Miserere
d’ombra
sorveglia
la linea
d’alba
sull’ulivo
dell’orto
e immola
agonie
d’effigie
su essenze
di serti
in ritiro
d’amore
nel recinto
di pietra
nel grembo
di terra
che accoglie
liturgie
d’inferto
abbandono.

Dalla silloge “Graffi obliqui” di Daniela Quieti

(Translated from Italian by Daniela Quieti)

Miserere

Miserere
of shadow
oversees
the line
of down
on the olive tree
in the garden
and sacrifices
agonies
of effigies
on wreath
essences
in retreat
of love
in the stone
fence
in the earth
woumb
harboring
liturgies
of inflicted
treason.
 
From the collection “Oblique scratches” by Daniela Quieti

© 2010, Blog degli Autori. Tutti i diritti sono dei rispettivi autori dei contenuti

20 thoughts on “Miserere

  1. Dolce e brava Daniela, anche se i tuoi versi suscitano l’immagine del bacio traditore, il tuo recinto di pietra e il tuo grembo di terra accolgono e restituiscono anche amore, quello che in punta di piedi, con umiltà e “in campo aperto” ma lasciando un’orma profonda lasci nel tuo percorso. E auguri carissimi per le recenti conferme! Con tutto l’affetto che conosci Lele & co.

  2. Cara Daniela,
    vorrei umilmente esporti la mia personale suggestione suggerita dalla lettura del tuo Miserere.
    In questo Canto di pietà, dall’eco campestre, la morte e la vita (l’ombra e l’alba) assumono vesti dai connotati impalpabili… sovrumani e giungono dall’alto (le fronde dell’ulivo) ad accompagnare nel bene (… ritiro d’amore) e nel Male (… immola) il cammino dell’umana specie.
    Immagini brevissime… essenziali, ma esaustive nel loro messaggio.
    Le figure retoriche che compaiono nei versi impongono al lettore attento profonde meditazioni sull’esistenza e nei sei versi finali sembra alzarsi al cielo il grido di dolore del “grembo di terra” prostrato dalla solitudine.
    Spero di aver colto – anche in piccola parte – l’anima del tuo messaggio.
    Bravissima Daniela!
    Roberto

    1. Gentile Roberto,
      è per me un’emozione e una gioia grande questa tua nota critica che, da Poeta e Persona di pregevole eleganza, mi dedichi, leggendo con sensibilità e nel profondo l’anima del mio messaggio: un’invocazione che tenta di spiritualizzare, nella poesia e nel divino, il mistero del dolore che ognuno di noi vive lungo il sentiero dell’esistenza, quando è lastricato d’amore, e poi di tradimento. Ti porgo i più vivi complimenti per le tue belle opere e per i tuoi successi e ti saluto caramente

      Daniela

  3. C’è un senso di imminente dolore (“ombra”, “sorveglia”) riscattato dal senso dell’amore e della vita (“grembo”), sì che il recinto di pietra si fa quasi protezione, non limite o prigione. Il primo e l’ultimo verso si corrispondono perfettamente, unendo la preghiera e l’abbandono.

  4. Cara Daniela,
    è laica e liturgica insieme questa invocazione.
    Esprime tutto il dolore del vivere che si ricompone nella pietà divina.
    Complimenti per i tuoi recenti successi letterari….ne aspettiamo altri!!!!
    Affettuosamente
    Ida e tutto lo staff

  5. Ti ritrovo , Daniela mia, con la tua lirica che si distingue per l’Unicità del contenuto e dello stile. Il ritmo evocante il salmo ipnotizza e trattiene nella rete della tua terra d’ulivi e d’abbandoni, dove si condivono gli aspetti ambivalenti dell’esistenza stessa e lo stile è la tua magica capacità di dire tutto con versi di poche, a volte di una sola parola, privi di sacche di estetismi inutili, sorvegliati, eppure così caldi, intensi, struggenti… Ti voglio bene e ti stimo infinitamente!

    1. Mia carissima Amica,
      le tue generose parole mi emozionano e mi gratificano in modo particolare. Considero il Salmo del Miserere un testo profondamente significativo, proprio per quella ultima invocazione di pietà che supplica di trasfigurare, in un dopo esilio, un cuore di pietra in uno di carne.
      Ti abbraccio con affetto

      Daniela

  6. Cara Daniela,
    da tempo mi mancavano i tuoi versi, brevi come dardi e intensi. Un miserere tra liturgia e inno, dove i versi malinconici culminano nel ritiro d’amore che non è un abbandono da compiangere ma una pausa per meditare, nel grembo della terra, arché d’ogni cosa, prima di ricominciare ad amare con la stessa se non maggiore intensità.
    Con affetto e stima
    Luciana

  7. Cara Daniela, questa lirica è quasi un’invocazione liturgica, divina e modernamente umana al contempo. Complimenti. Antonello

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