Maledetta chiave

Correva l’anno 1970. Erano le ore diciannove di una tiepida giornata primaverile, le ombre si allungavano, cominciava a imbrunire. Nella pista di pattinaggio e nel parco giochi, ricavati in un’area verde tra alberi secolari di varie essenze, alla periferia della città di Bonsur, capoluogo di una vasta provincia di una nazione del centro Europa, erano rimaste poche persone.
Una procace ragazza bionda stava riponendo i pattini a rotelle in una borsa sportiva.
«Sono Konrad,» le disse un bell’uomo di media età, elegante, con vestito grigio scuro a doppio petto, camicia bianca e cravatta blu, soggiungendo «dove abita?»
«A un paio di chilometri da qui, in via Fater» rispose lei.
«Ma guarda un po’ che combinazione, devo passare proprio da lì, vuole un passaggio? Ho l’auto parcheggiata giusto a due passi» disse lui, indicando con un braccio una lussuosa vettura sportiva rossa.
«Grazie, non si disturbi» si schermì lei.
«Si figuri, andiamo pure» incalzò lui avviandosi. E subito le chiese:
«Come si chiama?»
«Greta Smart» rispose lei, accondiscendente. Era tranquilla, non solo per le buone maniere di quella persona, ma anche lusingata di salire su quella bella macchina, pur se un po’ confusa per quanto le stava accadendo.
Partirono, ma dopo un breve tratto di strada lui si frugò nelle tasche e disse: «Per la miseria devo andare a pagare l’avvocato ed ho dimenticato il libretto degli assegni. Le dispiace se faccio una puntata fino a casa?»
«Abita lontano?»
«Sulla collina alta. Andiamo, così le faccio provare l’ebbrezza della velocità e della ripresa di questa macchina.»
«Volentieri, non ho problemi di orario.»
«Quanti anni ha?»
«Ventuno.»
«Beata lei che è nel fiore della giovinezza, io sono quasi cinquantenne.»
«Però, non si direbbe. Non ne dimostra nemmeno quaranta. Che lavoro fa?»
«Sono rappresentante di prodotti farmaceutici.»
«Io sono studentessa universitaria, ho optato per il ramo della psicologia.»
«Penso che sia una scelta indovinata, nel mondo moderno queste problematiche coinvolgono sempre più gente.»
Smisero di parlare perché, dopo un rettilineo, la strada iniziava a serpeggiare tra dossi collinari ed egli era concentrato sulla guida. Si esibiva, infatti, con sgommate e accelerate.
Avevano già percorso diversi chilometri e lei chiese: «Quando arriviamo?»
«Siamo giunti. Ecco, quella casa sulla destra è mia» rispose lui, indicandola con un braccio.
Dopo qualche istante parcheggiò l’auto a fianco di una linda villetta color mattone, con intorno un prato all’inglese e un boschetto di abeti.
Si girò verso di lei e disse: «Vedo che è sudata. È per la fifa della corsa, o perché ha pattinato tanto? Venga che le offro una bibita, stiamo solo qualche minuto.»
«Non ho paura della velocità. Mi capita sempre di accaldarmi quando faccio sport, m’impegno molto. Comunque, non si disturbi.»
«È solo un piacere» concluse Konrad.
Scesero dall’auto e si avviarono.
Lei chiese: «Ci sono i suoi?»
«No, vivo da solo, da diverso tempo ho acquisito indipendenza economica e preferisco essere autonomo.» Aprì la porta e la condusse in una sala facendola accomodare su un divano.
«Gradisce un’aranciata o un succo di frutta?»
«Grazie, un’aranciata.»
In meno che non si dica tornò con due bicchieri pieni, uno l’offrì a lei, l’altro lo bevve lui.
Greta aveva appena posato il bicchiere vuoto, voleva alzarsi, ma si accorse di sentirsi piuttosto intontita.
Aveva appoggiato la nuca sullo schienale del divano, ma il senso di sfinimento cresceva e aveva esclamato: «Non so cosa mi stia succedendo.»
«Forse dipende dalla bibita, magari troppo fredda, si riposi un poco» le aveva mormorato Konrad con voce calma, per tranquillizzarla. Lei avvertiva però uno strano stato di sonnolenza che andava rapidamente aumentando, al punto da non riuscire a tenere le palpebre sollevate. Erano poi svaniti i contorni delle cose e si era addormentata.
Konrad si era guardato allo specchio e aveva notato nella sua espressione un ghigno diabolico. Si era stropicciato le mani per la contentezza, si era seduto di fianco a lei, l’aveva osservata con aria soddisfatta e aveva bisbigliato: «Anche questa è fatta.»
Di tanto in tanto la rimirava compiaciuto, come una fiera che guarda la preda inerme, essendo lei ormai caduta in un sonno profondo.
Si era poi alzato e aveva aperto la porta di accesso alla taverna, indi le si era avvicinato, l’aveva presa tra le braccia e aveva osservato che i fluenti capelli biondi di lei gli sfioravano le ginocchia.
L’aveva portata giù per le scale, era entrato in una stanza e l’aveva adagiata su un letto a due piazze. La guardava estasiato, le accarezzava la fronte e bisbigliava: «Da giorni spiavo le tue mosse, ora sei finalmente mia. Dormi tranquilla, piccina mia, da domani ne vedremo delle belle.»
Aveva infine chiuso a chiave la porta ed era tornato su. Sprizzava felicità, come da diverso tempo non gli succedeva.

Palpitanti emozioni di Giuseppe Sciascia – M.E.F. L’Autore Firenze Libri, 2011 – pag. 116
Ndr – Nuova versione dell’articolo pubblicato il 23 giugno 2012

Il commento di NICLA MORLETTI

Scrivere racconti è un’arte, una fusione di storie e personaggi in un caleidoscopio di emozioni, palpiti e verità. Domina sempre, regina, la creatività. E Giuseppe Sciascia, abile tessitore di trame, in un linguaggio sobrio e sciolto dallo stile inconfondibile, ci propone un libro dal titolo: “Palpitanti emozioni”, pubblicato da “Mef – L’autore Firenze Libri”, che è appunto una raccolta di racconti.
Apre il florilegio la vicenda: “Maledetta chiave” che è già di per sé un romanzo breve, accattivante e seducente che desta pathos e curiosità nel lettore. Sfogliando le pagine ci si interroga sui personaggi, sui luoghi, sulle vicende più o meno noir. E poi c’è la scena della ragazza nella villa maledetta e l’anziana signora ricchissima che confessa al parroco di essere una cleptomane. Non mancano infine racconti ambientati durante la Resistenza e storie con “venerabili” fantasmi in perfetto stile anglosassone.
La capacità narrativa di Giuseppe Sciascia è notevole, allettante, lo stile coinvolgente, tanto che egli, da narratore di razza, a tratti cambia registro e da una serie “nera” passa ad un delizioso “pastiche” sul tradimento coniugale. A questo punto non resta che dire ai lettori: “Assaporate queste pagine, ve lo consiglio. Immergetevi, come ho fatto io, in queste storie noir tra fantasia e realtà”.

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19 thoughts on “Palpitanti emozioni di Giuseppe Sciascia

  1. Libro scorrevole e molto piacevole,complimenti all’autore,lo consiglio vivamente.Testo parimenti gradito anche ad una seconda lettura a distanza di tempo.Nicola Imbriani

  2. Già nel titolo si può intravedere uno sviluppo della storia tale da suscitare nel lettore “palpitanti emozioni”. Lo stile fluido e scorrevole mi ha tenuto avvinto alla lettura, tutto di un fiato, fino alla fine, che, come già prevedevo, non mi ha deluso.
    Ad maiora
    Claudio

  3. Un gradito stralcio davvero ben scritto, con uno stile leggero, fresco e invitante.
    Spero di poter leggere il libro.
    Complimenti all’autore!

    Stefania C.

    1. Ben tornata Stefania,

      la informiamo che abbiamo inviato il suo indirizzo a due autori, ci faccia sapere quando riceve i libri ringraziando gli autori nei commenti ai loro libri.
      Buona lettura e Buon Natale.

      1. Volevo ringraziare l’autore per il libro che mi ha inviato, mi è arrivato oggi.
        Grazie anche pe rla bellissima dedica!
        Appena lo leggerò le invierò con molto piacere i miei commenti e lo farò conoscere ai miei amici, appassionati lettori come me.
        Saluti e tanti auguri per un buon Anno 2013!!
        Stefania C.

  4. Palpitantii emozioni è un libro scritto da una penna piena di colori, di fantasia e nello stesso tempo di lucidità di pensiero, coglie le diverse sfaccettature umane, mescola le situazioni, non perde mai il filo, tenendo il lettore incollato alle sue pagine.
    Avendo letto l’opera sua comlpleta attendo con grande impazienza il suo prossimo lavoro.

  5. Straordinaria la fantasia dell’autore che avvince il lettore costantemente, pieno d’ansia per lo sviluppo delle vicende che si prospettano sempre più intriganti ed affascinanti. Dopo il testo si rimane in attesa dei successivi capolavori dell’artista.

  6. Per quanto ho potuto leggere da questo breve stralcio, mi è sembrato un romanzo molto coinvolgente.
    Sarei felice di poterlo leggere interamente.

  7. La minuziosa cura letterale e psicologica che l’autore manifesta nello scrivere i racconti del libro “Palpitanti emozioni”,appassiona il lettore che scivola negli episodi divenendone parte. Le storie narrate si leggono tutte d’un fiato.

  8. I fatti e gli eventi descritti in modo particolareggiato nel libro “Palpitanti emozioni” creano nel lettore suspence e voglia di arrivare alla fine del racconto. L’autore rivela sensibilità e aderenza alla realtà attuale,tanto che nel racconto”La pantafeca e il diavolo” porta il lettore a riflettere che solo la fede e non lo spiritismo ci assicura il ricongiungimento ai nostri cari trapassati.

  9. Palpitanti emozioni è un libro che ti coinvolge fin dalle prime pagine e la lettura prosegue velocemente per il desiderio di conoscere certi risvolti delle varie trame. Tra i vari racconti vi consiglio “la chiave maledetta”, che è una continua suspence…… un grazie all’autore

  10. E’ un libro che leggi tutto di un fiato, ti appassiona e poi torni a rileggerne alcune parti per assaporarle meglio! si legge piacevolmente per la stesura semplice e scorrevole, ma allo stesso tempo incisiva e graffiante.Un libro molto interessante che consiglierei agli amici, certa di far loro un favore..

  11. Ecco mostrato come lasciarsi andare con leggerezza nei rapporti con l’altro a volte, si spera non troppe, non sempre tutto scorra liscio: significa che si debba stare sempre in guardia? avrei piacere di scoprirlo proseguendo la lettura del romanzo.

  12. Una trama che si preannuncia avvincente sin dalla prima pagina, dal senso di intorpidimento della ragazza in poi l’ansia cresce e con essa il timore di ciò che riserveranno le pagine seguenti.
    Appare dunque un romazo avvincente con dialoghi scritti informa scorrevole e semplice-
    Può coinvolgere gli amanti dei gialli e quelli di storie gotiche.

  13. ” Palpitanti emozioni ” ci colgono leggendo il raccondo di Giuseppe Sciascia.
    E una voglia di matta d’ investigare ci sommerge quando la giovin affascinante vien addormentata.
    Gradirei leggere il volume per intero. E poi donare una particolareggiata recensione all’ autore.

    Gaetano

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