Canto delle stagioni

Tu dove sarai,
dolce zahir d’Oriente,
quando il vento annuncerà
l’inganno inveterato del glicine
e sarà maggio ancora
lungo il viale
dove i miei passi hanno imparato
a scandire esatti
l’eco di un non ritorno.
Non lascerai il tuo profilo bruno
stagliarsi nel sole del mezzogiorno
e io non vedrò altre stagioni
sfiorire l’incanto ardito del tuo viso,
né saprò se ombra o luce
il Tempo darà al tuo sorriso.

Per S.

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