Quel balcone sul cortile, proprio di fronte casa sua, la incuriosiva.
Era strano.
Le procurava una fastidiosa sensazione d’inquietudine.
Si sentiva costantemente osservata.
Più volte aveva chiesto in giro chi abitasse quella strana abitazione.
Nessuno lo sapeva.
Quale mistero custodiva dunque il misterioso abitante di quella casa ?
Perchè la osservava?
Mai panni stesi a quel balcone, mai nessuno vi sostava…
Solo quella porta.
Socchiusa. Di proposito.
Nascondiglio forse per uno sguardo indiscreto?
Forse.
E quello specchio… Là,proprio di lato a quella porta.
Una mattina di sole Cristina vi vide il riflesso di un viso….
Il suo. E allora capì.
Lui la osservava.
Da dietro quella porta socchiusa, nel riflesso di quello specchio.
Lei si muoveva come sempre sul suo balcone.
Ma, come un vestito pesante e ingombrante, lo sentiva sempre addosso quello sguardo.
-Chi sei?
Le capitava di dire spesso sottovoce, quasi timorosa che lui potesse sentirla.
-Che vuoi da me?
Ma,non ne aveva paura. No, non ne aveva.
Una sera di fine estate Cristina, come solitamente faceva dopo cena, si versò appena un dito di Bacardi gelato e giocherellando con quel bicchiere freddo tra le dita, si sedette al buio su quel balcone sotto la Luna splendente.
Alzò gli occhi al cielo.
Era tutto un manto di luccichii di gemme.
Era bello godere di quel magico regalo!
Ne provava un piacere intenso. Un lieve soffio di vento le sollevò appena la gonna lasciando nude quelle gambe toniche e abbronzate.
Fu allora che lo vide.
Per la prima volta da quella porta socchiusa fece capolino una testa bionda e riccioluta.
Si sporse appena per guardarla ma, non appena si accorse di essere stato notato indietreggiò impaurito.
Cristina sorrise divertita.
-Chi sei?
Disse sottovoce…
Lui non rispose.
Era strano.
Da quella casa non giungeva alcun rumore, né musica, né aveva mai notato altre presenze se non quell’unico sguardo.
Sembrava non abitata ma evidentemente qualcuno si celava oltre quelle mura.
Chi?
Perchè si nascondeva ma, soprattutto…
Perchè la osservava così insistentemente da dietro quella porta socchiusa?
Era quasi un appuntamento tacito il loro.
Lei sul balcone, le gambe in vista allungate sul muro, le stelle, il buio intorno.
La notte avvolgente e …
Quello sguardo insistente, misterioso, inquietante.
Dietro quella porta…
Oltre il cortile. Occhi nella notte.
Lui…

-Quella casa oltre il cortile è vuota da pezzo.
Le disse il custode di quello stabile elegante.
-No,si sbaglia.
Io ci ho visto qualcuno mi creda. Un giovane dai capelli biondi.
Un trentenne credo.
– E’ vuota.
Insistette il custode spazientito.
Ma la scena si ripeteva sempre. Tutte le notti .
Sempre uguale.
Lei, la luna, lo “sguardo.”
Il drink ghiacciato tra le mani.
Il silenzio.
Ma non aveva paura, no.
Quello sguardo l’avvolgeva come uno scialle di seta leggera.
Le accarezzava l’anima ribelle, la pelle, le scorreva sui capelli.
-Chi sei?
Sussurrava lei…
Ma lui sfuggiva e spariva.
Oltre quella porta.
Al di là del cortile.
Nel buio della notte.
Ogni mattina passava da quello stabile in cerca di quello sguardo.
Lo cercava…
Non lo trovava…

“La Luna ha i tuoi occhi…”
Era scritto su quella lettera stropicciata…
Una data.
“20 Maggio 2005”
Un anno prima.
“Ti ho amata, desiderata, osservata mia piccola stella lucente.
La Luna ha i tuoi occhi e io vivo nell’argento della sua luce abbagliante.
Ogni notte guardami, cercami, pensami.
E io vivrò…
Ti avrò…
Ci sarò…”
Cristina non capiva.
Quella lettera lasciata in portineria.
-Non ci abita nessuno. Da tanto tempo ormai.
Le diceva il custode rattristato e impensierito.
Ma tutte le notti lei lo vedeva.
Lo vedeva.
-Chi sei ?
Le ripeteva lei.
“La Luna ha i tuoi occhi Cristina…”
Sussurrava lui.
E poi come ogni notte, oltre quella porta socchiusa…
Il buio.
Il silenzio.

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7 thoughts on “La Luna ha i tuoi occhi

  1. Vi ringrazio di vero cuore!

    Avrete notato che i miei scritti sono per lo piu’ indirizzati a chi sa “coglierne” le emozioni.
    Non amo essere la “copia” di nessuno ma sto cercando di crearmi uno stile che appartenga solo a me…

    Il mio obbiettivo?

    Narrativa e poesia in composizioni che si completino a vicenda.

    “Arrivare” senza stupire…

    Un caro saluto

    Malun@

  2. è stupenda..queste parole..questa storia..stranamente mi ricorda momenti estivi della mia adolescenza..quando alla sera sedevo sul balcone di casa a mirare le stelle..grazie

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