menu Menu
Laura T.Parravicini
Laura T.Parravicini

Quando sono nel deserto esistenziale comincio a scrivere per trovarvi una sorgente. Un sentimento misto di tutto, come il fogliame con la pioggia, è una gioia che arriva, come un immaginario alfabeto del mondo, ispirato da quello che ne è la chiave d'apertura: amore.

Pagina precedente Prossima pagina

"L'anima di Vina e la banca rotta" di Laura Tonti Parravicini

Nell’ambito della Rubrica “Leggiamo Insieme” – Presentazione di libri on line, presentiamo “L’anima di Vina e la banca rotta” di Laura Tonti Parravicini. Come scrive Nicla Morletti, si tratta di un romanzo particolare, una storia che si dipana in Inghilterra nell’Anno di Grazia 1870. Protagonista è una donna singolare, le vicende si intrecciano, si amalgamano, si […]

Continua a leggere


Mattino di nozze

Si spacca il mattino come una melograna con rosse crepe lucide. Ah, quando arriverà domani l’aurora, tardi, biancheggiando oltre il letto, vigile mi troverà ai cancelli del matrimonio, mentre aspetto che si diffonda la luce su di lui, che sazio dorme con la testa sprofondata, incosciente. E quando l’alba s’insinuerà dentro cauta m’alzerò per osservare […]

Continua a leggere


In attesa

Ti aspetto, ritorna, a fiorire le mie giornate. Spegni le stelle e accendi l’infinito, di fiori, di colori. Ricama la mia vita. Al mattino, al primo aprire degli occhi, io guarderò te. Risvegliata alla viva luce, compiendo il lavoro del giorno ogni momento penso a te. Al tramonto, verrò a sedermi davanti a te, e […]

Continua a leggere


Non c'è amore più grande

La notte qui è dolce e tiepida, le foglie del castagno della chiesetta di fronte si stagliano contro il profondo blu del cielo. Mi basta tendere la mano per toccare simbolicamente il cielo e sentirmi amata, come per altri basta sfiorare la spalla della propria anima gemella. Sento scendere su di me una grande pace […]

Continua a leggere


Daniele

Tu eri l’aria che respiravo; eri ogni musica immaginabile bella, senza tempo, esagerata; eri ogni dolore che mi affascinava, mi digustava, mi rabbrividiva. Eri il terreno su cui camminavo, cadevo, rotolavo, e la mano che mi rialzava, accarezzava. Eri la voce che mi scorreva nelle vene, eri il tempo che mi sovrastava, eri il verde […]

Continua a leggere



Pagina precedente Prossima pagina

keyboard_arrow_up