Ardente mi accoglie il paese di mare
e al tuo abbraccio possente mi sciolgo,
mangime per pesci e gabbiani
attorniati al tuo carisma di conoscitore
dei flussi delle maree e delle insidie
di albe rinate
Nelle profondità oscure degli abissi
amante fantasma ti perdo
tra colonne fosforescenti di inesplorate galassie
a navigare vascelli carichi di alchimie
e di mercanzie impossibili alla luce

Allo zenit del mezzogiorno poi mi ricopri
di rena dorata i fianchi e la schiena,
ipnotizzata sirena dalle pagliuzze
acute del tuo sguardo,

bisbigliano le onde con il vento,

allento il respiro al profumo impigliato
ai riccioli infidi di concubine danzanti..

In fuga varco un cancello divelto
oltre il quale, tra zolle di terra smosse
in forzieri da polvere e sapienza difesi
rifulgono a fuoco marchiati

i nomi dei temi segreti

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