L’estate volgeva al termine, ma il sole dardeggiava ancora su Tuhtmaar, la capitale del regno di Arjiam. L’acqua scorreva lenta nel letto dei due fiumi, il Suszray e il Whahajam, e sembrava adattarsi al ritmo sonnolento di quel pomeriggio afoso, trascinandosi pigramente in mezzo alle canne, aggirando rocce e massi per lambire dolcemente le rive con un debole sciabordio.
La pigra tranquillità di quelle ore torride, ad un tratto fu percorsa da un tremito, da una vibrazione d’energia, mentre nel cielo si stagliava l’ombra di un’aquila del deserto. Il rapace sorvolò le residenze delle nobili Famiglie di Arjiam, volteggiando più volte sui lussuosi padiglioni del palazzo ter Hamadhen, ma non appena percepì una voce di donna elevarsi dal Santuario del Suono Sacro, si diresse all’isola in mezzo al fiume Suszray, dove il Santuario sorgeva. Mentre la voce continuava a dispiegarsi con dolcezza ipnotica, l’aquila penetrò nel cuore del Santuario, posandosi sulla pietra di luna sospesa sulla grande vasca sacra. Girò il capo, ascoltando con attenzione, finché i suoi occhi si fissarono sull’entrata di una delle cappelle. La Magh, attratta da una consonanza incomprensibile e ignota, uscì indugiando sgomenta sulla soglia nello scorgere il rapace; soggiogata dalla forza di quello sguardo magnetico, tramutò l’inno del raccoglimento in quello della contemplazione, andando sotto la pietra di luna della piscina sacra. Il canto sacro acquisì vigore, animandosi in un ritmo sempre più frenetico, mentre l’enorme gemma iniziò a vibrare. L’acqua della vasca sacra prese a ruotare rapidamente innalzandosi in un vortice che, avvolta completamente la donna, giunse a sfiorare la pietra di luna.
La voce della Magh fu incrinata da un tremore d’indecisione: avrebbe desiderato con tutta se stessa abbandonarsi a quelle vibrazioni magiche, ma aveva promesso al suo compagno di non compiere più alcun rito per non danneggiare la vita che portava in grembo. Tentò di smettere, ma gli occhi dell’aquila tornarono a scrutarla. Il Suono Sacro, la vibrazione che aveva dato vita a tutto il Mondo e che lo animava, non avrebbe mai potuto essere pericoloso per la sua creatura.
Rassicurata da quel pensiero, Xhanys dispiegò la sua voce nelle sillabe arcane dell’inno sacro, affrontando con sicurezza le luminose note acute dell’inno per sprofondare poi nel baratro vellutato e tenebroso di quelle gravi, cedendo al sentimento di piacere e d’ebbrezza che la stava invadendo. Suono e Silenzio, Luce e Oscurità, si cancellarono nella sua percezione e Xhanys si disciolse nella vibrazione della sua Armonia, abbandonandosi al Suono Sacro. L’aria si accese di lampi azzurrognoli e un improvviso scoppio agghiacciante la fece barcollare e la donna, sconvolta dalle immagini che sorgevano dal Tempo che sarebbe venuto, lanciò un urlo di terrore: l’incantesimo s’infranse, l’acqua di colpo ricadde in onde scomposte e l’aquila, dopo aver lanciato uno strido, svanì. Xhanys, priva di forze, si accasciò su se stessa, crollando nell’acqua, dove annaspò come un naufrago alla disperata ricerca di un appiglio e, solo dopo aver trovato la sicurezza del bordo della vasca, si rese conto di trovarsi nella piscina sacra. Mentre aspettava che il respiro e il frenetico pulsare delle tempie si acquietassero, Xhanys scrutò inquieta intorno a sé, nel timore di veder risorgere dall’oscurità del Tempo il fantasma della visione, ma i raggi del sole filtravano dall’ampia apertura sopra la vasca sacra, inondandola di luce.
Era al Santuario e non ricordava nemmeno di essersi allontanata da palazzo. Cosa era successo?
“Stavo solo sognando”, mormorò spaventata. “Stavo solo sognando!” reiterò con forza per convincersi.
In preda alla disperazione e al panico, Xhanys si precipitò fuori dal Santuario e iniziò a vagare per le vie di Tuhtmaar senza una meta precisa, sempre più confusa dalle grida dei venditori e soffocata dal caldo finché, facendosi largo tra il via vai di cavalli, portantine e carri che affollavano le strette viuzze della Città Vecchia, riuscì a districarsi dai vicoli del quartiere commerciale e a raggiungere la strada che costeggiava il Whahajam. Come una sonnambula senza rendersi nemmeno conto delle sue azioni, ne seguì un lungo tratto fin quasi all’altro capo della città quando, in un improvviso barlume di coscienza, riconobbe uno dei ponti che segnavano il confine tra i quartieri popolari della capitale e quello nobiliare: dopo averlo attraversato con passo vacillante, s’inoltrò nel lussureggiante parco del palazzo ter Hamadhen percorrendo un viale fiancheggiato da oleandri in fiore. Prima però di raggiungere il palazzo, si sentì mancare ed estenuata si sedette all’ombra delle grandi palme e dei cipressi stringendo con l’altra mano il ciondolo a forma di Uroburo che le pendeva sulla fronte.
Non era un incubo, aveva davvero avuto la visione: ciò che aveva visto confermava la sensazione di rigetto e ripulsa provata quando quella mattina Mazdraan l’aveva baciata. Nei lunghi anni dell’apprendimento alla Casa dell’Armonia e poi in quelli di pratica come Magh, si era sempre recata al Santuario fiera e traboccante d’esultanza per il talento che la rendeva speciale e diversa da ogni altro essere umano. Grazie al magico dono dell’Armonia poteva sollevare il velo della realtà che celava a tutti il mistero del Suono Sacro e sfiorarne l’essenza divina; ma quel giorno, in quello stesso luogo così amato e venerato, la sua felicità e il suo futuro erano andati distrutti. Le sembrava che l’Armonia stessa, che le aveva permesso di raggiungere uno dei gradi più alti nella gerarchia dell’Ordine dell’Uroburo nonostante la sua giovane età, non fosse più un dono ma un fardello. Avrebbe desiderato essere una persona normale e non una Magh; avrebbe preferito l’ignoranza alla conoscenza.

***

Dal libro Il Suono Sacro di Arjiam di Daniela Lojarro

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27 thoughts on “Il Suono Sacro di Arjiam di Daniela Lojarro

  1. ciao Daniela, ho letto attentamente il tuo brano, il mondo del fantastico e della storia antica mi affascina e per certi versi ho riscontrato assonanze con Salmbò di Flaubert, i bellissimi romanzi di Waltari, il Signore degli Anelli. Ti dico anche che secondo me è una scrittura su cui devi lavorare, rendere più semplice, pur senza perdere le qualità evocative e di musicalità che la contraddistinguono. Ma le doti di fondo, inoltre partire con oltre 700 pagine e un grande entusiasmo, indicano che hai tante frecce al tuo arco ( tanto per rimanere nel tema ) e l’avvenire potrebbe riservarti belle sorprese.
    Andrea M.

    1. Grazie, Andrea, per aver dedicato un pò del tuo tempo alla lettura di questo brano. Annoto le tue osservazioni insieme con le altre dei lettori di questo blog e di Anobii per tenerne conto per il prossimo!
      Auguri di un sereno 2011!

      Daniela

  2. Cara Daniela ti scrivo di nuovo, perchè questa volta ho letto il tuo bellissimo libro; era proprio come me l’avevo immaginato….fantastico, capace di trasportarti nel luogo dove si svolge la storia, di immedesimarti con i protagonisti e di vedere sconfitto il malvagio Mazdraan, ricomporre la sintonia e vedere Fahryon insieme al suo Uszrany finalmente felici, anche se all’inizio è stato un pò difficile ricordare tutti quei nomi complicati ma ti devo dire che il tuo libro è proprio bello bello, mi ha affascinato e non ho smesso di leggere fino alla fine nonostante avessi anche delle cose da fare in casa una famiglia e dei figli, perchè volevo capire come finiva ed ero presa dalla storia.
    Grazie grazie grazie……mi hai fatto un regalo bellissimo!!!!

    1. Cara Natalia,
      grazie a te per la curiosità che hai avuto nel proporti: non è da tutti interessarsi al libro di un perfetto sconosciuto. Sono felice che ti abbia appassionato la storia regalandoti ore emozionanti: trasmettere emozioni, restituire un mondo e far sognare è ciò che cerco sempre di fare sia con la scrittura o con il mio lavoro con il canto.
      Un caro abbraccio

  3. @ Fabio:

    Una fiat uno diesel …. ahahaha!!! L’immagine rende adeguatamente l’idea. Infatti, leggere solo alcune righe è limitativo e, per questa ragione, ho consigliato altri siti dove poter almeno leggere l’intero prologo.
    Buon pomeriggio.

  4. Gentilissima Daniela,
    avendo letto solo cinquanta righe del suo racconto il commento allo stesso non poteva che essere superficialmente inadeguato qualsiasi cosa avessi scritto.
    La mia prima sensazione visiva é stata quella di una vecchia Fiat UNO Diesel……un po’ impegnativa da avviare in pieno inverno.
    Mi rendo conto che già descrivere e dare delle sensazioni visive al lettore non é cosa semplice, figuriamoci tentare di trasmettere delle percezioni sonore.
    Avendo riletto più volte l’estratto del suo racconto ne ho sempre più apprezzato la melodia.
    Buona giornata

  5. Grazie a Stefania, Fabio e Liliana per i loro commenti.

    Il libro ha una certa mole, 704 pagine per la precisione, e la storia non si dipana certamente con il ritmo di un thriller né si tratta di un fantasy epico, entrambi generi che mi lasciano indifferente (tranne alcune eccezioni), ma di un fantasy basato su una ricerca iniziatico/esoterica. Avendo creato un mondo, per l’appunto fantastico, in cui il Suono ha il ruolo di Principio Motore, ho cercato, di conseguenza, un linguaggio che rispecchiasse l’importanza della parola sia parlata che cantata in tutte le sue sfumature. Le descrizioni sono funzionali quindi alla caratterizzazione stessa di un certo tipo di struttura sociale che ha generato, a sua volta, un certo tipo di cultura.

  6. Devo dire che il genere del racconto mi piace, è misterioso, esotico, magico. Da una prima lettura alcune parti soprattutto descrittive sembran un pò pesanti ma forse nel contesto generale servono per creare la giusta atmosfera.
    Spero di poter ricevee una copia del libro e valutarlo con calma.
    Intanto sono contenta di aver letto questo piccolo brano e credo che possa davvero essere per me e non solo una lettura piacevole e evasiva…

    Stefania C.

  7. Buongiorno,
    ho trovato, nelle poche righe lette, una voglia strabordante dell’autore nel volere raccontare la storia che però mi sembra si sia fermata un po’ troppo su dettagli troppo ricercati e con descrizioni forse un po’ prolisse.
    Troppo poco per esprimere un parere che possa essere veritiero.

  8. Poche righe e mi sono immersa nel mondo magico di Xhanys .Veramente avvincente: vorrei conoscere il resto della storia.

  9. Penso che non si tratti di ipocrisia da parte dei Lettori quanto il tipo dell’iniziativa stessa. Si inserisce un commento sotto la scheda del libro che interessa leggere per poterlo ricevere; se la trama, lo stile, il genere non piacciono, si passa al seguente.

  10. Ho letto parecchi intro della fiera, sinceramente sono rimasto molto affascinato anch’io dalle idee e dalla voglia di fare, di scrivere… questo racconto è moto interessante… tuttavia pare andare avanti già dall’introduzione troppo troppo lentamente e prolissamente, il lessico è ricercato e ben dosato, ma appesantisce un pò tutta la struttura… perdersi in belle parole spesso rende prolisso il periodo ammorbando il lettore, per il resto penso sia molto bello,
    io avrei un piccolo apppunto anche da fare…. se tutti commentiamo senza dare mai una piccola critica ma solo elargendo ipocriti ” BELLISSIMO ” ” OTTIMO” … ” da leggere ” a tutti i libri presenti penso che nessuno possa avere mai un’idea obiettiva delle potenzialità del proprio testo….

  11. Ringrazio voi, Lettori, che sono passati da qui lasciando le loro impressioni. Sono felice di trovare delle persone che, in mondo sempre più affannato, si prendono, invece, il tempo di leggere con attenzione anche le pagine di un autore sconosciuto. Sono anche sorpresa come anche solo da queste poche righe, siate riusciti a cogliere le sfumature più importanti del mio romanzo: la musicalità, il profumo dell’Oriente, il misticismo legato all’esperienza del Trascendente.
    Rispondo brevemente a Petrone: l’epoca storica è imprecisata ma la società che ritraggo poco per volta nell’evolversi della trama è sicuramente d’impronta tardo medioevale. Il regno è immaginario ma nella descrizione di una terra compresa tra due fiumi si può intravedere la lontana Mesopotamia. Anche i nomi che ho creato – non facili da ricordare! – hanno radici persiane, alcuni etrusche, altri egiziane. Per facilitare il lettore ho inserito alla fine una legenda con i nomi dei personaggi, delle feste religiose, dei luoghi, dei riti e delle stagioni. Purtroppo, non è stato possibile inserire una mappa del regno ma spero di poterla introdurre nella prossima edizione. Infatti, un lettore, che è disegnatore, è rimasto così affascinato dal libro, da impegnarsi a disegnarne la mappa.
    Su Anobii potete anche trovare la scheda del libro con le recensioni e i commenti di altri lettori. Altre informazioni, si possono trovare nel gruppo che ho creato su Fb e di cui sopra avete il link. Altrimenti, potete lasciarmi un messaggio direttamente qui: sarò lieta di rispondervi.
    Grazie
    Daniela Lojarro Rascher

  12. Atmosfera d’ Oriente declinata con sospiro occidentale si respira nel monumentale romanzo di Daniela Lojano, ” Il suono sacro di Arjam “.
    La trama trasuda musicalita’ e poesia, mistero e introspezione. Nel profondo di periodi trasognanti liricita’ , ecco il mistero della vita illuminarsi di verita’.
    Spero di proseguire nella lettura per gustare quel sapore mistico che rende il pratico trascendente.

    Gaetano

  13. Atmosfere di civiltà immerse nella jungla orientale – indiana; è questa la sensazione che percepisco leggendo le righe e immaginandomi il contesto che però non riesco a datare… Avvincente e misterioso potrà sembrare questo romanzo. Complimenti per le atmosfere e sicuramente anche per la storia.

      1. Grazie, il libro mi è arrivato venerdi scorso, sorpresa graditissima, e non vedo l’ora di leggerlo.
        Non appena finito (mi dia un pò di tempo perchè abbastanza lungo) le faro senz’altro sapere le mie umili impressioni.
        Grazie ancora e tanti auguri per la sua professione.
        Sabato.

  14. Da quel poco che ho letto di questo romanzo, ho capito che per me è molto affascinante l’atmosfera che c’è intorno alla protagonista, il mistero della visione che ha la Magh, rende questo racconto molto intrigante e mi piacerebbe proprio poterlo leggere.
    Natalia

      1. Ti ringrazio Daniela, sono sicura che sarà una lettura avvincente e capace di trasportarmi con la fantasia dentro la tua storia. Grazie di nuovo a te e alla casa editrice.
        Natalia.

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