Questione di “lingua”

Serata di fine ottobre. Stelle semicoperte da nebbia umida. Un viale quasi deserto, lo stesso di sempre. Una macchina appartata. Vetri appannati da respiri ansimanti. Dentro l’abitacolo lui, lei. Incontro di mani, di gambe, forme indistinte. Carezze… e labbra incollate si muovono assaporandosi ora veloci e appassionate, ora più lente. Strani incontri e piacevoli danze all’interno di accoglienti ed umide caverne , non sono difficili da immaginare…
Heyyyy…. ohooo! Dico a voi… mi sentite? Adesso basta con l’immaginazione… stop, time out! Non avete udito quel cellulare squillare? Mi dispiace ma ha rotto l’incanto…
Io lo dico sempre: la tecnologia è il futuro dell’uomo ma in alcuni momenti sarebbe meglio bandirla!
Lei si scosta leggermente, respirando del respiro di lui, ed accenna un sorriso sussurrando qualcosa in una lingua incomprensibile. Lui assume un’espressione interrogativa e le chiede:
– Senti amore, potresti evitare di parlare in dialetto? –
– Ma con i tuoi amici… tu parli sempre così – cerca di giustificarsi lei
– Per me è diverso… –
– Ok, non c’è problema… Sai, per me il dialetto è la forma più familiare di comunicare, mi rende più spontanea. Ma hai ragione, a volte forse è meglio essere più formali…-
Che dite: ci sarà rimasta male? Si sarà offesa? No, no… state a sentire…
– Però amore… – continua lei dolcemente
– Siiii…?!! –
– Potresti fare più attenzione ai congiuntivi, per favore? E’ tremendamente fastidioso quando li sbagli! –

“Si è liberi dalle regole, linguistiche e non, quando pur conoscendole e sapendo farne il giusto uso, si può decidere volontariamente di non utilizzarle”
Adesso a Voi le conclusioni…

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