– C’era una volta un mostro –
«Un mostro…?!» diranno i miei piccoli lettori. Sì, c’era una volta un gattino. Piccolo, piccolo così.
L’aveva trovato Giuseppe, mentre tornava a casa un pomeriggio di luglio dell’anno scorso, proprio il giorno prima di partire per la Turchia. L’aveva trovato, o meglio, si era lasciato trovare, come dice lui, a dimostrazione che si tratta di un gatto ‘con una marcia in più.’ Quando l’aveva visto trotterellare tutto solo sul marciapiede deserto, aveva cercato di accarezzarlo, ma quello si era subito nascosto sotto una macchina. Ripreso però il cammino, Giuseppe si era accorto di essere seguito.
Come in ogni pedinamento che si rispetti, il piccolo a volte si fermava. Per non dare nell’occhio? Attratto da altre piste? Certo: farfalle, formiche, fili d’erba, lucertole misteriose attiravano la sua curiosità; ma non quanto quel quarantasette di piede. Così il pedinamento continuava. «E quando si è trattato di attraversare la strada?» «Ormai era talmente vicino, stanco e desideroso di coccole, che si è subito fatto prendere. E poi non volevo che corresse altri rischi.» Così ora è in salotto il piccolo segugio, e noi intorno a guardare questa meraviglia tutta orecchi, il muso affilato, gli occhi piccoli e cisposi, la coda mozza. Starnutisce, è raffreddato, disidratato, denutrito. «Mio Dio, Giuseppe, è proprio un mostro! E poi abbiamo già tre gatte…» «Mamma, dove ci sono tre gatti ce ne possono stare anche quattro, non ti pare?» Il ragionamento non fa una piega. E poi come si può buttar fuori chi, in queste condizioni, sarebbe destinato a soccombere, e proprio mentre crede d’aver trovato casa, cibo e tanti amici, e se ne sta lì fiducioso, a prendersi moine e carezze? Intanto, fuori della stanza, il mondo delle gatte è in subbuglio. All’arrivo di Giuseppe, tutte si sono accorte del piccolo ospite, e ora, al di là dei vetri smerigliati, se ne possono distinguere le sagome e il dilatato luccichio, verde e giallo, dei loro occhi. Nella nostra ormai ventennale familiarità con i gatti, siamo tutti d’accordo nell’attribuire al piccolo un’età di circa tre mesi, con una possibilità di errore in difetto di non più di quindici giorni, considerate le particolari condizioni fisiche. Ora però si tratta di rifocillarlo… o piuttosto di rifocillarla, perché, a una rapida ispezione, risulta che il nostro trovatello è inequivocabilmente femmina.

– L’accoglienza –
Per prima cosa porto in salotto la ciotola dell’acqua, perché la piccola possa bere tranquilla. Poi la prendo in braccio e insieme entriamo in cucina. Le gatte sono tutte schierate in attesa: sia pure a distanza, annusano l’estraneità della presenza. Scatta l’allarme, e quando la piccola trotterella fiduciosa verso di loro per fare conoscenza, la miccia s’accende in un baleno. Prima reagisce Tigrata, la più vecchia di casa; ha sette anni. Si gonfia, ringhia, avanza minacciosa, ma d’improvviso si ferma e con due balzi salta sul piano alto del frigorifero. Semplice avvertimento? l’aura? Voglia di starsene tranquilla? Nerina invece parte decisa all’attacco, la bocca rossa ben aperta, le zanne in mostra. Non c’è scampo. La nuova venuta fugge, e ormai terrorizzata si nasconde sotto il lavello. In trappola! Nerina blocca l’uscita. Dispiaciuta di non aver saputo prevenire, cerco almeno di rimediare. Allontano Nerina e recupero il mostro, che subito incomincia a leccarmi… e ronfa.
Quando lo rimetto a terra, Grigina gli si accosta e lo esplora, annusandolo dalla testa alla coda. I nasi si sfiorano più e più volte, e infine si mette a leccarlo. È il segnale del riconoscimento e dell’accettazione, espresso dalla più autorevole del gruppo. La nuova arrivata non ha più niente da temere. Così dopo qualche giorno di semi-isolamento, per motivi non solo sanitari, viene presa sotto tutela da Grigina. A Tigrata non pare vero di continuare la sua vita tranquilla, appartata sui piani alti. Nerina, messa in minoranza, deve adattarsi, anche se non perde occasione per dimostrare la propria insofferenza, e che se potesse…
Inizialmente però, la piccola non resiste al richiamo del mondo esterno: fruscii, voci, rumori, cinguettii, attrazione di misteriose memorie; e per ben tre volte riesce a infilare porta e scale, e a sparire nel nulla. La ritroviamo sempre dopo qualche giorno, smagrita, sporca, ma vispa e trotterellante. E ogni volta e lei che ci viene incontro tranquilla, dopo tante nostre affannose ricerche; e mentre l’accarezziamo ronfa, e socchiude gli occhi dal piacere, ripagandoci dell’ansia delle nostre attese.

– L’adozione –
Quanto più il nostro piccolo mostro cresce, ci rendiamo conto che non è una gatta comune. Pronta, grintosa, ha veramente una marcia in più. L’esperienza vissuta fuori casa le ha lasciato però una grande voglia di carezze, un vuoto che lei è comunque decisa a colmare, a tutti i costi. Così quando riesce a farsi prendere in braccio, ronfa, si strofina, tende le zampine ad accarezzarci il viso, e soprattutto ci lecca. Naso a naso, umida di muco per questo raffreddore che non passa mai, e noi a dirle che le vogliamo bene, come a nessun’altra. Ma il grande rapporto d’amore è con Grigina. Si sono adottate a vicenda, madre e figlia. Grigina la lecca, l’abbraccia, la pulisce, le dorme accanto, e se c’è un solo vassoio di cibo si tira indietro, e aspetta paziente che la piccola mangi. E lei non risparmia certo tenerezze a questa madre, compagna di giochi e di avventure. L’unica. Il richiamo più seduttivo e irresistibile Grigina lo esercita con la coda, che fa oscillare gonfia e morbida.
L’estremità, quasi prensile, si snoda sinuosa oppure all’improvviso scatta, come serpe o anguilla. La piccola l’osserva incantata, la punta, cerca di afferrarla, l’insegue. Ma ben presto il gioco cambia e la coda, nervosa, batte ritmica il tempo o, sferzante, diventa un’arma.
Quella del mostro invece ha ben minori capacità espressive: le manca la punta. ‘Coda mozza,’ avevo pensato la prima volta. ‘Chi può essere stato così crudele?’ Invece poi scopro che è una coda con la punta ripiegata a uncino, rara, da alcuni apprezzata perché, quando il pelo si allunga, da luogo a un bel fiocco ornamentale. Grigina spesso provoca deliberatamente la piccola, in un crescendo di giochi e tenere baruffe; e a farle sperimentare tutta una tecnica di attacchi, reazioni, difese, non le risparmia certo zampate, morsi, abbracci bloccanti, divincolii. Ma quando decide che non si deve andare oltre, si erge d’improvviso, dominante, con tutto il tronco, e la guarda a lungo, severa. La piccola, ancora eccitata, dapprima risponde con uno sguardo di sfida, ma poi, non riuscendo a contrastare l’imperativo magnetico, l’autorevolezza di quegli occhi, è costretta a cedere, e si stende, appiattendosi al pavimento, in segno di resa.

***

Leggiamo e commentiamo insieme questo brano tratto dal libro Il mostro e i suoi mostrilli di Lidia Colla, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.
Ordina questo libro con dedica autografa dell’autrice al prezzo di Euro 8,50.

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50 thoughts on “Il mostro e i suoi mostrilli di Lidia Colla

  1. Io non ho mai posseduto un gatto (anzi da piccolo volevo un cane ma non mi è stato permesso) però il gatto ce lo aveva mia nonna e mi ricordo che lo prendevo sempre in giro (fa parte del mio carattere).
    Ma una cosa ho notato sempre in lui, il suo animo anche se nato in casa, era selvaggio, mi sfidava ed era dotato di una intelligenza sublime. Ho il ricordo di lui seduto sul pancione di mia nonna…
    Premetto che amo gli animali, i felini poi, suscitano la mia curiosità…
    Complimenti per la storia, sicuramente sorprendente.
    Sabato P.

  2. ho amato il mio Mumu per quasi 20 anni…..mi ha dato amore,gioia,tenerezza……e ogni libro che parli di gatti fà parte di me…..mi piacerebbe molto avere anche questo….complimenti

  3. Gli animali possono darci molto: sentimenti profondi, amore incondizionato, a volte perfino la loro stessa vita…
    Da queste righe traspare una dolcezza infinita!
    Credo che questo libro sia assolutamente da non perdere per tutti quelli che (come me) amano i gatti e il loro mondo di tenerezza!

  4. Ciao Lidia, è un bel racconto sui gatti che hai saputo ben descrivere nei loro atteggiamenti di gioco, di diffidenza soprattutto, quando arriva “il mostro” con la coda mozza. E’ molto tenera l’adozione di Grigina nei confronti del micino che fa percepire l’aspetto mammifero del gatto come l’umano. Complimenti Alba

    1. ciao Alba, grazie di quello che mi dici e delle osservazioni che fai.
      Sei molto simpatica,come appare anche dalle tue poesie gustose e divertenti che ho appena letto
      lidia

  5. La tenerezza di un’ adozione vien portata al cuore di piccoli (e adulti).
    Lidia Colla al “mostro” accolla tutte le umane disposizioni, in una sorta di apologia dell’accoglienza.
    Attraverso l’amore per gli animali, i bimbi imparano a sviluppare quello verso il mondo circostante. Attenti alle sfumature del bene.
    Eh, si, “Il mostro e i suoi mostrilli ” evidenziano il bisogno di “coccole”
    che tutti abbiamo, sperduti intanto nella giungla d’ egoismo imperante.

    Gaetano

    1. Grazie, Gaetano, del tuo tenero e poetico sentire,e delle sfumature che sai cogliere. Speriamo che anche i bambini capiscano l’importanza dell’accoglienza in un mondo spesso difficile e che desiderino non solo ricevere, ma dare coccole. Lidia

  6. Ciao Maria, sono contenta che Nicole sia venuta a rallegrare la vostra casa. Auguri. Presto conoscerai anche i mostrilli.
    Lidia

    1. Carissima Lidia,
      ho divorato il libro, che ho trovato incantevole, di una grazia ed una levità che ti fanno vedere i cuccioli e la loro mamma, e Grigina e le altre, con gli occhi del cuore.
      Ti ringrazio per le emozioni che mi hai regalato.
      Un saluto speciale da Nicole, che in questo momento sta giocando con il cavo della stampante facendo delle acrobazie cui non crederei se non le vedessi.
      Un abbraccio.
      Maria

  7. Cara Lidia,
    scusami per il ritardo della risposta dovuto a impegni di lavoro ma sei stata gentilissima a farmi recapitare una copia del tuo libro! L’ho apprezzato molto..poi c’è anche anche la dedica…non potevi farmi regalo più gradito, davvero. Complimenti per la capacità di narrazione che hai dimostrato nel tuo lavoro…e spero di rileggerti presto!

  8. questo libro, scritto im maniera graziosa e garbata, sembra una lettura piacevole per grandi e piccini. la leggerei volentieri al gattino che io e il mio fidanzato abbiamo raccolto in mezzo ai rovi l’estate scorsa.piangeva come un bambino perchè voleva la sua mammma…
    ora fa parte della nostra famiglia di mici 🙂

  9. Il mondo dei gatti è un mondo straordinario, ammirevole e pieno di infinite avventure. I gatti non diventano mai del tutto domestici, troppo superbi per esserlo, come Lidia scrive che “il piccolo mostro” va spesso fuori casa e ritorna dopo giorni smagrita e sporca, ma sempre con quella voglia di vivere che caratterizza da sempre i gatti.
    Credo che Lidia sia oltre ad una buona scrittrice anche un’ottima osservatrice come dimostra il suo racconto.

    1. E’ vero. Il mondo dei gatti è veramente straordinario e non finiresti mai di descriverlo. Grazie per le cose gentili che dici.
      lidia

    1. Grazie, Salvatore.Il tuo giudizio è gentile e tenero, e mi fa molto piacere. Anch’io amo moltissimo i gatti.
      lidia

  10. Anch’io ho un gatto, Lidia, ed é nero. Non sai quanto tutti, in famiglia, gli siamo affezionati. E’ leggendo le tue pagine che mi é presa la curiosità di leggere tutto il libro, perché vedo che anche tu hai un grande amore per gli animali e le cose più belle si scrivono quando si ama. A risentirci, Lenio.

    1. grazie,Lenio. Mi sembra di vedere il tuo gatto nero,che deve stare proprio bene con voi.
      Ho incominciato a leggere alcune tue poesie , e capisco quando dici che le cose più belle si scrivono quando si ama.
      Lidia

  11. Un libro che sembra essere ricco di spunti di riflessione, aneddoti e soprattutto esercizi di osservazione per scoprire che osservando il gatto e i suoi comportamenti si possono trarre preziose lezioni di vita.
    Vita felina, certo, ma che facilmente si può prendere come punto di partenza per osservare la nostra vita e analizzarne degli aspetti. Un interessante scambio di punti di vista: guardarsi con gli occhi del gatto per vedersi come si è, accettarsi con tranquillità o, perché no, cambiare radicalmente.
    Si può scorgere un immagine strana di questo “piccolo mostro”, ma è soltanto un modo buffo di definirlo per poi condurci verso soffici pensieri. Ogni pagina di questo libro credo che potrà regalare un sorriso a chi ha un gatto o vorrebbe averlo: ma, soprattutto, un libro per chi sente di avere nel petto… un indomabile cuore felino!

    1. “Guardarsi con gli occhi del gatto…”dici tu, Ed ecco come mi vedo a volte
      “Sola nel cerchio
      (proiezione d’ombra o di luce?)
      mi raccolgo come gatto
      si cinge della coda
      e suggella il mistero
      d’invalicabili spazi”

      Grazie al tuo “indomabile cuore felino”
      lidia

  12. c’e’ da dire che i gatti danno materiale infinito a cui attingere per scrivere storie e libri sempre attuali!!
    e hanno tanto da insegnare a grandi e piccini, storie tenere e divertenti. come questo libro che sembra racchiudere tutte le qualita’ per arrivare ai cuori dei lettori..anche a quelli che credono di non amare poi tanto i felini..o che magari preferiscono i cani.

    1. Grazie per le tue parole, Stefania. Vorrei davvero arrivare al cuore dei lettori per condividere tante emozioni.
      lidia

  13. Chi ama i felini non potrà farsi scappare questo libro. E’ consigliato a grandi e piccini, perchè saprà coinvolgere ed insegnare senza risultare didattico o noioso.
    Il filo d’amore che lega uomini e animali trova qui un’altra bella testimonianza.
    Chi l’ha detto che per coinvolgere il lettore c’è bisogno di una storia mozzafiato? Anche la semplicità conquista!

  14. Con parole semplici e descrizioni accurate (sembra di vedere dal vivo la vicenda) ci si addentra mano mano nella visione felina della vita e dei rapporti sociali, sia gatto-uomo che gatto-gatto. Bella e personale, oltre che “scientificamente” accurata e’ l’interpretazione di cosa passa per la testa della gatta, di ogni gatta della famiglia. Sembra di vivere l’eterno dilemma tra la sicurezza del tepore della casa e lo stimolo dell’avventura che porta sempre a ricercare il breve passato bohemiene della cucciola: e’ facile immedesimarsi in lei. Bastano le prime righe per stimolare la curiosita’ di leggere tutta la storia.

    1. Ciao, Andrea.Il tuo giudizio mi ha fatto particolarmente piacere, perché sottolinea aspetti a cui ho dedicato molta attenzione, descrivendo esattamente quello che succedeva nella piccola comunità.
      Non era mia intenzione scrivere questo libro,ma seguire e capire le varie fasi di sviluppo dei piccoli, e per due mesi, quasi tutte le sere annotavo quello che era successo durante la giornata.Alla fine mi sono trovata fra le mani…qualcosa che ho pensato potesse essere utile. Grazie

  15. E’ bello trovare buone letture adatte ai ragazzi, mia figlia ultimamente si dedica parecchio alla lettura, con mio sommo piacere, chiaramente, e ho notato che la sua fascia di età è poco “coperta” dal mercato; se escludi i classici, per una bambina che l’anno prossimo comincerà la scuola media, c’è poco da leggere. Forse perchè ormai si passa direttamente dalle favole a high school musical o cose del genere. Io credo che invece il mercato avrebbe bisogno di romanzi e racconti fatti bene, come quelli di una volta, rivolti (principalmente e non esclusivamente) a una fascia di età che rischia di perdersi nel delicato passaggio che porta da letture come pinocchio e alice, a un triste vuoto che viene poi ad essere compensato da altri interessi non sempre altrettanto edificanti e questo potrebbe portare i ragazzi a perdere il piacere della lettura e a preferire, a un buon romanzo, l’adattamento cinematografico o la versione in forma di musical. Fatta questa considerazione generale, da questo assaggio di lettura, posso sicuramente affermare che la tua scrittura è piena di tenerezza ma anche di umorismo, il che la rende piacevole a tutti e in particolarmente a chi i gatti li ama immensamente e li possiede. Anche io ho due mostri e so bene la gioia e lo scompiglio che portano in casa un pò di mostrilli. Quando cominciano a mettere il muso fuori dalla cesta, si può ben dire addio alla tranquillità. Se ne guadagna però in vivacità, buonumore e incredibili momenti di tenerezza. E leggere di qualcosa che abbiamo tanto spesso provato e possiamo ben capire è sempre un piacere impagabile. D’altronde per la mia generazione la “fu” e compianta brunella gasperini è un nome che significa qualcosa. Non a caso le sue cose più riuscite e ancora oggi ricordate sono proprio le più “semplici”, perchè sono le più sincere. Quando raccontava delle sue bestie era vera come non mai perchè sincero quanto sviscerato era il suo amore per gli animali. Con uno stile diverso e personale io leggo in queste poche righe d’assaggio la stessa autencità e provo la stessa intensa partecipazione emotiva. E mi complimento per la scelta in qualche modo coraggiosa. Questa è una lettura per tutta la famiglia, in tempi in cui si ricerca la specializzazione a tutti i costi, è un pregio non da poco.

    1. Grazie veramente, Maria Giuseppa, per il tuo giudizio e per l’intervento molto articolato, che invita alla discussione.
      ciao, Maria Giuseppa.
      Condivido quello che dici sul problema della lettura per ragazzi nella fascia dagli 11 ai 14 anni…Ma forse si può già provare a proporre loro anche testi classici.Ricordo il fascino che suscitavano su di me a quell’età i racconti della Bibbia,e addirittura I Promessi Sposi, che lessi a 11 anni (saltando naturalmente a pié pari le grida sui bravi).
      Auguri per tua figlia, che con la tua guida potrà addentrarsi con piacere nel mondo della lettura e trovarvi tanti amici.
      Grazie di avere ricordato la cara Brunella, di cui ricordo anch’io il sorriso e l’autenticità, e auguri per i tuoi mostri. lidia

  16. Bellissima storia, originale ed affascinante, tenera ma verissima la descrizione dell’arrivo del cucciolo a casa… si vede che ami i gatti e ne conosci la psicologia.
    Libro sicuramente splendido, vorrei farlo leggere a mia sorella che adora i gatti…

    1. Il tuo giudizio è molto bello,e mi fa sperare di avere fatto qualcosa che possa dare momenti di gioia e di condivisione.
      Grazie
      lidia

      1. Buongiorno Lidia, e grazie per la risposta.
        Sarà un segno del destino… mia sorella ha trovato un gattino nero piccolissimo, avrà un paio di giorni al massimo: ha ancora gli occhi chiusi ed il cordone ombelicale attaccato… lo sta amorevolmente curando secondo le indicazioni del veterinario e speriamo proprio di riuscire a farlo sopravvivere.

      2. Carisima Lidia,
        purtroppo l’avventura del piccolo Micha si è conclusa, ci ha lasciate qualche giorno fa; mia sorella, che gli ha fatto da mamma gatta, non ha più lacrime, perchè l’ha seguito giorno e notte, lo allattava, lo puliva, lo coccolava, e lui ricambiava con sorrisoni beati e sdentati ciucciandole il pollice o accoccolandosi sulla sua mano… siamo nella tristezza più profonda…

      3. Cara Maria, la fine del piccolo Micha mi ha molto intenerita. So cosa vuol dire un’esperienza di questo genere, che spesso facciamo fatica ad accettare.Mi commuove che tu mi abbia comunicato la notizia:l’amore per gli animali, soprattutto quanto più piccoli e indifesi,è una delle belle espressioni della vita,e può unire gli uomini. Avrei piacere di inviarti una copia del mio libro (contatta la redazione indicando il titolo del libro e l’indirizzo postale a cui spedirlo).
        Lidia

      4. Grazie mille, ho scritto alla Redazione, ti ringrazio per il pensiero.
        L’affetto per il piccolo Micha ci accompagnerà sempre, e il suo regalo a mia sorella è stato l’aprire le porte ad un’orfanella di due mesi, bellissima: mia madre si è intenerita a vedere la sofferenza di Francesca ed ha acconsentito a farle prendere un altro micino; come ha scritto un’amica, “non è sostituzione, è proseguimento”
        L’abbiamo chiamata Nicole, come il mio papà che non c’è più…

  17. complimenti sei davvero una persona eccellente non è facile trasmettere con parole povere quello che riesci a fare tu
    complimenti

  18. Una lettura davvero piacevole per il suo contenuto e per la ricchezza dei particolari che portano il lettore a conoscenza delle abitudini e della personalità (e sì,anche gli animali ne hanno una!) degli ospiti felini e della grande bontà d’animo della padrona di casa che non lesina certo loro protezione, cibo e carezze.
    Penso che questo libro delizierà grandi e piccini, ispirando a ciascuno quel rispetto e amore che è doveroso offrire ai nostri amici animali.
    Tanti complimenti Lidia.. un cordiale saluto
    Gianna

    1. Grazie Gianna, per il tuo giudizio e per l’augurio. Anch’io spero che
      questa storia possa contribuire a diffondere l’amore e il rispetto per tutti gli animali, soprattutto per i più deboli, piccoli,abbandonati.
      Un saluto cordiale anche a te.
      Lidia

  19. Ciao Lidia,
    vorrò leggere questa storia alla mia bambina, la quale adora i gatti ed i cagnolini!
    Abbiamo adottato un gatto dal nome Gastone!

    1. Ciao Claudia, grazie per il tuo intervento.Mi auguro che la storia del Mostro piacerà alla tua bambina. Ci sono descrizioni di tanti giochi, scoperte, momenti teneri…Non so la tua bambina quanti anni ha, ma io amo molto il capitolo sulla nascita dei Mostrilli.
      Auguri per Gastone e per la compagnia che i due cuccioli si faranno.
      Lidia

  20. Ho tanti gatti che trotterellano attorno alla mia casa (abito in campagna) e le poche righe lette descrivono davvero quelle che sono le dinamiche che spesso si innescano fra mici. Sono curiosa di sapere di più della storia di questa gatta che sembra nascondere qualcosa..non sembra anche a voi?

    1. ciao Cristina, posso risponderti solo ora.Mi dispiace per Mumu, e ti capisco.Anch’io un mese fa ho perso Tigrata, uno dei personaggi del libro, che aveva quasi vent’anni.Se la Redazione mi dà il tuo indirizzo, ti mando una copia del MOSTRO E I SUOI MOSTRILLI, nella speranza che ti aiuti a superare un po’ il tuo dolore.
      Lidia

  21. Complimenti, Lidia
    sei riuscita a trasmettere attraverso la scrittura l’amore che hai verso questi coccolosi animali, regalandomi un momento di autentica tenerezza.
    Brava.

    Un saluto.
    Anna Laura.

    1. grazie ,Annaluna.Sono contenta di averti fatto vivere “un momento di autentica tenerezza”.Quello che tu dici è per me motivo di grande incoraggiamento. Auguri e saluti anche a te.
      lidia

  22. …il mio Mumu mi ha lasciato il 20 maggio dopo quasi 20 anni d’amore…mi ha lasciato un grande vuoto indescrivibile…mi piacerebbe leggere questo libro…

  23. Anch’io ho un gatto, ovvero, come dice qualcuno, è il gatto che mi possiede, e amo questi animali e le loro storie. Credo che la storia del Mostro e dei Mostrilli sia dolce come l’immagine di copertina; l’autrice esprime, fin dalle prime pagine, il suo amore e la sua dedizione per i gatti, che evidentemente fanno parte della sua vita. Auguri e complimenti.

    1. Ciao, Giusi. Non solo i gatti ci possiedono,ma spesso sono dei veri e propri tiranni. Il tuo giudizio è molto tenero, e ti ringrazio. Auguri anche a te.
      Lidia

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