DE PROFUNDIS

dell’anima mia e del mio dolore, e senza più il minimo dubbio su quanto c’era da capire, ti metto a parte della mia condizione mentale.
Ho ingenuamente creduto che, una volta che io avessi azzerato tutti i miei circuiti di legittime ripicche nei tuoi confronti e di presunta malafede da parte tua, in nome del perdono e di quell’amicizia di cui parli così frequentemente, tu mi avresti ripagato “elargendo” alla nostra relazione (e quindi a me) ciò che è patrimonio usuale e comune di un uomo e di una donna che stanno insieme… non importa su quale livello di clandestinità o di ufficialità. Credevo cioè di avere diritto a vedere il nostro soddisfacente scambio fisico farsi, da semplice istinto brutale, comunicazione anche delle nostre anime; e che, una volta cancellato il credito per il maltrattamento di allora, avremmo respirato e saremmo volati in alto, finalmente liberi…anche se così prigionieri della tua situazione esistenziale: ti avevo già dedicato la mia libertà, in nome della qualità e non della quantità del nostro rapporto, per usare una frase davvero non originale.
Che cosa chiedevo? Che cosa pretendevo che tu aggiungessi a quello che già avevamo?
Semplicemente qualche parola che mi alleviasse il peso non della tua non presenza, che era già implicita nei patti iniziali, ma del non avere la minima possibilità di iniziativa nel contattarci. Bada bene, come ti ho detto l’ultima volta che ti ho visto, poggiandoti dolcemente una mano sul ginocchio, mentre eravamo seduti in giardino, il numero delle telefonate sarebbe potuto rimanere lo stesso o addirittura diminuire. Quello che, per soddisfare la mia esigenza in questione, andava integrato al nostro quadro generale era solo qualche tua parola su NOI, sul nostro rapporto fisico, su come vivevi la mia assenza… che credevo ti pesasse. Parole che mi avrebbero aiutato a tenere acceso il fuoco del mio erotismo con te nei “momenti” lunghissimi del tuo essere altrove e che, quindi, ti avrebbero fatto accogliere da me senza alcun ulteriore bisogno di chiarificazione, nei nostri incontri futuri. Dopo tutto, era il nostro rodaggio, no? E a tale proposito ti ho subito portato l’esempio delle tue telefonate infuocate, avvenute fra il nostro incontro “ravvicinato” ma non totale del nostro primo venerdì a studio e il secondo, del sabato mattina seguente, da me, anch’esso non completo e seguito da parole sussurrate da te al telefono con un tale calore da farmi sentire in pena per te… che avevo portato a uno stadio avanzato di eccitazione, senza sapere quando saremmo stati in grado di soddisfarci a vicenda.
Tutto questo ti avevo cominciato a dire, dopo avere esordito esprimendoti il mio desiderio di sanare le sabbie mobili e di incontrarci subito dopo sul nostro terreno solido di mutuo piacere.
Mi sentivo sicura che avresti capito, che avresti addirittura gioito nel vedere che non ero di quella specie di donne che covano il rancore per l’orgasmo non raggiunto… Ti ricordi, vero?, che avevi raggiunto il tuo piacere senza il tempo di penetrarmi? Per quanto mi riguarda, avevo solo posticipato il mio, ma avrei avuto bisogno, nei giorni da mercoledì a lunedì, di qualcuna delle tue parole di fuoco.
Mi è successo altre volte, in occasione di rapporti affrettati, non c’è niente di strano, ma l’uomo in questione ha sentito, LUI, l’esigenza di chiamarmi e ripetermi al telefono quanto il mio corpo gli piacesse e quanto stesse bene con me e stesse già fantasticando sul piacere da darmi al prossimo nostro incontro.
Con grazia ho cercato di farti capire il mio bisogno…che, dopo tutto, si sarebbe tramutato in ulteriore piacere per te. Ma io sono “spigolosa”, quando mi permetto di notare qualcosa che vorrei fosse un po’ diverso nel tuo operato. Come quando mi permetto di dire uno dei miei “va be’, va be’…”, del tutto privi di qualsiasi recriminazione, al tuo troncare una nostra telefonata per causa intervenuta. Interruzione repentina non seguita da nessuna richiamata da parte tua, fra l’altro. Ma io sono “spigolosa”…
Tu non ammetti critiche al tuo operato, che deve essere perfetto ai tuoi occhi. Ai miei, quasi lo era, bastava qualche aggiustamento minimo: ma il mio tentativo ha fatto scaturire quello che sai.
Non c’era alcun bisogno di puntualizzare, in quella sede, quanto il tuo sentimento per me fosse poco profondo, e di come me ne avessi avvertito, dicendomi subito che il tuo schema di vita escludeva qualsiasi altra convivenza. Hai addotto, come dote ulteriore al tuo parlare, la sincerità, che per me, in quel caso, è stata solo un esempio di calo di classe.
Avevo già ampiamente recepito il messaggio nei nostri primi colloqui e lo avevo trovato inopportuno e poco fine, quando questo veniva inviato a una probabile amante e non a una fidanzata. E poi, chi ti dice che io la desiderassi, una convivenza con te? Che fosse nelle mie mire? Pensi che la tua storia con Susanna non mi sia servita a capire che tipo sei, nei confronti della tua facciata sociale? Se tu smettessi di vederti e di ascoltarti da fuori, cioè come credi che ti vedano gli altri, forse daresti all’ultima parte della tua vita un tocco di profondità che te la farebbe apprezzare davvero. Da quel nostro sabato mattina, in cui ti presentasti da me nonostante il carceriere nei dintorni, e mi dicesti che ti colmavo “tutti i canali” (sesso, cultura, sensibilità, mi facesti capire) e che sarei stata “la mia ultima, con cui chiudere in bellezza”, avevo atteso invano altre parole del genere e, nell’impazienza, acuita dalla lontananza senza possibilità di contatto da parte mia, mi sono permessa di suggerirti un modo per ottimizzare il nostro piacere.
NON TE NE CHIEDO SCUSA, scusami.
Anche un rapporto leggero e non finalizzato alla convivenza, come poteva essere il nostro, per mantenersi vivo, può, anzi deve, ingioiellarsi con qualche telefonata a luci rosse, non credi?
Ma tu sei perfetto. Lo sembri anche quando parli dell’amicizia quasi ventennale che ci lega. E che cosa era, se non una prova di amicizia, chiederti con garbo quello che gli altri amanti mi hanno dato spontaneamente? Credevo che, forse, la tua età matura ti avesse fatto un po’ glissare sulla dolcezza e il calore a distanza, dopo che ci eravamo spinti un po’ più in là; e ho pensato che, siccome ci conosciamo bene, non dovevo avere remore a spiegarti il mio bisogno.
Ma tu sei perfetto. Anche quando non fai altro che parlare di Susanna, come se io fossi il commilitone di picchetto con te, per una lunga notte di guardia. Ma ti sei reso conto che mai, dico mai, hai alluso a lei con accenni che fossero al di fuori delle vostre performance sessuali? E ti sei reso conto che vivi in quel ricordo, facendo scontare agli altri il dolore che quella fine ti ha causato? Non pensi che, se ti avesse amato così come sei, sarebbe rimasta accanto a te, senza procurarti tutti i guai che hai avuto per lei? Dopo tutto, per citare le tue stesse parole, sapeva che eri un uomo sposato e per bene, no? E, soprattutto, lo era anche lei, sposata.
Ingenuamente, sono stata sicura di poterla eguagliare dentro di te… mi sarebbe solo servito di poterti accendere i sensi più liberamente… non hai più vent’anni.
Io ti volevo anche bene. Te ne ho sempre voluto, anche se superare il grande vuoto degli ultimi dieci anni, o quasi, “è stato come scalare la montagna più alta del mondo…”.
E stata proprio la nostra lunga amicizia che mi ti ha fatto scegliere, nonostante la grande differenza d’età e la conoscenza delle condizioni di una relazione con te; condizioni che non andavano ripetute ogni momento a me, tua amante nuova di zecca e che ti aveva fatto dono di se stessa incondizionatamente, nonostante la tua ristrettezza di tempo da dedicarle e, soprattutto, nonostante il precedente fallimento della nostra storia. Ma tu sei perfetto.
E a questo proposito cito il mio amico Fabrizio, che divide gli uomini sposati e traditori (lo è stato anche lui) in due categorie: quelli che sanno di dover essere grati al fato e alla donna che li ama nonostante la grande limitazione di una situazione part-time e quelli che, ritenendo la loro non libertà un diritto acquisito e scontato, “si concedono” come un dono prezioso a colei che li vuole nonostante tutto e che, quindi, non merita nessuna riconoscenza per il suo adattarsi alla situazione. Se mai, lei viene dall’uomo in questione cattolicamente giudicata al negativo, perché non solo lo ha indotto in tentazione, ma vorrebbe anche che lui privasse del suo tempo, e non solo del sesso, la sua compagna legittima.
A quale delle due categorie pensi di appartenere? Perché mi ha sempre stupito la disinvoltura con cui tradisci e con cui ne parli. Ti ripeto che, ingenuamente, ero a conoscenza di tutto e volevo bruciarmi le ali con te.
Volevo essere il tuo “tutto, sempre” del libro che ti sto regalando insieme a questo scitto. Ho voluto rileggerlo dopo circa dieci anni, quando, cioè, è partita questa nostra seconda storia, perché credevo che tu fossi nella dimensione emozionale del protagonista questa volta: un uomo “per bene”, che ha sempre voluto salvare la facciata e che (per la prima volta per lui, ancora una volta per te) si ritrova a lottare con un sentimento troppo forte. HO PECCATO DI PRESUNZIONE, oltre ad incorrere nello stesso errore di dieci anni fa, quando già lo pensai a proposito di te.
Comunque, è quello, e soltanto quello, l’unico tipo di marito che vedo come autorizzato a tradire i propri voti di fedeltà.
E, pensando alla “lei” di quella storia tragica, a quel “tutto, sempre”, che offriva a colui che aveva ridotto in schiavitù, sto pensando alla confezione regalo con cui ti avevo preparato l’offerta del mio corpo proprio l’ultima volta che siamo stati insieme… e che tu certamente ricordi.
Quello, per me, doveva essere solo l’inizio.
Con l’amore di sempre, ti aspetto. Eleonora.

È sera e mi sto rigirando questa lettera fra le mani da questa mattina: ogni tanto la rileggo, cercandovi almeno un minimo indizio,una sbavatura nel tono accorato e veritiero, eppure corretto, che mi aiuti ad odiare chi me la scrisse quasi dieci anni fa. Ma non riesco a trovarvi alcun cedimento nella classe che distingueva colei che ho illuso per ben due volte nella mia vita: la prima, alle soglie dei miei sessanta anni; la seconda, dieci anni dopo.

***

Dal libro Un uomo per bene di Paola Pica, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.

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62 thoughts on “Un uomo per bene di Paola Pica

  1. Cara Paola,
    non ti conosco sono stata attratta dall’incredibibile intensità del volto ritratto in copertina e ho iniziato a scorrere la lettera della donna che , con erotismo intenso e dolce, chiede un omaggio all’uomo che ama. Mi hai fatto riflettere su quanto per la donna l’amore sia quasi sempre dono, mentre per l’uomo rappresenti troppo spesso conquista. E forse non solo l’amore. L’apparente superficilaità con cui un essere umano intraprende una storia d’amore, rappresenta lo specchio della sua incapacità di calarsi nelle pieghe delle considerazioni femminili. Tu l’hai messo con sapiente ritmo narrativo in risalto e, adottando l’espediente della lettera, hai creato un gancio per tenere il lettore legato alla storia. In una sorta di complice suspence.
    Lui che rigira la lettera tra le mani dopo tanto tempo, consapevole delle perdite alle quali si è sottoposto ella vita, per non calarsi nelle ragioni degli altri, per imprimere le proprie direttive ai rapporti, costituisce un altro salto di pura letteratura. Sai precisare che ‘non c’è odio’, consapevole che potrebbe essercene, perche i limiti della comprensione e dell’identificazione nell’altro , forse soprattutto nell’altra, sono spesso altissimi.
    Convinci…sei espressiva, fluida, avvincente, vera… Ti ringrazio, mi hai regalato emozioni pure!

  2. Cara Paola,
    Ormai ti ho detto tutto di questo libro, che mi ha appassionato la sua trama, che mi sono divertita a leggere i difetti di questo ” piccolo uomo perbene”, ho ammirato Eleonora nella sua bellezza ma anche nella sua fierezza di donna che per la sofferenza si è piegata, ma non si è spezzata, e colgo questa occasione per dire nuovamente la potenza dello sguardo di quella donna in copertina.

    A te Paola, faccio i mei complimenti, sei una scrittrice con la mente viva moderna e intrigante, quando ci fai nuovamente il regalo di un altro tuo romanzo?

    Un abbraccio
    Maria Luisa

    1. Grazie ancora, cara M.Luisa, per la tua presenza costante e per le tue parole, che incoraggerebbero a scrivere anche chiunque fosse meno motivato di me.
      Quanto al “regalo”, visto che onori di questo appellativo ciò che io scrivo, eccoti servita: come avrai già visto e come ho appena replicato alla gentile lettrice che ti precede, sta per uscire il mio ultimo, “Errori di Valutazione”, fra gli e-Books del nostro Blog. Un abbraccio e a presto. PAOLA PICA

  3. Buongiorno Paola, le scrivo per condividere su questo blog la mia opinione sul suo libro: mi è piaciuto molto, attualmente l’ho passato a mia madre, lo sta leggendo anche lei. Il protagonista maschile è ben costruito, la sua psicologia, il suo modo di pensare e la sua personalità affiorano pian piano pagina dopo pagina in maniera perfetta. La vera protagonista però mi sembra Eleonora, donna sensibile ma forte, l’unica che, pur soffrendo, riesce ad affrontare a testa alta quest’uomo cinico e crudele, così da metterlo finalmente davanti alla nuda realtà della sua triste vita.

    Le faccio i miei complimenti sinceri.

    1. Cara Rahmaya, mi scuso per non aver replicato immediatamente. Le rinnovo i miei ringraziamenti per il suo interesse, che le ha fatto esprimere le sue impressioni sia qui, sul nostro favoloso Blog, che in forma privata. E le rinnovo anche il mio completo accordo nel considerare Eleonora il personaggio principale, anche se nel titolo e nella storia stessa sembra dominare l’uomo per bene-non per bene. Eleonora è tra i miei personaggi a me più cari; ma sta per comparirne un altro,che è la controparte femminile del brutto protagonista in questione: il libro è già annunciato e recensito da Nicla Morletti in questa sede, ma sarà fra gli e-Books tra pochissimi giorni. Ancora un caro saluto. PAOLA PICA

  4. Carissima Grande Paola!
    ho appena finito di leggere il tuo libro. Non l’ho divorato, ma l’ho letto con molta attenzione, perchè vi ho trovato dentro tantissimi spunti di riflessione.
    Complimenti per la tua capacità di parlare al maschile, di immedesimarti nella mentalità del protagonista! E’ attuale e descrive nei dettagli le cose che normalmente succedono: storie come questa purtroppo ce ne sono tante…
    Riconosco la genialità dell’idea di questo uomo, che costretto a stare fermo, ripercorre le tappe della sua vita e fa una analisi onesta del suo operato.
    Ci sono dei “copioni” che uno vive per una intera esistenza e non si discosta mai….neanche quando si accorge che qualcosa di molto prezioso va perduto…
    Non si può giudicare niente e nessuno, c’è solo da capire quanto sia diversa la psicologia dell’uomo, dalla donna.
    Una donna, su uno sguardo, su una parola è disposta a donarsi totalmente,a giocarsi tutto, per un uomo è tutto molto diverso.
    Io sinceramente provo ammirazione verso coloro che sono disposti a pagare prezzi altissimi per un Amore grande, piuttosto che coloro che ci rinunciano per paura…. per la tradizione…. Ma non sono d’accordo con la meschinità, la falsità e l’uso negativo, dei sentimenti sinceri dell’altro.
    Questo libro fa riflettere molto sul fatto che seguire le regole freddamente….fa morire dentro. Il protagonista è accecato, un robot che consuma una intera esistenza per apparire, senza riuscire mai a provare l’AMORE.
    A te auguro il successo che meriti, l’Amore più grande che esista,
    e tanta serenità per la tua vita!
    Mariolina

    1. Cara Mariolina, grazie di cuore per gli auguri che mi fai. E grazie anche del commento esauriente al mio UN UOMO, libro che ho scritto di slancio proprio pensando a quello che dici tu: ci sono persone che, in nome della facciata, sono pronte a sacrificare tutto…ma, aggiungo io, sono anche così spregevoli da non capire di che cosa si stiano privando…quindi, non si tratta di una perdita dolorosa per loro, che sono “morti dentro”. Un carissimo saluto. PAOLA

    1. Caro Gaetano, grazie di avermi dato riscontro dell’arrivo del mio libro. Le auguro buona lettura…almeno, spero che lo sia e che lei non rimanga deluso. Un saluto caro. PAOLA PICA

  5. grazie mille per avermi inviato questo fantastico libro, finalmente potrò leggerlo anch’io. rinnovo i miei complimenti e le assicuro che continuerò a interessarmi di tutte le nuove opere che conta di pubblicare. un caro abbraccio e un in bocca al lupo da una sua grandissima fans.

    1. Cara Maria, grazie a lei per l’interesse che continua a dimostrarmi, anche con questo suo ultimo messaggio di ringraziamento. Spero proprio di non deludere le sue aspetttative. Buona lettura! PAOLA PICA

  6. Gentilissima Paola,

    le abbiamo appena inviato via mail gli indirizzi per la spedizione delle copie omaggio relativi ai lettori Maria Lampa, Gaetano e Giancarlo Napolitano. Appena possibile ci confermi la ricezione della nostra mail.

  7. Cara Paola, ciò che scrivi è di una attualità dilagante!
    ricevo tante confidenze dalle persone di entrambi i sessi, e purtroppo spesso mi capita di ascolatare storie simili.
    Nascono tutte da una esigenza naturale: amare ed essere amati nel modo che desideriamo e in cui abbiamo bisogno di essere amati.
    Nella continua ricerca di questo, ci si adatta a situazioni diverse con la disperata speranza che le cose possano cambiare! è una illusione.
    Ma quando si è disperati, si è vuoti, l’esigenza di un rapporto diventa fondamentale e accontentarsi….. diventa conseguenza quasi normale….
    Nella lettera c’è una donna che ha accettato tanto, troppo in vista di un cambiamento, che nella persona matura difficilmente avviene. Conosco donne che subiscono molto di più, che aspettano settimane, mesi, un gesto di dolcezza e di garanzia che l’amore esista…… ma non arriva mai.
    Credo che tanta gente si ritroverà in quest storia dolorosa.
    La copertina stessa è molto eloquente.
    Ritengo che ogni cosa scritta che provochi riflessioni, sia proficua, e credo che il tuo libro dia ampia possibilità di porsi domande.
    A te auguro una serenità vera, autentica, e una stima di te grande, molto più grande di quella dimostrata dalla protagonista.
    Ti auguro di meritare tanto, e di ricevere moltissimo dalla vita!
    maria

    1. Gentile Maria Lampa, grazie per gli auguri di serenità che mi fai, insieme all’apprezzamento di verisimiglianza della storia con la vita reale. Ma stai tranquilla: non sono io Eleonora (anche se mi piacerebbe essere bella come lei: la copertina che ho scelto è proprio il volto che ho immaginato per lei durante tutta la creazione della storia)e tutte le sue pene non le ho provate in prima persona. I suoi entusiasmi e capacità di perdono…sì, ma in altri campi. Scoprendo che non ne vale la pena, perchè non è vero che l’uomo (= essere umano) è perfettibile; almeno, non sempre.
      Il tuo complimento più bello è la capacità che attribuisci a questo libro di indurre il lettore alla riflessione. Grazie e un caro saluto.

      1. la foto in copertina è di una donna bellissima con uno sguardo che trafigge il cuore, è un richiamo d’amore intenso.
        Il libro aiuterà tanti lettori a fare il punto della situazione sui sentimenti, sui compromessi, sulla sofferenza che ne deriva…. in qualche caso.
        Sei immersa nella realtà moderna! Brava. Credo sia veramente importante nello scrivere lasciare un messaggio….. e tu lasci un’orma indelebile, con il tuo racconto.
        Buon proseguimento!
        ciao
        maria

      2. Cara Maria, aggiungo ancora un grazie…proprio come tu aggiungi parole profonde alle parole che hanno già, ne sono sicura, scavato nell’animo di chi ha letto il tuo commento al mio libro. Questo mio scritto,, come dimostri, è stato solo il pretesto delle tue (e spero di altri lettori) riflessioni.
        Un altro caro saluto. PAOLA

      3. Cara Maria, ho riletto tutti i commenti e vorrei inviarti una copia di UN UOMO. Lascia i dati necessari (titolo del libro e tuo indirizzo postale)alla Redazione, esclusivamente per via mail, se ti fa piacere riceverla. Ti chiedo, in cambio, di farmi sapere se sarai ancora dell’idea che questo mio scritto possa aiutare “tanti lettori a fare il punto della situazione sui sentimenti, sui compromessi, sulla sofferenza che ne deriva…” quasi sempre, dico io. Un saluto caro PAOLA

  8. Di uomini per bene, come quello incontrato da Eleonora, capitano nella vita di ogni donna, sono li’ dietro l’angolo, pronti a farsi avanti appena notano una piccola incertezza, un vacillamento.
    Questi genere di uomini riescono ad ottenere tutto con semplice sguardo,un sorriso, una parola suadente detta al momento giusto, e quando ti accorgi che sono riusciti a strapparti il cuore, la dignità, l’anima, è ormai troppo tardi, sai che ti avranno segnato per il resto della vita.
    La lettera di Eleonora è minuziosa, ricca di particolari ma anche di risentimento e nel suo leggerla si avverte un “odi et amo” di Catulliana memoria che rende il leggerla struggente ed appassionante.
    Mi piacerebbe capire perchè l’uomo che la legge vorrebbe trovare qualcosa a cui aggrapparsi per poter odiare una donna che l’ha tanto amato, forse Eleonora si è in qualche modo “vendicata”.
    Mi complimento con l’autrice che è riuscita a farci rivivere appieno questa storia d’amore “univoca”, una storia che purtroppo nella realtà accade spesso, perchè di uomini per bene ce ne sono tanti.
    Io sono un uomo, non so se per bene, ma purtroppo posso dire che anche di donne per bene ce ne sono molte…ed io qualcuna l’ho incontrata.
    Complimenti ancora, spero che questo libro abbia il grande successo che si merita, io nel mio piccolo spero di poterlo leggere.
    Un saluto.

    1. Enrico, sono sempre molto contenta di leggere commenti maschili a questo mio libro Il loro punto di vista è importantissimo per me: mi conferma o smentisce la mia capacità di entrarvi nella mente. Cosa non sempre facile.
      Non capisco quale idea lei si sia fatta della mia definizione “per bene”. Dalle sue parole, mi sembra che lei la interpreti alla lettera; ma, se leggerà il libro, vedrà che la mia intenzione era piuttosto ironica e di critica negativa di quel tipo di rispettabilità che il mio personaggio rappresenta. Sono riuscita ad intrigarla ancora un po’? Un cordiale saluto. PAOLA PICA

  9. i sentimenti contrastanti di amore e rabbia che si alternano all’interno della stessa persona, descritti in modo del tutto coinvolgente.

    1. Grazie, Ilaria, per l’interesse e per quanto afferma nel suo breve, ma a me graditissimo, commento. Saluti cari. PAOLA PICA

  10. Cara Paola,

    Grazie, è stato carino da parte tua inserire la poesia che ti avevo dedicato. Ho fatto una riflessione..se io, entrando nelle pagine del tuo libro, la dea della poesia mi è venuta incontro, vuol dire che vale veramente la pena sapere la storia di Eleonora, e del suo “Uomo per bene”.

    Posso abbracciarti e farti una carezza per consolarti del motivo della tua assenza?

    Maria Luisa

  11. e’ dall’inizio dell’anno che sento parlare su internet di questo libro che non riuscivo a trovare ma che aveva delle ottime recensioni,finalmente sono riuscita a leggere qualche riga (spero di poterlo leggere tutto)e devo dire che e’ un bellissimo libro. Le auguro un ottimo successo (se lo merita) scrive benissimo .Complimenti ancora

    1. Gentile Giovanna, grazie per il suo apprezzamento, che mi lusinga, certo, ma mi mette anche in soggezione riguardo alle sue aspettative, che spero di non deludere.
      Il libro in questione, al momento, è introvabile, perchè sta cercando un editore.
      Infatti, pur avendo visto la luce, questa è stata praticamente soffocata dalla mancata distribuzione di chi lo aveva prodotto. Così, ho cominciato a diffonderlo per mezzo di questo nostro Blog, che reputo più che eccellente (mi passa questo superlativissimo?). Ecco come il mio UN UOMO ha cominciato a navigare nella Blogosfera della Signora Morletti e di tutta la sua Redazione…tanto per non citare Robert.
      Ho risposto esaurientemente al suo interrogativo sottinteso? Comunque, le auguro di poterselo aggiudicare, visto che ci tiene tanto. Grazie ancora delle sue bellissime parole. PAOLA PICA

  12. io trovo geniale l’idea di questa intensa lettera piena di emozioni, strategicamente scritta all’inizio del libro per lasciare un velo di curiosita’ nel lettore…
    Io ho gia’ avuto il piacere di leggere questo libro gentilmente donatomi da paola pica e lo sto facendo passare tra le mie amiche; mi e’ piaciuto davvero molto, sia il modo di scrivere che ha l’autrice, chiaro ed elegante, sia la storia che narra: l’introspezione di quest’uomo che ricorda questa storia d’amore furtivo ma che, anche se consapevole di aver fatto del male, non ne sembra a mio avviso per nulla pentito. E’ uno stralcio di storia vera che evoca emozioni a chi storie simili le ha vissute sulla propria pelle.
    Un grazie all’autrice sia per averlo scritto sia per avermi regalato il piacere di leggerlo.

    1. Gentile Serena, grazie per questo suo commento così positivo e, soprattutto, per questo secondo contatto che lei mi offre così spontaneamente. Mi aveva già ringraziato.Mi lusinga il fatto che lei stia facendo circolare il mio UN UOMO tra le sue amiche e che lo ritenga un personaggio negativo (non ho assolutamente alcuna pietà per il suo meritatissimo ictus) ma verosimile. Grazie e spero di averla ancora tra i miei lettori. PAOLA PICA

  13. Ho già avuto modo di leggere il libro che Lei gentilemnte mi ha spedito e non posso che confermarle i miei apprezzamenti per l’ottimo racconto. Ottima introspezione dei protagonisti e stupenda storia.
    Come Lei scrive ci sono tante Eleonore al mondo e Lei ha saputo descriverne una che le rappresenta in maniera egregia.

    Ancora complimenti e il consiglio a tutti di leggere il suo racconto.
    Cari saluti.

    Stefania

    1. Cara Stefania, il suo consiglio “a tutti” di leggere il mio libro è il ringraziamento più bello che Lei potesse darmi. Grazie per avere lasciato il suo contributo nel blog, anche se, credo, ci eravamo già sentite in occasione della spedizione di cui parla. Saluti cari PAOLA PICA

  14. mamma mia che lettera!!!! classica situazione fra amante e ” amato “…dove lei prima perde la testa per l’amore e poi per la rabbia.
    La situazione e’ classica ma le parole usate per descriverla no; sono parole dure che spingono il lettore a leggerle piano piano per cercare tutti i significati nascosti.

    1. Gentile Maria, se quel suo “piano piano” significa “con il gusto che si prova ad assaporare e a capire”, ne sono contenta, perchè significa che le mie parole sono riuscite ad intrigare la mente del lettore. Ma se, invece, la lentezza è dovuta alla difficile comprensione…mi dispiace di averla annoiata: spero proprio nella prima ipotesi. Grazie di aver lasciato il suo commento. Cordiali saluti. PAOLA PICA

  15. Ci piace conservare le lettere, per il piacere e persino per il dispiacere di ritrovarsele tra le mani.
    Amiamo ricercare qualche indizio che magari ci era sfuggito la volta precedente, oppure, semplicemente le interpretiamo in maniera diversa a seconda della nostra cambiata maturità e dell’umore.
    Ci sono , poi, le lettere che parlano di sentimenti più che di fatti. In quelle ci tuffiamo bevendo a piene mani un passato ancora non sepolto.
    E da quel tuffo, a volte, nascono bei libri…

    1. Gentile Mirella, è vero tutto quello che dice a proposito delle lettere in generale, anche se quella di Eleonora non è autobiografica e l’idea del libro mi è venuta da tutt’altra ispirazione.
      Riguardo alla lettera in questione,il lettore che se la sta rigirando tra le mani da tutto il giorno avrebbe preferito non fare quel tuffo…anzi, l’oblio gli allevierebbe di molto il peso della sua coscienza.
      Grazie del suo interesse. PAOLA PICA

  16. Ma Eleonora cerca un uomo coinvolto, non perfetto. Un uomo che sappia diamantare la passione con gesti perlinati di affetto. E che sussurri parole.
    infuocate per scatenare il suo eros nelle sublimita’ del piacere. Un piacere impastato anche di agape, quel bisogno di comunione che parte dal sesso e raggiunge il cuore. Ho sempre desiderato avere una Eleonora nella mia vita.

    Gaetano

    1. Forse non si è guardato attorno con sufficiente attenzione…perchè il mondo è pieno di Eleonore. Le dirò: sono veramente tante e aspettano solo uomini che le vogliano davvero ma che ricambino e, almeno, non ingannino. Continui la sua ricerca, ammesso che la abbia mai iniziata. La saluto cordialmente e la ringrazio del suo intervento. PAOLA PICA

      1. Caro Gaetano, ho deciso di accorciare i tempi della sua ricerca: eccole la mia-sua Eleonora, nella copia del mio libro.

        Gentilmente, per ricevere la copia omaggio, si metta in contatto esclusivamente via mail con la Redazione, indicando il titolo del libro e il suo indirizzo postale.

      2. Gaetano,se desidera ancora una Eleonora nella sua vita…la invito di nuovo a lasciare i suoi dati alla Redazione. Certo, la mia-sua Eleonora è solo su supporto cartaceo…ma intanto la farà riflettere.
        Spero apprezzi la giocosa ironia. Un saluto caro e, ancora, ringraziamenti per l’interesse. PAOLA PICA

  17. Una bellissima lettera. Complimenti!
    Questo libro mi attira, lo leggerò.
    Un carissimo saluto
    lorenza caravelli

  18. Certamente un libro molto interessante che mi piacerebbe leggere. Forse difficile da capire, ma coinvolgente e interessante, scritto in uno stile impeccabile. Complimenti, Lenio.

    1. Gentilissimo il suo giudizio sullo stile, che mi gratifica e mi fa sentire apprezzata in modo più completo, dopo tanti commenti (graditissimi)sulla storia narrata. Grazie. PAOLA PICA

  19. Non so se si evince una superiorità di sesso, ma sicuramente, in queste righe dense di passione, si nota una certa diversità di atteggiamento, tra uomo e donna, nei confronti dell’amore.
    Eleonora, nella sua lettera, fa scivolare parole cariche di fuoco con incredibile semplicità, colpendo, ferendo e in qualche caso lenendo le frustrate da lei concepite. Ma cosa fondamentale: Eleonora AMA. Ama di un amore empatico che non ha bisogno “solo” di orgasmi, ma di sguardi fatati, ama di un amore viscerale, figlio di un cuore che batte in maniera spasmodica al solo pensiero di “lui”, ama di un amore incondizionato, che se ne infischia delle frasi fatte, dette da chi non può carpire il vero significato della passione. E poi, a distanza di anni, arriviamo noi, uomini traballanti nel nostro caliginoso cammino, pronti a svenare il passato, accecati da una superficialità e da un rimorso che ci rendono unici, saggi e chissà perché, sempre in clamoroso ritardo, un po’ più esperti in materia.
    Grande Paola….complimenti

    1. Grazie per il suo “grande”, che davvero mi mette un po’ di soggezione e mi fa sentire sotto esame attento di chiunque legga il suo commento, per verificare quanto io lo meriti.
      Condivido pienamente il suo “sempre in clamoroso ritardo”…un po’ meno il suo “un po’ più esperti in materia”, perchè non sembrate imparare molto dall’esperienza. Sono comunque molto fiera del suo commento maschile, che mi fa pensare ad un uomo tutt’altro che traballante, visto che ha individuato in Eleonora l’AMORE. Un saluto. PAOLA PICA

      1. Rileggendo la sua replica, ho pensato che solo leggendo il mio UN UOMO lei possa capire il mio giudizio sulle affermazioni nella sua replica.
        Mi faccia sapere se la lettura le avrà chiarito il mio punto di vista su chi si sente “un po’ più esperto in materia”, senza imparare niente dalla sofferenza inferta agli altri.

        Per ricevere una copia omaggio, si metta in contatto con la Redazione, esclusivamente via mail, indicando il titolo del mio libro e il suo indirizzo postale. PAOLA PICA

      2. Giancarlo Napolitano, se è ancora dell’idea di dissertare sulle differenze uomo-donna sul modo di amare…la invito di nuovo a mandare i suoi dati alla Redazione. Un caro saluto. PAOLA PICA

  20. Ciao Paola,

    E’ stato un immenso piacere vedere il tuo libro per la Fiera dell’estate, io ho già avuto il piacere di leggerlo, ricordo con chiarezza tanti passaggi, tu hai descritto in modo stupefacente le virtù e i difetti di questo ” Uomo per bene” per questo, consiglio di leggerlo.
    Serve a far riflettere, proprio per i comportamenti descritti con tanta precisione, e con una grande abilità.
    Paola, posso farti anche i complimenti per la copertina che hai messo per questo romanzo?
    Ti ricordi la poesia che ti ho dedicato?

    Con affetto

    Maria Luisa

    1. Cara M. Luisa, grazie per essere di nuovo qui a parlarmi e a commentare una lettura di cui hai già detto tante cose belle a suo tempo e a seguito della quale mi hai regalato il privilegio dei tuoi versi. Grazie ancora, cara amica, visto che ormai ti considero tale. Grazie anche per l’apprezzamento estetico sulla copertina, che, come sai, ho voluto fortemente che fosse così.Un abbraccio. PAOLA

      1. Carissima Paola,

        Ti ho parlato del libro, di come la sua lettura sia fluida ed enigmatica, di come mi abbia intrigato questo uomo affascinante e pieno di difetti, che tu hai saputo descrivere benissimo, ho avuto come la sensazione che tu abbia adoperato la creta e lo hai plasmato e costruito come lo vedevi nella tua mente di scrittrice.
        Quello che non ho fatto, e lo faccio ora con tutto il cuore, è ringraziarti per le parole che mi hai dedicato sul libro.

        “A M. Luisa, incontrata per caso in un giorno di sole, mentre eravamo
        entrambe a spasso nella Blogosfera in compagnia di UN UOMO PER BENE; e
        diventata un’amica tutt’altro che virtuale.
        Con affetto e ringraziamenti per la sua stima. PAOLA PICA”

        Auguri Paola per il tuo presente e il tuo futuro di scrittrice

        Manuale di Mari è un grande giardino, le parole e i racconti portati dal vento volando alti nel cielo, ci donano il profumo dei fiori.

        Un abbraccio

        Maria Luisa Seghi

      2. Cara M.Luisa, prendo visione soltanto adesso di questa tua ulteriore replica; e la causa del mio ritardo è stata tutt’altro che futile.
        Vedo che hai perfino riportato la mia dedica alla tua copia di UN UOMO, per comunicarla ai nostri amici in Fiera. Grazie ancora, per la tua presenza e per il tuo interesse.
        Ma anch’io ho qualcosa di tuo da mostrare agli altri…altro che dedica!…Tu hai composto per me la poesia che segue ed io, di certo, non l’ho dimenticata:

        Un giorno non lontano, mi hai preso per mano…
        Non fisicamente, ma solo virtualmente.

        Ho sfogliato su Internet: pagine e pagine,
        in questo grande mondo, c’è di tutto dal bello al brutto
        Sfogliando…sfogliando, su Manuale di Mari, un sito di autori
        sono approdata,ed è stato lì che ti ho trovata.

        Ti chiami Paola Pica e fai la scrittrice, di questo sono felice,
        Io, che sono pensionata e vivo alla giornata, quando ho visto
        la tua offerta…
        Non ho esitato a fare la richiesta:
        era per me un dono dal cielo, il tuo libro in regalo

        Poi…in un giorno, nuvoloso e triste,stavo pensando alle mie pene
        quando è arrivato il tuo libro:”Un uomo per bene”.
        Ero ansiosa e curiosa di leggere, le tue parole
        proprio per cogliere le virtù,di un uomo..che di altri tempi “Fu”.
        Ma …ahimè dal primo sguardo alle tue parole, mi sono accorta
        che “lui” è un gran bastardo…

        Tu, Paola, sei stata brava,
        di questo “piccolo uomo” hai descritto i suoi difetti così bene,
        che…lui, può essere tutto nella vita, meno che…
        “Un uomo per bene”.

  21. ho avuto il piacere e il privilegio di leggerlo e con piacere rinnovo i miei complimenti all’autrice che ha saputo narrare di piccole cose in maniera emozionante,senza mai far cadere l’interesse e l’attenzione del lettore grazie alle sue splendide capacità di scrittura e all’attenzione e alla cura che a saputo dare alle sfaccettuture caratteriali e psicologiche dei suoi personaggi.

    1. Cara Maria Giuseppa, la risento con tanto piacere e la ringrazio del suo apprezzamento per i risvolti psicologici della vicenda. Spero davvero di appassionarla presto di nuovo. PAOLA PICA

  22. Parole ricche di significato, parole struggenti che delineano un intrigo passionale che arde ma che stride ogni qualvolta la realtà ed il peso di una coscienza irrompe violentemente spezzandone le trame. E’ veramente bello il modo in cui si descrive questa situazione e trovo di straordinaria potenza espressiva il tentativo dell’autrice di far capire quanto sia possibile andare contro il tempo e contro sè stessi, annientandosi di fronte a qualcuno di cui ci si innamora, che si idealizza ma che non è capace di capirci e di leggerci dentro per capire cosa vive oltre un bel corpo. Ciò che trapela da questo brano è la traduzione in parole dell’ardore della fiamma della passione misto al dolore dell’incomprensione che proviene direttamente dal cuore di persone che celano l’amore dietro il sesso, che vogliono semplificare qualcosa di troppo importante per essere gestito e che si accontentano di vivere nell’illusione di aver chiuso a chiave il cuore e di avere gettato via la chiave, perchè guardarvi dentro solo da un piccolo spiraglio è meno impegnativo e fa meno male, privandosi di qualcosa che poteva essere, che non è stato e che resterà per sempre un ardente tormento.

    1. Gentile Giada, ha ragione in tutto ciò che dice, se vogliamo dare un senso generale a tante storie d’amore e sotterfugio che la vita ci propone. Ma Eleonora non dà a quest’uomo-per-bene solo sesso…e non ha buttato via la chiave del suo cuore. Anzi, ce lo ha stampato nei suoi occhi verdi, che per lui diventano verdissimi di passione e di amore vero.Grazie del suo commento, in cui ho trovato un interesse sincero. PAOLA PICA

  23. donna tradita-donna traditrice…spesso un doppio danno, una doppia beffa o anche un sogno che si realizza.Una lettera che lascia un misto di emozione e ci si sente coinvolti,appassionati dell’universo di un lui, di una lei e dell’altra,delle alchimie inspiegabili che portano a dover affrontare delle situazioni sinistre, o semplicemente leggerle per commentarle.Lo stato erotico sembra la fioritura della nostra anima che, inspiegabilmente, deve nutrirsi di emozioni, scoperte e nuovi incontri o spostare lo sguardo per poter guarire.Riguardevole verso l’altro,una raffinatezza nel colloquiare con un -uomo-per bene-.Senza coinvolgimento sentimentale…una frase fatta che può lasciare un segno, portare verso un cammino che non si conosce, o porti interrogativi a cui non ci si può sottrarre.
    Complimenti per lo scritto, di una donna per la donna.
    Marisan

    1. Gentila Marisan, il suo dire e non dire mi lascia intravedere spazi nascosti della sua anima, in cui non saprei identificare la linea di demarcazione tra la sua condivisione e la sua critica negativa di Eleonora,donna traditrice e tradita. Grazie per il suo commento. Cordialmente. PAOLA PICA

  24. finalmente sono riuscita a leggere qualche riga di questa emozionante ed appassionante opera. avevo letto su internet che alcune persone avevano avuto l’onore di ricevere questo libro e lo elogiavano.ma non credevo che fosse bello fino a questo punto, trovo che sia una storia di forte passione e in alcune frasi anche piena d’erotismo “elegante”. l’autrice con la sua bravura nello scrivere trascina il lettore in questo fuoco di passione mista a delusione provato dai personaggi. tanti tanti tanti complimenti a paola pica, ottima scrittrice e creatrice di sogni. spero davvero di cuore di essere la fortunata che riceverà il suo libro, ma se così non fosse grazie lo stesso per aver regalato a noi lettrici questo brivido, in bocca al lupo.

    1. Gentile Maria, le lascio una seconda replica, scusandomi per quella frettolosa che avrà già letto. La cosa che più mi gratifica, nel suo giudizio sul brano, è quell'”elegante”, riferito all’erotismo della mia storia. Lei ha centrato il punto: nella mia mente Eleonora è una donna completa, che prova e suscita passione, ma senza scadere nella volgarità, anche quando cammina sui suoi sandali dal tacco alto, perchè lui le ha chiesto di farlo al prossimo incontro, clandestino ma in pubblico, che avranno al bar. Eleonora sa anche essere complice, ma sempre con classe.

      1. Cara Maria, per ricevere una copia omaggio del mio libro, la prego di mettersi in contatto esclusivamente via mail con la Redazione, indicando il titolo del mio libro e il suo indirizzo postale.

        BUONA LETTURA! Spero che la mia Eleonora le piaccia davvero. PAOLA PICA

      2. Gentilissima Paola,
        leggo solo ora il suo invito, al quale mi affretto a rispondere con molta gioia….
        sono stata poco presente su internet in questo periodo per vari motivi; grazie mille.
        Aspetterò l’arrivo di Eleonora a casa mia con gioiosa impazienza.

      3. Ho ricevuto una mail dalla Redazione, purtroppo hanno esaurito le copie omaggio… che peccato…

      4. Gentile Maria, sono piuttosto confusa a proposito del nostro scambio di repliche. Forse perchè ci sono un po’ troppe Marie in giro per la Blogosfera e in Fiera…ma credevo che l’indirizzo inviatomi dalla Redazione e rispondente al nome Maria Delle Fave fosse il suo.
        A tale indirizzo ho già spedito da tempo il mio UN UOMO. Se la Redazione le ha risposto che non ci sono più copie omaggio, evidentemente deve essere così, perchè noi autori non possiamo regalarne più di quattro, secondo il regolamento della Fiera. Mi dispiace e vorrei davvero esaudire il suo desiderio, ma tutto ciò esula dalle mie competenze ormai. Comunque, grazie dell’interesse e un cordialissimo saluto. PAOLA PICA

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