Non è voglia di non parlare,
non è un sentimento nuovo
fra i cassetti dell’arredo.
Lascia che la nostra storia si sospenda
nell’aria densa della sera di aprile.
Nessun uomo è finito
finché il sole fa le sue continue giravolte
sopra alla strada bagnata.
Preferirei non averti deluso,
preferirei ci fosse ancora tabacco buono da offrirti.
Vedrai,
lascia che l’arte cada assieme alle parole,
ci sarà un niente d’eterno
scritto nelle gocce della pioggia.
Qualcosa come labbra disegnate, rosse,
delicate come faville nel tempo.
E’ immobile la pace che rappresenti,
la confusione di un addio,  vedrai,
hanno traiettorie –
anche le foglie d’autunno.

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