Chi siete… che venite ancora a  scuotere il mio silenzio alla porta del tempo, avete forse seguito il sentiero dell’amore ?
Il sentiero che conduce a luoghi d’ombre tremule, merlettate di luce, dove i sensi placano poco a poco l’ansie quotidiane in un dissolversi delle grida dell’anima in pacati sussurri.
Le vostre domande mi arrivano con un mormorare ondulato, un lento, pacificante bisbigliare di minute voci, voli brevi d’insetti e frinire …..così lievi e dolci all’udito… da far sì che ogni nodo si sciolga, ogni pastoia s’allenti.
Ancora vi chiedete che cosa il Maestro mi ha confidato e che cosa mi ricordo di lui?
Ma siete certi che nessun altro può rispondervi ?
Molti hanno scritto, scritto ed interpretato le sue parole, Lui non scrisse mai nulla, lasciò scrivere, capire, interpretare.
Le parole scritte diventano, mura, tetti, prigioni, ecco perché non dettò mai nulla, ma nemmeno lo impedì. Ai suoi occhi era sufficiente proibire per far sbocciare l’idea di trasgredire: sapeva che nessuno può impedire al vento di soffiare e  che quando il vento sembra calmarsi è solo per ricominciare quando gli parrà, perché esso è come il movimento della Vita che si infila ovunque per insegnare.
Dal momento in cui egli arrivò sulla Terra, il mio “destino fu segnato”, poiché erano stati i nostri cuori a chiamarlo, anche se, fino a quel Momento, noi non lo sapevamo.

Quel vento mi raggiunse un giorno, lo seguivo da lontano, le sue parole erano arrivate alle mie orecchie ma non al mio cuore, i miei occhi volevano vedere, scrutare il predicatore, colui che fu battezzato da Giovanni Battista, lo vidi da lontano sulla riva del fiume. Un uomo, un uomo qualunque, uno dei tanti, la folla ai suoi piedi.
Un grande Rabbi Bianco, le cui parole, i cui atti non lasciavano indifferente nessuno! Egli fisso il suo sguardo su di me, mi fissò camminando, senza fermarsi, senza nemmeno pronunciare una parola.
Ma sentivo la sua voce dentro di me.
Non lo sapevo allora, ma quel giorno il tramonto dei suoi occhi uccise in me il drago.
È bastato lo sguardo di quel uomo e la mia vita è cambiata. E da allora io non guardai più a me stessa, imparai a guardare attraverso i suoi occhi e divenni una donna. Lì divenni Miriam, Miriam di Magdala.

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4 thoughts on “Maddalena, l’amore

  1. “Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
    non già perchè con quattr’occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.”

    come Montale: guardare con gli occhi dell’altro.

    Racconto meraviglioso.

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