
Se dovessi raccontarti una storia
comincerei dalle gocce di pioggia,
imperterrite intruse che scandirono
i momenti, riservati solamente a noi due.
Racconterei del tuo smanioso frugare
tra i resti di un’ anima smarrita,
dei “ perché “ senza risposta,
delle foglie d’inverno calpestate dai passi
di viandante sbandata qual’ero.
Racconterei il respiro della notte,
aspro, come la tua stretta improvvisa,
la mia bocca offerta alla tua
e quella smania che mi prese – poi –
nel fiammante abbandono…
Scegli tu il finale di questa storia:
fa che di vermiglio si vesta
per rammentare la vampa
che travolse le mie fragili barriere.
Immagine: Sweet morning – Michael Garmash (particolare)


