“Ricordi?”
T’aspettavo impaziente
nella stanza vista mare,
udivo i tuoi passi, cauti,
spostavo le tende azzurrine
perchè la luna illuminasse il mio colore ambrato.

“Ricordi?”
Era una sera a me dedicata
dopo lunghi silenzi e inspiegabili assenze.

Il tuo frenetico impaccio nello slegare
i lacci del prendisole giallo,
il tuo tacere, il mio parlare insensato
per distrarre le tue mani:
cercavo la tua anima che mi negavi.

Oggi sono io che ricordo il rumore delle tue dita,
i tuoi accordi improvvisi, spasmodici,
accompagnano ancora la mia sofferta rinuncia,
mentre tu, te ne stai rintanato
nel guscio ovattato della tua solitudine.

***

Immagine: Sogno di Carmen Gravagna, particolare

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