Della prima volta che ci siamo incontrati, ricordo i tuoi occhi e quella mano che supplicava aiuto. Nelle mie tasche neanche l’ombra di quello che cercavi.
Sono andata oltre.
Ma quegli occhi mi sono entrati dentro. E da quel giorno tu lo sai e io lo so, sono passata davanti a casa tua ogni giorno andando a lavoro.
A volte dormivi ancora, a volte semplicemente non eri lì.

Poi quella domenica di due settimane fa, ero seduta in quel bar a fare colazione. In tre secondi ho deciso. E in altri due ero da te con un croissant.
Hai sorriso.

Vuoi entrare?

Non ero abituata a quell’odore.

Sono di fretta devo andare.

Esco io. Ti voglio portare in un posto!

Siamo andati a trovare un tuo amico.
La prima volta che sono entrata in una piccionaia.
Avevi ragione. Da lì la città è semplicemente stupenda.

Hai detto. Ti mostro il mio tesoro. Ti va?

Sei vecchi libri. In lingua francese.

Sul momento ho creduto fosse una bella frase.
Una gran bella frase per uno che di giorno non ha nemmeno di che mangiare.

Poi martedì sera al centro commerciale ho capito cosa intendevi. Seduta al caffè Roma con una fetta di torta, cercavo ristoro.
Da un momento all’altro sei apparso lì su quella panchina.

Che ci fai qui?

Leggere nobilita. Non lo sapevi?

I tuoi libri. Una volta alla settimana ti danno l’acqua calda con cui lavarti.
Incredibile a pensarci.

Ieri, una giornata meravigliosa, iniziata con dei ricordi che mi hanno riportata mesi addietro ad un’altra città, ad un’altra vita, alle cose stupende a cui una scelta folle ha portato.
Ti ho pensato.
Andare a trovare un uomo di 60 anni che vive su una strada.
E’ una cosa folle?
Si. Lo è.

Camminavo con la nostra cena e una bottiglia di vino rosso.
Nella borsa le posate, i piatti, i bicchieri.
Vestita come sai.
Truccata.
Semplicemente in ansia di non essere abbastanza carina.
Come se a te importasse vedermi vestita e truccata in quel modo.

E se non c’è? Se non lo trovo?

Mi sentivo un idiota.
Pensavo al quartiere malfamato che stavo attraversando.
Di nuovo quell’odore. Ma leggermente meno pungente la sera. Chissà poi perché.

Eri lì!
Mi hai guardata e in un istante hai capito.

E’ una vita che non ceno con una donna!

I tuoi 65 anni.
La tua vita.
Quegli occhi pieni del mondo.
L’Africa.
La donna che hai amato per 22 anni.
Il bambino che avete perduto.
I tuoi libri.

E come non mi capitava da tanto,

con le parole,
abbiamo fatto l’amore.

E.

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5 thoughts on “Abbiamo fatto l’amore

  1. Brava Elena. Bel racconto.
    Le nostre possibilità sono quelle che hanno tante altre persone di cui si dice che non hanno possibilità. Ci avete mai pensato? Solo attraverso un nostro gesto altri possono avere una speranza, una occasione di riscatto.

  2. Un bel messaggio, dolce e sensibile.
    Nel periodo del consumismo e della corsa folle ai regali natalizi mi ricorda quanto sono fortunato. Tutti dovremmo essere capaci di piccoli gesti quotidiani per aiutare chi è in difficoltà e come suggerisce l’autrice potrebbe essere un bel modo per raggiungere l’orgasmo mentale.
    AUGURI E BUONE FESTE A TUTTI

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