Non c’è amore più grande

La notte qui è dolce e tiepida, le foglie del castagno della chiesetta di fronte si stagliano contro il profondo blu del cielo.
Mi basta tendere la mano per toccare simbolicamente il cielo e sentirmi amata, come per altri basta sfiorare la spalla della propria anima gemella.
Sento scendere su di me una grande pace mentre ripercorro gli avvenimenti del Triduo Pasquale, gli incontri indimenticabili del Molinello, le emozioni profonde che ho vissuto.
Congiungo ciascuno di questi con il silenzio e la grande solitudine della notte e …scopro che al di là della comunicazione si trova la comunione, quel momento dopo il silenzio che unisce gli esseri più di quanto saprebbe fare un qualsiasi “ti voglio bene”.

L’amore può essere immenso, come la notte stellata in cui sento quasi il desiderio di dissolvermi, e la felicità si trova là dove la si lascia entrare.

E’ il momento di accogliere la grande tregua e i grandi sogni della notte, abbandonando l’agitazione rumorosa della città.
E’ l’ora in cui l’oggi raggiunge il domani, in cui l’uno continua a cedere il passo all’altro e non riesce a decidere chi passerà per primo.
E’ l’ora in cui i tiratardi continuano a chiaccherare sul marciapiede, ben dopo essersi detti arrivederci.
E’ l’ora in cui i bimbi affidano i loro sorrisi agli angeli del sonno. L’ora in cui gli amori lontani tirano fuori il sorriso dell’amato, come segno anticipatore del canto del giorno dopo.
E’ l’ora in cui la terra sembra dire a ogni uomo: non lasciarmi, mi sento tanto più bella quando ci sei tu!

Che la vostra notte sia serena e tutti i vostri sogni siano belli!

Milano, 24/3/2008 h.21.28

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