Che giorno sarà oggi? Apro lentamente gli occhi e cerco di uscire da questo sogno che da molte notti tormenta il mio sonno, emergo dalla nebbia, rammento che è luglio, e la calura adombra la stanza che fatico a riconoscere. Tu dormi ancora, sposto il tuo braccio posato sul mio petto, respiro profondamente, ripenso alla visione onirica, mi trastullo con lei, trattenerla o lasciarla andare? Riavvolgo il nastro mentale e rivedo l’indistinta figura in attesa nel mio giardino, non ricordo la paura, forse non ne ho avuta, sono scalza e con quella camicia azzurra che ho preso in prestito dal tuo armadio. Mi avvicino a questa inattesa presenza, sento  sotto i piedi, l’erba appena tagliata solleticarmi i sensi attenti, la presenza si lascia accarezzare, è un uomo e i suoi contorni sono appena accennati.  Mi siedo incurante del sottile brivido che dà la rugiada notturna, cingo con le braccia il suo collo : è caldo come il fiato che disegna spirali nel buio della notte, gli parlo piano come se lui capisse le mie parole, stupita m’accorgo che mi ascolta e mi risponde! Chiedo il suo nome, – sono il tuo “altrove” -, banale penso io, per lui non è così banale, ha viaggiato molto per arrivare qui, tra gli aceri e il nespolo, dice che si fermerà fino a quando riuscirò a trasformarlo in un essere  reale perché è lui che ho cercato e cerco. Quello che sento circondare la mia spalla, con infinita tenerezza, è il suo braccio; il suo fiato è un respiro calmo e protettivo e il suo corpo, finalmente, si palesa: ha i capelli, il viso, un corpo e due mani forti e delicate insieme. Mi stringe più forte, sento il suo calore che m’avvolge, mi sciolgo nell’attesa, – parla -, sussurro alle sue orecchie, aspetto, l’impazienza accresce il battito del mio cuore. In alto luna e stelle paiono muoversi verso di noi, tutto è perfettamente immobile, una lucciola vaga irrequieta, i grilli zittiscono, un alito di vento smuove il rigoglioso biancospino – Sono  “l’altrove” che aspettavi, questa notte ho smesso i miei panni evanescenti e irreali che molti non riescono a riconoscere. Tu mi hai visto e mi hai accolto perché  non sei ancora cresciuta, come la Bella Addormentata, ti sei accomodata a piacer tuo nel mondo delle favole, è ora di  diventare grande, per questo hai bisogno di me -. – Che significa diventare grande?-
– Hai nascosto negli anfratti del cuore e dei sensi quello che sei veramente, io ti aiuterò a scoprirli, lentamente, lasciati andare e ti immergerai in quel mondo sconosciuto che hai sempre desiderato e mai avuto – Non capisco, ma lui ha parole sconosciute e intriganti che m’arrendo alle nuove sensazioni, e volo, mi libero, mi ritrovo senza fiato nelle braccia sconosciute,  calde e vere, si fa più ansante il respiro, la resistenza si annulla, e d’incanto ritrovo nel sogno o nella realtà, la mia vera, unica misura di donna. Ore, minuti, istanti d’indicibile bellezza,  t’allontani, e mi lasci così sulla soglia di un battito sconosciuto e fortissimo, forse tornerai nel tempo lungo o breve dell’attesa, che già si insinua nelle  mie gambe malferme e nel corpo rinnovato. Sono sveglia e spalanco gli occhi, tu mi stai guardando  incuriosito, ti accarezzo il viso e mi chiedo – non sarai stato tu, l’altrove di me?-

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35 thoughts on “Percorsi – l’altrove di me di Mariarosa Lancini Costantini

  1. Non sapevo leggendo le prime righe dove voleva arrivare l’autrice, poi sempre piu’ incuriosita ho letto le altre parole di un fiato. Bello, complimenti.
    Un sogno che credo ognuno di noi in diverse forme abbia vissuto: svegliarsi all’improvviso e trovare accanto il nostro uomo che ci osserva, puo’ voler dire una sola cosa, per fortuna, l’altrove e’ gia’ vicino a noi.

  2. Complimenti per le tue eleganti, simboliche, metaforiche parole che, sanno dipingere immagini, sensazioni emozioni, forti e delicate, come possono essere appunto i nostri sogni.
    Cara scrittrice, un tempo essi erono visti per la loro stranezza e apparente incomprensibilità, come messaggi soprannaturali e l’interpretazione dei sogni era riservata a pochi ‘Iniziati’.

    Un’interpretazione più moderna … per fortuna nostra, non può invece che tener conto di tutti i fattori che influenzano la vita dell’uomo, studiando questo fenomeno onirico come espressione autentica e sincera della mente, liberata dai legami della razionalità.
    Diventando per questo fonte di scoperte e di rivelazioni. La nostra mente viaggiando così libera ci comunica… a volte quello che inconsciamente desideriamo,a volte quello che non vogliamo o, non sappiamo di sapere e che, durante il giorno, viene bloccato dal filtro della nostra coscienza.
    E’ così che ascoltiamo la voce e la complessità della nostra mente, seppur in forma simbolica, sul passato, del futuro e di noi stessi. In pratica si libera una sorta di ‘fantasia immaginativa’ che attinge dal profondo della nostra coscienza.
    L’io che sogna, secondo gli esperti ‘quando non sono di ideologie diverse’ è l’inconscio!

    Mi piace come descrivi in dettaglio la bellissima immagine floreale che è il tuo giardino. Io la trovo di straordinaria rafinatezza l’erba verde che, ti solletica i piedi bagnati dalla rugiada della notte. Questi simboli e metafore le uso spesso anch’io, perchè a mio modesto parere, sono il contenuto della nostra mente che senza di loro non potrebbbe esprimersi in modo poetico e lasciando libera l’interpretazione, fantasia, immagine di ogni singolare lettore compiaciuto.

    Ora ti auguro una buona notte e, di incontrare ancora nei tuoi sereni sogni il tuo ‘altrove’, così scriverai la continuazione; che io sarò ben lieta di leggere per l’estate! Sognado di passeggiare come una fata a piedi nudi sull’erba possibilmente incontaminata con voi! Ciao a presto.
    Franca Fasolato

  3. L’autrice trasporta il lettore in un’atmosfera di dolcezza, serenità , di tenerezza e di amore tale che non si può che rimanerne pervasi e avvinti anche dopo aver terminato la lettura.Complimenti davvero per le bellissime emozioni che ha trasmesso!

  4. Gentile tigre,
    grazie mille per gli auguri!!!
    E’ stato un piacevole compleanno, sarebbe bello se fosse possibile portare sempre con noi una manciata di quei “coriandoli-dei-momenti-felici” che non sono riusciti a volare via!!!
    Un caro saluto,
    triglia

  5. Complimenti, per la descrizione onirico-reale del sogno: lei che si alza ed esce in giardino con la camicia di lui, nella notte di luglio, in cui i grilli zittiscono ed una lucciola vaga…ma c’è quel suo “che da molte notti tormenta il mio sonno”, che mi aveva indotto a pensarlo un sogno di evasione da un reale forse un po’ stretto e pesante, come il braccio dell’uomo che dorme accanto alla narratrice.
    Poi ho scoperto la sua notte di San Lorenzo e il suo accenno a colui che legge il giornale poco distante da lei, che vive accanto a lui da tanto tempo. E credo di avervi trovato il tono leggero e profondo insieme della tenerezza e della complicità: non ho avuto più dubbi. E’ lui il suo “altrove” del sogno; e la camicia che lei indossa ne è simbolo e prova.
    Le auguro che tutta la serenità che traspare da molte delle sue parole sia per sempre. PAOLA PICA

  6. Splendida “triglia di scoglio” cioè Mariagrazia, augurissimi per il tuo compleanno, ricorda che gli anni sono coriandoli colorati dispersi nelle ore andate, ne teniamo alcuni per ricordare, altri per farci male – a volte-. goditi questo giorno, tra sorprese e regali, di chi sa, quanto meriti. Ciao.
    A Dorella il cui viso mi intriga moltissimo, tutto da scoprire nei tratti intelligenti e decisi, GRAZIE e aspettati posta cartacea.MARIAROSA alias la tigre che, dalla sponda lombarda del lago guarda alla sponda piemontese.

  7. Sono penetrata nel tuo “superIO” che tanto bene hai descritto: istanti di realtà e di fantasia ad un tempo, che ci riportano all’essenza di noi stessi, di ciò che siamo, di ciò che vorremmo essere; di ciò che abbiamo e ciò che vorremmo avere.
    Grazie per avermi spedito il tuo libro che leggerò con vivo interesse.
    Sai perchè non ti avevo scritto il commento? Aspettavo di terminare il quadro del tuo giardino che ti avrei inviato per dirti tutto quanto.
    Ciao cara Maria. Dorella

  8. Ma quante marie!, Cara Maria Grazia per far si che non ci confondano io sarò , come del resto mi chiamano gli intimi, TIGRE. e tu? Ciao. A Sabato Petrone grazie per la sua attenta osservazione.

    1. Gentilissima mariarosa (alias tigre)!
      Anche io sceglierò un soprannome “del mondo animale”, ovvero, TRIGLIA!!!
      E’ da un po’ di tempo che mi gira per la testa questo nome: oltre ad avere un sapore buonissimo, è anche un pesciolino molto simpatico (parlo della triglia di scoglio), dai colori “solari”!!!
      Buona domenica!!!

      p.s. oggi è il mio compleanno: il suo libro è stato un piacevole regalo!!!

  9. E’ come se l’autrice fosse uscita dal suo corpo e guardasse e vivesse le scene dal di fuori o dall’alto con un’introspezione diversa da quello che è l’animo di chi si esprime.
    Complimenti, non è facile giocare in questo modo con le parole ed i sentimenti…

  10. Leggo solo adesso i commenti, a Mario De Rosa così giovane e profondamente intuitivo, grazie per aver capito, nonostante il fluire del tempo, conosco il “mio altrove”, ma è cosi utopico pur essendo reale, che lo coltivo come i lussureggianti fiori del mio libro. A tutti, veramente a tutti GRAZIE! Mariarosa

    1. Ed ora, leggi anche il mio, =Farfalla che non sei,Farfalla che volevi essere, anche tu hai splendide ALI= Ricordi? Questo è il mio commento che conosci già!
      Il tuo amico sempre viglile……Cagliostro.

      1. Carissimo Cagliostro, come potrei dimenticare, la leggo ogni giorno, non preoccuparti la tigre s’è addormentata a suo piacere, sognando i prati d’Irlanda, tu invece ricorda questo:
        THE END
        Sciogli gli ormeggi
        alza le vele
        mio bel capitano,
        brezze leggere attenuano
        l’acuto affanno
        del lasciar l’indubbio.
        Risoluto è il passo
        senza fardelli l’addio,
        leggera vado, con viole nei capelli.
        Vigila pure, io farò altrettanto. Mariarosa the tiger

  11. una tematica che mi ha fatto riflettere:dov’è il mio altrove?
    sicuramente dentro di me, in una parte nascosta, che magari ogni tanto viene fuori, clandestina, senza farsi notare.
    complimenti, ilaria

  12. La prima sensazione che si ha leggendo è di un accumulo emotivo, una tensione fortissima che, sapendosi orientare in mezzo a parole oggettivamente rigogliose, trasporta.
    Non so quale presupposto abbia ispirato questo brano, però devo ammettere che, lasciandosi guidare dal lessico iconico, suggestivo, talora delicatamente sensuale, si prova un desiderio panico, un’emozione intensa e allo stesso tempo diradata in mezzo a tanti giacigli floreali.

    L’importanza del “verde”, anche nel buio della notte, è fortissima.
    E’ davvero un itinerario dentro la sensibilità di una persona, che da Bella Addormentata stimola una riflessione solo apparentemente disimpegnata.

    Davvero Complimenti…

  13. mi hai fatto riflettere su cos’è l’altrove di me e dov’è…e ho pensoto che sono io e è in me: è quella parte che si nasconde ma che vuole uscire, è tutto ciò che per convenzioni o per quieto vivere reprimiamo, ma che nei sogni ci ricorda di esistere. Un abbraccio e un grazie per avermi fatto riflettere su un tema così profondo

  14. Il desiderio stilizza un partner ideale. E lui si materializza : nel sogno o nella realta’ ? Qui sta l’intrigante percorso del romamzo.
    Maria Grazia scrive che la ricerca del suo “altrove dalle forti braccia” non ha ancora avuto successo. E se trovasse uno fai forti ideali, legato al “cordone ombelicale” della sapienza ?

    Gaetano

    1. Magari Gaetano!
      In effetti ho usato l’espressione “forti braccia” non facendo riferimento alla forza fisica (ho sempre considerato i super-palestrati-maniaci del fitness delle “zucche vuote”), ma a quella caratteriale.
      Nel rapporto di copppia, io sono la parte sognatrice, che ha continuamente la testa tra le nuvole, che è un poco lunatica e che si entusiasma per un viaggio a disneyland (nonostante i miei quasi 29 anni di età), il mio lui deve per forza essser un tipo pragmatico su cui poter contare in ogni momento e che sappia portarmi “sulla terraferma”.
      Sperando che tutto ciò si avveri, resto in attesa.
      Un saluto

  15. Mi risulta difficile riuscire a trovare parole adatte per commentare questo racconto che scava in profondità e va a confrontarsi in un qualcosa di spirituale e fantasmatico, personale, che ognuno di noi ha inciso dentro e che forse non si cerca nemmeno più di trovare.
    Ormai vediamo solo ciò che è al nostro esterno, ciò che ci circonda.
    Si nota in queste parole una certa sensibilità d’animo della scrittrice e raffinatezza nello scriverle.
    Complimenti, credo che rappresentare con parole determinati pensieri presenti in questo libro non sia da tutti, lei c’è riuscita in modo eccezionale.

  16. Gentile Mariarosa,
    Volevo ringraziarLa di cuore per avermi spedito il Suo libro: è stata una piacevolissima sorpresa!
    Dire che ne sono rimasta entusiasta è dir poco: io che AMO i fiori e le piante, vorrei fare i miei COMPLIMENTI AI FOTOGRAFI! Hanno realizzato un book fotografico della natura spettacolare! Stupende rose, orchidee, bouganvillae, tulipani, per non parlare dello scoiattolo che spunta fugace tra i narcisi e del viale alberato in autunno…E’ una gioia per gli occhi!
    Un’altra sopresa è stato l’alternarsi di “poesie, lettere, ispirazioni e sensazioni” (cit.)
    Grazie alla Sua scrittura coinvolgente, mi sono completamente rispecchiata in “Quello che penso delle sfaccettature dell’amore” e “Al grande domatore e ballerino mancato” e nelle poesie “A te” e “Illusione”.
    Non so come spiegarglielo, però, mi capita spesso di provare empatia nei confronti di persone o cose con cui vengo a contatto (nulla di straordinario, sono solo particolarmente sensibile): il Suo libro mi ha trasmesso una sensazione POSITIVA; l’amore per i Suoi figli, per Suo marito, per la Vostra casa irrompe con tutta la sua forza pagina per pagina, e tutto questo, a mio modesto parere, è STUPENDO.
    Nobile l’iniziativa di sostenere ed alimentare la solidarietà a favore dell’azienda ospedaliera di Varese: son sicura che l’aiuto della Divina Provvidenza continuerà a fare molto per l’associazione.

    ANCORA MILLE GRAZIE!

  17. Le parole scritte sono coinvolgenti e si fanno sentire già in poche righe. È vero che questa è la vera bravura che, il lettore scopre non leggendo, ma vivendo e riconoscendo in esse la propia vita! Bello davvero!

  18. Ognuno di noi dialoga con se stesso. Certo, si tratta pur sempre di un monologo interiore, ma è un confronto necessario per metabolizzare le esperienze quotidiane . Ci siamo noi e c’è l’altro , immagine speculare ma identica della nostra personalità.
    Questo racconto è un invito a non temere l’inconscio, ma a proiettarlo in chi ci è accanto e ci ama.

  19. Da una prima lettura mi sembra un romanzo coinvolgente. Mi sto chiedendo chi sia quell’altrove di te, e la risposta é in ciò che deve essere ancora letto. Un romanzo senz’altro stimolante,che promette emozioni e sorprese. Complimenti, Lenio.

  20. STRANO…STRANO E SURREALE COME SE UNA PARTE DELL’AUTRICE FOSSE DA UN ALTRA PARTE…IN UN ALTRO POSTO…COME SE CERCASSE CONFERMA IN QUALCOSA…UN AMORE FORSE…

  21. … Forse tornerai nel tempo lungo o breve dell’attesa… questo Lui che ci dà dolore, ma anche la forza di proseguire. Brava Mariarosa, regali a tutti noi coraggio e speranza.
    Cinzia Corneli

  22. A tutti gli amici che hanno commentato il mio racconto dico GRAZIE!!!!!!!!
    Questa mattina il “mio altrove” è nel silenzio del grande giardino che avvolge la mia casa, nella “solitudine” tanto amata e voluta. Nel mio studio dove cerco di scrivere, ispirata dal canto degli uccellini, dal cielo terso che vedo dalla vetrata, soprattutto dal sogno che mi accompagna ogni giorno : tornare in un luogo dove sono stata veramente felice. So che è impossibile, e la vita non è un sogno come diceva Caldèron De La Barca, infatti lascia il protagonista nella sua pazzia, ma se il sogno ti porta ad un risveglio costruttivo, ben venga sognare. L’uomo con cui ho diviso e divido 38 anni di vita sta leggendo il giornale in una stanza lontana dalla mia, lui sa che il “mio altrove” è ancora lì ad aspettarmi su una spiaggia dalla sabbia bianchissima, dal 10 agosto 1986, e quello che segue è il tentativo poetico che ho fatto allora per ricordare e sognare.

    DIECI AGOSTO 1986

    … e ricordo il mare la notte di San Lorenzo
    quando le stelle ad una ad una ci riempirono le mani.
    … e ricordo il mare, il suo odore complice e penetrante
    simile al nostro.
    … e ricordo il mare
    il suo sapore sulle tue labbra
    aspro come un frutto non maturo.
    … e ricordo il mare
    il suo abbraccio caldo e avvolgente
    simile al tuo.
    … e ricordo il mare
    il suo silenzio, le tue promesse,
    come onde del destino tornano, a volte,
    a riscaldarmi il cuore.

  23. Interessante….si interessante.
    Un interessante che potrebbe dimostrardi stimolante..
    Sarà, ma rivedo qualcosa di me nelle scene cantate..!

  24. Complimenti. È un’opera che ti porta a riflettere sugli attimi di amore che si confondono col tempo, si nascondono nei sogni che rivivono nei personaggi.
    Il lettore apprezza il passaggio dal sonno alla realtà di questo amore.
    È un amore che resta impresso, che non è cercato ma è vero e romantico anche se viene indicato con questo fantastico percorso come un sentimento “altrove”.
    Saluti
    sergio

  25. Anche io sono alla ricerca del mio lui, del mio “altrove dalle forti braccia”, braccia che, son sicura, mi proteggerebbero in ogni situazione di pericolo e che mi stringerebbero dolcemente nei momenti di gioia. Ma dove trovarlo? Sicuramente nei miei sogni c’è già, la realtà è tutt’altro. Purtroppo. Nella vita reale non ho ancora incontrato nessuno con queste caratteristiche: tutti bugiardi, insensibili, e soprattutto senza carattere (smidollati ancora muniti di cordone ombellicale)…Se il mio altrove non mi darà presto le indicazioni necessarie per raggiungerlo “concretamente”, allora non voglio crescere e voglio restare nel mio mondo di sogni.

    COMPLIMENTI!

    p.s. la foto di copertina è semplicemente meravigliosa: una nuvola di ortensie blu che fa capolino in un “mare” di verde…

  26. Un racconto che penso scavi nel profondo di noi stessi, fino a trovare questo altrove e trasportarlo in un altra persona, forse un sogno o forse realtà, certo è che vorrei conoscerlo.

  27. Un filo invisibile tra sogno e realtà che conduce in un altrove alla ricerca dell’essenza del vivere,fra battiti e brividi sulla pelle.
    Un racconto che avvolge come un abbraccio.

    Complimenti.

    Un saluto.

    Anna Laura.

  28. Sono righe molto poetiche, l’autrice è bravissima ad incantare e far sognare. Le parole così fluide e cariche di significato si imprimono nella mente del lettore. Penso che questo libro sia incantevole. Complimenti all’autrice.

  29. Ognuno di noi ha bisogno di conferme. Penso che l’autrice di questo racconto le abbia cercate mettendosi in discussione con il suo io. Ricordi di bambina riaffiorano,domande senza risposta. La realtà è quasi desiderio di volare e chiedersi: l’altrove dov’è? Complimenti, Mariarosa! Un racconto che sembra un sogno. Con affetto

    Marinella(nonnamery)

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