Malinne si vestiva da altro,
giocando a non distinguersi.
Imparava gli altrui passi a fatica,
lasciando assopire la sua secolare eleganza.

Malinne era sposa.

Infausto decoro si dipingeva sugli abiti,
sul sorriso dolore a brandelli di carne.

Malinne era madre.
Redivivo pargolo che lei credeva primo.
Il ritorno dell’amato putto
ormai impiccato all’empireo dei respinti.

Malinne non più donna.
Garbo sottratto alle mani,
mollezza delle gote.
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4 thoughts on “Malinne

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