Il mio stile di osservare la natura e i comportamenti degli uomini mi porta quotidianamente a fare delle riflessioni interessanti.
In questo periodo storico sono letteralmente bombardata da informazioni che riguardano catastrofi naturali (il dissesto ambientale sembra arrivato nel  punto di non ritorno),  violenze inaudite (figli che ammazzano genitori e viceversa, delitti efferati in ambito familiare, stupri e pedofilia),  tanti conflitti di comunicazione dettati da interessi privati (vedi la politica), o scaturiti dal bisogno di prevalere, prevaricare per schiacciare qualcuno;  tutto questo inevitabilmente mi rattrista,  mette il malumore e mina alla radice la mia fiducia nell’universo e nelle cose belle che ci sono.
Il brutto, il negativo, il peggio che c’è nel mondo mi viene buttato addosso, non occorre che  lo cerco, anzi, anche volendo non me ne posso liberare. Le notizie del TG e dei giornali sono di una violenza unica ed entrano nelle mie orecchie dalla porta principale, la sfondano.
La conseguenza è che vengo a volte travolta da questa ondata di negatività che in qualche modo condiziona i miei comportamenti, affievolisce i miei slanci, appesantisce le mie ali rendendo il volo più faticoso, pesante, incerto, non armonico.
Poi mi giro intorno e incomincio ad osservare il mondo con l’occhio attenta della ricercatrice, di colei che vuole assolutamente qualcosa di positivo e valido per affiancare, rinforzare le decisioni da prendere, per vivere quotidianamente una vita di qualità.
Ho trovato! L’atteggiamento adatto e giusto è quello del cercatore di funghi!
Il “fungarolo” infatti, decide consapevolmente quando andare a raccogliere funghi, (cioè sceglie il momento in cui vuole per sé  il “buono” che c’è nel bosco)  e si prepara all’operazione nel migliore dei modi con l’intenzione di riuscire positivamente e desiderando il massimo del risultato possibile.
Prende la macchina perché deve necessariamente percorrere un po’ di strada per arrivare al limitare del bosco, parcheggia l’auto, si arma di tutto il necessario, cioè  di stivali, coltellino, cestino e impermeabile per l’umidità e l’eventuale pioggia che potrebbe incontrare. Infatti i funghi si raccolgono non in agosto, ma in autunno dove ogni nuvola passeggera può scaricare all’improvviso  la sua acqua sulla terra.
Si inoltra nel bosco non a caso, ma in maniera mirata sceglie sentieri e alberi precisi, cespugli particolari, nascondigli intrecciati dai rami, perché sa dove nascono e crescono i funghi che lui cerca, conosce nei dettagli il loro ambiente favorevole.
Se vuole le “mazze di tamburo” sa che è importante  guardare nel prato aperto, se il suo desiderio è trovare i porcini occorre che porti  esattamente l’attenzione ai piedi di qualche tronco di albero particolare e poi cercare  tra le foglie, nel cespuglio, perché è lì che crescono.
Incontra anche altri funghi durante il percorso,  li osserva attentamente, conosce la caratteristiche positive che devono possedere per essere commestibili e raccoglie soltanto quelli buoni, cioè sceglie consapevolmente e responsabilmente cosa fare.
Io faccio questo, vado in cerca del buono che c’è nel bosco della vita perché non è così evidente il bello, la preziosità, la positività e occorre cercarla con intenzione mirata, con gli strumenti giusti, con la pazienza e la fatica per coglierla, per farla mia.
Provo a smuovere le foglie secche che potrebbero nascondere noci, nocciole e funghi, nel senso che vado oltre l’apparenza, tocco con mano, cerco, rovisto finché non trovo il buono, il bello, perché sono fermamente convinta che in ogni cosa  e in ogni essere umano c’è del buono, del positivo, del meraviglioso, basta grattare la superficie più o meno spessa.
Anche nelle situazioni e in contesti particolari non sempre il bello è evidente, occorre addentrarsi e toccare con mano la realtà per  trovare la parte positiva e decidere di coglierla.
Lo stile del “fungarolo” è veramente interessante ed estremamente valido in ogni contesto.
Concentrare tutte  le mie energie verso un obbiettivo, facilita la sua realizzazione;  tener conto della esperienza acquisita nel tempo  accorcia notevolmente i tempi; usare la strategia giusta, senza dispendio di energia,  mi aiuta ad arrivare al traguardo più fresca e capace di goderne a pieno.
La cosa più importante è sapere cosa sto veramente cercando, individuare dove e quali strumenti usare per arrivare con successo.
Quando non ho un obbiettivo preciso da raggiungere, vale lo stesso concetto, agisco secondo la logica di ricercare comunque e sempre il  “meglio”  di ogni cosa, sia che lo trovi evidente e in vista, sia che lo debba cercare in mezzo a tanta confusione e negatività perché non voglio perderlo.
Quello che fa la differenza è sempre la volontà, la decisione, la voglia di trovare, ciò che desidero fortemente con tutta l’anima.

Immagine: Chlorophyll Free Landscape I – James Henry John Thompson

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5 thoughts on “Il fungarolo

  1. Bel racconto, bel messaggio. Il positivo che c’è attorno a noi ci aiuta a vivere. Basta coglierlo, ogni giorno, anche nelle più piccole cose. Certe volte basta un volo di farfalla o lo sbocciare di un fiore per farci capire quanto sia bella la vita.

    Un caro saluto
    Nicla Morletti

  2. Nella vita bisogna sempre ricercare le cose belle, quelle che danno speranza, e rifuggire quelle negative. Con gli altri bisogna sempre privilegiare quello che ci accomuna, e non ciò che ci divide. Solo così riusciremo ad essere felici. Il fungarolo, con le sue mani esperte e la pazienza nell’anima, riesce a trovare sotto le foglie e gli arbusti del sottobosco un dono unico che la natura ha confezionato per noi. Bellissimo racconto dall’intenso significato, Lenio.

  3. un grazie intenso a Nicla e alla redazione per aver pubblicato queto mio pensiero, questa mia “ri-lettura” della vita e della ricerca del buono che c’è ovunque. Basta cercare con intelligenza e soprattutto con il cuore aperto….. e inevitabilmente il positivo che è intorno a noi si rivela e ci aiuta a stare meglio.
    un abbraccio a tutti coloro che mi leggono e che vogliono conoscermi anche tramite il mio sito.

  4. Già , oggi la tecnologia con le dure verità, vuol defraudare ad ogni costo i sentimenti, facendoci sentire quasi protagonisti di tutto ciò che è negativo. Per fortuna esistono persone che non si lasciano trasportare dalla confusione, che vivono alla ricerca della semplicità come fa il “fungarolo”.

    Complimenti!
    marinella (nonnamery)

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