Indagine sul Dio Sole di Emilio Ceccarelli

… Quando iniziò la Preistoria? È bello, anche se non scientifico, affermare che la Preistoria “si perde nella notte dei tempi”. R. Furon, massimo studioso francese di preistoria, afferma nel suo Manuale di Preistoria, che “creata da dilettanti, [ … ] è divenuta una scienza [ … ] ma non ha perduto nulla della sua popolarità [ … ], la Preistoria copre, nel tempo e nello spazio, un campo immenso. L’evoluzione dell’umanità [ … ] è in corso da circa un milione d’anni”. Solo nel 1800 archeologi e paleontologi, principalmente francesi e inglesi, fecero le prime vere indagini scientifiche, confrontando e integrando conoscenze e scoperte geologiche, paleontologiche, archeologiche e astronomiche. Fecero, in termini moderni, ricerche comparate, organiche e sistematiche interpretando, per quanto concerne la preistoria dell’uomo, i primi reperti quali selci scheggiate, ossa, denti e asce in pietra levigata. Il crescente coinvolgimento d’istituti e ricercatori specialistici e la disponibilità d’aggiornati testi sul tema, consentono di approfondire e dare attendibilità scientifica ad argomenti lasciati troppo spesso a imprecise informazioni giornalistiche o a controverse congetture di parte.
Sulle orme degli esploratori che portarono alla luce le testimonianze delle civiltà sepolte, rapiti dal loro fascino misterioso, sono state create migliaia di raccolte museali in cui i visitatori possono rivivere l’emozione delle scoperte.
Il Paleolitico, la famosa, misteriosa, affascinante, antichissima “Età della Pietra” scheggiata, della prima “industria litica”, è durato, si azzarda, poco meno di cinque milioni d’anni. È quindi il più lungo periodo tra quelli che caratterizzano la ripartizione delle Ere, è suddiviso in Paleolitico Basale o Archeolitico o Inferiore, in Paleolitico Antico o Medio e in Paleolitico Recente o Superiore detto anche “Pleistocene”.
Ma quando durante il Paleolitico apparve l’uomo e quando cominciò a creare armi e utensili con la pietra scheggiata, prima che nel Neolitico imparasse a levigarla? Pur rifuggendo dalla teoria di C. Darwin che farebbe risalire lo studio ai primi “ominidi/ scimmia” e limitandosi a quanto di maggior interesse per la presente indagine, si può riconoscere un lungo ciclo evolutivo umano che dall’Homo habilis, attraverso il Sapiens arcaico, giunse all’Homo sapiens sapiens, H.s.s., “anatomicamente moderno” a iniziare, s’ipotizza, da 290.000 anni fa nell’Africa centro meridionale. Su tale base, alcuni studiosi “in contrasto con il modello darwiniano di continuità evolutiva [ … ] fanno derivare tutti gli uomini da una singola popolazione d’età “relativamente” recente, l’H.s.s”. Questo comune ceppo africano sarebbe migrato in Medio Oriente e da qui in Asia e in Europa avvalorando la teoria della sostituzione o più propriamente dell’integrazione genetica graduale con individui più arcaici presenti in queste regioni, piuttosto che la teoria multiregionale che sosterebbe evoluzioni interamente autoctone. Le prime vere testimonianze dell’H.s.s. risalirebbero a circa 180.000 anni fa in Africa, a 100.000 in Palestina e a circa 40.000 in Europa.

Quando iniziò “l’arte preistorica”? Di quanto è antica la creatività umana? Un ragionamento razionale la collocherebbe nell’epoca dell’H.s.s.; ma a mettere in discussione tale ipotesi sono i più recenti ritrovamenti, tra cui un’ascia scolpita in quarzite rosa, che archeologi spagnoli hanno rinvenuto alcuni anni fa tra resti fossili umani in una grotta ad Atapuerca, vicino a Burgos. Il capo-equipe, Prof. E. Carbonell dell’Università di Tarragona, e il direttore dello scavo Dr J.L. Arsuaga la giudicano come il più antico manufatto “artistico” rinvenuto sinora e collegano il suo colore a un primo, particolare rito funebre. La datano a ben 350.000 anni fa, rivoluzionando le precedenti datazioni, specie per l’Europa! I continui ritrovamenti dimostrano “anche in questo caso” l’aleatorietà delle datazioni sinora sostenute.
Nonostante tutto, è quindi ancor arduo fissare in modo certo l’inizio e la fine di Ere ed Età, specie considerando i diversi percorsi evolutivi a livello continentale o locale. In altri termini in ogni Età le relative culture [pietra scheggiata, levigata, rame (Cu), bronzo, ceramica e ferro (Fe)] apparvero nelle diverse aree in epoche distinte ed ebbero sviluppi, durate e caratteri propri. Clima, habitat, orografia e l’ambiente in genere influirono indubbiamente su tale fenomeno.

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Dal libro Indagine sul Dio Sole. Il culto, i simboli, la swastika di Emilio Ceccarelli – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2010 – p. 280

Il commento di NICLA MORLETTI

Ho trovato questo libro molto interessante e affascinante con la Saga degli Elios che, in sette episodi, dai lontani adoratori del sole giunge ai nostri giorni. Mi hanno catturato l’attenzione le immagini dei talismani, amuleti e pentacoli descritti accuratamente e qui raffigurati. L’uomo, non c’è dubbio, sin dalle origini, ha cercato il divino nei fenomeni della natura e delle cose. In questo volume sono trattati tutti i simboli e gli Dei solari nei quali l’uomo ha creduto dal Paleolitico fino ad oggi. L’autore ha disegnato tutte le figure e riproduzioni, mentre Eraldo Nitoglia ha ideato la copertina. Il sole, dio del giorno che sconfigge le tenebre della notte e che è luce e calore, è stato per millenni oggetto di adorazione. Emilio Ceccarelli passa in rassegna riti religiosi, cerimonie sontuose, descrizioni affascinanti che coinvolgono il lettore tanto da distoglierlo dalle quotidiane faccende. Un’opera e ricerca di inestimabile valore di cui consiglio vivamente la lettura.

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