Da Il progetto Uomo Scanner

Siamo nei primi giorni di febbraio del 2052 e da alcuni anni il destino del mondo risulta essere seriamente a rischio a causa delle condizioni ambientali del pianeta. Clima, sfruttamento delle risorse naturali e inquinamento stanno superando soglie di guardia difficilmente sopportabili non solo dall’uomo, ma anche dalle sofisticatissime strutture tecnologiche create negli ultimi decenni. Campi magnetici e corrosione dei materiali cominciano a creare problemi incontrollabili. L’insieme di queste criticità potrebbe dare vita a un cocktail di conseguenze non calcolabile.
L’evento più temuto, considerato imminente, è un’irreversibile devastazione ambientale globale capace di mettere fuori uso anche le tecnologie acquisite. E quindi necessario correre rapidamente ai ripari, per via della possibilità che l’intera comunità ripiombi all’improvviso in una condizione tecnico-scientifica di tipo preindustriale. Il governo del mondo, sorto da alcuni anni per occuparsi di temi ambientali, sanitari e di diritti umani a livello globale, vuole realizzare un grande piano preventivo di salvezza della specie umana e decide di elaborare un piano d’intervento che preveda, come ultima speranza di salvezza della specie, la realizzazione di alcune “Riserve di sopravvivenza” all’interno di aree risparmiate dalla distruzione totale, nelle quali poter recuperare conoscenze e saperi antichi basilari per la sopravvivenza umana.
Il programma del progetto deve affrontare, in primo luogo due ordini di problemi principali: primo, individuare aree idonee da un punto di vista dell’integrità geoculturale, secondo, recuperare l’intero bagaglio di capacità pratiche storiche ritenute basilari per la vita dell’uomo ritrovato si nuovamente immerso solo nella natura.
Le aree devono essere scelte fra quelle nelle quali risulta prevalere un elevato rapporto di conservazione tra ambiente naturale trasformazione antropica. Ossia luoghi caratterizzati da rilevanti aspetti paleoambientali adatti allo sfruttamento dell’uomo preindustriale e, allo stesso tempo, totalmente inutili alle esigenze dell’uomo post-industriale che quindi, all’alba della modernità, li ha rapidamente abbandonati lasciandoli completamente inalterati fino ad oggi. La risoluzione del secondo problema è l’aspetto più difficile del progetto, perché le conoscenze su ciò che facevano i nostri avi cacciatori, contadini, pastori, fabbri, scalpellini o altro si limita, ormai da parecchi decenni, alle sole fonti d’archivio, le quali, però, non sono mai state in grado di creare sistemi di raccolta capaci di documentare efficacemente le gestualità sviluppate dall’uomo nell’applicare concretamente le conoscenze acquisite nel tempo in queste attività.
A questo proposito circa un mese dopo, nel marzo del 2052, la Past Corporation propone di sfruttare quello che da sempre viene considerato il vero archivio storico delle culture materiali e che la tecnologia non ha mai affrontato con convinzione e, di conseguenza, nemmeno con un grande impiego di risorse: il terreno. Secondo loro, la strategia migliore da perseguire, per rispondere alla domanda posta dal governo del mondo, è di realizzare un oggetto pensato per funzionare come tramite tra la morfologia del suolo e le capacità motorie umane. Partendo da questa idea la Past Corporation, impegnata da decenni nel campo della donazione umana, decide di sviluppare il progetto denominato “Uomo Scanner”. Si tratta di realizzare un soggetto in grado di completare il bagaglio di conoscenze utili a ricostruire e a riutilizzare in pieno l’insieme di tutta la cultura dell’uomo, compresa l’esperienza accumulata nella storia materiale delle diverse civiltà nelle stesse condizioni tecnico-scientifiche in cui si sono formate e all’interno degli stessi scenari geografici in cui l’uomo le ha prodotte.
Le straordinarie capacità tecniche a disposizione dell’umanità consentono già di progettare e realizzare sofisticatissimi sistemi di rilevazione ambientale multisensoriale, ma anche robot con sembianze umane, paragonabili a veri e propri replicanti. Per cui, in questo caso l’idea della Past Corporation consiste solo, si fa per dire, nell’unire le due cose associandole all’interno di un soggetto unico: ovvero un robot dai lineamenti umanoidi, capace di compiere qualsiasi gesto fisico risalendo ad esso attraverso l’analisi delle modifiche lasciate sul terreno nella storia dalle stesse gesta umane. Praticamente uno scanner con sembianze umane.
Ma gli infiniti ragionamenti svolti all’inizio della fase progettuale non hanno portato solo ad una applicazione tecnica delle varie scienze informatiche e meccaniche. L’Uomo Scanner, per capirei, non avrebbe dovuto essere solo un cumulo di congegni elettronici programmati con razionalità. Di conseguenza, fin dall’inizio della progettazione, la Past Corporation aveva coinvolto anche le scienze umanistiche, le quali avevano tenuto conto, per esempio nella costruzione dell’esemplare da inviare nella Riserva europea, anche della forza emanata dal fascino ambientale della stessa regione scelta. Non a caso, ovviamente. Conoscevano bene la storia di quelle valli e sapevano quanto l’incanto paesaggistico di quelle montagne avesse contribuito, nel tempo, alla nascita di numerose bellissime leggende e quanto esse stesse, a loro volta, fossero riuscite ad influenzare la cultura delle comunità originarie e dunque anche i criteri di evoluzione delle pratiche materiali.

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Dal libro La montagna trasfigurata di Andrea De Lotto – GRUPPO ALBATROS IL FILO, 2011 – p. 217

Il commento di NICLA MORLETTI

Un fantasmagorico romanzo dove fantasia e creatività si intrecciano, fantascienza e sogno si amalgamano per dare vita ad un’opera geniale e originale che difficilmente passerà inosservata all’occhio del lettore. Lo stile è moderno, immediato, convincente. Gli ingredienti per la creazione di un ottimo romanzo ci sono tutti. Le vicende narrate si svolgono a cavallo di un lungo spartiacque di verdi praterie che unisce due territori centrali delle Dolomiti. Siamo nel febbraio del 2052. Il destino del mondo sta per compiersi a causa dell’ormai avanzato inquinamento, dei campi magnetici e della corrosione dei materiali. Nulla è più sotto controllo. A questo punto viene da chiedersi: “Quale sarà il destino del nostro mondo?” Un romanzo suggestivo visto attraverso un’ottica architettonica e paesaggistica attenta e inebriante.

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3 thoughts on “La montagna trasfigurata di Andrea De Lotto

  1. un salto nel futuro
    mettere il naso in qualcosa che verrà e che sarà solo la conseguenza di ciò che noi oggi stiam facendo
    uno spunto per riflettere, al di là che si tratti di finzione o fantascienza, sugli effetti che produrranno tutti i nostri comportamenti

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