30 giugno 2008. –

“Ma stai scherzando?”
Alida non sapeva cos’altro scrivere in quel sms del cavolo.
Quello era l’ultimo bidone che avrebbe ricevuto da quello stronzo di Luca.
Era talmente arrabbiata, soprattutto con se stessa: di nuovo in quella situazione del cazzo!
In un parcheggio su una strada provinciale per incontrare un ragazzetto … sì perché il caro Luca è più giovane, dieci anni più giovane!
Alla mia domanda: “sono davanti alla gelateria tesoro, dove sei?». ha risposto un laconico: “io purtroppo sono a letto”.
Se l’avessi avuto li, davanti a me, l’avrei ucciso: un bel colpo in fronte… bella la pace nel mondo però, se ti si tratta così, non si è autorizzati a tutto?
Una rabbia mi montava nello stomaco, mi venne perfino mal di testa.
BASTA!
Guardai l’orologio nel cruscotto: l’una di notte. E adesso? L’idea di tornare a casa e andare a letto in quello stato… No, non avrei chiuso occhio fino all’ora di andare in ufficio… Tamburellavo le dita sul volante della mia Yaris nera.
Niente da fare: avevo passato in rassegna gli spasimanti e le amiche … di martedì sera, anzi notte! Mi avrebbero assunta come bersaglio per le freccette.
Dovevo assolutamente cercare un valido sostituto, almeno trentenne, santo dio!
Ne avevo appena compiuti trentotto, forse trentaquattro era il numero giusto. “Quelli” più grandi non mi avevano mai attirato… Istinto materno? Scarso.
Una madre non avrebbe MAI avuto i pensieri calienti che ho io quando incontro certi giovani!
Una predisposizione innata, la potrei definire così.
Infilando la chiave nella porta del mio appartamento, la rabbia tornò a salirmi dentro. Non mi vergogno: mi scese pure qualche lacrima.
Non accesi nemmeno la luce, tentennando mi schiantai sul divano. Allungai il braccio e accesi la lampada sul tavolino a sinistra.
Dovevo decidermi a cambiare arredamento, Stefano se ne era andato ad abitare dall’amante così in fretta che aveva lasciato il tavolo, la parete attrezzata, troppo moderna per i miei gusti… Dovevo chiamarlo: che se li venisse a prendere una volta per tutte…
Mi struccavo e, nello specchio del bagno verde come la mia bile, vedevo solo possibili piani e tecniche per fargliela pagare… l’indomani avrebbe mandato il suo solito sms predefinito: “buon giorno ti mando un dolce bacio”… senza ritegno!
All’improvviso ritrovai la serenità grazie a un sano e incontrastato “chi se ne frega”, accompagnato da un piccolo “Vaffa!”.
Finalmente un sonno lungo e senza sogni, né erotici né criminali.

«Alìda! Sei bellissima stamattina, è successo qualcosa che non so?». Dal tono era chiaro che Chiara non si sarebbe arresa facilmente.
Eravamo colleghe nell’ufficio del notaio Bruno Falasco di Rovigo. Amiche, ma non “intime” amiche. Non sapeva di Luca e mai gliene avrei parlato.
«Anche tu non sei male, Chiara!». risata, amara la sua per la verità «non è successo niente di speciale, ho riposato bene.
Non sai che dormire fa più bene di tante creme, tesoro?».
«Ormai ti conosco … non te la cavi così, ne parliamo più tardi … ».
Fortunatamente in ufficio si doveva lavorare, la battaglia era rimandata.
A pensarci era assurdo ricevere complimenti il giorno dopo il bidone! Il mondo si era capovolto!
Con tutti quegli uomini che frequentavano l’ufficio, era paradossale che non riuscissi a trovare l’uomo giusto, il principe azzurro.
Forse non dovevo cercare, mi avrebbe trovata lui. In doccia come il killer di Psyco!
Svolgevo il lavoro come un automa. Non vedevo l’ora di uscire a prendere un po’ d’aria e un caffè. Sarebbe servito corretto, ma mi sarei accontentata di un po’ di latte. Riuscii a evitare Chiara anche durante la pausa pranzo. All’uscita però tornò all’attacco.
«Senti Chiara, sto bene, non ho novità degne di questo nome, tu piuttosto? ». dissi ostentando dolcezza.
«Io tesoro? Lo sai, il solito tran-tran: marito, due figli adolescenti. Sono viva per miracolo! A volte ti invidio… non fraintendere: con Giacomo va tutto bene, ma a volte mi sento ingabbiata. E tu diventi il mio miraggio…».
«Chiara, ci prendiamo un caffè?». le chiesi rassegnata.
Accettò con piacere, andammo nel bar più vicino all’ufficio.
Eravamo di casa. Ci sedemmo fuori. Mauro, il cameriere, venne subito, poco dopo i caffè fumanti ci stavano davanti con qualche biscotto.
Iniziai io a parlare perché mi sembrava che si fosse pentita di avermelo detto.

***

Dal libro Fino alla fine di Marzia Santella – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2011 p. 187

Il commento di NICLA MORLETTI

Un romanzo molto attuale, con storie spezzate, storie dinamiche, vicende nuove. Protagonista è la trentottenne Alida impiegata presso lo studio di un notaio. Un po’ di tristezza, un pizzico di monotonia, girandole di emozioni e, all’improvviso, conoscenze nuove e inaspettate che cambieranno il modus vivendi della nostra protagonista. La trama del romanzo è senza dubbio realistica e molto verosimile, il linguaggio appropriato, lo stile moderno e scorrevole. Viene desiderio di leggere sì, sin dalla prima pagina e fino all’ultima, con il fiato sospeso!

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8 thoughts on “Fino alla fine di Marzia Santella

  1. Letto e riletto…ma splendido come pochi…un romanzo scritto benissimo…Complimenti alla splendida Marzia…

    Roberto

  2. Iniziai a parlare io… la voglia di leggere tutto e’ troppo forte, di entrare nelle confidenze di questa donna, di conoscerne l’esistenza, i segreti… mi piacerebbe proprio poterlo leggere completamente questo libro, ritengo che sia davvero scorrevole e piacevolissimo!!!

    1. Gentilissima Fiorella,
      Grazie di cuore per il tuo commento mi ha fatto un grande piacere. Il libro è disponibile nelle librerie on line da ibs a bol. it dea store. Ti auguro il meglio e spero di risentirti presto.
      Marzia.

  3. La provincia italiana e’ ancora protagonista nel romanzo di Marzia Santella: Coi suoi profumi di quotidianita’, miscelati, tal volta, alla noia del vivere.
    Alida cerca il grande amore dopo un amore spezzato. Chiara cerca un’ emozione che incendi lil suo tran tran famigliare.
    Troveranno un briciolo di felicita’ ?
    Ai lettori la risposta.
    Uno schizzo sulla scrittura. Immediata, incisiva e colloquiale. Lontano anni luce dall’ ottocentesco periodar. si lungo e barboso.

    Gaetano

    1. Grazie Gaetano,
      E’ proprio così la vita qui in provincia…spesso noiosa I sentimenti come unico appiglio per raggiungere un attimo di felice vivacità.
      Grazie per aver colto così bene e per le tue belle parole per me.
      Un abbraccio dalla provincia ! Marzia.

  4. Da quanto scritto in queste righe mi è parso un romanzo molto interessante…
    Ora sono curiosa di sapere come continua la storia…

    1. Ciao Barbara, grazie! Spero che tu scopra la fine di “Fino alla fine” ! Fammi sapere cosa ne pensi, mi farebbe piacere.
      A presto, Marzia.

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