È curioso. Quando guardi le fotografie i segni del tempo, a volte, alterano quasi del tutto i connotati. A distanza di anni, l’unica cosa che resta identica è lo sguardo.
La fronte si interseca di vicoli stretti e tortuosi, mutano i capelli, gli zigomi si abbassano, le guance cambiano forma; solchi e rughe, non sempre di saggezza, ricamano di reti la mappa di un volto che, anno dopo anno, diventa diverso. Ma gli occhi, quelli no. Il fondo di uno sguardo, tolta forse l’innocenza sgranata della primissima infanzia, mantiene la sua essenza nel tempo e travalica le palpebre che cedono, le borse di stanchezza, le ciglia diradate.
Vedere la vita di una persona attraverso le fotografie è leggere un lungo racconto, quello di un’esistenza intera, in cui l’unica costante, durante il principio, lo svolgimento e la fine, dall’introduzione all’epilogo, sono gli occhi: e quello che fa di un uomo lo stesso uomo, a vent’anni, a trentacinque, a cinquanta, a settanta, è lo sguardo. Ci sono dolcezze segrete, lampi di ironia, stupori e disincanti, noia o felicità che portano un timbro particolare e inequivoco, irripetibile, e determinano la mimica e l’espressione: quel quid indefinito, il tratto di personalità, la magia dell’unico. E tutto questo abita solo lì. Negli occhi.

1935, Carnevale
Dalla foto color seppia, un bambino serio guarda l’obiettivo.
E’  vestito  come  un  contadino  piemontese  della bassa Padana: un camiciotto bianco, due braghe scure di panno con le bretelle, ai piedi un paio di zoccoli, un cappello a campanula, una cloche, in testa. Tiene al braccio un cesto di vimini, e dentro c’è un’oca viva, sembra in posa anche lei.
Il bambino è bellissimo, con un’aria annoiata, poco simpatica, un  po’ saccente. I grossi riccioli scuri, pieni e corposi, sfuggono dal cappello e incorniciano un faccino pienotto da bambola Lenci. Gli occhi sono penetranti e dolcissimi, due castagne di velluto.

1943, agosto
Un ragazzino magro in sella a un baio nervoso affronta un ostacolo su un prato di brughiera. Proteso in avanti, sollevato sull’arcione, le redini strette in pugno, asseconda lo slancio del cavallo guardando dritto davanti a sé. Il fotografo lo coglie nel momento del salto e gli occhi sono le stesse castagne scure, attenti e profondi.

1953, ottobre
Un giovane uomo in tight sorride a suo agio davanti al portone di una chiesa. Alto, elegante, fascinoso, sparite le guanciotte, una faccia lunga e aristocratica. Tiene i morbidi guanti color cenere e il cilindro in una mano mentre con l’altra ne stringe tante, circondato da signore col cappello e la veletta che gli si affollano intorno, pigolanti. La foto successiva lo prende in piedi sui gradini di un altare pieno di fiori a guardare l’ingresso di una sposa giovanissima, con un velo infinito di pizzo in testa e un bouquet di boarie in mano, che avanza al braccio di un altro tight. Le castagne scure sono liquide, emozionate, palpitanti.

1954, luglio
Le lunghe braccia, le mani stupende reggono una neonata come se fosse un fascio di fiori.
In piedi sotto un papier-peint a tutto muro, sfondo celeste polvere sul quale si intrecciano ghirlande e due uccelli del paradiso vigilano sul loro nido, un ragazzo commosso e fiero guarda sua figlia, e i suoi occhi urlano tenerezza.
Due anni dopo, sotto lo stesso quadro, la bambina festeggia il compleanno in braccio a suo padre, che sorride felice tenendo dall’altra parte una neonata benedetta, appena arrivata.

1961, marzo
II giovane padre è un po’ cambiato, ha i capelli cortissimi, la faccia più rotonda: ma gli occhi, sempre uguali, grondano una dolcezza emozionata. Due bambine per mano al papà si affacciano curiose a guardare nella terza culla.

***

Leggiamo e commentiamo insieme questo brano tratto dal libro Un altro finale di Lorenza Caravelli, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.

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42 thoughts on “Un altro finale di Lorenza Caravelli

  1. Contemplo le foto di mia madre (scomparsa da poco) : sento le sue carezze sul mio cuore. Miro quelle di papa’ (da decenni sepolto) : e egli mi penetra dolcemente come potenza d’affetto.
    Passerei giornate davanti alle istantanee. Sopra tutto a quelle di un tempo.
    Ogni ritratto, ogni scena mi suscitano nostangie, che sono la storia minima dei grandi della mia vita.
    Lorenza ha onorato suo padre come meglio non poteva.
    Nelle foto di lui ritrova ogni istante il meglio di se’ stessa.

    Gaetano

  2. Lucia… Sono felice che il libro sia arrivato e ti ringrazio per le tue bellissime parole. Commossa…
    Un caro abbraccio anche a te
    lorenza caravelli

  3. Cara Lorenza,
    ho appena finito di leggere il libro di cui mi hai fatto dono. L’ho trovato oggi pomeriggio quando sono rientrata dal lavoro. Una sensazione bellissima, amplificata dalla dedica. Ho pensato: qualcuno mi ama e questo mi ha ricompensata della fatica e dello stress della lunga mattinata da membro interno agli esami di stato delle mie due classi del linguistico. Una delle tracce parlava di Amore e di innamoramento e mi ha fatto piacere quando una delle mie studentesse mi ha strizzato l’occhietto e mi ha sussurato: “Professoré, sarete contenta. Si parla d’amore, come nei vostri racconti”. Bene, a parte questo lungo preambolo, vorrei dirti che quando si scrive con passione, sul filo delle emozioni, attenti a captarle anche a distanza di tempo e di luogo, non c’é rischio che il lavoro sia negletto, cestinato, dimenticato. Ho letto il tuo libro con avidità, tutto d’un fiato, passando dall’incanto delle parole a quello grafico del dipinto così attentamente descritto. Ho simpatizzato con tuo padre, come figlia. Mi é piaciuto, mi é sembrato di conoscerlo, tanto lo hai saputo tratteggiare bene, e qua dico come scrittrice oltre che come figlia. Ho simpatizzato poi con Luca, forse perché mio figlio ha finito due giorni fa gli esami a giurisprudenza; ho condiviso Ludovica, forse perché ricalcava da presso la ragazza di mio figlio e guardavo con tenerezza e gioia al loro disegno d’amore. Ho fatto il tifo per la serata di presentazione, con il cuore in gola mi sono immaginata la tavolata dei presentatori e dell’artista. E poi, mentre gioivo per tuo padre che un po’ rendeva le ansie e i timori schivi di tutti noi “esseri sensibili e creativi” ho inziato a piangere. Piangevo per quel finale e mi rattristavo per l’altro, sofferto, doloroso, di rassegnata accettazione di una mediocrità sotto le cui ceneri covavano doti e potenziale ben più elevati.
    Che dire, grazie di questa emozione che mi hai regalato. Mi dispiace di non potere ricambiare al momento Il tuo dono con altra mia opera finita, ma spero di farlo nel prossimo futuro.
    Auguri per la prosa limpida e avvolgente.
    Un caro abbraccio
    Lucia Sallustio

  4. Le foto sono una parte di noi: lo scatto ferma il tempo e l’atmosfera. Bellissimo rivederle a distanza di anni e ripercorrere grazie a loro al nostra vita.
    Un libro che sembra originale e affascinante. Un libro che dà e che fa rivivere persone che non ci sono più. Da lassù saranno contenti. Complimenti all’autrice.

    Stefania C.

  5. Oggi le macchine digitali permettono di cancellare e di edulcorare la realtà ritratta a nostro piacimento, sembra che non si sia più lo scatto improvviso e definito, che non permetteva ripensamenti e ritocchi.Credo che osservare le foto di una volta sia diverso dall’osservare quelle di ora.Oggi, inoltre, se ne fanno talmente tante e in continuazione ad ogni evento della nostra vita.La lettura di questo brano, scritto, peraltro benissimo, mi ha portato indietro nel tempo a quando le foto scandivano davvero gli eventi della nostra vita, nel bene e nel male. Complimenti anche da parte mia.

    1. Ha davvero ragione, il fascino di una vecchia foto color seppia su quella carta ruvida è ben diverso dalle perfezioni tecniche digitali, che pure permettono foto perfette.
      Grazie a quelle vecchie foto il mio percorso della memoria ha camminato più in fretta e la mano è partita senza quasi pensare.
      Grazie infinite per i complimenti, gentilissima Maria!
      Un affettuoso saluto
      lorenza caravelli

      1. Grazie per il libro e della dedica,lo leggerò con piacere.
        Un affettuoso saluto anche a Lei
        Maria Landolfo

  6. Cara Lorenza.
    È un racconto che ti prende il cuore per mano e lo porta a rivivere il passato.
    Così scatta l’operazione nostalgia.
    Ho riscoperto decine e decine di vecchie foto che giacevano quasi dimenticate in cassetti e mobiletti.
    Mi sono così balzati davanti agli occhi momenti e situazioni che mi hanno fatto pensare, ma anche soffrire per i vari passaggi della vita: emozioni, dolori, nostalgia…
    Complimenti e tanti auguri
    sergio.

    1. Grazie, davvero di cuore. Scrivere è comunicare, ed è bellissimo ritrovare in chi legge le mie stesse emozioni.
      La nostalgia può anche essere una consolazione…
      Un caro saluto
      lorenza caravelli

  7. Anche per me è stupendo leggere di queste storie e purtroppo vivo di immaginazione nel guardare le foto perchè non ho più chi me le racconti quindi le immagino a modo mio.
    Complimenti

    1. Scrivere e leggere… e un mondo di storie si apre davanti.
      Grazie di cuore per i complimenti!
      lorenza caravelli

  8. Bellissime descrizioni, Lorenza, che non inaridiscono affatto il tessuto del racconto ma anzi lo rendono più intenso. E’ vero, le foto alterano i connotati ma lasciano intatto lo sguardo, il tempo ci toglie la giovinezza e l’audacia ma lancia intatta la parte più profonda di noi stessi. Complimenti, Lenio.

  9. Custodisco alcune foto del mio papà da bambino,
    insieme abbiamo circumnavigato il globo delle possibilità di attraccare ad un porto che fosse foriero di foto dei suoi avi…ci siamo riusciti e con i pochi mezzi della antenata fotografia digitale sono giunta a far stampare una copia di una foto dei suoi nonni.

    Ma la foto più bella è quella di loro amanti, regalo della mia mamma.

    Complimenti.

    1. Sono felice che la mia idea di dare a mio padre un finale di fantasia, diverso da quello traumatico e solitario che ha avuto, raccontando la persona straordinaria che era attraverso le sue fotografie incontri tante persone che capiscono quello che ho voluto dire solo leggendo l’incipit!
      Grazie Claudia, di cuore!

      1. Lorenza, trovo che questa iniziativa se accolta nel vero senso, dia una grande forza alla lettura e alla scrittura.
        Rileggo il mio intervento e mi piace, mi piace soprattutto l’idea di che poche righe del tuo libro abbiamo stimolato in me una riflessione che mi sta a cuore.

        Complimenti ancora.

        Claudia

      2. Grazie ancora a te. Credo che ogni scrittore direbbe una cosa diversa se gli venisse chiesto che cosa ha fatto scattare in lui il desiderio di pubblicare, cioè di scrivere per gli altri e non solo per se stesso. Io sono solo un’apprendista, ma parole come le tue sono un bellissimo incoraggiamento!

  10. “UN ALTRO FINALE”…questa sarebbe sicuramente la prima richiesta che rivolgerei al genio della lampada in risposta alla classica domanda: “Esprimi tre desideri”. La possibilità di cambiare “quel qualcosa” che nella mia vita è andato “storto”, di essere la scrittrice di me stessa.
    Per me che vivo piacevolmente sommersa nei ricordi (“soffocata nei ricordi”, direbbe qualche moderno strizzacervelli), le fotografie hanno un valore inestimabile e più passa il tempo più le quotazioni salgono: la mente non è in grado di trattenere i più piccoli dettagli (a meno che non ci troviamo di fonte a dei geni…ma questa è un’altra storia), e allora, quando la nostalgia mi assale, quando è proprio una giornata “no”, basta aprire l’album fotografico rosa di Holly Hobbie e tutto passa…tutto si placa.

    COMPLIMENTI!

    1. Cara M.Grazia, anche per me le fotografie hanno un valore inestimabile,con il loro potere evocativo riportano in vita atmosfere e profumi perduti e sono il tappeto magico che mi fa volare dove voglio indietro nel tempo.
      Grazie per le parole di condivisione e di amicizia, questo dialogo con chi legge il mio incipit è stimolante e bellissimo!
      Con simpatia
      lorenza

  11. Grazie Maria! Le foto delle persone care che non ci sono più ci raccontano pezzi interi di vita e ci restituiscono un po’ di quello che la morte si è presa. E’ nostro compito salvare la memoria…
    Con amicizia
    lorenza

    1. Ho letto con passione questo stralcio del libro, che mi ha regalato tanta emozione. Hai saputo dipingere perfettamente tutto l’amore per un padre di cui resta l’immagine e il ricordo indelebile, che neppure il tempo cancellerà mai. “Lui” vive dentro il tuo cuore e sarà grato di avergli regalato un pò di eternità. Brava!!!

      Marinella (nonnamery)

      1. Cara Marinella, grazie per la tua affettuosa presenza e per le tue parole generose. Sono felice se riesco a regalare un po’ di emozione!
        Un abbraccio
        lorenza

  12. è sempre un’emozione riguardare delle vecchie foto di famiglia, si hanno sempre mille domande da fare sui luoghi, sugli umori, sulle sensazioni…
    l’autrice è stata bravissima nel spiegare con ogni piccolo particolare queste foto,la sua penna è riuscita a tramutare in parole tutta la sua dolcezza nei confronti delle persone ritratte nelle foto e grazie alla sua bravura anche noi lettori riusciamo ad immaginare queste bellissime foto. complimenti e in bocca al lupo.

  13. Grazie Anna Laura. Hai colto quello che volevo, regalare a mio padre un po’ di eternità. Chissà, magari lo sa, magari è contento.
    Un abbraccio
    lorenza

  14. Leggendo questa pagina, mi sono commossa.
    Un padre che resta per sempre,eternato dalla pagina, avvolto nella dolcezza delle parole. La scrittura è indelebile,così come lo è l’amore verso chi vive nel nostro cuore.
    Complimenti e un forte abbraccio da chi, come te, ha eternato il padre fra le pagine di un libro.

    Anna Laura

  15. A me piace guardare le vecchie foto… ricordare com’erano in quei momenti, cosa significata quello sguardo, quel sorriso, talvolta quell’espressione triste… ripensare a cosa erano dovuti… a quello che si stava facendo… a quei momenti vissuti assieme…
    e poi mi accorgo che questi ricordi rimangono solo e soltanto miei, chiusi nei cassetti nella mia memoria, dolcissimi frammenti di passato, che mi hanno fatta crescere e che vorrei tanto potessero appartenere anche ai miei figli, che non rimanessero sempre e solo con me…
    Frasi davvero toccanti, che fanno riflettere… dev’essere proprio un ottimo libro!

    1. Fiorella, non so proprio se sia ottimo. Ma di sicuro è il libro del mio cuore, che mi ha fatto fare la pace con un lungo dolore.
      Grazie davvero.
      Con amicizia
      lorenza

  16. Complimenti… quanta verità in ciò che ha scritto!!!! Scorrendo le foto passa il tempo, ma gli occhi no, quelli sono sempre uguali. Ad essere sincera non la conoscevo (intendo come scrittrice), ma queste prime parole mi hanno molto colpita. Grazie…

    1. Questo commento mi emoziona particolarmente, sarà che non credo alle coincidenze. Il libro è un abbraccio di nostalgia a mio padre. E il commento è scritto da una gentilissima signora che si chiama Lia come mia madre… Sono lontani tutti e due da tanti anni ormai.
      Grazie. Con sincera commozione.
      lorenza

      1. Grazie, ho letto il suo libro tutt’in un fiato. Non ho parole… I miei complimenti ad un’autrice straordinaria. I libri si scrivono soprattutto con il cuore.

  17. Parole e immagini si amalgamano e si compendiano in un percorso d’amore che è insieme sentimento del cuore e valore di vita.
    Incontrarti e leggerti è sempre una gioia.
    Grazie.. un caro abbraccio
    Gianna

    1. Carissima Gianna. Incontrarti e leggerti è sempre una gioia anche per me.
      Grazie a te per la presenza affettuosa, un bacio
      lorenza

  18. di consueto le tecnologie non arricchiscono la sensibilità e la riflessione, in questo caso non si può proprio dirlo: con freschezza e originalità l’analisi fotografica riprende e svela una vita nel suo svolgersi, la magia degli occhi – sempre identici – del soggetto, viene riflessa da altri occhi, curiosi e amorevoli, di chi scrive

    Andrea M.

    1. Grazie mille, Andrea. Questo libro è un inchino d’amore alla memoria di mio padre. Il tuo apprezzamento mi rende felice.
      lorenza

  19. Ciao Lorenza,
    un bellissimo passo che segna il trascorrere del tempo, scandito per date e tappe nella vita di un uomo, un padre. C’è tenerezza e amore filiale nel descriverlo e conferma delle sue qualità nonostante l’avanzare inesorabile dell’età.
    Complimenti
    Lucia Sallustio

    1. Grazie Luciana! La copertina è parte integrante del racconto, è un quadro fatto da mio padre, e sono felice di avergli dato un pubblico così generoso…
      lorenza

      1. Cara Lorenza,
        hai fatto benissimo. La copertina é incredibilmente bella, poco fa riflettevo che la copertina é la prima cosa che attrae il lettore insieme al titolo. Un bellissimo quadro che, giustamente dici, è tutt’uno con le tue stupende parole.
        Lucia Sallustio

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