Parmenide disse che non muta niente
ed Eraclito l’oscuro
pianse mille volte nel fiume in cui non ci si bagna due volte
Omero inventò Ulisse
un mito quando disse “Nessuno sono IO”
Omero aveva già capito l’oracolo del destino
il fato ci sorprende quando l’uomo dice di essere niente!
Quando i Dori invasero il campo
Atene era già fiorente ma di Socrate non gliene fregava niente
la Verità fu condannata
di Lei Platone scrisse che era un Bene quando si sacrifica ogni
piacere.
Aristotele fu più cauto visse all’ombra del Grande Saggio
la filosofia era nata, dal suo Organum era cominciata
Oh natura, svela il mistero dell’esistenza fisica perché dell’anima
essenziale
non vi è dubbio che sia immortale!
La metafisica pagana soffrì l’avvento dell’epoca cristiana
Roma, intanto si faceva strada
tripudio di odio e potere divenne culla di ogni sapere.
L’impero in Oriente distrasse la scuola di Platone
ma il savio Seneca, da lì trasse consiglio per decantare
al popolo le virtù d’un vero stoico.
Sacrificati furono i presagi orfici, gli epicurei democritei
e coloro che di minima esperienza vissero nell’indecenza.
Le virtù consacrate al potere vennero amministrate dalla Chiese.
Ed i Re, come tutti sanno, fecero la corte ad ogni Papa Santo. Sant’Agostino più di ogni altro Padre, fu riverente col mondo antico
la Verità non era male se il Sommo Bene andava a cercare! La filosofia con il tempo si accese in un miscuglio d’ermeneutica e potere.
Orsù signori! Non sia mai detto che l’Illuminismo con Cartesio ha fatto effetto
solo più tardi, la storia ci insegna, l’apologia della tecnica e della scienza.
Perché no? Gridarono alcuni dagli alti laboratori la mente è laida ma così sublime la si può usare per un giusto fine!

Il pensiero anche il più esatto non trova mai un mondo perfetto.

Giunto è il dì della festa
i clamori dell’alba
tinsero il mondo.
Strana ma vera la curiosità
assapora l’origine
come zucchero sulle spine.
Sui rovi creature cieche cantano il divenire.

***

Caronte

La vita inconsapevole di divenir mortale
è un viaggio nella guerra
combattuta dall’Ego sulla terra.

Tutto tace qualor si dicembre
è la morte a parlare
ma lei ci sorride negli occhi
con voce d’aria nelle ore nuove
rinasce l’alba.

S’avverte qualcosa di grande
un timido raggio di sole si leva…
sfuma la bruma, inizia la veglia suprema.

O Caronte afferra l’attimo fuggente
tra gorghi di luce inabissato
e queste lacrime versate con il pianto
alla meta eterna conducano senza peccato

che sia vela così la tomba
e la tua barca l’anima beata!
Così nei cieli finalmente aperti
siano i cancelli su questi giorni bui e maledetti.

***

La forza della terra
(La primavera – Botticelli)

Nella buia caverna
cresceva un diadema
di minuscole stille
d’acqua chiara
da secoli indurite
in calici lucenti.

Zefiro sonnecchiava
riposava, sulla stuoia
intrecciata da fili di luna
non conosceva il giorno
dormiva in un sogno
mai desto di piacere.

Se l’incantesimo di
strega chiude il principe
in una teca
anche Zefiro incosciente
pareva imprigionato
in steli algidi di pietra.

Nel tempo un prodigio!
metamorfosi di stalattiti
come cera disciolta
la tiepida goccia
svegliava Zefiro.
Uscì dalla grotta
coi suoi venti
si mise ad alitare
sui monti e nelle valli.

Dall’essenza esalata dai muschi
risorse la florida Flora
con le sue spore
la forza della terra
rinverdì la gelida caverna
quando venne primavera
nei campi nacquero dorate spighe
fiori d’ogni genere e colore.

Zefiro non fu più solo
in un fluire d’acque
trasparenti e gaie
sui fianchi di Flora.

***

Dal libro Improvviso profondo… di Miriam Luigia Binda.

© 2009, Blog degli Autori. Tutti i diritti sono dei rispettivi autori dei contenuti

3 thoughts on “Improvviso profondo… di Miriam Luigia Binda

  1. Versi caratterizzati da una sobrietà così densa e intelligente che anticipa il sentire nel dire….e poi la forza della terra contiene sempre quei cari riferimenti al mio amato Botticelli (almeno mi pare) peccato la lontananza. Simo ,

  2. Come sempre forte e particolare. un modo per fare lezioni di flosofia grazie all’immagnazione che soprattutto nella prima diventa anche poesia morale ma si puo’ dire? . Gianco, Chiara

  3. Molto originale la forza della terra perchè ritrova anche degli spunti molto antichi che possono essere insegnati senza peso ai ragazzi. buon lavoro e grazie

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