Differenze…

E scrive lettere… come un secolo fa.
O forse è meno di un secolo, ma così le pare. Per quanto, ora vi è una differenza:  scrive lettere che non verranno mai lette dal loro destinatario. Viene da chiedersi perchè scriva. Dove risieda il senso di tutto ciò. Chissà… Forse è folle. Di una follia sottile e leggera. Ma tenace. Come lei.  Ma non le importa, tutto sommato, cercarsi i perchè.
Si sofferma un attimo, pensierosa.
Ecco, sì… c’è un’altra differenza. Forse ancora più sottile che passa quasi inosservata.
Non a lei. Non ora che la sua penna trasporta frasi nel foglio a lei dinnanzi.
Più che una differenza, è una mancanza.
Solleva gli occhi e guarda fuori. Nella stanza giungono i rumori di una città che pare lontana. Ecco cosa manca: l’ondeggiare lieve dei lunghi rami del platano, il rumore ancor più lieve delle foglie secche che sfregano, alitate dal vento. Un sommesso parlottìo, fitto fitto, fra i pensieri.
Quelli di lei e quelli di lui.
Tutto è immobile.
Come lei. Come il suo tempo.
Come il suo cuore.

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