Dal Prologo

Roma, 27 Marzo 1979, ore 12,00.
Congiunzione allo Zenit del Sole che è appena entrato da cinque giorni nella Costellazione dell’Ariete (primavera, Rinascita), allineato con Mercurio (Intelligenza), la Luna (Maternità) e Marte (potenza), e quella che è la settecentosettantasettesima congiunzione di questi tre “pianeti” si trasforma in un passaggio epocale dall’Era dei Pesci all’Era dell’Acquario, dopo circa duemila anni, l’avvento del Portatore d’acqua, il Portatore della vita!
Quello che si profila all’orizzonte è la vera rivoluzione del XX secolo, giunta in punta di piedi, senza clamore né spargimento di sangue, dieci anni dopo le grandi rivoluzioni di costume della civiltà occidentale che l’avevano sommessamente preannunciata, come la New Age, venti secoli dopo l’inizio dell’Era dei Pesci che corrispose con la venuta del più Grande Rivoluzionario della Storia che aveva portato la Luce morendo come un Agnello sacrificato sul più nobile altare dell’Universo: la Croce!
In una piccola baracca sul fiume Aniene, affluente del Tevere, alle porte di Roma, vive una famiglia palestinese giunta clandestinamente in Italia pochi mesi prima; padre, madre e una figlia di 13 anni.
Improvvisamente, poco prima di mezzogiorno, si vede nel cielo sereno un gran bagliore, simile al precipitare di un grande asteroide, seguito da un forte boato, simile a quello che precede un terremoto.
Dopo pochi minuti, la bimba, che stava giocando sulla sponda del fiume, terrorizzata, si precipita nella baracca in preda a un pianto convulso dicendo di essere stata avvicinata da uno strano personaggio molto luminoso, quasi accecante, che le ha parlato di una profezia e di un bambino predestinato che deve nascere, mentre la madre e il padre cercano di calmarla.
Nei giorni successivi, la bambina incomincia ad avere strani malesseri: si interrompe il ciclo mestruale che era appena iniziato da pochi mesi, e incomincia a presentare tutti i sintomi di una gravidanza; sembra chiaro che la bambina non ha avuto rapporti sessuali con nessuno, nonostante abbia denunciato quello strano incontro, ma tutto sembra far pensare a un concepimento; i genitori sconcertati portano la bambina all’ ospedale più vicino, dove hanno la conferma che si tratta di una gravidanza, e i medici non sanno spiegare come mai la bambina possa aver concepito un figlio dato che risulta chiaramente anche dalle analisi la sua completa integrità, sia fisica che morale, pur dichiarando di desiderare il bambino fin dal momento in cui le è stata preannunciata la maternità.
Passano i mesi e il ventre della bambina cresce, fino ad arrivare verso la fine di dicembre, quando nella notte tra il 24 e il 25 viene presa da dolori improvvisi e mette alla luce in pochi minuti un bel Bambino maschio, costretta a partorire nella baracca stessa dove abita per non aver fatto in tempo a recarsi all’ ospedale lontano, ma per sua fortuna aiutata dalla madre che aveva avuto in gioventù esperienze ospedaliere nel suo Paese d’origine.
Nei minuti che precedono e seguono il parto, la baracca viene illuminata da una strana luce fosforescente molto forte, tale da far uscire tutti gli occupanti delle baracche vicine che pensano a un incendio.
Questa luce deriva dallo splendore abnorme di una stella nel cielo che sembra illuminare proprio quel luogo e che avvolge ogni cosa con un bagliore diffuso che appare riflettersi sugli oggetti circostanti.

***
Dal libro La terza alba di Marco Perrone – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2011 – p. 57

Il commento di NICLA MORLETTI

Un’opera che suscita interesse. Già il titolo: “La terza Alba”, è accattivante ed evocativo. La scrittura è chiara, snella, sempre tesa all’evocazione lirica. E fin dall’incipit il lettore attende qualcosa. Scorrono le righe, sfilano le pagine: cosa accadrà? E Marco Perrone riesce in maniera lodevole direi, a tenere ben desta l’attenzione del lettore. In una baracca vicina al Fiume Aniene, alle porte di Roma, vive una famiglia palestinese. Improvvisamente nel cielo un gran bagliore. Poi un boato… un inizio che incuriosisce. Dice Marco Perrone: “Non sono uno scrittore professionista; sono un geologo che ad un certo punto della sua vita ha sentito il bisogno impellente di scrivere “La terza alba”, pur non avendo mai scritto nulla e questo lo si evince dallo stile scarno e cinematografico del racconto. Ho scritto in balia di una ispirazione trasformando in parole le immagini che via via apparivano nella mia mente e non potevo soffermarmi a lungo in descrizioni per non perdere il filo del discorso. L’unica nota autobiografica è la descrizione dell’incontro con mio figlio adottivo in Sud America; lasco a lei giudicare; tutto quello che leggerà è il frutto della saggezza del mio cuore!”. A voi lettori la scoperta di queste brillanti ed esaurienti pagine.

© 2011 – 2014, Blog degli Autori. Tutti i diritti sono dei rispettivi autori dei contenuti

6 thoughts on “La terza alba di Marco Perrone

  1. Sono riuscita solo ora a ringraziarla per avermi inviato il libro e per la sua bellissima dedica!
    Non appena terminato non mancherò di recensirlo anche sui siti con cui collaboro e di farLe sapere le mie impressioni.
    Ancora grazie.

    Stefania C.

  2. Mi piacerebbe moltissimo leggere questo libro, invierei all’autore anche il mio.
    Il mio è un piccolo libro intitolato:” Luna annuntiavit mysterium”, contiene due testimonianze di fede ,
    vissute sulla mia pelle. Leggendolo si possono notare delle coincidenze sconcertanti tra la parola di Dio e gli avvenimenti accaduti. Io sono in pensione, sono avanti negli anni e non scriverò ancora per molto, ma voi che siete giovane più di me non dovete fermarvi … attendiamo da voi nuove emozioni spirituali.

  3. Mi è piaciuto molto l’estratto del romanzo, mi ha colpito e sono rimasta sorpresa che l’autore è un geologo! Complienti davvero.
    Sono curiosa di poter conoscere il resto della storia e cogliere anche io le emozioni che il libro sembra riservare, spero di poterne ricevere una copia.
    Saluti

    Stefania C.

  4. Sono stata tra i primi lettori di questo racconto che mi ha immediatamente entusiasmato per lo stile rapido, incessante quasi filmico, in cui i contenuti donano una luce paricolare alla narrazione.
    Mirabilmente trattegiata è la figura del Profeta che ricordando l’iconografia classica si colloca nella realtà del nostro tempo sottolineando le incongruenze e le contraddizioni della nostra epoca. Bellissima la figura di Maria di Magdala, immagine di donna forte e contemporaneamente appassionata e dolcissima.Emozionante il suo addio con il Profeta.
    Mi auguro che l’Autore abbia l’intenzione di proseguire su questo filone narrativo e ci possa donare ancora autentiche emozioni spirituali.
    Questo è un racconto da leggere e poi rileggere lentamente e attemtamente per coglierne ogni minima sfumatura e assaporare un intimo godimento dell’Anima. Grazie Marco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 Togli la spunta se non vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento in questo articolo
Aggiungi una immagine