Se tu sei Dio di Maria D'Ambra

PERDITA D’IDENTITÀ

Fra velo e veli contesi dallo strip
a Paris in guèapière e falpalas
ero ancora io ibrido genietto.
Quando i pennelli intrisi d’imperizia
scivolarono nel fascino di Montmartre
c’ero ancora :Narciso più che mai.
Un istante ancora e Narcise smise d’ammirarsi,
scellino bucato nell’acqua della Senna.
Marie fu seulement perdutamente amour:
perse la tête per la douce langue
pour la France
e pourquoi non?
per l’elegance dell’homme presque marron glacé.
***
Divenni Juliette noire sottobraccio a Sartre,
bianco e rosa nei petali di Renoir,
e viola,quasi glicine di paradiso,
sotto il parasole frou frou di Degas.
Traslai Monna Lisa a le Folies Bergeres
e sulla Vie en rose di Edhit Piaf
volteggiai fra le braccia di Delon
intrisa dagli aromi di Chanel.
***
Durante la magia del Louvre
fra elisir di trine e merletti ero aigrette
e mi spencolavo Urlo dall’Eiffel.
La petite fille di Gilbert e Montand
ora s’appelle mademoiselle Giselle
firmandosi Monet Manet Lautrec.
***
Fra i girasoli di Van Gogh
mi ritrovai appassito crisantemo.
Poi il tonfo.
La tela dalla grana très chic
si nega al clichè e si rifugia plissè.
Né Marie né D’Ambrà.
Semmai
firmarsi tomber de style, fiasco, falò
o
cadeau pour la “pattumiere”.

***

ME LO POTEVI RISPARMIARE

Angeli
non ne incontro più.
A stento giungo al sole
per stramaledirlo.
Passo dal mercato degli schiavi
mi soffermo nel reparto usa e getta
faccio un salto da Trussardi.
Arrivo a me
timido leone davanti agli affamati
alla scelta del lucido suicida
all’ingratitudine,
la mia.
***
Ti sono grata per le mani: t’imploro.
Mi hai fatto mortale: Grazie.
Ma il cuore
me lo potevi risparmiare.

***

SPOSA DI COLUI

Lancio fiori d’arancio sull’Alzheimer
e pure sul messale
quando sto
per tagliare il filo
che mi lega all’animale uomo.
***
Ogni livido sale
sul Monte degli Ulivi
e, sposa di Colui che mi vuole in croce,
abbraccio anche il dileggio più spietato.

***

SE TU SEI DIO

Maestro
uccidilo
si porta via la volontà
per farmi dire: << sceglimi>>.
Caccialo
lo scomunicato
che si cela fascino subdolo nel messale.
Strappa lo scettro a satana
e a me un sorriso;
agisci prima che la gratificazione
s’identifichi col nulla.
Se Tu sei Tu
scendi
e prepara una minestra calda
ai bimbi che rincorrono valori
giocando con orsetti spelacchiati.
Dio,
se Tu sei Dio
fai che lucifero
riattacchi le piume alla colomba
e
d’ogni malinteso, fai un fiore.

***
Se tu sei Dio di Maria D’Ambra – Silloge inedita

Il commento di NICLA MORLETTI

La raccolta di poesie di Maria D’Ambra si presenta al lettore come un florilegio di sensazioni, emozioni, vibrazioni. Versi che, come pennellate, scivolano sul pensiero di Montmartre, catturano con la magia del Louvre fra trine e merletti, nel bianco e rosa di petali di Renoir, al profumo di Chanel in una Parigi avvolgente e magica. Maria D’Ambra, poetessa dal verso incisivo, va alla ricerca del sé e scava nell’anima delle cose. Alla sua fantasia poetica, ai suoi sogni, alla sua sensibilità sociale ed umana, sono legate la maggior parte delle sue liriche, quale limpida espressione in un amorevole istinto creativo. Una poesia che è permeata da profondi concetti sociali, fra cui aleggia come per incanto la parola amore. Versi rapidi e moderni, concetti precisi che osannano la vita, tra le cui pieghe si può trovare ancora un fiore e un raggio di sole.

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4 thoughts on “Se tu sei Dio di Maria D’Ambra

  1. Nelle poesie di Maria D’ambra si snoda il moderno itinerarium in Deum di un’anima appassionata,che,attraversando il dolore e le lusinghe del mondo, rivendica il diritto alla terrena felicità
    con piglio audace e brillante ironia.
    Altrettando audace e brillante è l’avventura della parola poetica che,originale,sontuosa,dal timbro inconfondibile,centra fulminea i suoi obiettivi peculiari: coinvolgimento,stupore,ammirazione.

  2. Le poesie della silloge “Se tu sei Dio” mi sono piaciute per l’originalità e per l’intensità del discorso rivolto all’amore e al sociale.

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