In quel cortile triste
volava un uccellino,
bambini lì ammucchiati
nei loro pigiamini,
capivano che a loro
mancavano le ali
per liberarsi in cielo
e poi andare verso il mare,
andare verso i prati
a cogliere ogni fiore
ed a sentir profumi
ed a veder colori
di farfalle variegate
no il il nero del traliccio
e del filo spinato.
La musica non c’era,
urlavano parole
quegli uomini cattivi
armati di pistola.
Le lacrime non c’erano,
erano giè cadute,
le mamme eran lontane
ed erano perdute.
Oggi toccava a loro
seguire quei signori
varcare quella porta
dell’ultima prigione
e l’uccellino in volo
fu l’ultima visione.

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