M.: C’era una forza che mi sollevava da terra ogniqualvolta lui stendeva le braccia in avanti per catturarmi.
Il mio inconscio era in grado di generare un fatto simile?
Eppure quando lui compiva quel gesto sicuramente rapido e improvviso, io non vedevo né l’inizio né lo svolgimento della sua azione poiché di rado mi voltavo indietro e mai quando si trovava a pochissimi metri di distanza dalla mia ombra. Avvertivo invece la presenza delle sue mani: sentivo la pulsazione del cuore che fluiva velocemente attraverso l’arteria radiale e si propagava all’esterno sottoforma di onde meccaniche longitudinali, e percepivo, oltremodo, come fosse una preziosa fonte energetica, il fortissimo calore, quasi ustionante, che le avvolgeva  e quando questo si propagava con un formicolio crescente dalle mie spalle via via in tutto il corpo, mi sol-levavo in aria con un balzo violento e spaventoso che mi faceva nuovamente oltrepassare le infrangibili nuvole, le quali continuavano inesorabili a dilatarsi ed infittirsi nel sottostrato dell’atmosfera, e nel mio continuo e genuino stupore volavo per pochissimi istanti sopra di esse, ma non riuscivo ancora a domare quell’immane energia che nasceva probabilmente dal nulla e che successivamente invadeva ogni centimetro della mia materia. Tale energia era completamente fuori del mio controllo e tutte le volte che involontariamente ne usufruivo o che essa intenzionalmente beneficiava del mio corpo, mi sentivo debilitato e tramortito.
Da dove proveniva questa energia? Perché mi aiutava?
Ancora una volta vivevo delle situazioni di assoluta irrazionalità occultamente ornate da principi e concetti per me completamente astrusi che andavano anche oltre lo scibile umano.

B.: Era il male! Quella potenza insita in lui di cui avevo tanta paura era il male che lui rappresentava: era quel male che dovevo sconfiggere, era quel male che momentaneamente lo dominava.
Non erano per niente assurde e fallaci le parole di quell’ammaliante oratrice! La sua nefasta profezia – ormai da me totalmente appurata – si stava sorprendentemente avverando; un anticipo poco gradito, stimolato, probabilmente, dall’incombere di un pericolo reale ed esistente.
La mia carica goliardica, baldanzosa e imprudente, dopo l’ascesa delle mie innumerevoli elaborazioni, scemava inesorabilmente fino a stemperarsi e come un vecchio saggio, coscienzioso e solerte, prendevo atto del pericolo a cui andavo incontro, valutandone, per quanto possibile, i probabili effetti e mi veniva da rabbrividire al pensiero che tutto ciò che avevo visto di irreale e inspiegabile in quelle ore fosse soltanto una primitiva e innocua evoluzione della sua sconfinata potenza, poiché non era ancora a conoscenza della reale essenza del suo essere, e io proprio durante questa sua inconsapevolezza dovevo agire. Era l’unico modo possibile! Dovevo intervenire prima che tale potenza riuscisse totalmente a sprigionarsi; dovevo intervenire prima che fosse lui a domarla.

M.: Non riuscivo a seminarlo solo correndo e non riuscivo nemmeno a volare. Quell’energia forte e avvolgente venuta dal nulla mi aveva ingiustamente abbandonato e senza più artifici e senza più risorse affrontavo la furia cieca e irrefrenabile di un esaltato, che rigettava su di me tutte le sue innumerevoli frustrazioni.
Sentivo il bisogno impellente di una tregua; desideravo fermarmi anche solo per un istante per riprendere possesso in qualche modo della totalità della mia materia, riaffermando la legittima supremazia della mia volontà sull’innaturale autonomia dei miei arti inferiori, e come un vecchio nostalgico incallito rievocavo ossessivamente quell’introvabile pertugio, il quale – eletto da me custode temporaneo di tutti i miei beni: la mia vita, il mio corpo e la mia mente – avrebbe vegliato per più di sette giorni e sette notti sul mio sonno profondo e rigeneratore.
Volutamente m’inoltrai nel centro storico della città con l’unico intento di approfittare dei vicoli ingarbugliati e semioscuri per far perdere le mie tracce e durante il mio scompigliato e tortuoso percorso, interponevo fra me e il mio zelante persecutore qualsiasi forma d’ostacolo urbano che mi si presentava davanti, ma lui vanificava continuamente ogni mia iniziativa: era sempre lì, a pochissimi passi da me; superava qualunque oggetto di qualsiasi dimensione e sostanza con una facilità da abile circense e avevo anche l’impressione – se pur a tratti – che riuscisse a oltrepassare la materia.
Come potevo dipanarmi da una situazione surreale e incomprensibile?
Mi sentivo intrappolato in un incubo!

***

Dal libro Introspezione di Giusi Rollo

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19 thoughts on “Introspezione di Giusi Rollo

  1. Cara Giusy, il sito è vasto e noi siamo tanti ma, non è difficile… basta andare in home page manualedimari, e dove c’è scrito ricerca scrivere il nome o il titolo ci troviamo tutti come io ho fatto con te, o, quando sei in google… motore di ricerca… scrivi il mio nome e cognome ti esce benissimo.
    Ciao Grazie.

  2. Ho ricevuto il volumetto ” Introspezione ” e la ringrazio.
    Lo leggero’ con gioia ed attenzione. Sara’ mia premura , poi, farle conoscere le mie imnpressioni.

    Gaetano

  3. I miei complimenti Giusi,
    per aver trattato molto bene un argomento delicato quanto interessante.

    La mente umana è la parte dell’essere che più mi intriga, in tutte le sue complessità fisiche e spirituali. Poichè l’uomo sappiamo tutti che è fatto di materia ma, anche di spirito a mio avviso sarebbe bene tenere in equilibrio questi due elementi avversari. Si avrebbero meno guerre con sè stessi e con gli altri. A mio avviso conoscere di più la mente umana sarebbe molto utile sin dalla giovane età. Speriamo che nelle scuole lo possano prendere in considerazione nei prosimi anni sin dalle primarie.

    Anche l’introspezione: analisi e osservazione diretta della propria interiorità, diventerebbe più naturale e, i prodotti del pensiero più governabili.

    Che senso ha… avere molto sapere, se poi non viene ricondotto alla coscienza critica del prorio “io”?
    Solo la conoscenza di sè più definita e dei propri limiti rende l’uomo sapiente, oltre indirizzarlo verso i sentieri della virtù.
    Oggi come vedi l’uomo cura molto di più il corpo di un tempo, ma io credo che… compito dell’uomo sia anche di curare l’anima per avere l’equilibrio delle due forze personali. Ecco che allora diventa psicoterapia come leggere un buon libro, leggere una bella poesia o ascoltare una buona musica.

    Ciao mi piacerebbe leggerlo con più serenità il tuo libro sotto la frescura di una palma magari, non pensando di dover essere solo i piccoli e onesti pagare le tasse.

    Ciao Franca Fasolato

    1. La complessità del libro e del linguaggio è stato studiato proprio per sottolineare la complessità della mente umana e non tutti riescono a percepire questa intenzione. Chi è appassionato dell’analisi dell’io lo coglie, lo individua. Sono contenta che lei l’abbia individuato. La storia surreale del racconto fa solo da sfondo alla continua e persistente analisi dell’io dei due protagonisti. Contatti la redazione e volentieri le manderò il mio libro.

      1. Gentilisima e Signora Giusy,
        è stata proprio una inaspettata e felice sorpresa oggi ricevere il tuo libro.
        Sì! Io sono appassionata dell’analisi dell’io, della psiche umana con tutte le sue rappresentazioni conscie e inconscie. E, la mia sensibilità ha colto il messaggio senza fatica. Anch’io scrivo osservando la relatà oggettiva poi la porto al surreale per calarla in psicoanalsi. Se vuoi leggere e commentare il mio racconto mi farebbe immenso piacere, vedrai che è lo stesso messaggio che volgo anch’io al lettore, ma purtroppo non tutti viaggiamo nella stessa dimensione emotiva, ecc… Siamo belli forse anche per questo. Molti fattori, in questi casi entrano in gioco: il gusto, le passioni, gli interessi, la cultura, l’etica, il credo, ecc…
        Certo che ogni autore vorebbe una conferma di gradimento ma, sono sicura che quando sarà il momento giusto la comprensione e l’apprezzamento ci sarà!
        Grazie ancora alla prossima Franca

      2. Lo puoi leggere in manualedimari.it fra gli inediti, per ora, è intitolato “L’Armonia di Letizia” in attesa di essere parte della mia nuova raccolta… che quando sarà più nutrita la pubblicherò spero presto, con piacere te la spedirò. Se vuoi ci sono anche delle mie poesie nel sito, devi cercarmi nel blog degli autori della grande famiglia manualedimari. Fammi sapere se ti piace e cosa trasmette. Come le poesie Grazie Franca Fasolato.

      3. Gentilissima signora Fasolato, non sono riuscita a trovare il suo racconto nel portale. Magari mi faccia sapere quando pubblicherà la sua raccolta. La saluto cordialmente.

  4. Mi ha parecchio incuriosito il titolo, poichè non si finisce mei di imparare su se stessi perciò è sempre bene esercitarsi nell’introspezione. Certo questo brano mi ha lasciata perplessa perchè non sono riuscita a farmi un idea di cosa concretamente si tratti….e questa suspence aumenta la curiosità!

    1. Il brano che ha letto non è l’inizio del racconto, per questo non è riuscita a farsi un’idea, comunque la suspence e la curiosità è la caratteristica del libro fino all’ultima pagina.

  5. Per raccontare bisogna leggere molto. Leggere dentro noi stessi. Come fa ‘ Giusi Rollo in “Introspezione”, dove la scrittura dell’ anima emerge tra i periodi del romanzo.

    Gaetano

  6. Il brano estrapolato è troppo breve per definire il romanzo ma come incipit mi sembra notevole. Spinge alla lettura, a saperne di più.
    Spero di poterne ricevere da lei una copia per giudicarlo nella sua interezza.

    Saluti!

    Stefania C.

  7. Intanto una scrittrice della mia stessa terra….la Puglia! Si possono sentire quegli odori e quelle sensazioni anche ripercorrendo le note dell’inconscio! Vorrei leggere il libro….mi congratulo anticipatamente! Sarà sicuramente molto bello!
    Grazie.

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